Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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"Scegli
per noi..." chiede Mosè a Giosuè nella parashah letta ieri. Dal pronome
di prima persona plurale, che accomuna, si impara quanto onore e quanto
affetto debba avere un maestro per il suo discepolo.
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David Bidussa,
storico sociale
delle idee
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Nell’ultimo
libro di Donatella Di Cesare (“Israele, terra, ritorno e anarchia”,
Bollati Boringhieri) ci sono passaggi che mi convincono e altri che
invece mi lasciano alquanto dubbioso. Ce ne sono anche alcuni per i
quali misuro tutta la mia inadeguatezza e impreparazione, e che spero
prima o poi di capire. L’unico dato che testimoni che un libro vale la
pena di essere letto è uscirne portandosi dietro interrogativi che
prima non si avevano e che richiedono un supplemento di letture.
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Progetti Otto per Mille
Presentazione domande
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Scadrà
il 28 febbraio il termine per la presentazione dei progetti da
realizzare con il contributo Otto per Mille. Gli Enti o associazioni
interessati dovranno compilare l'apposita scheda dimostrando di aver
presentato il modello EAS all'Agenzia delle Entrate. La Commissione
Bilancio e Otto per Mille valuterà l'ammissibilità dei progetti e
proporrà l'assegnazione del contributo previa approvazione del
Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
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Voci a confronto
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Tutti
i giornali aprono oggi con la notizia della scomparsa dell’ex primo
ministro israeliano Ariel Sharon e con numerosi approfondimenti che ne
inquadrano – a volte coerentemente, a volte meno – l’intera carriera
politica e militare. “Il fatto di essere riuscito a sopravvivere,
sebbene in stato vegetale, per otto anni – scrive Maurizio Molinari
sulla Stampa – rafforza negli israeliani il mito della caparbietà di
‘Arik, il leone’. Convinto sionista, al punto da sfruttare una visita
ufficiale a Parigi per chiedere agli ebrei francesi di immigrare in
Israele fuggendo dall’antisemitismo, Sharon è stato spesso in visita
ufficiale in Italia dedicando particolare attenzione ai rapporti con la
Santa Sede”. “Sharon era un sabra, fico d’India: scorza dura – spiega
Fabio Isman sul Messaggero – dolce solo nell’intimo. Uri Dan, un suo
amico, lo diceva malinconico, sentimentale, ma pieno di humour; da
piccolo, suonava il violino; in casa ascoltava sempre musica”. Sul
Giornale Fiamma Nirenstein ricorda di quando gli chiese, durante
un’intervista, se non gli dispiacesse essere conosciuto come ‘il falco
Sharon’. “Ho ben altro di cui preoccuparmi”, la risposta dell’ex
generale. “Chi lo ha incontrato e ascoltato nell’ultima fase della sua
vita – scrive Furio Colombo sul Fatto Quotidiano – non mette in dubbio
che la pace Sharon la voleva veramente. E l’avrebbe raggiunta”.
Il Manifesto sceglie un’altra strada e titola “Il nobel della guerra. Vita e morte di un falco”.
Il Messaggero registra invece le reazioni di cordoglio e commozione del
mondo ebraico italiano. “Ariel Sharon ha dedicato la sua vita alla
difesa del diritto all’esistenza dello Stato di Israele come paese
libero e democratico. Un compito – sottolinea il presidente UCEI Renzo
Gattegna – che ha assolto con straordinarie capacità di leadership che
gli hanno permesso di ottenere successi di notevole importanza ma anche
di aprire nuove strade per la cessazione delle ostilità e l’inizio di
un processo di pace”. Così invece il presidente della Comunità ebraica
di Roma Riccardo Pacifici: “La Comunità piange la morte di Ariel
Sharon. La sua memoria resterà indelebile nei nostri cuori e nei libri
di storia”.
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Progetti di futuro
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“Le
due parole centrali della Torah - ha scritto rav Benedetto Carucci
Viterbi sul Portale dell’ebraismo italiano, moked.it - sono darosh
darash: ripetizione rafforzata di cercare; ma anche di studiare e di
interpretare. Il cuore della Torah è dunque nello studio e nel
tentativo di comprendere. E nessuno si può sottrarre a questo compito
fondante: neanche Mosé il nostro maestro, colui che cerca al centro
della Torah”. Per l’ebraismo, come spiega il rav, lo studio è uno dei
pilastri della vita ebraica e nessuno può sottrarvisi. Progetti di
futuro è il titolo del dossier sul numero di Pagine Ebraiche
attualmente in distribuzione, dedicato alle prospettive che si aprono
ai giovani dopo la scuola superiore.
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ARIEL SHARON (1928-2014)
"Difensore di Israele
e protagonista per la pace"
“Ariel
Sharon ha dedicato la sua vita alla difesa del diritto all'esistenza
dello Stato di Israele come paese libero e democratico. Un compito che
ha assolto con straordinarie capacità di leadership che gli hanno
permesso di ottenere successi di notevole importanza ma anche di aprire
nuove strade per la cessazione delle ostilità e l'inizio di un processo
di pace. Questo è un momento di dolore e commozione che accomuna gli
ebrei italiani ai cittadini e allo Stato di Israele”. Così il
presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna
nel commentare la scomparsa dell'ex primo ministro d'Israele Ariel
Sharon. “Il suo nome e la sua fama di grande stratega – prosegue
Gattegna – rimangono legati ad una manovra di aggiramento alle spalle
delle truppe egiziane sul Canale di Suez con il quale riuscì a
capovolgere l'esito della Guerra del Kippur nel 1973. Fu un'operazione
che diresse e realizzò in maniera coraggiosa e brillante sul piano
militare. Ma egli non è stato soltanto un grande generale tanto che,
una volta eletto alla carica di Primo Ministro, ha tentato
ripetutamente di aprire nuove strade per la cessazione delle ostilità e
l'inizio di un processo di pace. In questo contesto ha preso anche la
coraggiosa decisione di ritirare, nell'agosto del 2005, la presenza
civile e militare israeliana dalla Striscia di Gaza”.
