
Jonathan Sacks,
rabbino
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Le parole creano, ma anche distruggono. Se le parole buone sono sacre, quelle cattive sono una dissacrazione.
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
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A
proposito del caso Olmert e del rapporto fra soldi e potere in Israele,
mi è stata mossa l'obiezione che è meglio un primo ministro corrotto
che fa una buona politica piuttosto che uno onesto che fa una cattiva
politica. L'esperienza insegna che purtroppo spesso il potere cambia le
persone, e quindi anche il primo ministro che fa una cattiva politica
alla fine magari finisce per essere impelagato in qualche caso
imbarazzante. Ma una politica fondata sulla corruzione non può mai
essere buona. Il conflitto di interessi è inevitabile. Il privato non
può non urtarsi con il pubblico. Poi, c'è da considerare
l'intelligenza. Un uomo politico dovrebbe essere intelligente, onesto,
e capace. Purtroppo pochissimi politici possiedono tutte e tre queste
qualità. Molti ne possiedono due. Molti altri una sola. Per ultimo
viene Beppe Grillo.
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MILANO
– Appuntamento alle 18.30 al Memoriale della Shoah (piazza E. Safra 1
già via Ferrante Aporti 3) per l’incontro “Una carezza per i bambini,
un mattone per la Memoria” in cui verrà presentato il volume “Chi vuole
vedere la mamma faccia un passo avanti” (Proedi editore) dedicato alle
vicende dei bambini durante la Shoah. Interverranno l'autrice Maria Pia
Bernicchia e il presidente della Fondazione Memoriale e direttore del
Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. Il ricavato dei libri
venduti durante la presentazione verrà utilizzato per completare la
realizzazione della biblioteca del Memoriale. Nel pomeriggio sono
organizzate visite guidate al Memoriale.
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Temi e immagini
del pensiero ebraico
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"Temi
e immagini del pensiero ebraico”. Questo il titolo del ciclo di
incontri ospitato presso la nuova sede della Biblioteca Universitaria
di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo storico della città, che ospitò e
fece cantare grandi nomi tra cui anche i Beatles). L'iniziativa è
organizzata da Laura Mincer (Università di Genova) da Alberto Rizzerio
(Centro Culturale Primo Levi) e Ilana Bahbout (DEC-UCEI).
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A scuola di Memoria
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Strascichi
oggi sui quotidiani nazionali delle vergognose parole del comico Beppe
Grillo, leader del Movimento cinque stelle. Dopo aver infatti storpiato
a fini propagandistici la poesia di Primo Levi Se questo è un uomo,
Grillo ha rincarato la dose, attaccando il presidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, reo di aver definito la
provocazione del leader pentastellato “un'oscenità sulla quale non è
possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del
valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che
offende l'Italia intera”. Invece di chiedere scusa, Grillo ha risposto
al presidente Gattegna, definendolo “un comunicatore stupido, ignorante
e poco intelligente” (Corriere della Sera).
Mentre c'è chi, come il comico genovese, strumentalizza la Shoah per
fini politici, sul territorio continuano le iniziative per insegnare il
valore della Memoria ai giovani: nelle pagine milanesi del Corriere, la
storia di Giordano D'Urbino e la moglie Bruna Cases, che hanno
raccontato agli studenti di una scuola media milanese la propria
tragica esperienza durante il fascismo. Bambino al tempo
dell'emanazione delle leggi razziste del 1938, D'Urbino ricorda “nel
1937 ero un bambino 'normale'. L'anno dopo, sui miei documenti pagella
compresa, comparve i: timbro 'razza ebraica'".
Nei giorni in cui il mondo ebraico festeggia Pesach, alcuni quotidiani
italiani dedicano spazio alla festa, raccontandone il significato. Tra
questi ancora il giornale di via Solferino, che ricorda che “la parola
ebraica pesach significa "passare oltre", "tralasciare", e deriva dal
racconto della Decima Piaga, nella quale i Signore vide il sangue
dell'agnello sulle porte delle case di Israele e "passò ohm", colpendo
solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del
faraone (Esodo, 12,21-34)”. La Stampa, invece, ricorda la coincidenza
quest'anno della festa ebraica con la pasqua cristiana e racconta le
celebrazioni attraverso la prospettiva di Gerusalemme, luogo di
incontro fra le religioni.
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ANTISEMITISMO - IL CASO GRILLO
"Un'infamante provocazione
su cui non possiamo tacere"
“Con
l'ultima infame provocazione Beppe Grillo pubblica sul suo blog una
immagine dell'ingresso di Auschwitz con la scritta 'P2 Macht Frei' e
storpia le parole dei celebri versi di Primo Levi con cui si apre Se
questo è un uomo per solleticare i più bassi sentimenti antisemiti e
cavalcare il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di
crisi. È un'oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta
infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del
ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l'Italia intera”.
Queste le parole con cui il presidente dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha commentato l'ultima indegna
iniziativa del leader del Movimento Cinquestelle Beppe Grillo. Una
presa di posizione rilanciata con grande evidenza sulle prime pagine di
tutti i quotidiani nazionali, nei telegiornali e nei principali
programma di approfondimento.
