INTERNET

Il pregiudizio dilaga anche sulle app d’incontri

Il pregiudizio dilaga anche sulle app d’incontri

Cercare un’avventura, forse l’amore e trovare l’odio. È quanto capita sempre più spesso, secondo un recente articolo pubblicato da The Canadian Jewish News, agli ebrei canadesi alla ricerca di relazioni sulle app di incontri. Aggressioni verbali dal sapore antisemita, ostilità politica e domande scomode su Israele. È successo a Nadav, di Vancouver, su un sito di incontri gay. «Sei israeliano? Ma sei sionista?», racconta il 35enne ricordando che nella grande città canadese ci sono club gay con il cartello “Vietato l’ingresso ai sionisti” (No Zionists allowed) sulla porta. E quando frequenta una comunità queer, spiega, da lui ci si aspettano opinioni sul Medio Oriente che non ci si aspetterebbero da un non ebreo.

È successo anche a Olivia, 26 anni, di Calgary, attaccata online riguardo a Israele ma una volta anche per il suo “aspetto ebraico”. «Queste esperienze mi spingono a voler solo uscire con uomini ebrei, cosa che non cercavo prima del 7 ottobre», dice. «Ma ora sono davvero restia a frequentare persone non ebree, soprattutto a causa dell’antisemitismo così diffuso in questo momento». Sebbene il matrimonio interreligioso sia diventato comune – un recente studio pubblicato su Canadian Jewish Studies ha rilevato che il 36% degli ebrei canadesi sotto i 40 anni è sposato con un non ebreo – Olivia dice che stare con un partner ebraico è per lei ormai necessario. «Lo vedo come autoprotezione», dice. «Mi sono emotivamente allontanata dagli uomini non ebrei».

Rebecca Starkman è una matchmaker ebrea a Toronto. Da quando ha iniziato il matchmaking poco più di un anno fa, Starkman, dice di aver regolarmente sentito i clienti, in particolare quelli Lgbtq+, in fuga dalle app a causa dell’antisemitismo. “I miei single Lgtbtq+ hanno tutti condiviso storie davvero negative sulle app», afferma . «Lo stesso vale per i miei clienti etero; e parte del motivo per cui decidono di affidarsi a me è perché vogliono trovare qualcuno che si senta connesso come loro all’ebraismo. Non vogliono doversi spiegare a potenziali partner». E come spiega Gabriel, 19 anni, sulle app con un Magen David al collo, «se qualcuno ti trova attraente ma non vuole la tua parte ebraica, allora non vale la pena». 

I nostri siti