ANTISEMITISMO

Aggredito il rabbino di Nanterre

Aggredito il rabbino di Nanterre

«Nessuno dovrebbe essere insultato a causa della propria religione o della propria identità». Con queste parole, affidate ai social, David Naccache, rabbino del Centro comunitario ebraico di Nanterre, ha rotto il silenzio su un’aggressione antisemita di cui è stato vittima domenica 26 luglio in un supermercato della città, alle porte di Parigi. Qui una cliente lo ha insultato più volte, urlandogli «sporco ebreo», per poi intimargli di «tornare in Israele». Naccache ha presentato denuncia, senza però dare pubblicità alla vicenda. L’episodio è stato reso noto da Nanterre Ensemble, lista civica di opposizione in Consiglio comunale. Il gruppo ha denunciato l’aggressione ed espresso il proprio sostegno al rabbino e alla comunità ebraica cittadina.
Solo dopo la diffusione della notizia rav Naccache è intervenuto. «Per essere onesto, non avevo intenzione di rendere pubblica questa vicenda. Ho presentato denuncia e desideravo soprattutto lasciare che la giustizia facesse il suo corso», ha spiegato. «Da 15 anni mi impegno a servire Nanterre e a mantenere vivo il dialogo tra le comunità. Continuerò a farlo con la stessa determinazione», ha promesso il rav.
L’aggressione si inserisce in un quadro che, in Francia, non accenna a migliorare. Dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, gli atti antisemiti nel Paese sono esplosi. Dai 463 censiti nel 2022 si è saliti a 1.676 nel 2023, per poi decrescere pur rimanendo a un livello molto alto: 1.570 nel 2024, 1320 lo scorso anno.
Il governo francese ha promesso di rispondere all’ondata antisemita. Il 9 luglio il Consiglio dei ministri ha esaminato un progetto di legge «di coesione repubblicana» contro razzismo e antisemitismo, promosso dalla ministra alla Lotta contro le discriminazioni, Aurore Bergé. Il testo, composto da dieci articoli, inasprisce le sanzioni per i reati a movente razzista o antisemita e impone nuovi obblighi alle piattaforme digitali per contrastare l’odio online. Bergé ha inoltre presentato un piano di 55 misure, tra cui la formazione dei dirigenti scolastici e dei futuri insegnanti in materia di lotta all’antisemitismo e al razzismo e l’incremento delle visite nel corso dell’anno ai luoghi della memoria per gli studenti francesi: dai 500mila attuali a 800mila.

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