Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui     30 Settembre 2020 - 12 Tishri 5781
PAGINE EBRAICHE OTTOBRE 2020

Dalle elezioni Usa alla presidenza tedesca dell'Ue,
quale futuro per Stati Uniti ed Europa

Trump sarà confermato per altri quattro anni o invece sarà il suo sfidante Biden a prevalere? Uno scenario che resta fluido e che sarà determinato dall’esito di varie partite che si stanno giocando simultaneamente. Dal Medio Oriente in trasformazione alle delicate istanze sociali in atto. Senza dimenticare la spinosa sostituzione di Ruth Bader Ginsburg. Gli occhi del mondo, ancora una volta, sono puntati sugli Stati Uniti d’America. 
Lo raccontiamo, da diverse angolature, nel dossier “Gli Usa verso le elezioni” su Pagine Ebraiche di ottobre in distribuzione. All’interno spicca l’intervista al filosofo Michael Walzer, punto di riferimento dell’area liberal, che sul populismo (una delle parole chiave di questa campagna elettorale) striglia sia destra che sinistra e propone una via “alternativa ed ebraica”. 
L’intervista del mese è all’ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, che tra i vari temi si sofferma sull’impegno di Memoria e di contrasto a ogni forma di odio che accomuna i due Paesi e sul semestre di presidenza europeo per Berlino. “Tutti sappiamo che l’Europa si costruisce insieme, fra i membri di questa Unione europea dove tutti sono importanti. Siamo in 27 a dover cooperare. E l’impegno della Germania – assicura il diplomatico – sarà quello di fare un salto in avanti in questa cooperazione”. 
Nella parte alta del giornale spazio a diversi argomenti: dalla presentazione delle liste in corse alle prossime elezioni UCEI al nuovo sito www.myjewishitaly.it che vuol stimolare un viaggio alla scoperta dell’ebraismo italiano e delle sue molte specificità. E inoltre un bilancio dei lavori di Redazione aperta, il laboratorio della redazione giornalistica dell’Unione che anche quest’anno ha stimolato un significativo confronto su varie questioni d’attualità.
Nelle pagine di Eretz l’attenzione è dedicata al ritorno in lockdown della popolazione di Israele, con numerose criticità che restano aperte. In Orizzonti focus invece sul nuovo corso in Medio Oriente sancito dalla recente firma a Washington degli Accordi di Abramo. 
In Cultura un ampio testo che smonta punto per punto un attacco strumentale, lanciato dal mondo cattolico, contro il Premio Pulitzer David Kertzer e il suo impegno per far luce sull’azione di Eugenio Pacelli durante la Shoah e le responsabilità della Chiesa nel diffondersi, in quell’epoca buia, del veleno dell’antisemitismo. 

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IL DIBATTITO E LE POLEMICHE SUL PRESIDENTE USA

Trump-Biden, il primo scontro in diretta tv
e le ambiguità sui suprematisti bianchi

Caotico e confuso. È la descrizione più ricorrente rispetto al primo e tanto atteso dibattito tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e lo sfidante democratico Joe Biden. Nella notte i due si sono scontrati su sei temi: l’economia, la Corte Suprema, la pandemia, il razzismo nelle città, la correttezza delle elezioni e le esperienze passate dei due candidati. Temi decisivi per il futuro degli Stati Uniti, affrontati anche da Pagine Ebraiche nel dossier di questo mese dedicato proprio alle elezioni Usa del prossimo 3 novembre. Se di Medio Oriente e politica internazionale non si è parlato – un argomento su cui l’attuale inquilino della Casa Bianca potrebbe rivendicare successi -, uno dei passaggi più menzionati nelle analisi dopo il dibattito è stata la mancata condanna da parte dell’attuale presidente Usa dei movimenti legati al suprematismo bianco. Il moderatore del dibattito Chris Wallace ha chiesto a Trump: “È disposto stasera a condannare i suprematisti bianchi e i gruppi di milizia e a dire che devono ritirarsi e non aumentare la violenza?”. Trump ha risposto “certo, certo”. Incalzato da Wallace e da Biden – “Allora fallo” -, il presidente ha replicato, “cosa volete che dica?” e “a chi devo parlare?”. Il candidato democratico ha citato i Proud Boys, noto gruppo armato di estrema destra. Trump però non ha denunciato il gruppo ma al contrario ha detto: “Proud Boys, state fermi e state pronti. Ma vi dico una cosa: qualcuno deve fare qualcosa contro l’estrema sinistra”. Nel giro di pochi minuti, riporta il New York Times, i membri di Proud Boys hanno commentato sui social media le parole del presidente Usa, definendole come “storiche”. Sull’applicazione di messaggistica Telegram, i membri del gruppo di estrema destra hanno definito il commento di Trump come un tacito appoggio alle loro tattiche violente.

