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6 Agosto 2018 - 25 Av 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Ephraim Mirvis, rabbino capo
di
Gran Bretagna
Non fa differenza se i nostri nomi saranno o meno conosciuti tra cento o duecento anni. Ciò che fa la differenza è cosa facciamo oggi. Se diamo l'esempio, quello che rappresentiamo ora e per cui viviamo passerà in eredità a tutte le generazioni a venire. 
 
Anna
Foa,
storica
Fanno ieri ottant’anni esatti dall’uscita del primo numero de La difesa della razza.. rivista a cadenza quindicinale, diretta da Telesio Interlandi, che uscì dal 1938 fino al 1943. A partire dal 20 settembre 1938 fu segretario di redazione della rivista Giorgio Almirante, a cui mancò poco che, recentemente, il Comune di Roma dedicasse una strada. La rivista, che ebbe inizialmente una vastissima tiratura, oltre centomila copie, rappresentò il principale veicolo dell’antisemitismo nell’Italia di quegli anni.
 
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Legge Mancino, l'attacco
del ministro continua
Nonostante la posizione contraria del Primo ministro Conte e del vicepremier Di Maio (Repubblica), il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana continua a cercare di attirare l'attenzione attaccando la Legge Mancino. Intervistato da La Stampa, Fontana afferma che la legge che contrasta l'istigazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali etnici, religiosi o nazionali sarebbe “giusta ma usata per fini sbagliati”. Un'affermazione a cui il ministro non fa seguire prove ma un generico attacco al “mainstream globalista” che sarebbe per “l'immigrazione incontrollata”, a differenza sua e del suo partito, la Lega, che vogliono “fermare l'invasione e difendere la propria cultura”.

Siria, ucciso lo scienziato delle armi chimiche di Assad. II dottor Aziz Asber era responsabile del Centro di ricerca e sviluppo scientifico siriano di Masyaf sulle armi chimiche. È stato ucciso nell'esplosione di una bomba che ha investito la sua auto. L'attacco è stato rivendicato da un gruppo vicino ad Al Qaeda ma, scrive Repubblica “molti osservatori dubitano della legittimità della rivendicazione e sospettano che in realtà dietro l'attentato ci sia essere Israele e dunque il Mossad”. Israele non conferma e non smentisce ma secondo La Stampa questo tipo di attacchi rappresenterebbero anche un messaggio alla Russia: “è in corso un negoziato difficile con Putin, una trattativa che nelle intenzioni di Israele dovrebbe portare alla partenza di iraniani e Hezbollah dalla Siria. Mosca ha replicato offrendo un ripiegamento dei miliziani khomeinisti di circa 100 chilometri dalle alture del Golan. La partita è aperta e lo Stato ebraico non si sente vincolato, quindi appena può incide mentre più a Est la tensione risale per le esercitazioni navali dei pasdaran, le minacce su Hormuz e un nuovo pacchetto di sanzioni Usa contro Teheran”.

Israele, 90mila contro la legge. Repubblica riporta in una breve la protesta di 90mila persone in Israele, scese in piazza Rabin, a Tel Aviv, per contestare la nuova legge sull'identità nazionale. Alla protesta hanno partecipato migliaia di drusi ma anche ex responsabili della sicurezza fra cui ex capi del Mossad, dello Shin Bet, e delle forze armate. “Israele, Paese democratico, è lo Stato nazionale del popolo ebraico I diritti del privato cittadino sono garantiti da molte leggi. La legge Stato-Nazione non colpisce quei diritti: servirà a garantire il carattere ebraico nelle generazioni a venire” la risposta del Premier Netanyahu.
 
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  davar
i colloqui per una tregua duratura
Israele-Gaza, trattativa in bilico
In cessate il fuoco duraturo che garantisca la sicurezza dei cittadini del Sud d'Israele in cambio di un accordo per migliorare le condizioni di vita nella Striscia di Gaza. Sono questi i piani di cui stanno discutendo Israele, Egitto, Hamas, Autorità nazionale palestinese e il coordinatore Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov. I termini di questi piani non sono però chiari: negli ultimi giorni i quotidiani israeliani così come di altri paesi dell'area hanno presentato diverse prospettive. L'ultima, è quella raccontata nelle scorse ore dal quotidiano Haaretz, secondo cui Gerusalemme e il Cairo sarebbero d'accordo sul dare il via a una serie di progetti a Gaza, sotto la responsabilità delle Nazioni Unite, per migliorare la situazione dell'enclave controllato dal movimento terroristico di Hamas. Si tratterebbe di un investimento di 650 milioni di dollari, che non prevede il coinvolgimento diretto di Hamas o dell'Autorità nazionale palestinese. La priorità d'Israele in ogni caso è la cessazione delle violenze sul suo confine: ogni possibile accordo deve passare per la fine dei lanci di missili così come di aquiloni incendiari da parte dei palestinesi..
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pagine ebraiche - dossier
Cento anni di Università Ebraica
Le prime pietre sul Monte Scopus

