Israele

Incontro Bibi-Kushner, il Likud alle primarie

Incontro Bibi-Kushner, il Likud alle primarie

A Gerusalemme è il giorno dell’incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i rappresentanti del Board of Peace per Gaza guidati dall’inviato per la pace della Casa Bianca, Jared Kushner. L’incontro, sottolinea il Times of Israel, si svolge mentre il comitato sostenuto dagli Usa «lavora per portare avanti la tabella di marcia in 15 punti relativa al piano di pace di Trump per Gaza», un piano che Hamas ha dichiarato di accettare, ma che Netanyahu ha pubblicamente respinto, sostenendo che il gruppo terroristico debba disarmarsi completamente prima di qualsiasi ritiro israeliano dalla Striscia. Secondo un alto funzionario israeliano citato dal Jerusalem Post, nonostante alcune pubbliche frizioni, Usa e Israele sono concordi sull’obiettivo finale di una Gaza smilitarizzata «in cui Hamas ceda pienamente l’autorità di governo all’esecutivo tecnocratico palestinese, consentendo così di procedere alla ricostruzione».
In Israele è anche il giorno delle primarie del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu. Circa 140mila elettori sono chiamati alle urne per designare i propri candidati alle elezioni di fine ottobre. Il Likud è uno dei pochi partiti israeliani a passare dalle primarie, anche se rispetto al passato i suoi sostenitori avranno meno possibilità di incidere sull’assetto elettorale in virtù di una recente riforma varata dal comitato centrale del partito secondo cui il capo del governo può riservare nove posti in lista. Tra i nomi “bloccati” da Netanyahu ci sono il ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar, il suo collega titolare della Difesa, Israel Katz, e il presidente del Comitato centrale del Likud, Haim Katz. Le parole di un altro ministro, Itamar Ben Gvir, fanno intanto il giro del mondo. Ospite in un podcast dell’ex ostaggio Rom Braslavski, il responsabile della Sicurezza nazionale e leader del partito ultranazionalista Otzma Yehudit ha affermato che «nella Striscia dovrebbero essere effettuate uccisioni mirate, eliminando 30 o 40 persone ogni notte» e «non soltanto coloro che rappresentano una minaccia immediata».

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