Ad intervenire, tra gli altri, anche il presidente della Comunità
ebraica di Roma Riccardo Pacifici. "La Comunità piange la morte di
Ariel Sharon. Se ne va - afferma - uno dei più grandi leader di Israele
che ha contribuito con tutta la sua forza alla formazione dello Stato
ebraico. Oggi ci sentiamo tutti parte della sua famiglia". La memoria
di Sharon, prosegue Pacifici, resterà indelebile "nei nostri cuori" e
"nei libri di storia". In una nota si ricorda inoltre il ruolo
fondamentale svolto da Sharon in molte guerre e in particolare durante
quella del Kippur. "Furono l'intelligenza e il coraggio di Sharon,
insieme con un pugno di valorosi uomini - spiega Pacifici - a
rovesciare le sorti di Israele. Senza il 'Leone di Israele' lo Stato
ebraico forse non sarebbe più esistito. Ma la battaglia più difficile
Sharon l'ha probabilmente compiuta per portare il Paese alla pace,
ritirandosi unilateralmente dalla Striscia di Gaza dando così, secondo
la sua visione, stabilità e speranza".
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QUI FIRENZE
L'Assemblea rabbinica alla svolta
Un
nuovo Consiglio per l'Assemblea rabbinica italiana. Nel corso
dell'odierna riunione svoltasi a Firenze sono stati infatti eletti (in
ordine alfabetico) Alfonso Arbib, Riccardo Di Segni, Alberto
Funaro, Adolfo Locci e Giuseppe Momigliano. Non farà invece parte
del direttivo il presidente uscente rav Elia Richetti. Tribunali
rabbinici, conversioni e kasherut tra i molti temi trattati nel corso
della riunione. Nei prossimi giorni il Consiglio si riunirà per la
definizione delle varie cariche. In apertura di seduta il saluto del
presidente della Comunità ebraica fiorentina Sara Cividalli.
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Tanto rumore per molto |
Alla
fine l’«uomo dal sacco nero» Dieudonné M’bala M’bala è stato fermato
nella sua marcia più o meno trionfale verso l’apoteosi scenica
dell’antisemitismo, pardon, dell’«antisionismo». Non senza una
girandola di decisioni contraddittorie, assunte da autorità in palese
conflitto tra di loro nell’interpretazione della legge ma, anche e
soprattutto, delle opportunità politiche. Una serie di colpi di scena
che in queste ultime settimane hanno concentrato l’attenzione su questo
personaggio, peraltro noto alle cronache per il suo radicalismo
ideologico antiebraico da almeno una decina d’anni.
Claudio Vercelli
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Ariel Sharon |
Ariel
Sharon, ex Primo Ministro di Israele, è deceduto sabato verso le 14
dopo otto anni di coma. In questi anni era stato curato all'ospedale
Shiba, nei pressi di Tel Aviv. Sharon è stato fin dalla Guerra
d'Indipendenza nel 1948 un valoroso soldato e negli ultimi anni della
sua vita un militante per la pace coi palestinesi. Nessuno può
dimenticare che si deve a Sharon l`evacuazione unilaterale di circa
10mila "coloni" ebrei e delle truppe israeliane dalla striscia di Gaza.
Oggi un milione e mezzo di palestinesi sono autonomi, anche se tale
autonomia non li ha portati alla calma nei confronti di Israele.
Sergio Minerbi
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Nugae
- Ode to Meryl
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L'unica
pecca era il vestito scozzese grigio. Nonostante fosse di Alexander
McQueen e le stesse pure piuttosto bene la faceva sembrare un po'
professoressa in pensione, più che attrice hollywoodiana in carriera.
Ma a parte ciò Meryl Streep l'altra sera era praticamente perfetta. Si
trovava sul palco del ricevimento annuale del National Board of Review
per presentare la collega Emma Thompson. Si sapeva già che avrebbe
vinto per il film Saving Mr. Banks, dato che i premi sono sempre
svelati in anticipo, dunque tutto l'interesse della serata di super
gala di quelle con troppi antipasti e portatovaglioli pacchiani stava
nei discorsi che la rendono interminabile. E Meryl ormai ci sa fare in
queste situazioni, noblesse oblige.
Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
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Identità: Shmuel Bergmann |
Nel
1958 l’allora Primo ministro dello Stato di Israele, David Ben Gurion
si è trovato a gestire il fatto che la nozione stessa di identità
ebraica era diventata in Israele oggetto di una legislazione che
avrebbe avuto implicazioni pratiche cruciali. A cinquanta “Saggi di
Israele” Ben Gurion pose la domanda divenuta il titolo del lavoro del
professor Eliezer Ben Rafael, che in un e-book intitolato “Cosa
significa essere ebreo?” - scaricabile dai siti www.proedieditore.it e
www.hansjonas.it - ha messo in luce per la prima volta in Italia quella
discussione sistematica sull’identità ebraica. Ogni domenica, sul
nostro notiziario quotidiano e sul portale www.moked.it, troverete le
loro risposte. Oggi è la volta del filosofo di origine praghese Shmuel Hugo Bergmann, due volte vincitore del Premio Israele.
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