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Paolo Sciunnach,
insegnante
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Recentemente
una donna israeliana, già impegnata nel divorzio dal marito, ha
rifiutato di circoncidere il figlio. Il tribunale rabbinico avrebbe
deciso di multare la madre del neonato finché il bambino non verrà
sottoposto al Brit Milah. L'operazione in sé è semplicissima, non ha
vere e proprie conseguenze postoperatorie di rilievo e non incide sulla
vita quotidiana. Tuttavia, la donna è decisa a opporsi all'operazione
dichiarando di "non avere il diritto di tagliare il prepuzio del
figlio". In Israele non esiste una legge civile in merito al diritto
famigliare e tutto lo scontro è solo un pretesto in sede di divorzio
presso il tribunale rabbinico. Tutta la questione, in fin dei conti
risolvibile con un po' di buona volontà, viene ingigantita dai media.
Qui il bene del bambino non c'entra: è una pura dimostrazione di forza
tra le parti in causa. La vera questione è la polemica all'interno
della società israeliana riguardo al ruolo dei tribunali rabbinici
all'interno del sistema giudiziario.
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Anna
Foa,
storica
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Oltre
duecento copie del Diario di Anna Frank fatte a pezzi nelle ultime
settimane negli scaffali di numerose biblioteche comunali di Tokio. Il
centro Wiesenthal che eleva una vibrata protesta, la polizia che
promette indagini. Questi i fatti.
Che il diario di Anna Frank sia uno degli obiettivi contro cui il
negazionismo ha scagliato maggiormente i suoi strali, è noto.
Approfittando del fatto che il padre di Anna, Otto, aveva sottratto
alla pubblicazione alcune parti del diario, in particolare quelle
che trattavano dei rapporti difficili tra Anna e la madre, i
negazionisti si sono accaniti per definirlo un falso. Ora, per inciso,
il Diario è pubblicato ovunque in edizione integrale.
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ROMA
- Domani alle 17.45, alla libreria Kyriat Sefer, rav Benedetto Carucci
Viterbi e Laura Quercioli Mincer racconteranno le testimonianze di
Kalonymus Shapiro e Alina Margolis-Edelman. Titolo dell'incontro “Il
rabbino e la pediatra del mondo”. Due in particolare i libri, entrambi
editi da Giuntina, su cui si soffermeranno i relatori: "Kalonymus
Shapiro. Rabbino nel ghetto di Varsavia" di Catherine Chalier e "Una
giovinezza nel ghetto di Varsavia" scritto dalla Edelman stessa.
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Progetti Otto per Mille Presentazione domande
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Scadrà
il 28 febbraio il termine per la presentazione dei progetti da
realizzare con il contributo Otto per Mille. Gli Enti o associazioni
interessati dovranno compilare l'apposita scheda dimostrando di aver
presentato il modello EAS all'Agenzia delle Entrate. La Commissione
Bilancio e Otto per Mille valuterà l'ammissibilità dei progetti e
proporrà l'assegnazione del contributo previa approvazione del
Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
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Netanyahu chiama Renzi
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Prime
telefonate al vertice per il primo ministro Matteo Renzi. Nella
giornata di ieri sono infatti intercorsi colloqui con la cancelliera
tedesca Angela Merkel, che ha invitato il premier a Berlino (invito
accettato), e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Una
telefonata “molto cordiale”, come riporta oggi Repubblica. È
scomparsa all'età di 110 anni la Testimone di origine praghese Alice
Herz-Sommer, protagonista di un documentario candidato agli Oscar. Era
la più anziana superstite alla Shoah ancora in vita. Sul Corriere
della sera Davide Frattini racconta l'impegno dell'attivista israeliano
di destra Moshe Feiglin affinché tutti i malati possano godere di una
libera circolazione della marijuana. “Dio ci ha dato la marijuana ed è
lui a detenere il brevetto. Le grandi case farmaceutiche non vogliono
intromissioni nei mercati che dominano e limitano la nostra libertà.
Noi siamo schiavi solo verso Dio”, ha scritto Feiglin su Yedioth
Ahronoth. “Evitiamo tutti e aiutiamoci a vicenda ad evitare
abitudini e comportamenti di corte: intrighi, chiacchiere, cordate,
favoritismi, preferenze”. Lo ha affermato papa Bergoglio in occasione
della messa conclusiva del Concistoro dei cardinali in Vaticano. Sul
Corriere Gian Guido Vecchi spiega come questa sia una raccomandazione
“che sta al cuore del pontificato di Francesco fin dall'inizio”.
