Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

6 dicembre 2018 - 28 kislev 5778
header

chanukkah 5779

Un popolo di tzaddiqim

img header“Ve Josef hurad mitzraima – e Giuseppe scese in Egitto” (Bereshit 39; 1). La sofferenza del popolo ebraico inizia con la discesa di Josef in Egitto e tutto ciò che ne deriva da quel momento, nel corso dei secoli. Nonostante i vari pericoli della Golà, Josef, chiamato per questo “tzaddiq”, non nasconde mai la sua reale condizione di ebreo “na’ar ‘ivrì anokhi – sono un fanciullo ebreo”, mettendo a repentaglio la sua vita, in mezzo ad una nazione pagana come quella egizia. La parashà di Va Jeshev da poco letta cade sempre o quasi, in concomitanza della festa di Chanukkah, in quanto il comportamento di Josef in Egitto esprime tutto il legame con le tradizioni vissute dai nostri padri. Cosa ci ricorda realmente la festa di Chanukkah? O meglio: qual è la sua essenza, il suo profondo significato? Se pensiamo a Yom Kippur, facciamo riferimento alla teshuvà; Se pensiamo a Pesach, facciamo riferimento alla libertà; A Shavu’ot, la Torah; A Purim, il mantenimento fisico del nostro popolo. Il significato e l’essenza della festa di Chanukkah non sono altri che l’ebraicità. Se dovessimo dare un appellativo alla festa, la chiameremmo “zeman jahadutenu – il tempo della nostra ebraicità”. L’essere ebrei, secondo ciò che per noi rappresenta Chanukkah, ci viene spiegato comprendendo tre cose fondamentali: 1 – La prima strada è comprendere che noi non viviamo soltanto attraverso l’esclusiva realtà. Secondo l’opinione del rabbino Shlomò Avinèr, questo concetto è uno degli insegnamenti più profondi della festa.

Alberto Sermoneta, rabbino capo di Bologna
Pagine Ebraiche, dicembre 2018 

Leggi tutto

 

MACHSHEVET ISRAEL

Leggi, Halakhah, coscienza: i doveri
della nostra vita  

img headerLa nostra quotidianità è attraversata da doveri e obblighi di vario genere. Dalle prescrizioni che discendono dalle leggi dello Stato di cui siamo cittadini, per esempio l’Italia, a quelle – in forma di precetti –  che contraiamo nel momento in cui nasciamo ebrei e passiamo alla maggiore età halakica o allorché se ne accetti per ghiur la responsabilità dell’osservanza. Nel primo caso la fonte autoritativa è rappresentata dalle istituzioni statali – a loro volta legittimate dalla Costituzione; nel secondo dalle autorità halakiche riconosciute – a loro volta legittimate da quella catena che, secondo i Pirqé Avot, discende da Mosé. Le differenze sono evidenti: la Costituzione si richiama a un atto di volontà popolare, nato dalla guerra di liberazione dal nazifascismo; l’Halakhà, in ultimo, al Matan Torah. Tuttavia, a uno sguardo meno ravvicinato, ossia distante dai contenuti di merito, sarà possibile coglierne le analogie (a livello concettuale, non storico): in ambo i casi prescrizioni e precetti provengono da un’entità a noi esteriore, che sia lo Stato con i suoi testi fondativi oppure l’Halakhà, con il suo presupposto riferimento al Nome. Tale analogia, ancorché parziale, permette per contrasto di scorgere un’altra possibile fonte di doveri e obbligazioni: quella, come si suole dire nel linguaggio comune, della nostra coscienza, indipendente da un ordine esterno.

Cosimo Nicolini Coen 

Leggi tutto

 

orizzonti        

La crisi con Hezbollah riguarda anche l'Italia  

Israele ha lanciato l'operazione militare «Northern Shield» per distruggere i tunnel di Hezbollah che dal Sud del Libano penetrano nel suo territorio. È un'operazione di vitale importanza per Israele e per la sicurezza dei suoi cittadini in Galilea. Il primo tunnel scoperto univa il villaggio di Kafr Kelain Libano e Metulla, penetrando per oltre 40 metri all'interno del territorio israeliano. Una galleria che avrebbe permesso ai miliziani di Hezbollah di commettere attentati contro la popolazione civile. Tutto ciò è avvenuto a pochi metri dall'area in cui dal 2006 è dispiegato il contingente militare delle Nazioni Unite (Unifil), la cui componente italiana è rilevante in termini di uomini e di mezzi. Alcune immagini catturate dai droni mostrano i camion carichi di terreno estratto dai tunnel transitare a breve distanza dalle postazioni dell'Onu. Il rischio di un nuovo conflitto riguarda dunque da vicino l'Italia poiché l'attività terroristica di Hezbollah rappresenta una palese violazione della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dell'11 agosto del 2006.

