Giuseppe Momigliano,
rabbino
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“Ze
E-LI’ veanvehu - Questo è il mio Signore e voglio lodarLo, il Signore
di mio padre e voglio esaltarLo”(Esodo 15,2). Nel contesto della
"shirat hayam", il canto di ringraziamento che tutto il popolo
d’Israele intona all’Eterno dopo l’attraversamento del Mar Rosso,
troviamo un’espressione che, nelle diverse interpretazioni con cui
viene letta, ci trasmette la ricchezza di vita e di sentimenti con le
quali i Maestri intendono la lode di D.O.
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Davide
Assael,
ricercatore
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Come
ampiamente annunciato, anche se non con queste proporzioni, Theresa May
ha perso la sua sfida per la Brexit: il suo piano è stato bocciato da
più di 400 parlamentari britannici. Subito si è rialzata quella che è
ormai diventata una retorica stantia, per cui tutti i mali del mondo
attuale sarebbero da ricondurre ad una sfida fra popolo ed élite. Il
mio maestro Carlo Sini amava dire a lezione che solo una persona
stupida ripete due volte la stessa cosa; urge dunque una spiegazione un
po’ più approfondita.
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Gaza, ore di apprensione
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Fine
dell’assedio per i tre carabinieri italiani rifugiatisi nella sede Onu
a Gaza e là accerchiati da esponenti del gruppo terroristico
palestinese Hamas. Una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso e che
è oggi segnalata con evidenza sui giornali.
“I palestinesi – scrive Repubblica – credevano che i tre italiani
fossero spie israeliane entrate nella Striscia per una missione di
intelligence. Per ore il console italiano a Gerusalemme Fabio
Sokolowicz ha martellato di telefonate le autorità di Hamas, e in
particolare il ministero degli Interni, per confermare che i tre uomini
armati erano carabinieri impegnati in una normale missione di
ricognizione in vista di una visita diplomatica”. Come spiega tra gli
altri il Corriere, i carabinieri stavano verificando le condizioni di
sicurezza per una visita ufficiale al monastero di Sant’llarione,
“l’eremo di epoca bizantina attorno a cui cerca di resistere la sempre
più ridotta comunità cristiana”. In un decennio, si legge infatti, “da
quattromila i fedeli sono rimasti settecento”. E chi può cerca di
ottenere da Israele i permessi per andarsene e stabilirsi all’estero.
La Stampa parla di “luci accese questa notte negli uffici di Palazzo
Chigi e della Farnesina”.
A Roma la giornata di ieri è stata segnata dalla ricollocazione delle
pietre d’inciampo in ricordo dei membri delle famiglie Di Castro e Di
Consiglio trafugate in dicembre e dall’apposizione del primo lotto di
nuovo stolpersteine (la messa a dimora proseguirà oggi, con nuove
cerimone). Un appuntamento con il ricordo consapevole che è stato
vissuto insieme da istituzioni e cittadinanza. “Le pietre d’inciampo –
scrive Paolo Conti in un editoriale sul Corriere Roma – riguardano
tutti noi: per la Memoria, per l’orrore della Shoah, per nutrire la
Memoria. Ma anche perché indicano a Roma una possibile via d’uscita
dall’immobilismo e dal Brutto che ci opprime”.
Stasera invece sarà la musica a veicolare un messaggio di Memoria e
speranza, con il concerto “Libero è il mio canto” in programma
all’Auditorium Parco della Musica della Capitale. Per Repubblica, che
ne parla nelle pagine romane, “un esercizio di memoria che fonde
bellezza musicale e restituzione di dignità”.
Noemi Di Segni, Presidente UCEI, commenta con il Messaggero la notizia
che sub israeliani si immergeranno nelle acque del Danubio a Budapest
in cerca dei resti degli ebrei ungheresi massacrati 75 anni fa. “A
prescindere dall’entità dei ritrovamenti – afferma – dal punto di vista
ebraico questa ricerca ha molto senso. I resti umani sono sacri e degni
di sepoltura anche a distanza di secoli”.
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il caso dei tre uomini dell'arma
Circondati da Hamas e liberati,
i carabinieri tornano in Italia
Stanno
tornando in Italia i tre carabinieri protagonisti loro malgrado delle
cronache delle ultime ore a Gaza. Entrati nella Striscia governata dal
movimento terroristico di Hamas per un sopralluogo legato a una visita
consolare italiana – e non dell'ambasciatore italiano in Israele come
riportato erroneamente da alcuni media – i carabinieri del Consolato
generale di Gerusalemme hanno dovuto rifugiarsi in un edificio delle
Nazioni Unite perché sospettati di essere agenti israeliani.
Accerchiati per ore dagli uomini di Hamas, i tre - che avrebbero
saltato un checkpoint - sono stati lasciati liberi una volta verificata
la loro identità italiana e stanno rientrando in Italia.
