Non avrà l’epica di un Ali contro Frazier o di un Tyson contro Holyfield e difficilmente potrà mai realizzarsi. La sfida è però lanciata e un po’ di risonanza mediatica l’ha già avuta per l’irritualità della proposta: incontriamoci sul ring, io e te, vicesindaco contro sindaco. «Sono contro la violenza, ma tutto questo deve finire», sottolinea il numero due di Tel Aviv, Guy Avner, in un video lanciato sui social e indirizzato al numero uno di New York, Zohran Mamdani, accusato dal primo di promuovere una retorica incendiaria nei confronti dello Stato di Israele e del mondo ebraico. Da qui la sua idea di un match con i guantoni tra i due, da disputarsi appena possibile e con proventi in beneficenza. Non è una boutade, sostiene il molto muscoloso Avner, che propone come alternative al pugilato discipline di decrescente contatto fisico come basket, tennis e persino gli scacchi. Qualsiasi cosa, fa capire, purché si parli delle sue azioni e dichiarazioni. «Stanno creando un clima negativo», ravvisa Avner, che contesta a Mamdani l’uso della parola “genocidio” per la guerra di Gaza, il sostegno alle campagne del movimento Bds e lo sdoganamento dell’Intifada. «Non ce l’ho con Mamdani a livello personale», chiarisce Avner. «Sono solo contrario alle sue dichiarazioni contro il popolo ebraico, il popolo israeliano e il suo esercito». Il vicesindaco di Tel Aviv, che appartiene in teoria alla stessa famiglia progressista di Mamdani, lo ha invitato a misurare la realtà con i suoi occhi. Recandosi ad esempio a Yafo, dove vive, presentato come un luogo di positiva convivenza tra identità e religioni differenti. Mamdani per il momento non ha risposto alle sue sollecitazioni e allora Avner ha rilanciato il progetto sui social: «Incoraggio tutti a diffondere questo messaggio. Sarà un evento di beneficenza, dopotutto vuoi prendere i soldi dai ricchi. Possiamo organizzarlo a Tel Aviv: non preoccuparti, non verrai arrestato…».
Israele
Vicesindaco Tel Aviv sfida Mamdani: boxe o scacchi, voglio sconfiggere l’odio