Formazione

Cinquanta giovani italiani in Israele con il Taglit 

Cinquanta giovani italiani in Israele con il Taglit 

Una cinquantina di ragazzi da tutta Italia, tra i 18 e i 26 anni, divisi in due gruppi, ha partecipato all’ultima edizione del programma formativo Taglit-Birthright Israel con lo scopo di conoscere da vicino la società israeliana attraverso un’esperienza immersiva di dieci giorni in cui hanno consumato le suole apprendendo e divertendosi, interagito con loro coetanei e svolto esperienze di volontariato. C’erano giovani di Comunità grandi e piccole, ma c’era anche chi proveniva da territori senza una presenza ebraica. «L’idea è quella di offrire una possibilità di conoscenza profonda, un viaggio fatto di esperienze che rimarranno, rafforzando il legame con Israele. Per molti di loro è stata la prima volta», racconta Gad Lazarov, referente del Taglit per l’Italia. E così, da Gerusalemme a Tel Aviv, dai kibbutz ai villaggi drusi, passando dai luoghi segnati dal 7 ottobre, «i ragazzi hanno potuto cogliere tanti aspetti e angolature di Israele». Taglit è un progetto internazionale nato 25 anni fa. Quasi un milione di giovani da tutto il mondo ha finora aderito, dei quali circa 600/700 italiani. La partecipazione è gratuita. «Vogliamo farlo crescere ancora di più, perché si tratta di un investimento importante a livello di consapevolezza e identità», sottolinea Lazarov. Per quanto riguarda l’edizione appena conclusa, «è stata possibile grazie anche all’intervento di un donatore, che chiamerò semplicemente Enrico; grazie inoltre ai nostri educatori Giorgio Tognotti, Rehana Zarruk, Simone Levy e Anna Tognotti per la loro dedizione. E grazie alle nostre guide, Naama Campagnano e Giordana Moscati. Hanno trasmesso conoscenze ed emozioni».

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