Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui       14 Maggio 2020 - 20 Iyar 5780
PAGINE EBRAICHE DI MAGGIO - IL DOSSIER INFORMAZIONE

Il grande ritorno dei giornalisti 

Il numero di Pagine Ebraiche di maggio in distribuzione ospita un dossier dedicato al presente e al futuro del giornalismo. Tante le voci, tanti gli spunti, per riflettere sui processi di trasformazione in atto e le grandi opportunità di rilancio che vi sono anche in questo tempo di crisi. Una crisi in cui l'informazione ha svolto e continua a svolgere un servizio essenziale per tutta la collettività. Ne pubblichiamo l'introduzione. 


Gli affaristi che inondano i social network di falsità pilotate e i politicanti senza idee li davano già per spacciati. A che cosa potrebbero servire i giornalisti in una società dove la manipolazione e la propaganda possono bastare per accontentare la gente?
Poi qualcosa è cambiato, e il mondo si è svegliato nel pieno di una crisi devastante senza precedenti, oggi sanitaria, domani sociale ed economica, con una certa voglia di capirci qualcosa.
Chi si beava delle panzane disseminate ad arte dai professionisti dell’inganno e della distorsione, “mipiace” venduti e comprati, ha cominciato a domandarsi se forse non sarebbe meglio il caso di affidarsi a professionisti affidabili, che certo possono sbagliare, che certo potrebbero spesso essere migliori, ma che almeno in quello che fanno ci mettono la faccia e rispondono in prima persona delle loro azioni.
Una riflessione salutare che ha rimesso i giornalisti professionisti al loro posto: quello di lavoratori essenziali per il funzionamento di una società avanzata e per le garanzie che reggono una democrazia.
Una presa di coscienza tardiva e dolorosa, ma pur sempre importante, che ha aiutato a ricordare alla gente che di informazione si può vivere e morire, si può salvare una società e un’istituzione o perderla definitivamente, si possono assumere gli elementi chiave che stanno alla base di qualunque decisione consapevole.
Lo hanno capito in molti, che sono tornati verso le edicole a chiedere informazione, e che hanno imparato a sfruttare al meglio le potenzialità dell’informazione professionale online. Perché quando c’è in gioco il benessere, la sicurezza, la libertà, la stessa vita, è meglio sapere le cose come stanno, piuttosto che imbambolarsi nelle frescacce. 
Ma soprattutto lo hanno capito anche i governi.
Il nostro, nel momento più drammatico del Dopoguerra, prima di tutti. I decreti di Palazzo Chigi che continuano a regolare la vita e la sicurezza degli italiani pongono come dovuto i giornali e i giornalisti nella categoria dei servizi essenziali.
L’Ordine professionale dei giornalisti ha riscoperto un nuovo orgoglio. La Federazione nazionale della stampa, il sindacato unico dei giornalisti italiani, ha ritrovato la sua voce. Migliaia di colleghi, costretti a casa senza accesso alla propria redazione, limitati nei movimenti e nei contatti, si sono svegliati da un torpore che li vedeva spesso inerti, si sono alzati per dare puntualmente all’Italia la migliore informazione possibile. Le tirature, nonostante le enormi difficoltà tecniche e organizzative, hanno tenuto. Il consumo si informazione è volato sulle reti.
E accanto ai giornalisti, spesso compiendo nei giorni più difficili atti di semplice eroismo quotidiano, c’erano come dovuto le donne e gli uomini della grafica, della stampa, dei trasporti, della distribuzione, delle reti. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Informazione e all’Editoria, Andrea Martella, ha ricominciato il suo paziente lavoro di ricostruzione e di rilancio di una macchina dell’informazione gravemente danneggiata. Una sfida centrale per l’Italia di domani.
Si tratta di una delle tante opportunità che il terremoto della crisi porta con sé assieme a innumerevoli problemi. Sarebbe meglio non gettarla al vento.
Quello che è vero per l’Italia è ancora più vero per una minoranza per la quale produrre e consumare informazione è importante come l’ossigeno che abbiamo bisogno di respirare.
Vale certo per i giornalisti, ma vale anche per chi porta l’altissima responsabilità sociale di svolgere il ruolo di editore.
Quando innumerevoli anziani sprofondavano nell’isolamento e nella solitudine, e la loro salute era minacciata da una crisi devastante, è purtroppo spesso e colpevolmente mancata la carta stampata che avrebbe potuto andarli a trovare, raggiungerli e tenerli vicini a noi. Ora che i giornalisti sono tornati, ora che abbiamo capito come del loro lavoro non possiamo fare a meno, ricordiamoci di valorizzare i giornali anche come segno di collegamento e di coraggio per dare un segno di speranza anche a chi soffre. Per rompere l’assedio dalla solitudine.

 

g.v. – Dossier Informazione / Pagine Ebraiche maggio 2020

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NELLE PROSSIME ORE L'INSEDIAMENTO

Due Premier e 36 ministri, Israele aspetta il governo

Nelle prossime ore, dagli scranni della Knesset, parleranno il Primo ministro e il Primo ministro sostitutivo per presentare il governo più affollato della storia di Israele: due Premier in rotazione e trentasei ministri per completare un esecutivo che unisce anime molto diverse nato, almeno sulla carta, per affrontare gli effetti della crisi del Coronavirus. Il primo a parlare – e a guidare il Paese – sarà Benjamin Netanyahu, leader del Likud. Dopo di lui, l’alleato e fino a pochi mesi fa avversario Benny Gantz, leader di Kachol Lavan. A sostenerli una coalizione eterogenea.

