L’Italia si può ridestare. Una nazione che ha affrontato i disastri del fascismo e della seconda guerra mondiale, ha ricostruito i ponti, le ferrovie, le case distrutte dai bombardamenti, è stata protagonista del processo di unificazione europea (come testimoniano i Trattati di Roma del 1957), ha vissuto un periodo di grande boom economico, ha sconfitto il terrorismo rosso e nero e ha combattuto con tenacia le cosche mafiose, non può rassegnarsi al declino. A scriverlo è uno dei più importanti politologi a livello mondiale, l’italoamericano Robert Leonardi, autore del libro Government and Politics of Italy. Da che deriva il clima di sfiducia? La risposta di Leonardi è semplice: l’Italia “ha smesso di guardare l’orizzonte e cominciato a guardarsi l’ombelico. Invece di pensare ad allargare la torta per tutti, come faceva nel dopoguerra, cerca di mantenere la fetta assai più piccola che le è rimasta, invece di risolvere i nuovi conflitti interni, ne rimane prigioniera”. Parole su cui riflettere.
Mario Avagliano
(12 dicembre 2017)