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QUI FERRARA - LA RASSEGNA ORGANIZZATA DAL MEIS DAL 6 ALL'8 OTTOBRE 

La Festa del Libro Ebraico all’ombra della Sukkah

Nel giardino del Meis, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, arriva per la prima volta la Sukkah. La capanna che ricorda il periodo vissuto nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto avrà un ruolo ulteriore rispetto a quello abituale. Sarà infatti la cornice di uno degli appuntamenti che da tempo scandiscono il calendario di impegni e attività del Museo, anche in tempo di Covid: la Festa del Libro Ebraico.
Il festival, giunto all’undicesima edizione e realizzato grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna e al sostegno di Giulio Barbieri Outdoor Solutions, di Coferasta e di Fercam, si aprirà martedì 6 ottobre alle 18 con l’incontro “Il potere del segno”: una conversazione tra Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, e Amedeo Spagnoletto, direttore del Meis, sul mondo della scrittura e l’identità a partire dai caratteri dell’ebraico biblico e dei geroglifici egizi.

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IL PROGETTO IN MEMORIA DEL CAMPO PER RIFUGIATI, ATTIVO TRA IL 1944 E IL 1947

Ebrei in Puglia dopo la Shoah,
il giardino che racconta l’accoglienza

Attivo dal 1944 al 1947, il campo di accoglienza di Santa Maria al Bagno, frazione del Comune pugliese di Nardò, accolse diverse migliaia di sopravvissuti alla Shoah. Un luogo in cui poter tornare a coltivare la speranza, in cui poter impostare un progetto di vita dopo le indicibili sofferenze attraversate. Per tanti di loro quel progetto si chiamava Israele. 
Quella consumata sul lungomare di Puglia fu anche una bella storia di solidarietà che vide molti locali stringersi a quei profughi di passaggio. Tra le iniziative più significative intraprese per valorizzarla il Giardino della Memoria e dell’Accoglienza istituito alcuni anni fa dal professor Pierluigi Congedo, docente di diritto alla Luiss di Roma e al King’s College di Londra: uno spazio verde realizzato in un’area precedentemente destinata a parcheggio dei camper.

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QUI TRIESTE

Vito Levi, il concerto ritrovato

Giornalista ma anche raffinato musicista oltre che professore al conservatorio e all’Università di Trieste, Vito Levi (1899-1902) fu allontanato dalla professione per effetto delle leggi razziste. Una violenza ricordata pubblicamente lo scorso 18 settembre, nell’82esimo anniversario del loro annuncio in Piazza Unità d’Italia, da Assostampa Friuli-Venezia Giulia e Ordine regionale dei giornalisti che lo hanno reinserito “ad honorem” negli albi insieme agli altri ebrei triestini estromessi dal fascismo. Un’altra iniziativa mette in questi giorni al centro il suo contributo. Stavolta su un piano squisitamente artistico. Si tratta di un cd che ripercorre il segno lasciato da alcuni musicisti “degenerati”, l’orribile aggettivo coniato dal nazifascismo per le vittime della persecuzione artistica, con l’obiettivo di valorizzarne e riscoprirne il talento. Il cd, prodotto da Tactus, è uno degli esiti dell’intenso lavoro svolto in questi anni dal Festival Viktor Ullmann e dal suo direttore Davide Casali.

