Alfonso
Arbib, rabbino capo
di Milano
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Dio si rivolge ad Avraham con le parole Lekh
Lekhah. Quest'espressione è di difficile traduzione, letteralmente vuol
dire "Vai per te". Rashì spiega questo "per te" come un invito ad
abbandonare la sua terra per andare in Terra di Canaan per il suo bene,
perché solo in Eretz Canaan avrebbe avuto una discendenza e avrebbe
diffuso il suo insegnamento. Sembra un po' poco, che tutto si riduca a
un vantaggio personale.
Avraham è un personaggio straordinario, è il primo educatore della
storia, porta un cambiamento radicale nel mondo in cui vive.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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In un interessante documento manoscritto
redatto da un anonimo padre censore nel 1759 sulla celebre antologia
talmudica “Ein Israel” di Ya’akov Habib, si può leggere una violenta
intemerata specialmente rivolta alla parte haggadica del Talmud,
“riempita – così sostiene il religioso – non solo di gravi
interpretazioni, ma anche di bestemmie, e di comenti contra la Legge
naturale e Divina”. Fra queste presunte distorsioni si cita un bel
brano del trattato di Berachot, che presento nella traduzione
settecentesca di cui sopra: “Disse Rab. Josse, che una volta entrato in
una rovina di Gerusalemme per orare, ed avendolo aspettato Elia profeta
fino alla fine dell’orazione, lo stesso Elia lo interrogò che voce
avesse udito in quel luogo desolato, mentre orava, ed egli rispose aver
udito come una colomba che gemeva e si lagnava, dicendo guai a me che
ho rovinato il mio Tempio, ed ho mandato in schiavitù i miei figli fra
le nazioni del mondo, ed Elia soggiunse, Figlio mio per la vita tua e
del tuo capo non solamente in questa ora ha così detto Iddio; ma tre
volte il giorno geme, e si lamenta in cotal guisa, ma v’è di più che
tutte le volte che gl’Israeliti entrano nelle Sinagoghe, nelle Scuole
e, nelle Accademie e dicono Amen sia Benedetto il suo Gran Nome, Iddio
muove il suo capo e dice Beato il Re che con simil lode è lodato nella
sua casa, e guai a quel padre che ha mandato in schiavitù li suoi figli
fra le nazioni del mondo, e guai a quelli figli che sono stati esiliati
dalla mensa del Padre loro.”
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Cultura a porte aperte |
"Non è una Natura senza cuore, non è una
Creazione senza Giustizia, quella che siamo venuti a celebrare qui
oggi. Ci muove l’antico messaggio che gli ebrei si tramandano nei
millenni, secondo il quale tutta la Creazione, e l’essere umano che vi
sta al centro, devono essere scrupolosamente tutelati e rispettati".
Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nel
discorso pronunciato a Napoli in occasione della Giornata europea della
Cultura ebraica 2013 alla presenza del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano.
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Voci a confronto
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La Stampa denuncia come la marca di caldaie
Vaillant utilizzi per il proprio spot pubblicitario, la poesia di Primo
Levi che inizia con le parole “Voi che vivete sicuri nelle vostre
tiepide case”, uno spot che viene trasmesso sulla Rai.
A Roma, alcune studentesse liceali sono state pesantemente minacciate
dal alcuni militanti neofascisti perché pulivano i muri della loro
scuola, il Russel, da scritte e manifesti di Lotta Continua
(Messaggero).
Repubblica propone un approfondimento sull’orizzonte dei partiti di
estrema destra che guadagnano sempre più consenso in molti paesi
d’Europa.
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Giornata della Cultura Ebraismo in piazza |
Tradizione, cultura e valori dell’ebraismo.
In decine di città italiane questo inizio di autunno ha visto il mondo
ebraico protagonista con la celebrazione lo scorso 29 settembre della
Giornata europea della cultura ebraica. Da Napoli, città capofila
dell’evento, salendo e scendendo lunga la penisola migliaia di persone
hanno avuto l’occasione di conoscere e scoprire il legame tra ebraismo
e natura, tema di quest’anno dell’iniziativa. Sessantasei le località
coinvolte per questa 14esima edizione che ha visto coincidere
l’inaugurazione di un altro grande evento: il Festival di Milano Jewish
and the city.
