moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

BIOGRAFIE Paolo Treves: il socialista di Radio Londra

paolo trevesAndrea Ricciardi / PAOLO TREVES. BIOGRAFIA DI UN SOCIALISTA DIFFIDENTE / Franco Angeli

Nel libro Paolo Treves (Franco Angeli), Andrea Ricciardi racconta una vicenda individuale che è anche la storia di una grande famiglia politica, quella del socialismo riformista, che ebbe in Claudio Treves, padre di Paolo (1908-1958) e del fratello Piero, una delle sue figure simbolo. Paolo, cresciuto nel calore di rapporti di frequentazione personale tra gli altri con Turati e la Kuliscioff, fu proiettato nella politica attiva dall’omicidio di Matteotti. Respirando in famiglia e tra i compagni del padre l’atmosfera sospesa e precaria che accompagnò lo sgretolamento dell’Italia liberale e con esso la fine dell’esistenza legale delle opposizioni, Paolo maturò l’adesione convinta al socialismo e all’antifascismo, ma anche la cifra pessimistica, «diffidente», del suo carattere tormentato. Il volume di Ricciardi, sulla base di una ricca documentazione, ricostruisce le tappe che ne segnano il percorso e fa affiorare la trama complessa dei richiami e dei moventi che saldano la dimensione privata a quella pubblica della sua vita. Nello sforzo di dimostrarsi «degno» dell’esempio paterno, Ricciardi individua l’elemento chiave della battaglia antifascista di Paolo Treves, declinata soprattutto sul piano intellettuale, nei suoi anni «di esilio in patria», sottoposto dal fascismo alla «sorveglianza speciale». In contatto con lo zio Alessandro Levi e con personalità rilevanti anche dell’antifascismo liberale, Paolo si cimentò in quegli anni nello studio di autori diversi, da Machiavelli a Campanella, fino ai pensatori reazionari francesi del XIX secolo, che affrontò con l’intento implicito di dimostrare l’essenzialità dei valori della Rivoluzione francese. Di origine ebraica, dopo l’esperienza del carcere fascista, nel 1938 fu costretto a riparare in Inghilterra. Dai microfoni di Radio Londra, offrì il suo contributo al ritorno della democrazia in Italia, conducendo un’intensa attività di propaganda. Eletto alla Costituente nelle file del Partito socialista, prese parte da socialdemocratico alle prime due legislature repubblicane, ispirando il suo agire, nelle dinamiche politico-partitiche innescate dalla guerra fredda, ai valori di un sentire anticomunista e democratico.

Silvia Bianciardi, Corriere della Sera, 6 gennaio 2019