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Bokertov 23 settembre 2026

Bokertov 23 settembre 2026

Nel suo ultimo discorso da segretario generale dell’Onu, António Guterres ha denunciato la violenza e l’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, che stanno «aumentando lo spettro della pulizia etnica». Repubblica ricorda che Guterres ha chiesto di rilanciare la soluzione dei due Stati e di rispettare le decisioni dei tribunali internazionali, richiamando al tempo stesso gli «abominevoli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre». Più in generale ha descritto un mondo in cui «le crepe si sono trasformate in canyon» e le istituzioni internazionali riflettono equilibri ormai superati. Il Corriere segnala inoltre la standing ovation riservata a Guterres e la sua scelta di lodare Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i Territori palestinesi: un gesto «destinato a far discutere», sottolinea il quotidiano, dopo le sanzioni statunitensi contro la giurista italiana e le polemiche per le sue posizioni su Israele e Gaza.

Il presidente Usa Donald Trump ha rivendicato all’Assemblea generale dell’Onu i risultati della sua politica estera: «Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri discutevano di pace, io l’ho realizzata». Repubblica fa un quadro del discorso, a partire dall’Iran, al quale Trump ha posto un ultimatum, tra «annientamento o fare un accordo», dicendosi convinto che Teheran sceglierà l’intesa dopo le elezioni di midterm e «non avrà mai l’arma nucleare». Al presidente russo Vladimir Putin ha chiesto di «mettere fine alla guerra», prevedendo una pace tra Russia e Ucraina «prima di quanto si pensi» e lasciando aperta la possibilità di nuove sanzioni contro Mosca. Trump ha poi attaccato la Corte penale internazionale, invitando gli Stati membri ad abbandonarla, e respinto un piano globale per regolamentare l’intelligenza artificiale. Secondo l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi, sul Messaggero, Trump ha inaugurato una stagione di «dichiarazioni continue che si contraddicono il giorno dopo», riducendo «ogni credibilità sulla costanza e la durata degli impegni presi». Alla vigilia del vertice con Xi Jinping, Prodi sottolinea inoltre come Washington abbia oggi più urgenza di Pechino di ottenere risultati concreti: sui dossier strategici potrebbero essere proprio gli Stati Uniti «a chiedere un aiuto ai cinesi per riaprire Hormuz».

Il Sole 24 Ore allarga lo sguardo alla crisi dell’Onu e alle difficoltà di riformarla. Guterres ha definito «ingiusto e indifendibile» un Consiglio di sicurezza «senza seggi africani permanenti», mentre il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha proposto di abolire il diritto di veto: «Il mondo è più grande di cinque». Mosca – tra le potenze con il veto – è contraria a questa ipotesi. Per l’esperto Richard Gowan, l’Onu resta attiva, «anche se ogni anno la sua rilevanza diminuisce»; Rafael Grossi, tra i candidati alla successione di Guterres come segretario generale, parla invece di «una lenta agonia» e aggiunge che l’organizzazione «sta scivolando verso l’irrilevanza».

Alla vigilia del suo intervento all’Onu, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha attaccato il sindaco di New York Zohran Mamdani, accusandolo di sostenere Hamas e di «incitamento alle rivolte contro gli ebrei di New York». «Vengo all’Onu per svelare la verità su di te», ha dichiarato il premier israeliano, il cui intervento è previsto per domani.

Circa trecento persone, molte con la kippah, si sono riunite in piazza San Carlo a Milano in segno di solidarietà al rabbino aggredito una settimana fa in città. Il Corriere Milano, tra gli altri, raccoglie l’allarme del presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi: «Siamo stanchi di non poter andare in giro normalmente come gli altri cittadini milanesi», e le parole di Alberto Belli Paci, figlio di Liliana Segre, secondo cui sembra di essere tornati «quasi ai tempi del ’38». Il Giorno dà spazio anche alla richiesta di Meghnagi al Pd di sostenere il ddl sull’antisemitismo: «Con orgoglio e con forza votate il disegno di legge». Libero raccoglie le voci dei partecipanti al presidio: «Per la prima volta ci sentiamo veramente vulnerabili», «Mi guardo le spalle» e «ormai temo che la gente sappia che sono ebrea», raccontano due donne. Il Giornale mette al centro l’appello della Comunità al Quirinale: «Il presidente della Repubblica prenda posizione». Meghnagi descrive una quotidianità segnata dalle misure di sicurezza – «Abbiamo le scuole vigilate, i luoghi di culto vigilati» – e torna sul ddl contro l’antisemitismo con l’interrogativo: «Perché astenersi e non votare il disegno di legge?».