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Ticketless - Album di famiglia
Non credo sia giusto sorvolare sulla recente scomparsa di Rossana Rossanda. Per l’importanza della sua figura, per i suoi interventi, anche su questione ebraica e Israele. Per il ruolo che ebbe nell’estate tragica del 1982, tra Sabra e Chatila e attentato davanti alla sinagoga di Roma, non c’è che da rinviare all’analisi che ne hanno fatto nel loro bel libro Guri Schwarz e Arturo Marzano (Viella ed.). Leggendo in questi giorni gli articoli a lei dedicati colpisce quanto, trascorsi molti anni dagli eventi, di lei rimangano nella memoria collettiva tre cose: l’essere stata discepola fedele di Togliatti, i suoi scritti sull’emancipazione femminile e la frase sull’”album di famiglia” coraggiosamente pronunciata negli anni bui del terrorismo. Sui primi due punti, per totale incompetenza, mi astengo dal dire qualsiasi cosa. Sull’invito rivolto alla sinistra, in pieno sequestro Moro, perché sfogliasse l’album di famiglia e ritrovasse nei folli proclami delle Br una parte della propria storia vorrei aggiungere qualche pensiero.
Alberto Cavaglion
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L’incubo del leader
È cosa nota: la Cina difetta di quello che in geopolitica si chiama soft power, la capacità di rendere attrattivo il proprio modello sociale. Ci hanno provato negli ultimi anni con film da blockbuster creati ad uso e consumo dell’immaginario occidentale, con varie tecniche di maquillage politico, persino durante questa pandemia in cui hanno inviato attrezzature (non sempre di prima scelta, per usare un eufemismo) e personale sanitario per far dimenticare di essere stati coloro da cui tutto è partito. Lo sforzo, però, appare titanico perché è molto difficile far piacere un sistema che per definizione restringe le libertà.
Davide Assael
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Periscopio - Peppino Caldarola (1946-2020)
La scomparsa di Peppino Caldarola, venuto prematuramente a mancare lo scorso 21 settembre, priva i mondi della politica, del giornalismo e della cultura italiana di uno spirito libero, generoso, anticonformista, che ha dato un contributo di alta rilevanza per la crescita civile del Paese e per il rafforzamento di quegli ideali di libertà, giustizia, democrazia, umanesimo a cui ha dedicato l’intera sua esistenza.  
Redattore della Casa Editrice Laterza, vice-Direttore di Rinascita, fondatore e primo Direttore di Italiaradio, Direttore de l’Unità, Direttore di ItalianiEuropei, collaboratore di diverse altre testate (tra cui Il Riformista, Striscia Rossa, Formiche, Civiltà delle macchine e altre), Caldarola ha lasciato un’impronta profonda nel giornalismo italiano, nel quale si è impegnato a diffondere i valori di obiettività, rigore, coraggio, onestà intellettuale che lo hanno sempre caratterizzato. Ed è davvero un nobile e raro esempio di deontologia professionale il modo – davvero impeccabile – in cui egli ha sempre saputo coniugare un’informazione serena, seria, equilibrata con la sua personale passione ideale e politica.
Francesco Lucrezi
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Geshem 
Tra poco, alla fine dei Mo’adim autunnali, cesseremo di ringraziare il Signore per la rugiada, e Lo ringrazieremo perché “masciv ha-ruach, umorid hagheshem” cioè, fai soffiare il vento e fai scendere la pioggia. Evidentemente gli antichi avevano compreso che la promessa del Signore di far scendere la pioggia a suo tempo (Ekev, Deut.11,14) si realizzava grazie al vento che spirava (e spira tuttora) da occidente caricando l’aria di umidità, durante l’attraversamento del Mediterraneo, e scaricandola, come benefica pioggia, sui monti di Samaria e della Giudea.
Roberto Jona
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