Israele

Idf aprono indagine su Qusra

Idf aprono indagine su Qusra

La Casa Bianca starebbe esercitando pressioni per una pubblica condanna dei fatti di Qusra da parte del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters. La notizia è rilanciata anche dalla stampa locale. Tra gli altri dal Times of Israel, che sottolinea come Washington abbia iniziato a protestare, a partire dal suo ambasciatore Mike Huckabee, «dopo aver appreso che la casa di un cittadino palestinese-americano era tra quelle sotto assedio» da parte di un gruppo di ultranazionalisti ebrei. L’intera area è stata dichiarata “zona militare chiusa” dall’esercito israeliano, intervenuto sul posto per cacciare gli estremisti e ristabilire l’ordine. Tra le persone evacuate vi sarebbero anche cinque attivisti italiani alloggiati in un’abitazione vicina a quella presa di mira dal gruppo.
Sull’onda di quanto avvenuto, il ministro della Difesa, Israel Katz, ha annunciato di aver incaricato l’esercito di preparare un piano per trasferire le competenze di applicazione della legge su questioni civili in Cisgiordania dall’Idf alla polizia, quindi sotto l’autorità del ministro della Pubblica sicurezza Itamar Ben Gvir, perché il compito dell’esercito «è quello di combattere il terrorismo palestinese e concentrarsi sulla difesa dei confini». Il provvedimento è stato contestato dal vicepresidente dell’Anp, Hussein al-Sheikh, secondo il quale rappresenterebbe «un nuovo tentativo di consolidare l’annessione illegale del territorio palestinese».
Nelle stesse ore le Idf hanno comunicato l’avvio di un’indagine su Qusra e su eventuali mancanze da parte dell’esercito. «Si è trattato di un grave incidente e sarà oggetto di indagine», ha dichiarato un portavoce militare al Jerusalem post. L’indagine, si legge, verterà anche «sul perché ci siano volute 48 ore per sgomberare inizialmente l’avamposto illegale allestito dai coloni estremisti e perché sia ​​stato necessario un ulteriore giorno per rimuoverlo una seconda volta».

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