L'INCONTRO CON L'INVIATA USA PER IL CONTRASTO AL PREGIUDIZIO ANTIEBRAICO
Lotta all’antisemitismo, voci a confronto
Figura simbolo della lotta all’antisemitismo a livello internazionale, celebre in particolare il processo che la vide opposta al negazionista David Irving, la storica della Shoah Deborah Lipstadt è dallo scorso anno l’inviata speciale dell’amministrazione Biden per contrastare l’odio antiebraico nelle sue diverse forme. Nel quadro di alcune occasioni di confronto che sta svolgendo a livello europeo, Lipstadt ha raccolto l’invito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane a soffermarsi sulle principali sfide e prospettive del suo impegno. Azione “culturale”, azione “educativa” e azione “repressiva” al centro dell’intensa mattinata.
L'APPELLO DAI VERTICI DELL'AGENZIA EBRAICA AL GOVERNO DI GERUSALEMME
“Compromesso sulla riforma è vitale,
è un Pikuach Nefesh”
Una grande bandiera israeliana e uno striscione con la Dichiarazione di Indipendenza di Israele sono stati srotolati sulle mura della Città Vecchia di Gerusalemme nelle scorse ore. A prendere questa iniziativa simbolica, in un altro giorno di manifestazioni di massa, il movimento di protesta dei riservisti dell’esercito israeliano. La loro partecipazione alle contestazioni della riforma giudiziaria promossa dal governo Netanyahu – con un’adesione sempre crescente – è uno dei tanti temi delicati di questa tesa fase israeliana. I vertici militari sono preoccupati per le divisioni anche interne all'esercito e l'hanno evidenziato ai ministri di riferimento. La richiesta al governo, scrivono i media locali attraverso le diverse fonti militari, è di impegnarsi in un dialogo e a ricucire gli strappi. Un appello simile è arrivato anche dai vertici dell’Agenzia Ebraica, preoccupati sia per lo scontro interno a Israele sia per i suoi riflessi a livello internazionale.
“Ramadan, speriamo in un mese che porti pace
e prosperità all’intera regione”
“La speranza è che il mese sacro di Ramadan porti benedizioni e che quest’anno veda continui passi avanti verso la pace, la prosperità e la stabilità nella nostra regione”. Con questo auspicio il presidente d’Israele Isaac Herzog ha voluto inviare i suoi auguri ai musulmani d’Israele e di tutto il mondo per l’inizio del mese di Ramadan, un periodo segnato dal digiuno, dalle preghiere e dalle feste. Diversi ministeri e istituzioni hanno voluto condividere questo augurio nei confronti del mondo islamico.
In Israele è un momento anche di grande allerta perché in passato è coinciso con esplosioni di violenza. In un comunicato, la polizia israeliana ha dichiarato che il suo obiettivo durante il Ramadan è quello di “consentire la libertà di culto e il corretto svolgimento della festività, delle sue preghiere e delle sue usanze, mantenendo la sicurezza, la legge e l’ordine pubblico”.
La Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha dichiarato:
“Nell’imminenza del Ramadan, un caloroso augurio a tutti i musulmani d’Italia affinché il periodo festivo che li attende sia ricco di spiritualità e speranza.
Un bene quanto mai necessario nei tempi incerti e difficili che l’umanità intera sta attraversando e che tutte le religioni, nessuna esclusa, sono chiamate a coltivare attraverso l’azione e l’impegno quotidiani. Necessaria appare in questo senso un’alleanza sempre più stretta a difesa di quei valori universali, la vita e la dignità per primi, che costituiscono un patrimonio comune a livello non soltanto religioso ma anche civile, nel necessario rispetto delle specificità di cui ciascuna identità e cultura è portatrice.
Ci avviciniamo a una fase dell’anno contrassegnata da numerosi momenti gioiosi e solenni – dopo l’avvio del Ramadan, la festività ebraica di Pesach e la Pasqua cristiana. Nei luoghi di preghiera, nell’intimità domestica, negli spazi in cui si costruisce cittadinanza, lavoriamo tutti insieme per un futuro di pace e coesione”.
Coraggio e responsabilità civile,
la lezione di Emanuele Artom
“Se non ci facciamo una coscienza politica, non sapremo governarci, e un popolo che non sa governarsi cade necessariamente sotto il dominio straniero o sotto la dittatura dei suoi”. Riflettere sulla responsabilità civile prendendo spunto dalle lucide analisi di Emanuele Artom nel suo celebre diario. È stato l'invito quest'anno della tradizionale marcia organizzata a Torino e dedicata al noto partigiano ebreo, ucciso dai nazifascisti il 7 aprile del 1944. A promuovere l'iniziativa, che ha visto come in passato il coinvolgimento di scuole e studenti, la Comunità ebraica torinese, assieme al Comune, alla Comunità di Sant’Egidio e alle Comunità ebraiche di Vercelli e Casale Monferrato.
“Il tema di questa edizione è la responsabilità civile - ha spiegato il presidente della Comunità ebraica di Torino, Dario Disegni - perché serve un rinnovato e forte impegno della società in difesa di quei valori di giustizia e libertà per cui la migliore gioventù diede la vita. E lo è ancora di più oggi in cui vediamo nubi minacciose all'orizzonte e ci sono sono ancora venti forti di intolleranza".
Comunità ebraica di Napoli,
una Sezione per la Calabria
Il Consiglio della Comunità ebraica di Napoli, riunitosi nelle scorse ore, ha approvato all'unanimità la costituzione di una sua Sezione nella città di Palmi. Indicando come Delegato Roque Pugliese, con una delega che guarda "all’intero territorio regionale della Calabria". Animatore da vari anni di incontri e iniziative a tema ebraico, Pugliese - che risiede proprio a Palmi, Comune della Città Metropolitana di Reggio Calabria - "dovrà rapportarsi per ogni questione riguardante la vita ebraica, nella sua città e in generale nella regione, con la Comunità di riferimento". E cioè Napoli, "secondo quanto previsto dall’Intesa e dallo Statuto dell’Ebraismo italiano".
La Sezione, si attesta nella delibera, nasce dall'urgenza di dar vita a "un presidio" in quest'area del Paese al centro oggi di molti e diversificati impegni. Anche in considerazione del fatto che pure "le istituzioni pubbliche della Calabria hanno necessita di rapportarsi" con una emanazione locale dell’ebraismo italiano.