L’ebraico è molto sciolto, il video un po’ più impacciato. Steffen Seibert, ambasciatore tedesco in Israele dal 2022, prende congedo con un video in cui enuncia tutto quello che gli mancherà dello Stato ebraico. E lo fa sui social, facendosi riprendere in maniche di camicia mentre sfoggia un ivrit niente male. Peccato solo che la sua lista leggera e pesante – dal suo caffè preferito a Tel Aviv al suo cantante d’elezione (Arik Einstein), dal Forum delle Famiglie israeliane e palestinesi che hanno perso un figlio alle partite del Hapoel Yerushalaim, dal kibbutz Be’eri fino alle suore dell’Ospizio San Carlo Borromoeo, sempre a Gerusalemme – sia davvero un po’ troppo lunga.
Angela Merkel, di cui è stato storico portavoce e braccio destro, lo premiò con la nomina in Israele. Per sostituirlo il governo di Friedrich Merz ha pensato a un altro nome di peso, a conferma che la Germania non prende sottogamba la relazione con Israele.
Partito Seibert, arriva Alexander Graf Lambsdorff (foto qua sopra), già deputato al Parlamento europeo, poi deputato al Bundestag e, dal 2023, ambasciatore della Germania nientemeno che nella Federazione Russa.
Chissà se anche lui imparerà l’ebraico.
(Nell’immagine in alto, l’ambasciatore Steffen Seibert allo stadio di Gerusalemme per una commemorazione dedicata a Hersh Goldberg Polin, ostaggio ucciso a Gaza. Al fianco del diplomatico, la sorella di Hersh, Libby)