Dopo la conquista della fortezza di Beaufort, proseguono le operazioni dell’esercito israeliano contro Hezbollah. Nella mattina di lunedì il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato, in una nota congiunta con il ministro della Difesa Yisrael Katz, l’attacco contro «obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut», una delle roccaforti del gruppo sciita nell’orbita del regime di Teheran. Le operazioni sono state decise «a seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco» e in risposta agli «attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini», informa una nota governativa di Gerusalemme. In risposta il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, è tornato a minacciare Usa e Israele: «Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è inequivocabilmente un cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso quello libanese. La sua violazione su un fronte equivale alla violazione del cessate il fuoco su tutti i fronti». Per Teheran, «Usa e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione». Sempre lunedì le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato la morte del sergente maggiore Adam Tzarfati, 20 anni, ucciso da un drone dei terroristi sciiti nelle vicinanze della cittadina libanese di Yohmor, nel sud del Paese dei Cedri, non lontano dalle rovine del castello d’epoca crociata già preso dalle Idf nel 1982 e dove da qualche ora sventola di nuovo la bandiera israeliana. È il terzo soldato delle Idf ucciso in pochi giorni con la stessa modalità. Prima di Tzarfati, membro della Brigata Commando dell’Unità Maglan, nella giornata di domenica l’esercito aveva comunicato l’uccisione del 21enne Michael Tyukin, che prestava servizio nel battaglione di ricognizione della Brigata Givati. Altri tre militari sono rimasti feriti nell’attacco a Yohmor, informa la stampa locale, uno dei quali in modo grave. «Lavoriamo a livello diplomatico per impedire l’escalation. Hezbollah ha grandi responsabilità perché continua a lanciare missili contro Israele», ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, secondo il quale «Israele, al canto suo, dovrebbe fidarsi di più dell’Unifil e lavorare di più con le Nazioni Unite e rinforzare il ruolo dell’esercito regolare libanese» perché l’attuale presidente, Joseph Aoun, è «un amico dell’Italia» e «un uomo di grande equilibrio».
Israele affronta in queste ore anche un nuovo episodio di terrorismo “interno”, con il ferimento di due persone da un’auto lanciata a tutta velocità nell’area del Gush Etzion, in Cisgiordania. Il terrorista, il 31enne Amjad al-Natsha, originario di Hebron, è stato neutralizzato da un soldato. Sempre oggi le Idf hanno annunciato l’uccisione a Gaza nel fine settimana di Jamal Abu Aoun, qualificato come «comandante di plotone nell’ala militare dell’organizzazione terroristica Hamas, che lavorava anche come medico presso l’ospedale Yafa di Deir al-Balah». Per l’Idf l’uomo, che era primario del reparto di anestesia della struttura ospedaliera, organizzava e pianificava in realtà «attacchi terroristici contro le truppe delle Idf e lo Stato di Israele» ed era coinvolto nel promuovere gli sforzi «di rafforzamento, riabilitazione e riarmo dell’organizzazione terroristica Hamas, in violazione dell’accordo di cessate il fuoco».
Guerra ad Hezbollah più estesa, Idf annuncia nuovo caduto