CANADA

Montreal, niente rottura con Israele

Montreal, niente rottura con Israele

La mozione discussa lunedì al Consiglio comunale di Montreal, almeno nella sua versione originale, chiedeva di sospendere i rapporti con Israele. Nel testo approvato dalla città canadese, però, l’elemento più controverso – l’interruzione delle relazioni con lo Stato ebraico – è stato rimosso. Resta una dichiarazione di «solidarietà al popolo palestinese e a tutte le vittime civili delle ostilità» in Medio Oriente, insieme al richiamo al diritto internazionale e al sostegno ai procedimenti giudiziari per verificare eventuali violazioni nella Striscia di Gaza.
Approvato con 54 voti favorevoli e sei contrari, il testo finale è molto diverso da quello presentato dall’opposizione di Projet Montréal. Sono scomparsi anche il riferimento a un «regime di apartheid imposto in Palestina» e l’affermazione secondo cui a Gaza sarebbe in corso un «genocidio»: modifiche volute dall’amministrazione della sindaca Soraya Martinez Ferrada, che prima del voto aveva contestato l’opportunità di trasformare il Consiglio comunale in una sede di diplomazia internazionale. «Riconoscere i confini della nostra istituzione non significa voltare le spalle a Gaza», ha dichiarato Martinez Ferrada, «né negare la sofferenza del popolo palestinese» o mostrarsi indifferenti, significa piuttosto concentrarsi sulla coesione sociale e sui servizi ai cittadini.
«Se condanniamo i crimini contro l’umanità quando li commette la Russia, dobbiamo condannarli anche quando li commette Israele» è stata la posizione di Projet Montréal. A favore della mozione si erano schierati anche oltre 700 esponenti del mondo culturale del Québec, tra cui il regista Xavier Dolan.
Per le organizzazione ebraiche B’nai Brith Canada e il Centre for Israel and Jewish Affairs il provvedimento contro Israele avrebbe approfondito le divisioni in città, alimentando un clima di antisemitismo già preoccupante.
Alla vigilia del voto, sul Jewish Journal, David Suissa aveva criticato duramente la prima versione della mozione, accusando Projet Montréal di prendere di mira un unico Paese e ricordando le numerose emergenze locali con cui Montreal deve fare i conti. «Un consiglio comunale serve a riparare le buche», aveva scritto, «non a risolvere il conflitto più irrisolvibile del mondo».
Dopo l’approvazione della mozione, la leader dell’opposizione Ericka Alneus ha definito il testo un «gesto storico», pur lamentandosi degli emendamenti.

(Foto Comune di Montreal)

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