La testimonianza

Una storia ebraica dal lago d’Iseo

Una storia ebraica dal lago d’Iseo

Il lago d’Iseo situato tra le provincie di Brescia e Bergamo è un posto turistico eccezionale, in quanto rimane a dimensione umana non troppo invaso dall’overtourism. Uscendo dal lungo lago ed entrando nel paese attraverso vicoli con nomi folkloristici (vicolo Malinconia, vicolo Scodelle, vicolo Ombra…), si trova un piccolo arco con il nome “Passaggio del Ghetto”.
Da persona sempre alla ricerca delle proprie origini, scopro che c’è stata una presenza ebraica ricordata con una targa che narra, con nomi, date e testi, la vita degli ebrei d’Iseo.
In particolare si evidenzia come la presenza, essenzialmente di origine laziale, si collochi intorno al 1430 e fino al 1572, tra il lago di Iseo e il lago di Garda. Altri ebrei provenienti dalla Germania si aggregarono a questa comunità, la cui attività girava intorno al commercio con gli altri paesi intorno al lago e verso Brescia, utilizzando corsi d’acqua quali il Mincio, il Mella, l’Oglio come via di comunicazione per il trasporto di ferro, manufatti, armi, pelli e tessuti.
Nel Quattrocento e nel Cinquecento, a Iseo come a Salò, visse la più importante comunità ebraica del bresciano portando ad un particolare sviluppo delle attività commerciali, nonché della centralità del porto stesso. Gli ebrei furono vittime dell’espulsione generale da Brescia del 1572.
Nel 1637 viene ritrovata una lapide con trascrizione in ebraico, ora al museo romano di Brescia, che presuppone l’esistenza di un cimitero ebraico. L’elemento insolito è rappresentato dai due pesci presi nella rete del pescatore, scolpiti sulla testata che potrebbe fare riferimento al lago. I pesci ricorrono nella iconografia nel libro “Meshal ha Quadmoni”.
Un’altra targa più avanti ricorda questa presenza operosa e fa memoria della Shoah.

Roberto Capelluto

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