Sul Fatto Quotidiano Furio Colombo recensisce l'ultimo libro di
Donatella Di Cesare (“Israele, terra, ritorno, anarchia”, ed. Bollati
Boringhieri) e trae, da questo, alcuni spunti di riflessione su
Israele, sionismo, identità ebraica.
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L'ANNUNCIO DEL DIRETTORE CDEC SARFATTI
"Palatucci, a maggio i risultati"
"Il
lavoro dovrebbe terminare a maggio, a fine aprile faremo il punto. Dopo
questo, scriveremo una relazione conclusiva, elencando i punti che
abbiamo approfondito". Lo afferma Michele Sarfatti, direttore della
Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano, in
un'intervista concessa all'agenzia di stampa Adnkronos relativamente al
lavoro di ricerca storica in corso sulla figura del Giusto tra
le Nazioni Giovanni Palatucci. Convocato dall'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, il pool di studiosi è operativo dalla scorsa estate
per fare chiarezza sull'ex questore di Fiume (deportato e ucciso a Dachau dai nazisti)
e sull'impegno da questi profuso in favore dei perseguitati ebrei del Quarnero. Un'esigenza che si
era resa necessaria dopo le ombre sollevate dal Centro Primo Levi di
New York e che è stata portata avanti, oltre che da Sarfatti, anche da Mauro Canali (Università di Camerino), Matteo
Luigi Napolitano (Università degli Studi Guglielmo Marconi), Marcello
Pezzetti (Fondazione Museo della Shoah di Roma), Liliana Picciotto
(responsabile ricerche storiche della Fondazione Cdec), Micaela
Procaccia (Direzione generale per gli archivi del
ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) e Susan
Zuccotti (Centro Primo Levi, New York).
"Il nostro - spiega Sarfatti a Gerardo Picardo - è un contributo per
fare chiarezza sull'intera vicenda degli ebrei a Fiume e sul caso
Palatucci. Individuiamo tappa per tappa dei punti, e poi si aprono
altre vicende da chiarire. A noi interessano i fatti accaduti: la
commissione non è tenuta a dare alcun tipo di giudizio etico-morale
sulla persona Palatucci. Siamo una commissione di storici e archivisti,
ciascuno con approccio diverso. Ci interessa fare il punto su ciò che
viene fuori dalla carte e dalla ricostruzioni storiche". La finalità
non è quindi giudicare "ma ricostruire, nella misura in cui è
possibile".
Numerosi,
segnala lo studioso, i punti ancora controversi. "Alla base - rileva -
c'è una carenza di studi sull'area fiumana. Non è una carenza in
assoluto, ma relativa, dovuta al continuo cambio di stato e di
appartenenze dell'area del Quarnero, che ha reso complicate le ricerche
e creato difficoltà per i ricercatori che non sono di lingua. C'è uno
stato meno avanzato degli studi sui ciò che è avvenuto a Fiume. Stiamo
cercando di colmare questo ritardo".
Su
Palatucci da segnalare anche il recente intervento di David Cassuto del
Memoriale dello Yad Vashem.
"Non c'è nessuna novità, o presunta tale, che giustifichi un processo
di revisione del riconoscimento di Giusto fra le Nazioni conferito a
Giovanni Palatucci il 12 settembre 1990" ha affermato Cassuto, tra gli
esponenti più noti della comunità degli italkim (gli italiani residenti
in Israele).
a.s twitter @asmulevichmoked
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UCRAINA
Kiev, tra speranza e paura
Sono
tanti gli spettri che si aggirano minacciosi lungo le vie di Kiev, di
Donetsk, Leopoli come Odessa. Gli ucraini, o meglio gli uomini e le
donne di Piazza Maidan hanno cacciato il proprio presidente Viktor
Yanukovych, il filorusso che non voleva l'Europa, aspirando a costruire
un'Ucraina nuova, più democratica e meno corrotta. Ora la sfida sarà
dare seguito a questo sogno senza spaccare un paese già diviso: perché
se a Kiev, che piange le sue vittime, il nome di Putin non è affatto
popolare, non è così nell'est del paese, dove si parla russo e si
lavora con i russi. E così gli spettri della violenza fratricida, della
guerra civile, del caos nazionale preoccupano gli insorti del movimento
EuroMaidan così come i concittadini di Donetsk o della Crimea che
guardano con occhi diversi al futuro. Una preoccupazione che assume
ulteriori connotati nelle voci della realtà ebraica ucraina, divisa sul
piano politico ma trasversalmente inquieta di fronte al pericolo del
populismo e della retorica antisemita di alcune fazioni
ultranazionaliste.