Gianni Vernetti, La Stampa,
6 dicembre 2018 


Leggi tutto

orizzonti 

Gli sceicchi dialogano
con Israele

Benjamin Netanyahu è accolto dal Sultano dell'Oman, le note dell'«Hatikwa» vengono suonate negli Emirati, l'Arabia Saudita si protegge con tecnologia israeliana, il sovrano del Bahrein invita ministri dello Stato ebraico e il Qatar si accorda con Gerusalemme per inviare ingenti aiuti alla Striscia di Gaza: quanto avvenuto nell'ultimo mese dimostra che la novità in Medio Oriente è lo scongelamento dei rapporti fra le monarchie del Golfo e Israele. Si tratta di un processo in pieno svolgimento e dalle conseguenze ancora difficili da prevedere anche se è già possibile individuare i tre fattori che lo hanno innescato. Primo: sul piano strategico lo Stato ebraico e i Paesi arabi del Golfo si sentono ugualmente minacciati dall'Iran di Ali Khamenei a causa delle mosse di Teheran su programma nucleare, riarmo balistico e sostegno a gruppi terroristici o ribelli sciiti. Secondo: sul fronte economico monarchi, sultani ed emiri vedono la possibilità di creare un'alleanza fra risorse naturali in loro possesso ed alta tecnologia israeliana capace di trasformare quest'angolo di pianeta in un protagonista dell'economia globale.

Maurizio Molinari, La Stampa,
2 dicembre 2018  


Leggi tutto



Shir Shishi - una poesia per erev shabbat

Il canto della trottola

img headerAi tempi della seconda aliyah, lo scrittore, poeta e studioso di letteratura per ragazzi, Levin Kipnis (1894-1990) compose un centinaio di canti destinati a diventare pietre miliari di ogni festa, dal compleanno a Hanukkah.
Il gioco della trottola, antico gioco d’azzardo noto già ai tempi dei Romani e menzionato nella letteratura e nella pittura in Inghilterra, in Germania e nei Paesi Bassi, è diventato popolare presso gli ebrei e costituisce l’elemento folcloristico di Hanukkah, insieme alle frittelle e ai krapfen. Le lettere riportate sul dreidel (così è chiamata la trottola nel mondo yiddish e dal suo rappresentante Isaac Bashevis Singer) sono N, G, H, SH. Nel comune gioco della trottola indicherebbero Nicht, Ganz, Halb, Stel ein (Nulla, Tutto, Metà, Aggiungi una moneta), mentre sul dreidel di Hanukkah ricordano il grande miracolo della purificazione e dell’inaugurazione del Tempio di Gerusalemme avvenuto intorno all’anno 167 a. e. v. e stanno per le parole ebraiche “Nes gadol hayah sham”, ovvero “un grande miracolo è avvenuto là”. I bambini vincono monete di cioccolato se la trottola cade più volte sulla lettera N di Nes (miracolo).
La canzone, dalla melodia popolare molto orecchiabile, accompagna alla perfezione le semplici parole di Kipnis, la cui funzione è di invitare tutti a ballare insieme, come le trottole danzanti.

Gira, gira, gira – trottola
Hanukka è una bella festa,
Hanukka è una bella festa
Gira, gira, gira – trottola.
Girar giriamo, qua e là,
un grande miracolo accade qua.
Un grande miracolo accade qua,
girar giriamo, qua e là.

Sarah Kaminski, Università di Torino 

Leggi tutto

 
moked è il portale dell'ebraismo italiano

Pagine Ebraiche 24, l’Unione Informa e Bokertov e Sheva sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it
Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa, notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009. Pagine Ebraiche Reg. Tribunale di Roma – numero 218/2009. Moked, il portale dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 196/2009. Direttore responsabile: Guido Vitale.