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 18 Giugno 2018 - 5 Tamuz 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
È permesso celebrare il Bath Mitzvah in Sinagoga?
Una ragazza è considerata Bath Mitzvah dopo aver compiuto dodici anni e un giorno. (Niddah 45b)
Non ci sono altre fonti nella Ghemarah riguardo alla celebrazione del Bath Mitzvah. Quindi è necessario fare riferimento a fonti dei Rishonim e Acharonim.
Una parte dei Poskim considera la celebrazione pubblica del Bath Mitzvah proibita poiché associata ad una usanza non Ebraica (Zekan Aharon 1, 6). 
 
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Anna
Foa,
storica
È davvero strano quello che sta succedendo oggi fra gli ebrei. Il mondo ebraico è sempre stato caratterizzato dal suo ampio accesso all’alfabetizzazione e alla cultura. La distanza da questo punto di vista fra ebrei e non ebrei è stata sempre grande, anche se minore di quello che si ritiene normalmente. Non solo, ma la cultura è sempre stata molto considerata nel mondo ebraico. Nel mondo yiddish in particolare, l’yichus, la nobiltà del lignaggio, non proviene dal denaro e dalla fortuna nel commercio ma dal sapere, dalla tradizioni di studiosi e di rabbini.
 
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Aquiloni incendiari e razzi
le minacce da Gaza
Nelle scorse ore sirene d’allarme sono risuonate in diverse città e località israeliane vicine alla Striscia di Gaza, tra cui Ashkelon, Netiv Ha’asara e il kibbutz Yad Mordechai. Il motivo è nel nuovo lancio di razzi da parte di Hamas. “Si tratta di atti terroristici che vogliono mettere in pericolo la vita degli abitanti del sud di Israele” ha commentato il portavoce dell’esercito. Prosegue anche il lancio di aquiloni incendiari, con conseguenze molto gravi per le comunità agricole della regione.

Nella giornata di mercoledì la Knesset, il Parlamento israeliano, sarà chiamata ad esprimersi su un disegno di legge che prevede la punibilità fino a 5 anni per filmati e video relativi a soldati in azione.
Repubblica segnala la preoccupazione di “gruppi per il rispetto dei diritti umani, le cui prove di maltrattamenti o di uccisioni di palestinesi hanno spesso portato i responsabili di quei crimini a essere processati”.
Ad essere riportate anche le parole del ministro della Difesa Avigdor Lieberman, che sostiene il provvedimento: “I militari israeliani – afferma – sono sotto attacco costante da parte di coloro che odiano Israele e dei sostenitori del terrorismo che cercano di macchiarne l’operato”.

Omicidio razziale. È l’accusa della moglie di Assane Diallo, senegalese di 54 anni ucciso alle porte di Milano. Dice la donna, le cui dichiarazioni sono riportate da La Stampa: “Lo avevano aggredito anche ieri sera mentre beveva una birra al chiosco. Un razzista pieno di tatuaggi che diceva di essere il nipote di Mussolini”. Secondo quanto è emerso, scrive il quotidiano torinese, il killer potrebbe essere un vecchio criminale di origine calabrese ma non legato ai clan della ‘Ndrangheta attivi sul territorio.

Un rave illegale di estrema destra ha generato caos e proteste al quartiere Flaminio a Roma. Spiega il Messaggero: “Non anticipata da messaggi o locandine, l’indirizzo non figurava neppure sull’invito corso sui social, in una location all’aperto in via degli Olimpionici, si è tenuta la decima edizione della Tana delle Tigri, raduno annuale di CasaPound, iniziato alle 19 e proseguito fino a tarda notte”. Sottotitolo dell’evento: “La paura appartiene alle prede”.
 
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  davar
israele - la situazione al confine con gaza
L'esercito: "Colpiamo Hamas
ma evitiamo una escalation"

Cercavano di sabotare la barriera di sicurezza che divide la Striscia di Gaza da Israele ma sono rimasti coinvolti in un'esplosione e il loro progetto è fallito. Questa la cronaca, riportata dall'esercito israeliano, dell'ultimo tentativo “di cinque terroristi palestinesi di danneggiare l'impianto di sicurezza nel Nord della Striscia di Gaza”. La struttura, dichiara il portavoce dell'IDF, è esplosa e “diversi terroristi sono rimasti feriti”, uno è rimasto ucciso. Per paura di ulteriori tentativi di infiltrazione, le autorità hanno disposto la sorveglianza aerea con droni della zona dove c'è stata l'esplosione, non distante dal Kibbutz di Nahal Oz. Quest'ultimo è uno dei luoghi più colpiti dagli aquiloni incendiari provenienti da Gaza, la nuova arma utilizzata dal terrorismo palestinese per danneggiare campi e riserve naturali israeliani. L'esercito sta cercando di prendere le misure contro questa nuova minaccia ma ha invitato – fanno sapere i media locali -  il governo di Gerusalemme a evitare di chiedere l'uccisione dei responsabili del lancio di aquiloni per non innescare un'escalation di violenza più ampia sul confine.
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mondiali - dopo l'augurio da gerusalemme
L’apertura dei tifosi sauditi:
“Un'amichevole con Israele”

