ISRAELE

Scuole chiuse e voli sospesi, le Idf: «Pronti a giorni di conflitto con l’Iran»

Scuole chiuse e voli sospesi, le Idf: «Pronti a giorni di conflitto con l’Iran»

In Israele la previsione era di uno scontro con l’Iran di almeno alcuni giorni. «Ci stiamo preparando come esercito a diversi giorni di combattimenti e anche a un periodo più lungo», hanno spiegato fonti militari ai media locali. Le tre ondate di attacchi condotte dal regime iraniano nelle ultime 24 ore sono state intercettate senza vittime né danni significativi. Con il riaccendersi dello scontro, le Idf hanno ripreso a colpire asset strategici iraniani: un complesso petrolchimico e tre impianti per la produzione di componenti del sistema missilistico balistico. «Le nostre azioni non sono rappresaglia», precisano i portavoce dell’esercito. «Siamo in guerra. L’obiettivo è continuare a colpire in profondità il regime, indebolirlo e infliggere il massimo danno alle sue capacità. Non stiamo ricominciando da zero, ma arriviamo a partire dai risultati accumulati negli ultimi mesi». Gli americani, riferiscono Kan e Ynet, erano informati delle missioni israeliane, anche se il presidente Usa Donald Trump dichiara di voler chiudere subito lo scontro. «Entrambe le parti puntano a un immediato cessate il fuoco», ha scritto il presidente statunitense sui social, aggiungendo: «Le negoziazioni finali sulla “pace” sono in corso, a condizione che l’ignoranza o la stupidità non intralcino il processo». Poi ha ribadito la sua posizione al telefono con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Una pressione che ha modificato i piani delle Idf: secondo i media israeliani e internazionali, Netanyahu avrebbe ordinato all’esercito di sospendere i preparativi per un nuovo attacco contro l’Iran.

Le minacce iraniane
Le Idf si erano preparate alla ripresa dei combattimenti per tutta la durata del cessate il fuoco firmato ad aprile, conducendo ripetute valutazioni della situazione e mettendo a punto piani operativi da attivare nel momento in cui l’Iran avesse ripreso il fuoco. «Avevamo già detto all’inizio di aprile che la guerra non era finita con il cessate il fuoco», sottolineano le fonti militari. Nel corso della notte sono stati lanciati dall’Iran 22 missili, a cui si sono aggiunti due missili dei ribelli houthi sparati dallo Yemen, entrambi intercettati. Israele ha risposto con tre ondate di attacchi e ora osserva le mosse di Teheran. Dal regime arriva l’annuncio della «cessazione delle operazioni delle forze armate», accompagnato dalla minaccia di riprendere gli attacchi se Israele proseguirà le operazioni contro Hezbollah nel Libano meridionale. Missione che Gerusalemme non vuole interrompere alla luce della costante minaccia dei terroristi libanesi per i residenti del nord d’Israele: nel weekend due soldati delle Idf, Shahar Gamla 23 anni, e Ohad Yaari, 21, sono stati uccisi in due scontri nel sud del Libano.

Le direttive in Israele
Con il conflitto tornato su più fronti, il Comando centrale israeliano ha inasprito le direttive in tutto il Paese, con la cancellazione delle lezioni e ulteriori restrizioni sull’economia. Le scuole resteranno chiuse fino a martedì: lo ha confermato il ministro dell’Istruzione, Yoav Kisch, precisando che gli esami di maturità previsti per questa settimana saranno cancellati o rinviati. Sull’aeroporto Ben Gurion si è aperto un dibattito: il Comando del Fronte Interno e l’autorità per l’aviazione civile spingevano per restrizioni, il ministero dei Trasporti per la normale operatività. Per ora si è scelto di non limitare l’attività, con riserva di aggiornamenti. Non si è registrata un’ondata di cancellazioni da parte delle compagnie aree straniere, ma diverse hanno sospeso i voli in via precauzionale. Wizzair ha annunciato stop per oggi e domani, Austrian Airlines per le prossime 24 ore, dopo essere tornata sulla rotta per Tel Aviv solo la settimana scorsa. Nei prossimi giorni avrebbero dovuto riprendere anche Lufthansa, ITA, Swiss, Eurowings, Air Baltic, Neos e FlyOne: piani che ora rischiano di slittare.

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