Se sul piano interno le acque israeliane sono mosse, anche a livello internazionale il governo di Gerusalemme deve affrontare una situazione sempre più tesa. Stati Uniti, Egitto, Giordania e i nuovi alleati degli Emirati Arabi Uniti hanno in particolare contestato la decisione della maggioranza alla Knesset di abrogare una legge del 2005 che imponeva il divieto agli israeliani di entrare e soggiornare nelle aree della Samaria settentrionale. Un provvedimento disposto dall’allora governo di Ariel Sharon durante il disimpegno da Gaza e dalla stessa Cisgiordania settentrionale. Da quest’ultima furono sgomberati i quattro insediamenti di Homesh, Ganim, Kadim e Sa-Nur. E da allora vigeva il divieto di poterli ricostituire, rimasto in vigore fino alla revoca decisa dall’attuale maggioranza. “Diciassette anni di tentativi, una lotta senza compromessi e una forte convinzione della correttezza di questo percorso sono confluiti in un momento in cui il plenum della Knesset ha votato a favore dell’annullamento della legge sul disimpegno” il commento del parlamentare del Likud Yuli Edelstein, promotore della norma. Si tratta di una modifica significativa, sottolineano i media locali, che ha provocato le citate reazioni internazionali. “Gli Stati Uniti sono estremamente turbati dal fatto che la Knesset israeliana abbia approvato una legge che annulla parti importanti della legge sul disimpegno del 2005” ha dichiarato ai giornalisti Vedant Patel, portavoce del Dipartimento di Stato.
Ultrà con la maglia antisemita, cinque anni di daspo
È stato individuato l'ultrà laziale che aveva sfoggiato una maglia con sopra scritto "Hitlerson" e il numero 88 nel derby con la Roma di domenica scorsa. Si tratta di un cittadino tedesco, nei confronti del quale la Questura della Capitale ha emesso quest'oggi un daspo della durata di cinque anni. Ad essere contestata dalla procura, che ha aperto un fascicolo, la violazione della legge Mancino sull'incitamento all'odio razziale. Il provvedimento va nella direzione auspicata dalle istituzioni dell'ebraismo italiano e nel segno di un forte impegno delle forze dell'ordine, attivatesi sin dal primo istante per dare un nome e cognome all'ultrà. Soltanto l'ultima di una serie di situazioni che appaiono sempre più delicate e gravi nelle curve degli stadi italiani, con la necessità da molti auspicata di un approccio sistematico al tema.
Il trasferimento della Fondazione Cdec nella struttura che ospita il Memoriale della Shoah di Milano ha aperto a una stagione di nuovi progetti, iniziative, sfide. Una trasformazione importante di cui si è parlato nel corso dell’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, che ha confermato alla presidenza Giorgio Sacerdoti. A far parte del direttivo anche i consiglieri Giorgio Barba Navaretti (nominato dalla Comunità ebraica di Torino), Anselmo Calò (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane); Elvira Di Cave (Comunità ebraica di Roma); i vicepresidenti Micaela Goren Monti e Rony Hamaui; il membro di Giunta Leone Hassan; Piergaetano Marchetti; Ariel Nacamulli (Ugei); Massimiliano Tedeschi, membro di Giunta (Comunità ebraica di Milano), e Milena Santerini.
Nel corso della riunione di insediamento è stata rinnovata la fiducia al direttore della Fondazione Gadi Luzzatto Voghera. Quest’ultimo a Pagine Ebraiche aveva evidenziato come lo spostamento del Cdec nella nuova sede rappresentasse “una vera e propria rivoluzione”. Una nuova vita iniziata nella primavera 2022 e che sta dando segnali incoraggianti.
IL LIBRO CHE RACCONTA LA STORIA DEL MUSEO EBRAICO DI BOLOGNA
"Parlare a tutti, il nostro impegno"
Nasceva 24 anni il Museo ebraico di Bologna. Una storia di successo, nel segno di una proficua collaborazione tra istituzioni ebraiche e pubbliche. A svolgerla sin dalle premesse ne “Il Museo Ebraico di Bologna 1999-2019” (ed. Il Mulino) è Franco Bonilauri, che ne è stato il direttore fino al 2014. Un testo atteso. E che elabora con molti spunti il significato e valore di quel “felice esperimento, all’epoca unico nel suo genere”.
Il libro è stato presentato nelle scorse ore, nel corso di un evento molto partecipato. Ad intervenire tra gli altri il presidente della Fondazione del Museo Guido Ottolenghi, il presidente della Comunità ebraica Daniele De Paz, l’ex rabbino capo rav Alberto Sermoneta, l’attuale direttrice Vincenza Maugeri, la vicepresidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia Annie Sacerdoti, l’ex presidente dell’Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali Giuseppe Gherpelli, l’assessore regionale Mauro Felicori, il giornalista Fabio Isman. Un’occasione per ripercorrere una vicenda emblematica e straordinaria nei risultati raggiunti nel tempo.
L'INCONTRO ALLA BIBLIOTECA NAZIONALE DELL'EBRAISMO ITALIANO
Azarya de' Rossi e l'approccio critico ai testi
Il Meor Eynayim è il lascito più significativo di rabbi Azarya de’ Rossi, grande figura del Cinquecento ebraico italiano. Nato a Mantova nel 1513, in un’epoca di notevoli fermenti, svolge al suo interno una serie di riflessioni che hanno rappresentato un modello anche nei secoli successivi. Si tratta infatti della prima opera rabbinica di impostazione critica mai scritta. E per questo il suo autore è da guardare come a un punto di riferimento, il “padre” di un metodo.
A suggerirlo il rav Gianfranco Di Segni, ideatore assieme a Giorgio Segrè del ciclo di incontri “Scrivi questo ricordo nel Libro” alla Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano Tullia Zevi, promosso dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e dall’UCEI. Il secondo appuntamento era dedicato proprio al Meor Eynayim, con a parlarne il coordinatore del Collegio rabbinico rav Benedetto Carucci Viterbi. Ad essere ricostruito il profilo di una figura versatile e affascinante.
Formazione per gli insegnanti,
al via un nuovo ciclo di incontri
Oltre cinquanta insegnanti delle scuole e degli asili ebraici da tutta Italia collegati ieri online al primo modulo del progetto di formazione per insegnanti “Ben Adam Le Chaverò” promosso dall’area Educazione e Cultura UCEI.
Ad inaugurare il ciclo di cinque incontri in programma, con l’intervento di altrettanti rabbini, una lezione del rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni sul tema “L’amore per il prossimo”, introdotta dai saluti del direttore dell’area Educazione e Cultura rav Roberto Della Rocca e dell’assessore UCEI all’Educazione Livia Ottolenghi. Roma e Milano, Torino e Trieste. Ma anche Firenze, Livorno e Venezia le realtà rappresentate a questo primo appuntamento, cui seguiranno incontri su “La rettitudine e la bontà; le opere di misericordia; il prestito e la beneficenza” (rav Benedetto Carucci Viterbi); “La maldicenza; l’ingiuria e la mortificazione” (rav Alfonso Arbib); “La vendetta e il rancore” (rav Roberto Colombo); “L’ammonimento e il divieto di farsi gli affari propri” (rav Roberto Della Rocca).