Gli attacchi contro cittadini israeliani nel mondo non fanno quasi più notizia. Uno dei più gravi in questi giorni riguarda l’aggressione subita sull’isola di Koh Phangan, in Thailandia, da una donna di 62 anni e da sua figlia di 23, entrambe ospedalizzate con gravi conseguenze dopo che un cittadino francese le ha percosse per la loro nazionalità. Madre e figlia hanno subito alcune operazioni chirurgiche, mentre l’uomo indicato come il loro aggressore, Paul William Bercu Gaubert, è tornato in libertà dopo pochi giorni grazie al pagamento di una cauzione. «Dal momento in cui lo abbiamo saputo, abbiamo iniziato ad avere attacchi d’ansia», ha raccontato la donna, che ha deciso di rimanere anonima, a Ynet. «C’è un senso di ingiustizia perché un uomo picchia due donne e quasi le uccide, e ora è a piede libero». La donna ha anche spiegato di non aver mai preso in considerazione che qualcosa del genere «potesse accadermi qui in Thailandia, dove le persone sono così amichevoli con gli israeliani: sono sempre attenta e non dico mai di essere israeliana, ma qui pensavo di essere al sicuro». Le cose sono andate in modo diverso e così ha deciso di parlare per «avvertire la gente», perché quell’uomo «rappresenta un pericolo per la collettività, soprattutto per israeliani ed ebrei».
Thailandia
«Quasi uccise perché israeliane, lui in libertà: state attenti»