Chi si ricorda della Conferenza di Evian?

Chi si ricorda della Conferenza di Evian?

Il vertice del G7 si svolge nel Royal Hotel di Evian, sul cui passato si sorvola; gli ospiti sono stati ricevuti dal presidente Emmanuel Macron con canzoni popolari dei rispettivi Paesi; a noi è toccata “Felicità”, resa popolare de Al Bano e Romina Power. Purtroppo, il destino degli ebrei è stato segnato nel citato Royal Hôtel Évian, un grande albergo della Belle Époque, una fusione di Art Nouveau e Art Déco.
Il presidente americano Franklin Delano Roosevelt indisse una conferenza nell’amena località francese di Évian-les-Bains fra il 6 e il 15 luglio 1938 nella quale i delegati di 32 Stati seguiti da ben 200 giornalisti si riunirono per dibattere sulla questione dei profughi ebrei che sarebbero dovuti essere sottratti alla ferocia del Terzo Reich nel quale avevano la sventura di abitare. Hitler non mancò di commentare l’assise: «Posso soltanto sperare che quel mondo, che ha tanta simpatia per questi criminali (ebrei) sia quanto meno così generoso da trasformare questa simpatia in aiuto pratico. Noi, da parte nostra, siamo pronti a mettere tutti questi criminali a disposizione di quei Paesi, per quanto mi riguarda, anche in navi di lusso». Era presente, per lo Yishuv, Golda Meir, come mera spettatrice. Il mondo qui rappresentato si rifiutò di accogliere gli ebrei, anche in parte minima (qualche manciata finì in America Centrale) dando il via all’Olocausto. Vi chiedo di trovarne mezzo rigo in un testo scolastico purchessia. Qualcosa deve funzionare male, anche da noi, nell’informazione, se il conflitto mediorientale si è trasformato in una campagna d’odio mai vista nemmeno sotto le leggi razziali.
Io, per esempio, aspetto dal 2024 che mi si consenta di replicare su una rete televisiva a chi ha dichiarato che le Comunità ebraiche non vogliono convivere coi palestinesi, un’affermazione criptica, nondimeno discriminatoria. Qualcuno prova a dare la colpa a Israele dell’antisemitismo, come se io giustificassi la misoginia, il razzismo, l’omofobia e così via con la condotta di terzi. Non solo: ormai si nega senza pudore la legittimità dello Stato d’Israele: mai sentito che non si distingua Stato e governo, se non quando spunta la parola “ebreo”. Auguri al vertice di Evian, un poco meno a chi rimuove e distorce il passato, perché ci danneggia fortemente e ci rende difficile l’esistenza.

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