Un pensiero augurale per i Baha’i

I Baha’i hanno iniziato ieri i 19 giorni di digiuno che celebrano annualmente tra il 2 ed il 20 marzo. Il periodo di digiuno, che come modalità ricorda il Ramadan islamico (si può mangiare e bere soltanto prima dell’alba e dopo il tramonto), è stato preceduto e introdotto, tra il 26 febbraio e il 1° marzo, dai cosiddetti “giorni intercalari”, dedicati all’ospitalità, all’assistenza e in generale a opere caritatevoli.
E’ l’occasione per rivolgere un pensiero augurale ai seguaci della più giovane tra le religioni rilevate, il cui centro mondiale si trova – come è noto – a Haifa, dove morì nel 1892 il Baha’u’llàh, e che sono vittime, soprattutto in Iran, di persecuzioni ignorate dai più. A squarciare per un attimo il silenzio si è levato, il 18 febbraio, il presidente del Parlamento europeo, che ha espresso preoccupazione per il processo perpetrato in Iran contro sette leader dalla comunità locale, arrestati il 14 maggio 2008 solo a causa della loro fede.

Valerio Di Porto, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

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