PAGINE EBRAICHE - L'INTERVENTO
Una lezione dalla pandemia
La Halakhah proibisce di passare accanto a colui che sta recitando lo Shemoneh ‘Esreh entro una distanza di quattro cubiti, pari a circa due metri da lui. Qualche settimana fa, ripetendo questa regola con i miei allievi, mi resi conto di come la prescrizione sul distanziamento sociale fosse già stata prevista dai nostri Maestri in alcune circostanze. Più in generale non c’è bisogno del contatto fisico fra individui che non appartengano alla stessa famiglia, si può impostare una vita sociale anche senza strette di mano. Entro certi limiti è possibile vedere nel distanziamento persino una valorizzazione della persona. Se vogliamo rileggere tutta l’esperienza vissuta in questi mesi alla luce della tradizione ebraica potremmo giungere a un’interessante conclusione. Il Covid-19 è arrivato per ricordarci che l’uomo, lungi dal vivere per il suo profitto, è anzitutto una creatura in preghiera ed è in quanto tale che merita rispetto. Come dice il Salmista: wa-anì tefillah: “e io stesso sono preghiera” (109,4).

Sebbene gli ultimi dati sull’epidemia siano confortanti e lascino ben sperare, l’emergenza non è ancora finita. Ci prepariamo a un autunno di incertezze, a partire dalle scuole. Ci domandiamo come si svolgeranno le funzioni dei Mo’adim. Nello stesso tempo dobbiamo essere ottimisti. Esprimiamo giustamente il nostro compiacimento per come abbiamo gestito il lockdown. Nelle nostre Comunità si è fatto molto e bene. Ma è giunto il momento anche di fare dell’autocritica: domandarci cosa abbiamo imparato, cosa avremmo potuto imparare di più e quale eredità l’esperienza ci lasci per l’avvenire. Perché anche il peggior dei mali non viene mai solo per nuocere.
Rav Alberto Moshe Somekh
Leggi
|
|
L'ULTIMA INDAGINE SWG ANALIZZATA ASSIEME A PAGINE EBRAICHE
La nuova normalità che piace sempre meno

Tra coloro che sono andati in un bar, in un centro commerciale o in un ristorante dopo il lockdown la percentuale di chi ha avuto una esperienza negativa è doppia rispetto a chi ha avuto una esperienza positiva. Allo stesso tempo, nonostante i nuovi focolai, la preoccupazione rimane ai minimi, forte anche della percezione che il nostro sistema sanitario è oggi più efficace nell’isolare i focolai e nel prendere in carico i pazienti di quanto lo fosse tre mesi or sono.
Lo attesta l’ultima indagine di Swg, analizzata come di consueto dalla redazione assieme al direttore di ricerca Riccardo Grassi.
Clicca qui per rivedere il videopilpul trasmesso nelle scorse ore.
Leggi
|
|
L'INAUGURAZIONE NEL 2021 IN ISRAELE
Maccabi, un museo per lasciare il segno

Un ambizioso progetto sta vedendo la luce in Israele su iniziativa della Maccabi World Union: un museo all'avanguardia per raccontare la storia dello sport e dell’associazionismo ebraico. C'è già una data per l'inaugurazione: 21 dicembre 2021. Sarà una grande festa. Ma anche, ci spiega il direttore esecutivo e responsabile del dipartimento educativo Carlos Tapiero, la conclusione di un percorso di condivisione e assunzione di responsabilità da parte di ogni Paese in cui è attiva una federazione Maccabi. Un progetto in cui l'Italia può essere protagonista.
Leggi
|
|
IL RITORNO SULLA SCENA A ROMA
Progetto Davka, musica per l'incontro

Ha fatto ritorno sulla scena dell’estate romana il gruppo Progetto Davka, animato da Maurizio Di Veroli, con un concerto di musiche ebraiche che si è tenuto presso il Chiostro di Campitelli (nel ciclo Concerti del Tempietto). Ricco il repertorio di canti e melodie ebraiche “dalle coste del Mediterraneo” e spesso sul tema del mare: dai canti livornesi per Purim ad alcuni canti sefarditi ispirati allo Shir hashirim, da musiche con testi in yiddish ai canti sinagogali della tradizione romana, fino a toccare una famosa canzone degli ebrei persiani e il Le-chayim del noto musical americano Il violinista sul tetto.
Massimo Giuliani
Leggi
|
|

Rassegna stampa
In Europa torna la paura
Leggi
|
|
|
|
Un confronto che ci riguarda

Domani (rispettivamente: 27 luglio 1656, era giovedì, per la cronaca, o se si preferisce 6 Av 5416) è l’anniversario della pronuncia del Cherem contro Baruch de Spinoza da parte dei membri del ma’amad della sinagoga sull’Houtgracht (ovvero della comunità ebraico-portoghese di Amsterdam). Che cosa rimane di quella scena oggi? Forse la memoria dell’espulsione. O forse, andando anche oltre sia la vita di Spinoza, sia la comunità di Amsterdam, dobbiamo guardare a quella scena come il momento simbolico dello scontro tra due figure canoniche.
|
|
|
Lo spartiacque
 Per ragioni di lavoro, sono tornato “in presenza”. Solo in parte, beninteso. Si dice così quando si usa il corpo e non il web per comunicare qualcosa. Ossia, si va sui luoghi e si vedono le persone (così come avviene viceversa, per intendersi; poiché gli altri non ci “osservano” attraverso una “finestra”, caotica e irreale, dominata dal monitor, bensì ci guardano dal vivo; una condizione che, fino a sei mesi fa, era del tutto ovvia e che adesso, invece, sembra quasi un miracolo). L’impressione è che l’Italia si stia muovendo a poco più di un terzo delle sue effettive capacità.
|
|
|
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Le testate giornalistiche non sono il luogo idoneo per la definizione della Legge ebraica, ma costituiscono uno strumento di conoscenza di diverse problematiche e di diverse sensibilità. L’Assemblea dei rabbini italiani e i suoi singoli componenti sono gli unici titolati a esprimere risoluzioni normative ufficialmente riconosciute. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo comunicazione@ucei.it Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: comunicazione@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.
|
|
|
|
|