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La nipote di Bartali in Polonia
“Ad Auschwitz per nonno Gino”
Nel
maggio scorso ha rappresentato la famiglia allo Yad Vashem, in
occasione della solenne cerimonia durante la quale il nonno è stato
proclamato cittadino onorario di Israele. Tra qualche giorno volerà in
Polonia, per il Viaggio della Memoria organizzato dal ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con
l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. In programma anche la visita
ad Auschwitz-Birkenau.
Gioia Bartali, la nipote del grande Gino campione della bicicletta e
“Giusto tra le Nazioni” dal 2013 per il salvataggio offerto ad alcuni
ebrei perseguitati dal nazifascismo, non nasconde l’emozione. “Si
tratta – racconta – di un appuntamento cui guardo con grande attesa e
rispetto. Nel nome del nonno, un esempio di vita che mi sforzo di far
conoscere al più ampio pubblico possibile, è una visita che pianificavo
di fare da tempo. Questo invito rappresenta pertanto un’emozione
speciale”.
Figlia di Andrea, il primogenito di Gino, Gioia ha ereditato dal padre
il compito di fare Memoria della vita e del coraggio del nonno. “Alcune
vicende mi erano note, altre invece sono emerse successivamente grazie
al decisivo apporto di Pagine Ebraiche. Si tratta di un impegno che
porto avanti con gratitudine, consapevole della valenza che può avere
per tante persone”. Leggi
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la campagna world jewish congress - ucei
"Proteggi il presente e il futuro,
non dimenticare la Shoah"
Nell’era
digitale, la battaglia contro negazionisti, antisemiti e intolleranti
deve essere necessariamente portata avanti anche sul web. Da questa
convinzione è nata l’iniziativa del World Jewish Congress di lanciare
una grande campagna sui social network in occasione del Giorno della
Memoria: si chiama “We Remember”, noi ricordiamo, e chiama tutti gli
utenti virtuali (e non) a fare un gesto per dimostrare che le vittime
della Shoah, dell’orrore della Seconda guerra mondiale, non sono state
dimenticate. Alla campagna è promossa, come lo scorso anno, anche
dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Per partecipare servono
carta e penna (o una stampante) su cui scrivere a caratteri cubitali
“We Remember”. Secondo step, farsi una fotografia con il cartello e
postarlo sui social network con l’hashtag #WeRemember il 27 gennaio, il
Giorno della Memoria. Nel 2019, con l’aumento di sentimenti di ostilità
e intolleranza in tutto il mondo, è importante dare un segnale e
aderire a questa campagna. Leggi
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segnalibro - la presentazione a roma
Andra e Tati, sorelle coraggiose
Tra
le ultime sopravvissute italiane alla Shoah in vita, le sorelle Andra e
Tatiana Bucci incontrano da anni le scuole, le accompagnano nei Viaggi
della Memoria ad Auschwitz, si concedono senza risparmio di energie in
tutte quelle iniziative cui sentono di dover partecipare perché nessun
altro, al loro posto, può farlo. In quanto testimoni dell’orrore, ma
anche come ambasciatrici di speranza.
“Noi, bambine ad Auschwitz” è la loro autobiografia, appena scritta per
Mondadori con il supporto di Umberto Gentiloni e Marcello Pezzetti.
Memorie e racconti di quei giorni terribili che si fissano su carta
anche grazie all’impegno della Fondazione Museo della Shoah di Roma,
che sostiene l’iniziativa assieme alla Regione Lazio. Leggi
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Ticketless - Oneri per lo Stato
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Sappiamo
bene che se fondassimo un partito della Rifondazione Separatista
nell’Italia di oggi prenderemmo meno voti di quelli che ha preso a suo
tempo Rifondazione Comunista, ma pazienza. Combattere per le cause
perse è sempre stimolante. “Senza oneri per lo Stato” è una formula che
noi, iscritti da sempre a quel partito, sventoliamo tutte le volte che
osserviamo ingerenze dello Stato nella vita religiosa dei cittadini.
Tanto per dire, l’8 per mille.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Giustizia
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L’arresto
di Cesare Battisti, rappresenta, indubbiamente, una bella notizia, che
permette di avere ancora, nonostante tutto, un po’ di fiducia
nell’umana giustizia. Il fatto che l’iniziativa sia stata portata a
compimento a seguito di una virtuosa sinergia tra le forze dell’ordine
di diversi Paesi fa guardare con un po’ meno di pessimismo ai rapporti
di collaborazione internazionale, e induce a rivolgere un sentito e
profondo ringraziamento a tutte le autorità italiane, brasiliane e
boliviane, che hanno permesso di assicurare alle nostre prigioni questo
individuo spregevole.
Francesco Lucrezi, storico
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