In un'Europa straziata dal primo conflitto mondiale, in cui le speranze di milioni di giovani furono spazzate via dalle armi, in cui intere generazioni scomparvero nelle trincee, sui terreni di battaglia, c'era chi coltivava un sogno apparentemente impossibile. Un'idea proiettata al futuro e dedicata ai giovani: costruire la prima Università ebraica del mondo e costruirla nella Palestina mandataria. Chaim Weizmann, Albert Einstein, Sigmund Freud, Martin Buber, Chaim Nachman Bialik, Cyrus Adler, Yehuda Magnes, Ahad Ha'am e rav Avraham Kook, sono alcuni dei nomi dei visionari che, con un paziente lavoro diplomatico, riuscirono a strappare alla Gran Bretagna il permesso di posare dodici pietre (poi divenute quattordici) sul Monte Scopus di Gerusalemme: la cerimonia si tenne il 24 luglio 1918.
“La nostra università, improntata alla cultura ebraica e alla energia ebraica, si plasmerà come parte integrale del nostro edificio nazionale che è in processo di costruzione” dirà durante la cerimonia con toni solenni Chaim Weizmann, che trent'anni dopo diventerà il primo presidente d'Israele. “Avrà una forza centripeta, che attrarrà tutto ciò che v'è di più nobile nell'ebraismo e attraverso il mondo; sarà un centro d'unità per i nostri elementi dispersi. Essa emanerà ispirazione e vigore, che ravviveranno le forze ora latenti delle nostre Comunità disperse. Qua l'anima errante d'Israele raggiungerà il suo porto; la sua energia non si consumerà più di un inutile e incessante vagabondaggio. Israele rimarrà in pace finalmente con sé e col mondo. C'è una leggenda talmudica talmudica che parla dell'anima ebraica privata del corpo, e sospesa nel suo volo fra cielo e terra. Tale è la nostra anima oggi; domani avrà il suo riposo, in questo nostro santuario la nostra fede”.
Nelle parole di Weizmann tutto il coraggioso ottimismo, l'utopia poi diventata realtà di costruire a Gerusalemme il nucleo culturale di un futuro Stato, che poi diventerà realtà. E a cento anni da quel simbolico evento, in queste pagine ricordiamo alcuni passaggi della gloriosa storia dell'Università Ebraica e dei suoi protagonisti di ieri e di oggi: dal rav Raffaello Della Pergola, rabbino capo d'Alessandria d'Egitto e tra coloro che posarono le famose pietre, all'attuale rettore dell'accademia di Gerusalemme, Barak Medina; dall'impronta di un grande ebreo italiano come rav Umberto Cassuto all'impegno odierno della storica Manuela Consonni.
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pilpul
Oltremare - La politica in tavola
Per la serie delle cose che solo in Israele, anzi in questo caso solo a Tel Aviv: a fine ottobre ci saranno le elezioni locali in tutto il paese, e questo è di routine. Sindaci, amministrazioni comunali e regionali, tutti in allerta pre-elettorale estiva, riempiono gli spazi pubblicitari lungo strade e autostrade, le buche delle lettere di tutti i palazzi, e i salotti dei cittadini più “impegnati”. Ma Tel Aviv è speciale, lo sappiamo tutti: non solo ha la passeggiata sul mare più lunga del Mediterraneo, non solo è il centro economico del paese, non solo ha un tasso di crescita verticale dei suoi grattacieli che fa girare la testa. Da ieri ha anche un partito vegano che corre per l’amministrazione comunale.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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Comunità, il dialogo necessario
Qual è il grado di coinvolgimento e di partecipazione del pubblico ebraico alle attività culturali promosse dalle Comunità italiane? Quali sono le attese e quale il gradimento rispetto alle varie proposte elaborate a livello locale? L’argomento ha un suo interesse, perché può costituire uno degli indicatori utili a farci comprendere se e fino a che punto l’ebraismo italiano è cosciente, attivo, propositivo. In assenza di indagini specifiche e di dati precisi, un termometro può venire dal confronto tra le diverse esperienze.

David Sorani 
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