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8 gennaio 2019 -  3 shevat 5779
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saggistica

Comprendere il pregiudizio     

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img headerGadi Luzzatto Voghera / ANTISEMITISMO / Editrice Bibliografica 

Sono numerosi i centri di studio, i dipartimenti universitari e le riviste specializzate che si occupano da molti decenni dell’antisemitismo. Condannato ripetutamente vuoi come una piaga, vuoi come una malattia dell’età moderna, questo fenomeno ha sempre più assunto agli occhi degli osservatori le caratteristiche di una dinamica sociale e politica complessa, persistente e cangiante nel tempo, capace di radicarsi in luoghi e contesti nei quali sembrano mancare i presupposti stessi della sua presenza (laddove, ad esempio, si registra l’assenza di una comunità ebraica). Ci troviamo di fronte a un intreccio di linguaggi, forme espressive, esperienze storiche che meritano di essere studiati in maniera attenta e attualizzati nell’elaborazione di strumenti giuridici e politici utili a riconoscerlo e a combatterlo. Non c’è dubbio, infatti, che l’antisemitismo continui a essere un fenomeno ben presente a vari livelli delle società contemporanee. Un’ideologia che produce azioni aggressive sul piano meramente espressivo (libri, articoli giornalistici, post sui social media ecc.) e dà vita a iniziative violente sul piano fisico (aggressioni, omicidi, assalti a centri ebraici). Poiché si tratta a tutti gli effetti di un’esperienza pressoché globale, i governi e i centri di studio e di ricerca che si confrontano su questo tema si sono impegnati negli ultimi due decenni a elaborare alcune ipotesi di definizione condivisa per riconoscersi in uno strumento comune su cui fondare istanze giuridiche e iniziative educative utili a combattere in maniera attiva ed efficace una dinamica che continua a dimostrare la sua reale pericolosità politica e sociale.

Pagine Ebraiche, gennaio 2019 

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BIOGRAFIE

La travolgente vita di Gerti

img headerWaltraud Fischer / GERTI, BOBI, MONTALE & C. / Diabasis

Ispirò la poesia di Eugenio Montale “Carnevale di Gerti” e fu protagonista del mondo intellettuale triestino del Novecento: la figura di Gerti Frankl, donna ebrea di origini austriache, viene raccontata approfonditamente da Waltraud Fischer, studiosa austriaca che vive e insegna a Trieste, e che le ha dedicato il libro “Gerti, Bobi, Montale & c. Vita di un’austriaca a Trieste”, edito da Diabasis.
Gerti era una raffinata intellettuale, figlia della buona borghesia (la sua famiglia era proprietaria di una piccola banca a Graz), era emancipata, ammirata e corteggiatissima. Era anche coraggiosa: partecipò alla Resistenza e tentò invano di salvare i genitori dalla deportazione. Loro furono catturati e morirono nei lager, lei scampò fortuitamente alla cattura, e visse fino al 1989.
Una vita avventurosa e piena, la sua, ricostruita in questo libro fatto di testimonianze e di documenti epistolari, relativi al rapporto di Gerti con, tra gli altri, Italo Svevo, il critico e consulente editoriale Bobi Bazlen, il traduttore Piero Rismondo, con Eugenio Montale e con sua moglie Drusilla Tanzi Marangoni e ancora con Guido Lopez, con Armando Tipaldi, con Max Picard. In un discorso che coinvolge parole, testimonianze e presenze come quelle – tra le più notevoli – di Umberto Saba, Linuccia Saba, Alessandro Psyllàs, Aurelia Gruber Benco, Pino Menassè (uno dei collaboratori triestini di “Solaria”), Daniele Del Giudice.

mdp 

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TRADIZIONI

Venezia, musiche
in sinagoga

biografie

Paolo Treves: il socialista
di Radio Londra

Piergabriele Mancuso (a cura di) / MUSICHE DELLA TRADIZIONE EBRAICA A VENEZIA / Squilibri

Qualche volta ha il soffio pesante, lento. In altri momenti è forte, felice. Il respiro di Venezia è ritmato dalle maree. Le acque s'inoltrano per i canali, riprendono, se ne vanno, tornano. Forse è per questo, per il suo pulsare vitale e inarrestabile, che la laguna ha nel tempo tanto mescolato, dilavato, ricomposto. Uomini con storie diverse e inconciliabili sono finiti assieme, confusi, fusi come acque che nessuno potrebbe più districare. Si sono sciolte anche le loro voci, i canti, i suoni. A qualcuno, tutto questo sciabordio di culture non piace. Non piace adesso, e non era gradito nemmeno secoli fa. «Essendo cossa vergognosa et de pessimo exemplo che essi zudei hano fatto per tuta la terra sinagoge dove se reducono christiani et christiane et cantano li sui officii alta voce cum universal exdamatione». La «cosavergognosa», da punire rinchiudendo gli ebrei in un'area segregata, è dunque aver intonato canti a cui assistono (o addirittura partecipano?) cristiani e cristiane.


Giulio Busi,
Il Sole 24 Ore Domenica, 6 gennaio 2019


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Andrea Ricciardi / PAOLO TREVES. BIOGRAFIA
DI UN SOCIALISTA DIFFIDENTE / Franco Angeli

Nel libro Paolo Treves (Franco Angeli), Andrea Ricciardi racconta una vicenda individuale che è anche la storia di una grande famiglia politica, quella del socialismo riformista, che ebbe in Claudio Treves, padre di Paolo (1908-1958) e del fratello Piero, una delle sue figure simbolo. Paolo, cresciuto nel calore di rapporti di frequentazione personale tra gli altri con Turati e la Kuliscioff, fu proiettato nella politica attiva dall'omicidio di Matteotti. Respirando in famiglia e tra i compagni del padre l'atmosfera sospesa e precaria che accompagnò lo sgretolamento dell'Italia liberale e con esso la fine dell'esistenza legale delle opposizioni, Paolo maturò l'adesione convinta al socialismo e all'antifascismo, ma anche la cifra pessimistica, «diffidente», del suo carattere tormentato. Il volume di Ricciardi, sulla base di una ricca documentazione, ricostruisce le tappe che ne segnano il percorso e fa affiorare la trama complessa dei richiami e dei moventi che saldano la dimensione privata a quella pubblica della sua vita.

Silvia Bianciardi, Corriere della Sera,
6 gennaio 2019


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