Il Pd si prepara a votare contro il ddl sull’antisemitismo alla Camera, dopo l’astensione scelta al Senato. Il Corriere sottolinea la spaccatura interna: i riformisti di Lorenzo Guerini e Piero Fassino hanno tentato senza successo di mantenere il gruppo sull’astensione, mentre Elly Schlein ha annunciato un ultimo tentativo per sostituire la definizione Ihra con quella della Dichiarazione di Gerusalemme. «Se lo faranno noi siamo disponibili a votare questa legge, se non lo faranno», ha sostenuto Schlein, «voteremo contro». Repubblica ricostruisce le quattro ore di confronto tra i deputati dem e indica nella definizione Ihra il principale punto di rottura: secondo Schlein il testo rischierebbe di introdurre «il germe della criminalizzazione del dissenso». La segretaria accusa inoltre la destra di aver «strumentalizzato» il tema e dichiara di essere «l’unica leader politica con una storia familiare legata all’Olocausto». Il Foglio parla di vittoria della «linea Boldrini» e legge il no in chiave politica: «Votare contro significa ricompattare il campo largo» con M5s e Avs e «non scontentare quel pezzo di società civile» contrario al ddl, da Amnesty alla Cgil, dall’Anpi a diverse Ong.

Libero segnala la denuncia presentata in Italia dalla Hind Rajab Foundation contro il soldato israeliano Yonatan Chalich, che si troverebbe in Toscana, per presunti crimini commessi a Gaza. Il quotidiano parla di «caccia all’ebreo» e ricorda che il fondatore dell’organizzazione, Dyab Abou Jahjah, ha sostenuto Hezbollah e, dopo l’uccisione di Yahya Sinwar, aveva scritto: «Puoi uccidere i leader della resistenza, ma loro hanno solo indicato la strada e milioni seguiranno il loro percorso». Intanto il ministro della Difesa Israel Katz avverte Hamas che un nuovo rapimento porterebbe all’evacuazione di un milione di abitanti e alla distruzione di Gaza City: «Questo è il linguaggio che le organizzazioni terroristiche jihadiste a Gaza e in Libano comprendono».

Judith Butler, filosofa statunitense e tra le principali teoriche degli studi di genere, sarà alla Scuola Normale Superiore come Ciampi Visiting Scholar di ottobre. Il Foglio ricorda che Butler ha definito il 7 ottobre «un atto di resistenza armata», «non un attacco terroristico, non un attacco antisemita», e critica la Normale per averle aperto le porte. Per il quotidiano, «la libertà accademica così è un diritto a senso unico». Il Foglio giudica poi inappropriato associare Butler al nome di Carlo Azeglio Ciampi – a cui è intitolata la visiting scholarship –, che alla Knesset aveva affermato: «Italia e Israele hanno molto in comune».

«Papa Leone sta con noi», titola il Corriere raccontando la marcia a Roma dei «cento preti contro il genocidio» a Gaza. Don Pietro Rossini sostiene che papa Leone XIV e il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, pur senza esporsi pubblicamente, «sostengono questa marcia».

Le due sfide di Nations League tra Irlanda e Israele si giocheranno in campo neutro: il 27 settembre a Debrecen, in Ungheria, e il 4 ottobre in Serbia, a porte chiuse. Domani racconta le forti pressioni per il boicottaggio in Irlanda e cita il ct Heimir Hallgrímsson: «Non giocheremo con il genocidio, ma contro il genocidio».

Si parla ancora sui quotidiani di Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor sulle operazioni israeliane a Gaza. Per Anna Foa (La Stampa), la «vera e propria isteria» suscitata dal film in Israele e in parte della diaspora impedisce di affrontare le domande poste dal documentario, a partire dalle responsabilità delle forze armate e dal fallimento del 7 ottobre.

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