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11 ottobre 2013 - 7 Cheshwan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Alfonso
Arbib, rabbino capo
di Milano
Dio si rivolge ad Avraham con le parole Lekh Lekhah. Quest'espressione è di difficile traduzione, letteralmente vuol dire "Vai per te". Rashì spiega questo "per te" come un invito ad abbandonare la sua terra per andare in Terra di Canaan per il suo bene, perché solo in Eretz Canaan avrebbe avuto una discendenza e avrebbe diffuso il suo insegnamento. Sembra un po' poco, che tutto si riduca a un vantaggio personale.
Avraham è un personaggio straordinario, è il primo educatore della storia, porta un cambiamento radicale nel mondo in cui vive.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
In un interessante documento manoscritto redatto da un anonimo padre censore nel 1759 sulla celebre antologia talmudica “Ein Israel” di Ya’akov Habib, si può leggere una violenta intemerata specialmente rivolta alla parte haggadica del Talmud, “riempita – così sostiene il religioso – non solo di gravi interpretazioni, ma anche di bestemmie, e di comenti contra la Legge naturale e Divina”. Fra queste presunte distorsioni si cita un bel brano del trattato di Berachot, che presento nella traduzione settecentesca di cui sopra: “Disse Rab. Josse, che una volta entrato in una rovina di Gerusalemme per orare, ed avendolo aspettato Elia profeta fino alla fine dell’orazione, lo stesso Elia lo interrogò che voce avesse udito in quel luogo desolato, mentre orava, ed egli rispose aver udito come una colomba che gemeva e si lagnava, dicendo guai a me che ho rovinato il mio Tempio, ed ho mandato in schiavitù i miei figli fra le nazioni del mondo, ed Elia soggiunse, Figlio mio per la vita tua e del tuo capo non solamente in questa ora ha così detto Iddio; ma tre volte il giorno geme, e si lamenta in cotal guisa, ma v’è di più che tutte le volte che gl’Israeliti entrano nelle Sinagoghe, nelle Scuole e, nelle Accademie e dicono Amen sia Benedetto il suo Gran Nome, Iddio muove il suo capo e dice Beato il Re che con simil lode è lodato nella sua casa, e guai a quel padre che ha mandato in schiavitù li suoi figli fra le nazioni del mondo, e guai a quelli figli che sono stati esiliati dalla mensa del Padre loro.”
 
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Cultura a porte aperte
"Non è una Natura senza cuore, non è una Creazione senza Giustizia, quella che siamo venuti a celebrare qui oggi. Ci muove l’antico messaggio che gli ebrei si tramandano nei millenni, secondo il quale tutta la Creazione, e l’essere umano che vi sta al centro, devono essere scrupolosamente tutelati e rispettati".
Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nel discorso pronunciato a Napoli in occasione della Giornata europea della Cultura ebraica 2013 alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
 
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Voci a confronto
La Stampa denuncia come la marca di caldaie Vaillant utilizzi per il proprio spot pubblicitario, la poesia di Primo Levi che inizia con le parole “Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case”, uno spot che viene trasmesso sulla Rai.
A Roma, alcune studentesse liceali sono state pesantemente minacciate dal alcuni militanti neofascisti perché pulivano i muri della loro scuola, il Russel, da scritte e manifesti di Lotta Continua (Messaggero).
Repubblica propone un approfondimento sull’orizzonte dei partiti di estrema destra che guadagnano sempre più consenso in molti paesi d’Europa.
 
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Giornata della Cultura Ebraismo in piazza
Tradizione, cultura e valori dell’ebraismo. In decine di città italiane questo inizio di autunno ha visto il mondo ebraico protagonista con la celebrazione lo scorso 29 settembre della Giornata europea della cultura ebraica. Da Napoli, città capofila dell’evento, salendo e scendendo lunga la penisola migliaia di persone hanno avuto l’occasione di conoscere e scoprire il legame tra ebraismo e natura, tema di quest’anno dell’iniziativa. Sessantasei le località coinvolte per questa 14esima edizione che ha visto coincidere l’inaugurazione di un altro grande evento: il Festival di Milano Jewish and the city.
 
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  davar
dialogo
Porte aperte al confronto
“Un incontro opportuno, senz'altro positivo, che segna la centralità di questa Comunità in ossequio alla sua storia plurimillenaria. Per una valutazione complessiva attendo di leggere, con maggiore calma, l'intervento di Francesco”. Così il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni a margine dell'incontro con papa Francesco in Vaticano.
La tutela e la diffusione dei valori sociali, la lotta al pregiudizio, la 'riparazione' del mondo come sfida comune a ebrei e cristiani tra i tanti temi affrontati nei due distinti momenti che hanno caratterizzato la visita: la lunga udienza privata che ha visto protagonisti Francesco e rav Di Segni (al suo fianco il professor Gabriel Levi) e, in seconda istanza, il saluto alla folta delegazione di rappresentanti dell'ebraismo italiano e romano guidati dal presidente UCEI Renzo Gattegna e dal presidente della Comunità capitolina Riccardo Pacifici. 
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dialogo
"Spunti per un salto di qualità
nei rapporti tra ebrei e cattolici"

