Non si è esaurita nella sola denuncia verbale l’indignazione della Comunità ebraica di Napoli per la presenza di una raffigurazione antiebraica alla Festa dei Quattro Altari svoltasi a metà giugno nel Comune di Torre del Greco. Nel quadro incriminato, intitolato “fractio panis” ed esposto in una della piazze della cittadina di quasi 80mila abitanti in provincia di Napoli, compare tra gli altri la figura di un uomo «vestito di nero, col cappello nero, che pensa a contare soldi», la classica figura attraverso la quale «l’iconografia antisemita, da sempre, rappresenta l’ebreo come nemico dell’umanità, nemico del bene e della carità, strozzino interessato solo ai soldi». Per questa ragione, viene spiegato in un comunicato stampa, la Comunità ha deciso di sporgere querela, insieme all’Ucei, nei confronti del sindaco, Luigi Mennella, del dirigente del medesimo Comune, Gaetano Camarda, e del pittore Salvatore Seme artefice di quell’opera dal «messaggio fortemente antisemita». Tutti e tre sono accusati di «propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa» e per questo chiamati a risponderne in sede giudiziaria. Difenderà le ragioni delle istituzioni ebraiche il penalista Pier Giacinto Di Fiore. «Certe vicende non possono passare sotto silenzio né ridursi a dichiarazioni senza assunzione di responsabilità», dice a Pagine Ebraiche il consigliere della Comunità di Napoli, Daniele Coppin. «Per questo, anche in ragione dell’ondata di antisemitismo di questo periodo, come Consiglio abbiamo deciso di andare avanti e sporgere querela». Conferma Lydia Schapirer, la presidente degli ebrei napoletani: «È tempo di dire basta, perché siamo convinti che la tendenza si debba ribaltare». Schapirer parla di «situazione molto complicata, come si è visto di nuovo pochi giorni fa al Pride di Napoli: quello che è successo è vergognoso».
Napoli
Quadro antisemita a Torre del Greco, annunciata querela