«La notte, udite, sta per finire, ma il giorno ancora non è arrivato. Sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato. Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate, tornate ancora se lo volete, non vi stancate…».
Mancavano in realtà pochi minuti al tramonto quando, nel giardino della sinagoga di Firenze, si è sentita per alcuni minuti la voce del “maestrone”. Un omaggio fuoriprogramma, quello del Balagan Café, il festival estivo della Comunità ebraica, per esprimere la propria partecipazione al cordoglio di tanti in Italia per la scomparsa di Francesco Guccini. La Comunità fiorentina ha fatto ascoltare al pubblico del Balagan uno dei suoi brani più iconici, “Shomér ma mi-llailah?”, del 1983, raro esempio di canzone italiana con parole e persino il titolo in ebraico. Come ha spiegato la drammaturga Laura Forti, una delle direttrici artistiche del festival, Guccini approcciò e rielaborò la citazione di Isaia (“Sentinella, quanto resta della notte?”) dopo essersi confrontato con gli studi sul tema del poeta Guido Ceronetti.
Ceronetti tradusse tra gli altri anche “Il cantico dei cantici” e proprio allo Shir Ha’shirim ha dedicato un suo intervento il rabbino capo della città, Gadi Piperno, soffermandosi sul significato di amore verso l’umano e amore per il divino nell’ebraismo e invitando a una lettura consapevole del Cantico «perché di ogni testo va rispettata l’idea con cui fu scritto e quindi bisogna prima cercare di capirlo e poi interpretarlo». Nel corso della serata c’è stato anche il “Balacast” su temi d’attualità e cultura condotto da David Pacifici, mentre ha concluso l’iniziativa un concerto del Quintetto Abimà guidato da Davide Casali. L’attualità ha fatto capolino anche con l’episodio di Bansko, in Bulgaria. Pure una giovane della Comunità era nell’albergo preso d’assalto dai naziskin e a lei e ai familiari si sono stretti in un abbraccio il rav Piperno e il presidente della Comunità, Enrico Fink. «Il Balagan è anche questo: uno spazio per cercare di resistere a ciò che accade intorno».
Firenze
Balagan Café rende omaggio a Guccini con “Shomér ma mi-llailah?”