Ephraim Mirvis, rabbino capo
di
Gran Bretagna
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fa differenza se i nostri nomi saranno o meno conosciuti tra cento o
duecento anni. Ciò che fa la differenza è cosa facciamo oggi. Se diamo
l'esempio, quello che rappresentiamo ora e per cui viviamo passerà in
eredità a tutte le generazioni a venire.
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Anna
Foa,
storica |
Fanno
ieri ottant’anni esatti dall’uscita del primo numero de La difesa della
razza.. rivista a cadenza quindicinale, diretta da Telesio Interlandi,
che uscì dal 1938 fino al 1943. A partire dal 20 settembre 1938 fu
segretario di redazione della rivista Giorgio Almirante, a cui mancò
poco che, recentemente, il Comune di Roma dedicasse una strada. La
rivista, che ebbe inizialmente una vastissima tiratura, oltre centomila
copie, rappresentò il principale veicolo dell’antisemitismo nell’Italia
di quegli anni.
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Legge Mancino, l'attacco
del ministro continua
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Nonostante
la posizione contraria del Primo ministro Conte e del vicepremier Di
Maio (Repubblica), il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana continua
a cercare di attirare l'attenzione attaccando la Legge Mancino.
Intervistato da La Stampa, Fontana afferma che la legge che contrasta
l'istigazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali
etnici, religiosi o nazionali sarebbe “giusta ma usata per fini
sbagliati”. Un'affermazione a cui il ministro non fa seguire prove ma
un generico attacco al “mainstream globalista” che sarebbe per
“l'immigrazione incontrollata”, a differenza sua e del suo partito, la
Lega, che vogliono “fermare l'invasione e difendere la propria cultura”.
Siria, ucciso lo scienziato delle armi chimiche di Assad. II dottor
Aziz Asber era responsabile del Centro di ricerca e sviluppo
scientifico siriano di Masyaf sulle armi chimiche. È stato ucciso
nell'esplosione di una bomba che ha investito la sua auto. L'attacco è
stato rivendicato da un gruppo vicino ad Al Qaeda ma, scrive Repubblica
“molti osservatori dubitano della legittimità della rivendicazione e
sospettano che in realtà dietro l'attentato ci sia essere Israele e
dunque il Mossad”. Israele non conferma e non smentisce ma secondo La
Stampa questo tipo di attacchi rappresenterebbero anche un messaggio
alla Russia: “è in corso un negoziato difficile con Putin, una
trattativa che nelle intenzioni di Israele dovrebbe portare alla
partenza di iraniani e Hezbollah dalla Siria. Mosca ha replicato
offrendo un ripiegamento dei miliziani khomeinisti di circa 100
chilometri dalle alture del Golan. La partita è aperta e lo Stato
ebraico non si sente vincolato, quindi appena può incide mentre più a
Est la tensione risale per le esercitazioni navali dei pasdaran, le
minacce su Hormuz e un nuovo pacchetto di sanzioni Usa contro Teheran”.
Israele, 90mila contro la legge. Repubblica riporta in una breve la
protesta di 90mila persone in Israele, scese in piazza Rabin, a Tel
Aviv, per contestare la nuova legge sull'identità nazionale. Alla
protesta hanno partecipato migliaia di drusi ma anche ex responsabili
della sicurezza fra cui ex capi del Mossad, dello Shin Bet, e delle
forze armate. “Israele, Paese democratico, è lo Stato nazionale del
popolo ebraico I diritti del privato cittadino sono garantiti da molte
leggi. La legge Stato-Nazione non colpisce quei diritti: servirà a
garantire il carattere ebraico nelle generazioni a venire” la risposta
del Premier Netanyahu.