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LA NUOVA AREA SULLA PIATTAFORMA VIMEO 

Corsi di ebraico, racconti, lezioni di Torah
Uno spazio pensato per i più giovani

Non si ferma il lavoro sul fronte video: la piattaforma dove è possibile consultare i contributi realizzati dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dalla sua redazione giornalistica si arricchisce ora di un nuovo canale: KIDS è la sezione dedicata ai bambini, che raccoglie le decine di video dedicati ad attività manuali, racconti e lezioni che l’Ufficio Giovani ha prodotto per i canali social UCEI. 

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IL VIDEOPILPUL DI QUESTA SERA 

Il regime fascista e i giornalisti radiati,
un atto simbolico per fare giustizia

Furono radiati dall’albo dei giornalisti del Piemonte per effetto dell’entrata in vigore delle Leggi razziste, e in alcuni casi per la loro opposizione al regime. Venti nomi in tutto, noti e meno noti. Tra loro, sicuramente il più celebre, Adriano Olivetti (nell’immagine).
Dallo scorso 7 maggio il Consiglio dell’Ordine regionale ha disposto il loro reinserimento nell’albo. Un atto forte e simbolico. “Un risarcimento morale per onorare venti colleghi vittime di un allontanamento forzato dalla professione a causa del razzismo. Un orrore che ha macchiato l’Italia alla vigilia della Seconda guerra mondiale” le parole con cui Alberto Sinigaglia, presidente dell’Ordine piemontese, ha motivato questa iniziativa.
Ne parliamo con lo stesso Sinigaglia e con Giulio Disegni, vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, nel videopilpul che sarà trasmesso questa sera alle 22.30 sui canali social UCEI e Pagine Ebraiche.

IL VIDEOPILPUL TRASMESSO IERI SERA 

Lotta all'antisemitismo, sfida culturale e giuridica

Due prospettive, culturale e giuridica, per affrontare un tema che resta purtroppo attuale. Si è discusso di lotta all’antisemitismo e al negazionismo nell’ultimo videopilpul della serie “Diritti e libertà”, il ciclo di incontri organizzato dall’Associazione italiana Avvocati e Giuristi Ebrei (Age) in collaborazione con l’UCEI.
Un argomento, quello al centro del confronto trasmesso nelle scorse ore, che suscita particolare allarme anche in questi mesi di emergenza sanitaria. Dalla diffusione in rete di parole di odio al problema del complottismo: molte, come ha fatto notare il presidente dell’Age Giorgio Sacerdoti nella sua introduzione, le facce di questa minaccia. Esistono però dei rimedi, delle possibilità di opporvisi con efficacia.
A parlarne sono stati Betti Guetta, responsabile dell’Osservatorio Antisemitismo del Cdec, che ha ricordato come l’antisemitismo sia un tema da affrontare con costanza e non solo in occasione di picchi e situazioni particolarmente eclatanti, e l’avvocato penalista Tommaso Levi, di Torino, che ha presentato le molte complessità che ci si trova ad affrontare, in determinati casi, nelle aule di giustizia.
A moderare la conversazione il direttore della redazione giornalistica UCEI Guido Vitale.

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L'INIZIATIVA A VERONA 

Le religioni insieme contro il Covid-19

Anche il rabbino Yosef Labi tra i leader religiosi che si sono ritrovati a Castelvecchio, nel cuore di Verona, per parlare di prospettive di fratellanza e solidarietà nel giorno della preghiera per la fine dell'epidemia indetta dal Vaticano e aperta a tutte le confessioni. 
L'occasione è stata una intervista del canale Telepace. 

I roghi dei libri
Dieci maggio 1933: in una piazza centrale di Berlino vengono bruciati migliaia di volumi. La censura che brucia la carta brucia il pensiero e, secondo la celebre frase di Heine, porta a bruciare uomini. Nei “Roghi dei libri”, pubblicato dal Melangolo, Leo Löwenthal traccia la bozza per una storia della distruzione della carta. “Brucia i suoi libri!”, dice l’ottuso bruto Calibano nella “Tempesta” di Shakespeare parlando di Prospero, perché “senza libri, è uno sciocco come me”. Perfino il bestiale Calibano capisce che sono i libri, e non presunte doti innate, a dare a Prospero la magia.
Giorgio Berruto
Una tesi da non accettare
Se si accetta la frase attribuita a Enrico IV con la quale il Borbone creò le condizioni per la sua elevazione a re di Francia convertendosi dalla religione riformata a quella cattolica, allora si può accettare anche la conversione di Silvia Romano all’Islam per aver salva la vita. Solo che tutti gli storici sono concordi nel sostenere che quella di Enrico IV fu un’abile mossa politica che permise alla Francia di chiudere il periodo delle guerre di religione, ma nessuno si è mai sognato di affermare che quella conversione fosse dovuta a un fatto di coscienza: era una mossa politica e niente di più. 
Valentino Baldacci
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