Colombia

Israele offre aiuto dopo il sisma: «Pronti a dare tutta l’assistenza necessaria»

Israele offre aiuto dopo il sisma: «Pronti a dare tutta l’assistenza necessaria»

Israele, come l’Italia, è tra i Paesi che hanno messo a disposizione della Colombia un aiuto sul campo dopo il terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito lo Stato sudamericano nelle scorse ore, causando centinaia di morti e dispersi e portando alla dichiarazione dello stato di emergenza. «Ho offerto al mio omologo, il ministro degli Esteri colombiano Omar Bula Escobar, tutta l’assistenza che Israele può fornire», ha dichiarato il titolare degli Esteri di Gerusalemme, Gideon Sa’ar. «Israele è pronto ad aiutare la Colombia secondo le necessità», ha aggiunto il ministro, la cui ultima missione all’estero è stata proprio in Colombia, pochi giorni fa, in occasione dell’insediamento del neopresidente Abelardo de la Espriella. Organizzazioni israeliane continuano intanto a operare nel vicino Venezuela, devastato a fine giugno da un altro sisma di grave entità. In primis la ong IsraAid, impegnata in questi giorni nell’allestimento di nuove postazioni per l’accesso all’acqua potabile in uno dei principali campi profughi. IsraAid ha anche allestito alcune aree dedicate ai più piccoli. Sono luoghi, informa la ong, in cui i bambini vittime del sisma «possono sfogare lo stress, ristabilire i contatti ed elaborare i traumi». Tra Israele e Colombia i rapporti sono “caldi” anche a livello geopolitico. Sempre lunedì, a terremoto già avvenuto, e nel pieno della crisi, il nuovo esecutivo di Bogotà ha annunciato il suo riconoscimento della sovranità israeliana delle alture del Golan come «componente essenziale della sua difesa nazionale e della sua capacità di proteggere e salvaguardare i suoi cittadini». La Colombia è il secondo Paese al mondo a farlo, dopo gli Usa nel 2019. Sa’ar si è detto fiducioso: altri governi potrebbero aggiungersi alla lista.

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