“È indispensabile che tutto ciò che di positivo è stato raggiunto attraverso il dialogo e l'amicizia dai rappresentanti dell'ebraismo e del cattolicesimo venga trasmesso e diffuso capillarmente non restando limitato solo a coloro che sono stati protagonisti di questa stagione di dialogo finalizzato alla reciproca comprensione. È inoltre fondamentale acquisire la consapevolezza che questa nuova stagione difficilmente potrà proseguire ed essere incrementata se non troviamo ulteriori spunti che imprimano un nuovo salto di qualità alle nostre relazioni”.
Lo ha affermato il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna portando a papa Francesco il saluto di tutte le comunità ebraiche italiane. 

memoria
Pubblicità e banalizzazioni
“Desideriamo precisare che quanto accaduto, sicuramente spiacevole, è avvenuto in totale buonafede. In ogni caso, consapevoli della mancanza, Le segnaliamo che, anche grazie alla Sua indicazione, abbiamo già provveduto alla sostituzione dello spot con una nuova versione che ci consente di continuare la nostra campagna di comunicazione senza che alcuno possa fare riferimento a un grande autore della letteratura italiana e, soprattutto, alla pagina storica più tragica del secolo scorso”. Così la casa tedesca produttrice di caldaie Vaillant si è scusata per i suoi spot televisivi, che in questi giorni hanno cominciato ad andare in onda sulla Rai, rispondendo alle voci che si sono alzate per protestare contro l’utilizzo, nelle pubblicità, delle parole di Primo Levi, “Voi che vivete sicuri/ nelle vostre tiepide case” incipit della poesia con cui si apre il libro Se questo è un uomo.
A riportare, attraverso i canali dei social network legati al gruppo Binah (che esprime diversi consiglieri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), la lettera personalmente ricevuta dalla ditta in risposta alla protesta (sollevata stamattina anche da Ernesto Ferrero sul quotidiano la Stampa) è stata Grazia Di Veroli, iscritta nella Comunità ebraica e attiva nell’Aned di Roma. A firmare il messaggio Marco Basla, Communication Manager del Vaillant Group. 

qui roma
Hans Jonas e la responsabilità
Dall'accademia alle istituzioni pubbliche, a distanza di vent'anni dalla sua scomparsa, il filosofo Hans Jonas continua a dare il suo contributo al mondo contemporaneo. Lo dimostra la due giorni organizzata dall'Associazione Hans Jonas, in collaborazione con la facoltà di filosofia della Sapienza, dedicata al filosofo tedesco e conclusasi oggi con la tavola rotonda dal titolo La responsabilità/le responsabilità nell'agire pubblico con protagonisti il politico e giornalista Gianni Letta, il presidente della Commissione tutela dei diritti umani Luigi Marconi e il docente di filosofia del diritto Eligio Resta, moderata dal presidente dell’Associazione Hans Jonas Tobia Zevi. La responsabilità dei singoli e della collettività nella sfera politica, la dignità umana, la condivisione di un destino comune e del futuro, il dibattito dei relatori, nell'appuntamento di oggi come nell'incontro organizzato ieri presso la facoltà di filosofia della Sapienza e presentata da Saul Meghnagi (direttore scientifico della Associazione Hans Jonas) ha toccato temi complessi ma profondamente attuali e tutte legate al pensiero filosofico di Jonas.

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qui milano
Energie da Tel Aviv al via
Goldfish, pesce rosso. Un titolo accattivante per lo spettacolo che ha aperto ieri sera Energie da Tel Aviv, il festival che porta in questi giorni al Teatro Franco Parenti di Milano una scelta di spettacoli di danza contemporanea creati da compagnie composte da giovani danzatori israeliani. A sostenere il lavoro del direttore artistico del teatro, Andrée Ruth Shammah, oltre all’ambasciata israeliana e all’Eni, sponsor del progetto, anche AcomeA, la società di gestione del risparmio che ha scelto la serata di apertura del festival per presentare ufficialmente Gimmi5. Alberto Foà, presidente di AcomeA, aveva anticipato il lancio del nuovo prodotto di investimento a giugno, in occasione del seminario Mercati&Valori organizzato dalla redazione del portale dell’ebraismo italiano Moked e di Pagine Ebraiche.
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qui roma
Erich Priebke (1913-2013)
E' morto a Roma Erich Priebke. L'ex capitano delle SS era stato condannato all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell'eccidio delle Fosse Ardeatine che aveva compiuto il 29 luglio scorso 100 anni. Ne ha dato notizia il suo legale Paolo Giachini, affermando che il suo cliente ha lasciato un'intervista scritta e un video.

pilpul

Memoria trasversale
La divisione interna al Movimento Cinque Stelle sull’abolizione del reato di immigrazione clandestina mostra quanto possano rivelarsi fallaci le illusioni di trasversalità e di superamento delle ideologie.


Anna Segre, insegnante
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