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dialogo
"Spunti
per un salto di qualità
nei rapporti tra ebrei e cattolici"
“È
indispensabile che tutto ciò che di positivo è stato raggiunto
attraverso il dialogo e l'amicizia dai rappresentanti dell'ebraismo e
del cattolicesimo venga trasmesso e diffuso capillarmente non restando
limitato solo a coloro che sono stati protagonisti di questa stagione
di dialogo finalizzato alla reciproca comprensione. È inoltre
fondamentale acquisire la consapevolezza che questa nuova stagione
difficilmente potrà proseguire ed essere incrementata se non troviamo
ulteriori spunti che imprimano un nuovo salto di qualità alle nostre
relazioni”.
Lo ha affermato il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Renzo Gattegna portando a papa Francesco il saluto di tutte le
comunità ebraiche italiane.
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memoria
Pubblicità
e banalizzazioni
“Desideriamo
precisare che quanto accaduto, sicuramente spiacevole, è avvenuto in
totale buonafede. In ogni caso, consapevoli della mancanza, Le
segnaliamo che, anche grazie alla Sua indicazione, abbiamo già
provveduto alla sostituzione dello spot con una nuova versione che ci
consente di continuare la nostra campagna di comunicazione senza che
alcuno possa fare riferimento a un grande autore della letteratura
italiana e, soprattutto, alla pagina storica più tragica del secolo
scorso”. Così la casa tedesca produttrice di caldaie Vaillant si è
scusata per i suoi spot televisivi, che in questi giorni hanno
cominciato ad andare in onda sulla Rai, rispondendo alle voci che si
sono alzate per protestare contro l’utilizzo, nelle pubblicità, delle
parole di Primo Levi, “Voi che vivete sicuri/ nelle vostre tiepide
case” incipit della poesia con cui si apre il libro Se questo è un
uomo.
A riportare, attraverso i canali dei social network legati al gruppo
Binah (che esprime diversi consiglieri dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane), la lettera personalmente ricevuta dalla ditta in
risposta alla protesta (sollevata stamattina anche da Ernesto Ferrero
sul quotidiano la Stampa) è stata Grazia Di Veroli, iscritta nella
Comunità ebraica e attiva nell’Aned di Roma. A firmare il messaggio
Marco Basla, Communication Manager del Vaillant Group.
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qui
roma
Hans
Jonas e la responsabilità
Dall'accademia
alle istituzioni pubbliche, a distanza di vent'anni dalla sua
scomparsa, il filosofo Hans Jonas continua a dare il suo contributo al
mondo contemporaneo. Lo dimostra la due giorni organizzata
dall'Associazione Hans Jonas, in collaborazione con la facoltà di
filosofia della Sapienza, dedicata al filosofo tedesco e conclusasi
oggi con la tavola rotonda dal titolo La responsabilità/le
responsabilità nell'agire pubblico con protagonisti il politico e
giornalista Gianni Letta, il presidente della Commissione tutela dei
diritti umani Luigi Marconi e il docente di filosofia del diritto
Eligio Resta, moderata dal presidente dell’Associazione Hans Jonas
Tobia Zevi. La responsabilità dei singoli e della collettività nella
sfera politica, la dignità umana, la condivisione di un destino comune
e del futuro, il dibattito dei relatori, nell'appuntamento di oggi come
nell'incontro organizzato ieri presso la facoltà di filosofia della
Sapienza e presentata da Saul Meghnagi (direttore scientifico della
Associazione Hans Jonas) ha toccato temi complessi ma profondamente
attuali e tutte legate al pensiero filosofico di Jonas.
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qui
milano
Energie
da Tel Aviv al via
Goldfish,
pesce rosso. Un titolo accattivante per lo spettacolo che ha aperto
ieri sera Energie da Tel Aviv, il festival che porta in questi giorni
al Teatro Franco Parenti di Milano una scelta di spettacoli di danza
contemporanea creati da compagnie composte da giovani danzatori
israeliani. A sostenere il lavoro del direttore artistico del teatro,
Andrée Ruth Shammah, oltre all’ambasciata israeliana e all’Eni, sponsor
del progetto, anche AcomeA, la società di gestione del risparmio che ha
scelto la serata di apertura del festival per presentare ufficialmente
Gimmi5. Alberto Foà, presidente di AcomeA, aveva anticipato il lancio
del nuovo prodotto di investimento a giugno, in occasione del seminario
Mercati&Valori organizzato dalla redazione del portale
dell’ebraismo italiano Moked e di Pagine Ebraiche.
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qui
roma
Erich
Priebke (1913-2013)
E'
morto a Roma Erich Priebke. L'ex capitano delle SS era stato condannato
all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla
realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine che aveva compiuto il
29 luglio scorso 100 anni. Ne ha dato notizia il suo legale Paolo
Giachini, affermando che il suo cliente ha lasciato un'intervista
scritta e un video.
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