È il Mondiale delle sorprese. Argentina e Brasile che impattano rispettivamente con Islanda e Svizzera. La Germania detentrice del titolo che affonda con il Messico. Ma le sorprese, come spesso accade, arrivano anche fuori dal campo.
“Una partita amichevole con Israele. Perché no?”. Parole che pesano se a pronunciarle sono dei tifosi dell’Arabia Saudita, raggiunti dalla televisione israeliana a poche ore dall’incontro inaugurale con la Russia. Lo stato d’animo, alla vigilia del match, era senz’altro euforico. Magari gli stessi tifosi, poche ore dopo, con cinque reti incassate dai padroni di casa, non si sarebbero neanche fermati davanti alle telecamere. Resta però il fatto. Ed è un piccolo-grande miracolo sportivo, ancor più sorprendente perché realizzatosi a breve distanza da alcune affermazioni del portavoce del ministero israeliano agli Affari Esteri Emmanuel Nahshon.
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l'incontro al meis
Talmud, il sapere da tradurre
Decine di tomi di dimensioni enciclopediche, migliaia di pagine in folio, centinaia di commenti e un mare di conoscenza. È il Talmud, testo fondante dell’ebraismo insieme alla Torah.
In quel mare di conoscenza, dove non sempre è facile navigare, dal 2011 è in costruzione un faro: il Progetto di traduzione del Talmud Babilonese in italiano, frutto del protocollo d’intesa siglato tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Un’impresa titanica, complessa e raffinata che, dopo la pubblicazione per Giuntina del Trattato Rosh haShanà (“Capodanno”), ha da poco raggiunto il secondo traguardo: è fresco di stampa anche il Trattato Berakhòt (“Benedizioni”), presentato al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah da rav Gianfranco Di Segni, Coordinatore della traduzione. Partendo dal percorso espositivo del MEIS, che prende avvio dalla distruzione del Santuario di Gerusalemme, nel 70 e.v., rav Di Segni è entrato nel vivo di una pagina per spiegare “come gli ebrei abbiano sostituito quel Tempio con la sinagoga, diventata il luogo in cui ci si riunisce per studiare e pregare, e come le preghiere e lo studio della Torah abbiano preso il posto dei sacrifici che si offrivano nel Santuario.

Daniela Modonesi

(Foto di Marco Caselli Nirmal)
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elezioni in comunità
Trieste, rinnovato il Consiglio
Il presidente uscente Alessandro Salonichio ha ottenuto il maggior numero di preferenze tra gli iscritti della Comunità ebraica triestina chiamati ieri ad esprimersi in occasione del voto per il rinnovo del Consiglio comunitario. Ad essere eletti anche Davide Belleli, Livio Vasieri, Mauro Tabor, Nathan Israel, Paolo Volli e Ariel Camerini. Nel corso della prima riunione del nuovo organo di governo comunitario saranno nominati presidente, vicepresidente e Giunta.
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qui casale monferrato
Da Stravinsky a Milhaud, musica
protagonista in sinagoga

È un programma per pianoforte a quattro mani a concludere la stagione musicale in Sinagoga a Casale Monferrato. Protagoniste dell'ultimo appuntamento domenicale, prima dell'estate, Cristina Laganà e Cecilia Novarino, virtuose della tastiera con una scaletta popolare, accattivante, con un'attenzione anche per i più piccoli ma eseguita con una cura particolare: “Le Carnaval des animaux” di Camille Saint-Saëns (1835-1921), “Five Easy Pieces” di Igor Stravinsky (1882-1971) e Le Bœuf sur le Toit” di Darius Milhaud (1892-1974).
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION 
Il Meis visto dagli Stati Uniti 
Il Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara continua ad attirare l’attenzione dei grandi media internazionali. Nei giorni scorsi è stato il turno del Washington Post, che ha dedicato al polo un’intera pagina, ripresa nell’odierna uscita di Pagine Ebraiche International Edition “Per spiegare la missione del Meis, la direttrice Simonetta Della Seta pone questa domanda: in cosa questo museo è diverso dagli altri musei ebraici? Prima di tutto, non chiamatelo ‘museo ebraico’ è un ‘museo nazionale dedicato agli ebrei’ spiega Della Seta” scrive la giornalista del Post Vicky Hallett. “Della Seta, accademica, giornalista e diplomatica, proveniente da una famiglia di sopravvissuti alla Shoah, è altrettanto vigorosa nello specificare che il Meis non è un memoriale. ‘Parlare degli ebrei come un popolo morto non sono io,” spiega. “Esporre oggetti sotto vetro non sono io’”.
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pilpul
Oltremare - Altezze
Tel Aviv guardata dal basso, in particolare dal treno che la taglia tutta in verticale da nord a sud, è diventata davvero una selva. Qui la ferrovia non va sottoterra, resta poco sotto al livello dell’autostrada, la Ayalon che in teoria dovrebbe portare il peso di buona parte dei pendolari che lavorano in zona, a spanne il 90% della popolazione del paese, ma è da anni che non ce la fa, ed è un ingorgo continuo e senza tregua mattina pomeriggio e sera. Anche i treni sono stracolmi e quando i giornali parlano della crisi degli alloggi, e del fatto che lo stato non costruisce mai abbastanza abitazioni per le nuove famiglie, io penso sempre che basta guardare il serpentone di macchine sulla Ayalon e i treni in cui al mattino viaggia oltre il doppio dei viaggiatori che possono trovare posto a sedere, e si capisce subito che per quanto pochi, noi israeliani stiamo diventando velocemente troppi. Ma a Tel Aviv centro i palazzi di uffici arrivano tranquillamente ai 40-50 piani, e crescono come funghi uno addosso all’altro, così vicini che in caso di terremoto si tengono su a vicenda, almeno. Ora si sa che gli israeliani applicano la fantasia al potere in molte cose e io mi domando: ma se una enorme maggioranza del lavori – è provato – si può fare tranquillamente da casa, con internet, video-telefonate e video-conferenze, non si potrebbe ristrutturare tutti quegli uffici nuovi di zecca e adattarli ad uso abitativo?

Daniela Fubini, Tel Aviv
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