È già tramontata l’ipotesi di una candidatura della celebre scacchista ebrea Judit Polgár alla presidenza dell’Ungheria, fortemente auspicata dal neo primo ministro Péter Magyar. È stata la stessa Polgár, 49 anni, 26 dei quali trascorsi in testa alla classifica mondiale femminile, ad annunciare nella serata di lunedì di «non ritenere di avere la forza per assumermi la responsabilità storica di unire una nazione divisa» e quindi di non poter accogliere l’istanza del premier, al quale ha comunque espresso il proprio apprezzamento per avere pensato «a una candidata indipendente e al di sopra delle logiche di partito» come la sua. A Polgár ha replicato lo stesso Magyar, che l’ha ringraziata per «tutto ciò che ha fatto» per l’Ungheria. «Credo di parlare a nome di milioni di ungheresi dicendo che, in una veste diversa, continueremo a contare su di te per il futuro», ha poi aggiunto il primo ministro, subentrato a maggio a Viktor Orbán.
Curiosamente l’intera vicenda si è accesa e spenta nelle ore in cui in tutto il mondo si celebrava la giornata internazionale degli scacchi. Sui propri profili social Polgár l’ha festeggiata con una foto in cui esibiva una grande regina bianca. Il suo soprannome, non a caso, è quello di “regina degli scacchi”. Disciplina di fine strategia in cui forse non eccelle l’attuale premier, ora criticato in patria, non solo dagli oppositori politici, per essersi sbilanciato pubblicamente su un nome senza aver prima sondato il terreno in modo adeguato.
(Foto: JPCF / Andrea Tungler)