Parole ferme e chiare. L'ebraismo italiano ha lasciato il segno
esprimendo un segnale forte e coerente attraverso la voce del
Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. C'è un confine
che deve essere tracciato e che non può essere varcato. Il confine
della tutela della Memoria, che sempre più spesso qualcuno in preda a
smanie esibizionistiche o coltivando cinicamente la vecchia speranza di
convogliare in tempi di crisi il malcontento e l'insicurezza
dell'opinione pubblica verso sentimenti antisemiti, non è presidio e
patrimonio dei soli ebrei italiani. È il caposaldo dell'intera società
che crede nei valori del progresso, della democrazia e della civile
convivenza.
Cliccando
sulle due date è possibile scaricare in unico pdf un quadro sulle
riprese del comunicato del presidente UCEI sui giornali di martedì 15 aprile e mercoledì 16 aprile
Clicca qui per scaricare i file audio-video relativi a servizi, interviste e approfondimenti
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ANTISEMITISMO - dopo le offese alla memoria
Beppe Grillo perde la testa
e intima agli ebrei italiani:
"Non mi nascondo, ora cambiate la vostra comunicazione"
Di
fronte alla realtà e alla fermezza di chi non può rinunciare a
difendere strenuamente i valori della Memoria, della democrazia e del
progresso, anche un comico sperimentato perde il suo smalto.
Dopo l'indecente oltraggio alla Memoria della Shoah pubblicato sul suo
blog, il leader del Movimento Cinquestelle Beppe Grillo, davanti alla
durissima denuncia del Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Renzo Gattegna, perde la bussola e resta senza argomenti.
Il suo linguaggio, che pretendeva di essere scherzoso e ironico, si
degrada immediatamente in una sequela di oscure minacce di stampo
antisemita, i suoi argomenti si riducono ad agitare lo spauracchio
delle lobby caro a tutti i deliri complottistici, delle sue parole
infine restano solo sconnessi e gratuiti termini offensivi e un
grottesco tentativo di intimidazione rivolto agli ebrei italiani:
"Cambiate la vostra comunicazione".
A caccia di visibilità e tentando di cavalcare una campagna elettorale
che si annuncia densa di veleni, l'artista ha rincarato la dose per
diffondere a piene mani stereotipi e pregiudizi. Niente scuse, nessun
passo indietro sui deliranti contenuti apparsi sul suo sito internet.
Anzi, al contrario, accuse e illazioni nel solco dei più banali cliché.
A partire dall'inevitabile riferimento di tipo complottistico che sarà
senz'altro piaciuto a chi, nel Movimento, vede una trama oscura e un
nemico che agisce nell'ombra in ogni aspetto dello scibile umano. “La
verità è che quando si toccano i poteri forti vengono fuori le lobby”,
ha detto Grillo rispolverando temi presenti nei famigerati Protocolli
dei Savi anziani di Sion e cari a tutti gli agitatori antisemti.
Bersaglio delle sue farneticazioni il Presidente Renzo Gattegna e
l'intero apparato della comunicazione e dell'informazione UCEI,
colpevoli di aver messo a nudo il pericolo che questi comportamenti
rappresentano per il sistema democratico.
“Non sono io che mi nascondo dietro certe tragedie – ha sostenuto
Grillo – sono loro che lo fanno. Non chiedo scusa, dovrebbero
sostituire il loro portavoce e i comunicatori stupidi, ignoranti e poco
intelligenti che danneggiano la Comunità". Relativamente ai fatti
oggetto di discussione il comico genovese ha poi respinto l'accusa di
aver usato la Shoah "per la campagna elettorale". Nel tentativo di
motivare il suo comportamento ha poi aggiunto: "Io volevo dire - la sua
tesi - che il lavoro fa ancora più vittime e la P2 rende liberi. La
Shoah è ancora dietro l'angolo, abbiamo Shoah da tutte le parti. Io non
chiedo scusa a nessuno, io sono aperto al dialogo con tutti, ho amici
di tutte le religioni".
Forte in questi giorni la condanna di istituzioni, partiti, opinion
leader, a cominciare dalle Comunità ebraiche di Roma e di Milano e da
molte altre. Alla Camera dei deputati l'intervento del parlamentare
Emanuele Fiano, figlio del testimone della Shoah Nedo, che ha espresso
solidarietà al presidente Gattegna e lanciato un chiaro messaggio:
"Sappia Beppe Grillo - ha detto Fiano - che tutti coloro che hanno
tratto la lezione di 'Se questo è un uomo' non abbasseranno mai la
testa di fronte a chi crede di poter disporre della storia come crede e
ritiene che fascismo e antifascismo siano la stessa cosa". Da
registrare anche l'intervento dell'American Jewish Committee, che si è
detto scioccato "dell'uso cinico e strumentale della Shoah, di
Auschwitz e di un autore della statura di Primo Levi come veicoli di
propaganda politica contemporanea". L'American Jewish Committee, si
legge ancora nella nota diffusa a mezzo stampa, "è ugualmente
sconcertato dai volgari insulti di Grillo verso il presidente della
Comunità ebraica italiana e le sue insinuazioni riguardo poteri
reconditi e cospirazioni dietro alle crisi del mondo contemporaneo".
