Inaugurata nel 1826 in stile Biedermeier e in un momento di crescente emancipazione per gli ebrei sottoposti all’autorità dell’Impero austro-ungarico, la Stadttempel è l’unica di oltre 90 sinagoghe viennesi a non essere stata distrutta né durante la cosiddetta “Notte dei cristalli” né durante la Shoah. Dopo quasi un anno di restauro e in coincidenza con il 200esimo anniversario di ininterrotta attività, il Beth haKnesset viennese ha ora riaperto al pubblico con una cerimonia svoltasi alla vigilia dell’ingresso del nuovo anno ebraico 5787, alla presenza di centinaia di persone. Per l’occasione la sinagoga ha anche accolto un nuovo Sefer Torah. «Siamo di nuovo a casa», ha commentato il presidente della Comunità ebraica locale Oskar Deutsch, mentre il rabbino capo Jaron Engelmayer ha parlato di «forte segno per il futuro». I lavori di restauro, informa lo European Jewish Congress, sono stati sostenuti per un terzo ciascuno dal governo federale austriaco, dalla città di Vienna e da donatori privati, tra i quali lo European Jewish Fund. La cifra complessivamente impegnata è stata di oltre dieci milioni di euro. Nel quadro di questo sforzo volto a migliorare anche la fruibilità del luogo, sono stati riportati alla luce alcuni elementi storici. Tra i quali una parte di pavimento in marmo di Budapest.
Vienna
Riaperta al pubblico la sinagoga Stadttempel, unica scampata alla Shoah