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i colloqui per una tregua duratura
Israele-Gaza, trattativa in bilico
In
cessate il fuoco duraturo che garantisca la sicurezza dei cittadini del
Sud d'Israele in cambio di un accordo per migliorare le condizioni di
vita nella Striscia di Gaza. Sono questi i piani di cui stanno
discutendo Israele, Egitto, Hamas, Autorità nazionale palestinese e il
coordinatore Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay
Mladenov. I termini di questi piani non sono però chiari: negli ultimi
giorni i quotidiani israeliani così come di altri paesi dell'area hanno
presentato diverse prospettive. L'ultima, è quella raccontata nelle
scorse ore dal quotidiano Haaretz, secondo cui Gerusalemme e il Cairo
sarebbero d'accordo sul dare il via a una serie di progetti a Gaza,
sotto la responsabilità delle Nazioni Unite, per migliorare la
situazione dell'enclave controllato dal movimento terroristico di
Hamas. Si tratterebbe di un investimento di 650 milioni di dollari, che
non prevede il coinvolgimento diretto di Hamas o dell'Autorità
nazionale palestinese. La priorità d'Israele in ogni caso è la
cessazione delle violenze sul suo confine: ogni possibile accordo deve
passare per la fine dei lanci di missili così come di aquiloni
incendiari da parte dei palestinesi.. Leggi
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pagine ebraiche - dossier
Cento anni di Università Ebraica
Le prime pietre sul Monte Scopus
In
un'Europa straziata dal primo conflitto mondiale, in cui le speranze di
milioni di giovani furono spazzate via dalle armi, in cui intere
generazioni scomparvero nelle trincee, sui terreni di battaglia, c'era
chi coltivava un sogno apparentemente impossibile. Un'idea proiettata
al futuro e dedicata ai giovani: costruire la prima Università ebraica
del mondo e costruirla nella Palestina mandataria. Chaim Weizmann,
Albert Einstein, Sigmund Freud, Martin Buber, Chaim Nachman Bialik,
Cyrus Adler, Yehuda Magnes, Ahad Ha'am e rav Avraham Kook, sono alcuni
dei nomi dei visionari che, con un paziente lavoro diplomatico,
riuscirono a strappare alla Gran Bretagna il permesso di posare dodici
pietre (poi divenute quattordici) sul Monte Scopus di Gerusalemme: la
cerimonia si tenne il 24 luglio 1918.
“La nostra università, improntata alla cultura ebraica e alla energia
ebraica, si plasmerà come parte integrale del nostro edificio nazionale
che è in processo di costruzione” dirà durante la cerimonia con toni
solenni Chaim Weizmann, che trent'anni dopo diventerà il primo
presidente d'Israele. “Avrà una forza centripeta, che attrarrà tutto
ciò che v'è di più nobile nell'ebraismo e attraverso il mondo; sarà un
centro d'unità per i nostri elementi dispersi. Essa emanerà ispirazione
e vigore, che ravviveranno le forze ora latenti delle nostre Comunità
disperse. Qua l'anima errante d'Israele raggiungerà il suo porto; la
sua energia non si consumerà più di un inutile e incessante
vagabondaggio. Israele rimarrà in pace finalmente con sé e col mondo.
C'è una leggenda talmudica talmudica che parla dell'anima ebraica
privata del corpo, e sospesa nel suo volo fra cielo e terra. Tale è la
nostra anima oggi; domani avrà il suo riposo, in questo nostro
santuario la nostra fede”.
Nelle parole di Weizmann tutto il coraggioso ottimismo, l'utopia poi
diventata realtà di costruire a Gerusalemme il nucleo culturale di un
futuro Stato, che poi diventerà realtà. E a cento anni da quel
simbolico evento, in queste pagine ricordiamo alcuni passaggi della
gloriosa storia dell'Università Ebraica e dei suoi protagonisti di ieri
e di oggi: dal rav Raffaello Della Pergola, rabbino capo d'Alessandria
d'Egitto e tra coloro che posarono le famose pietre, all'attuale
rettore dell'accademia di Gerusalemme, Barak Medina; dall'impronta di
un grande ebreo italiano come rav Umberto Cassuto all'impegno odierno
della storica Manuela Consonni. Leggi
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Oltremare - La politica in tavola |
Per
la serie delle cose che solo in Israele, anzi in questo caso solo a Tel
Aviv: a fine ottobre ci saranno le elezioni locali in tutto il paese, e
questo è di routine. Sindaci, amministrazioni comunali e regionali,
tutti in allerta pre-elettorale estiva, riempiono gli spazi
pubblicitari lungo strade e autostrade, le buche delle lettere di tutti
i palazzi, e i salotti dei cittadini più “impegnati”. Ma Tel Aviv è
speciale, lo sappiamo tutti: non solo ha la passeggiata sul mare più
lunga del Mediterraneo, non solo è il centro economico del paese, non
solo ha un tasso di crescita verticale dei suoi grattacieli che fa
girare la testa. Da ieri ha anche un partito vegano che corre per
l’amministrazione comunale.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Comunità, il dialogo necessario
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Qual
è il grado di coinvolgimento e di partecipazione del pubblico ebraico
alle attività culturali promosse dalle Comunità italiane? Quali sono le
attese e quale il gradimento rispetto alle varie proposte elaborate a
livello locale? L’argomento ha un suo interesse, perché può costituire
uno degli indicatori utili a farci comprendere se e fino a che punto
l’ebraismo italiano è cosciente, attivo, propositivo. In assenza di
indagini specifiche e di dati precisi, un termometro può venire dal
confronto tra le diverse esperienze.
David Sorani
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