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QUI MILANO - nuovo cinema israeliano
Shin Beth, leader a confronto
Sala
affollata e grande curiosità. Milano conferma il suo apprezzamento per
le proposte del Nuovo Cinema israeliano protagoniste della rassegna
organizzata dalla Fondazione Centro di documentazione ebraica
contemporanea e Fondazione Cineteca Italiana in collaborazione con il
Centro culturale Pitigliani di Roma. Curata da Nanette Hayon e Paola
Mortara del Cdec, con la direzione artistica di Dan Muggia e Ariela
Piattelli e la sponsorizzazione della società di gestione del risparmio
AcomeA, la manifestazione proseguirà fino a giovedì 27 febbraio allo
Spazio Oberdan, con proiezioni ogni pomeriggio e ogni sera, selezionate
fra cortometraggi, documentari, film che raccontano le più diverse
sfaccettature della società israeliana.
Tra le proposte, grande attesa per “The gatekeepers”, il documentario
di Dror Moreh che racconta le personalità e la visione d’Israele di sei
capi del servizio di sicurezza Shin Beth, nominato all’Oscar 2013, in
programma martedì 25 febbraio alle 21 (nell’immagine). “Un film da
vedere e da discutere” ha scritto Asher Salah, docente alla Bezalel
Academy di Gerusalemme nella sua recensione su Pagine Ebraiche di
febbraio.
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QUI ROMA
Israele, università in vetrina
Dopo
Milano e Torino, si apre a Roma il terzo appuntamento dell'Israel
University Day, incontro di orientamento per gli studenti italiani sul
mondo accademico israeliano promosso dall'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane insieme a Masa, programma che offre ai giovani borse
di studio per trascorrere un periodo in Israele. Dall'Università
ebraica di Gerusalemme al Technion di Haifa, sette prestigiose realtà
universitarie in queste ore si raccontano ai ragazzi della scuola
ebraica di Roma Renzo Levi, illustrando programmi, opportunità,
strutture. Ad aprire l'incontro, diviso in due sessioni - la prima
dedicata a una presentazione di ciascuna università, la seconda con
colloqui personalizzati per ciascuno studente - gli interventi di Ruth
Dureghello, assessore alle scuole della Comunità ebraica di Roma;
Alessandro Luzon, consigliere UCEI e coordinatore della Commissione ai
rapporti con Israele e l’Aliyah; Daniela Pavoncello, consigliere UCEI e
coordinatrice della Commissione Scuola, Educazione e Giovani. A
moderare l'iniziativa il presidente dell'Associazione amici del
Technion Piero Abbina. Domani a Firenze, l'ultimo dei quattro incontri
organizzati con i rappresentati delle università israeliane.Leggi
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Oltremare
- "HaPalmach" |
I
miei primi mesi israeliani, a inizio 2008 a Gerusalemme, sono stati un
viaggio nel tempo avanti e indietro senza sosta fra la guerra
d’Indipendenza del '48 e il ripasso delle 12 tribù d'Israele: Naftali,
Efraim, Reuven, Gad, eccetera. Ogni mattina mi alzavo presto
nell'appartamento di Rehov Nili, spesso scendevo su Rehov HaPalmach
dove c'è l'unico bar pasticceria del circondario che serve caffè
espresso e ottimi dolci; faceva freddo, era inverno e l'inverno a
Gerusalemme può essere gelido. Poi prendevo strade diverse, tutte quasi
parallele, per arrivare all'ulpan su Rehov Gad, e rimanerci tutta la
mattina e un bel pezzo di pomeriggio. Lezioni di ebraico per cinque
ore, pranzo, compiti. Vita dura, quella dello studente adulto.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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