Una conversazione sulla “difesa” delle parole con lo scrittore Erri De Luca e con il giornalista Maurizio Molinari inaugurerà la prossima edizione del festival Ebraica in programma a Roma dal 14 al 17 giugno, organizzato da Marco Panella, Ariela Piattelli e Raffaella Spizzichino. L’incontro, viene spiegato, prende le mosse dalla necessità «di proteggere il linguaggio da veleni, aggressività e fake news che generano intolleranza». Un tema che ha investito in prima persona lo scrittore campano dopo alcune sue dichiarazioni non conformi a un certo mainstream ideologico sul sionismo e la guerra a Gaza.
La rassegna culturale della Comunità ebraica romana è giunta alla 19esima edizione ed è dedicata quest’anno al tema “Essere speranza”, una speranza intesa non soltanto come «un sentimento o un desiderio rivolto al futuro», ma anche come «una tensione interiore» che spinge l’uomo a guardare oltre il presente.
Dopo il dialogo inaugurale, previsto per domenica 14 alle 19, al Palazzo della Cultura comunitario, seguirà alle 20 l’inaugurazione della mostra “Exodus. Le navi della speranza” di Marco Panella con al centro un percorso fotografico in venti immagini sull’epopea dell’aliyah bet, l’immigrazione verso la Palestina del Mandato britannico tra 1945 e 1948, mentre alle 20.30 si terrà l’incontro “Disegnare il futuro. Cultura, innovazione, speranza. Il caso Roma” con la partecipazione del sindaco della città Roberto Gualtieri, del regista Enrico Vanzina e ancora di Molinari. Concluderà la prima giornata di Ebraica un dialogo su “Il sentiero della speranza” tra la studiosa di mistica ebraica Yarona Pinhas e lo psichiatra Raffaele Morelli.
Lunedì 15 il festival, sostenuto tra gli altri dall’Ucei con un patrocinio, riprenderà alle 19 con il reading “Due vite, una memoria” di e con Dina Hassan sulla storia di una bambina ebrea di Tripoli costretta a lasciare la Libia nel 1967 insieme alla sua famiglia e continuerà alle 21 con un dialogo tra il regista Eran Riklis e le giornaliste Ariela Piattelli e Francesca Nocerino sul film Leggere Lolita a Teheran, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico della scrittrice iraniana Azar Nafisi. Sarà poi proiettata la pellicola.
Martedì 16 alle 19, la terza giornata di Ebraica si aprirà con la presentazione del il nuovo libro di Ghila Piattelli, Ovunque sia casa (ed. Giuntina): con l’autrice dialogheranno la giornalista Lara Crinò, l’attore Luca Barbareschi e la direttrice di Progetto Talmud, Clelia Piperno. Ebraica proseguirà alle 20.30 con il reading “Angelo e Osman, un poliziotto e un carabiniere Giusti tra le nazioni” della giornalista Elisabetta Fiorito, interpretato dagli attori Claudio Botosso e Sebastiano Somma. Alle 21.30 andrà quindi in scena lo spettacolo “Giobbe” di e con Roberto Anglicani, ispirato al celebre romanzo di Joseph Roth.
Il festival si concluderà il 17 giugno con altri tre appuntamenti. Alle 19 il rabbino Ariel Di Porto e lo psichiatra Ruggero Raccah, insieme a Clelia Piperno e Marco Panella, parleranno di speranza al tempo dell’intelligenza artificiale, mentre alle 20 sarà presentato Il ghetto di Roma (ed. Carocci) della storica Serena Di Nepi. Insieme all’autrice interverranno il giornalista Fabrizio Rondolino e Claudio Procaccia, direttore del Dipartimento per i Beni e le Attività Culturali della Comunità di Roma. Ebraica chiuderà i battenti alle 21.30 con lo spettacolo “C’era una volta in ghetto” con Alberto Laurenti e Sandro Di Castro, che animeranno un viaggio tra canzoni romanesco e sonetti dedicati alla vita del ghetto e alle sue atmosfere.
ROMA
Al festival Ebraica si parlerà di speranza