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iL RABBINO DI SEGNI SCRIVE A BERGOGLIO
"Lavoriamo sui valori comuni"
"Nell’imminenza
della Pasqua desidero ringraziarLa per i Suoi auguri e ricambiarli.
L’antica festa della primavera, cui le nostre tradizioni hanno aggiunto
grandi significati storici e religiosi, è stimolo al rinnovamento e
alla riflessione sul nostro compito in questo mondo". Lo scrive il
rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in un messaggio inviato a papa
Bergoglio nell'imminenza della Pasqua cristiana. "La frequente
coincidenza delle nostre feste in questi giorni è, nella nostra
generazione, un richiamo ai valori comuni e condivisi, in primo luogo
la fede nella presenza divina nella storia che promuove la liberazione
dell’uomo dall’oppressione e impegna gli uomini a questo compito. Tra
pochi giorni - scrive il rav - onorerete solennemente la memoria di due
grandi papi che hanno cambiato positivamente la storia delle relazioni
della Chiesa con l’ebraismo, e questo è per tutti un segno di speranza.
Il Suo messaggio ricorda la sua imminente visita nello Stato d’Israele;
la nostra preghiera è che possa contribuire significativamente a una
pace politica e religiosa". Negli scorsi giorni Bergoglio aveva scritto
al rav esprimendo la propria vicinanza alla comunità ebraica per
l'inizio della festività di Pesach.
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israele
La violenza che allontana la pace
Il
faccia a faccia di oggi, alla presenza dell'inviato speciale Usa Martin
Indyk, tra negoziatori israeliani e palestinesi si apre con le peggiori
premesse. A incrinare i rapporti, già molto tesi, il grave attentato di
lunedì sera in cui ha perso la vita l'agente della polizia israeliana
Baruch Mizrachi. Mentre stava raggiungendo la famiglia per festeggiare
la prima sera di Pesach, l'auto di Mizrachi, con moglie incinta e
figlio di otto anni al seguito, è stata colpita nei pressi di Hebron
dal fuoco di uno o più attentatori, uccidendo l'agente e ferendo la
moglie. Un brutale attentato terroristico su cui l'esercito israeliano
sta indagando e per cui non ci sono state rivendicazioni. Intanto a
Gerusalemme i soldati israeliani hanno dovuto chiudere questa mattina
ai visitatori il Monte del Tempio (noto anche come la Spianata delle
Moschee). Misura precauzionale dopo le violenze che hanno visto ieri
decine di palestinesi lanciare pietre contro l'esercito. Causa della
protesta, l'apertura del luogo a pellegrini ebrei e turisti.
Un'escalation violenta duramente condannata dal primo ministro Benjamin
Netanyahu, che ha puntato l'indice contro l'Autorità nazionale
palestinese, rea di soffiare sulla rabbia del proprio popolo e di fare
poco per arginare situazioni come quella che hanno portato
all'uccisione di Mizrachi. In tutto questo i negoziatori delle due
parti dovrebbero trovare oggi un accordo per il prolungamento di altri
nove mesi delle trattative di pace.
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SCIENZA
Emma Castelnuovo (1913-2014)
Emma
Castelnuovo, nota come Emmatematica, era nata a Roma il 12 dicembre
1913. Lo scorso dicembre, in occasione dei suoi cent’anni, le era stato
conferito dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della
Ricerca il premio Nesi, che va a quanti si siano distinti nel campo
dell’emancipazione delle persone e delle comunità attraverso attività
socio-educativo-culturali. Nota per aver inteso la scuola media come
luogo integrale di formazione dei futuri cittadini, Castelnuovo ha
profondamente rinnovato l'insegnamento della matematica, in particolare
della geometria, elaborando un metodo che permette a tutti di
comprenderla e di amarla. E solo un mese fa, ennesimo riconoscimento al
suo valore, l’International Commission on Mathematical Instruction
aveva istituito il Premio “Emma Castelnuovo” come riconoscimento per
gli eccezionali traguardi raggiunti.
Riproponiamo, dal numero di gennaio di Pagine Ebraiche, i testi di due
suoi allievi: Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, e Franco
Lorenzoni, maestro.
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Setirot
- Grillo e le tensioni |
Forse
è vero – ma proprio forse forse – che senza il Movimento 5 Stelle ci
sarebbe un pochino di tensione sociale in più. È invece certamente
verissimo che Beppe Grillo deve ringraziare il proprio “stellone” ché
nel nostro Paese sono – ahimé, ahinoi – scomparse le piazze
antifasciste.
Stefano Jesurum, giornalista
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Grillo, la Shoah e i social |
Piccolo
aneddoto sul caso Grillo. Ieri sera ho pubblicato sulla mia bacheca di
Facebook un post con la dichiarazione del presidente dell’Ucei Renzo
Gattegna sulla delirante pagina del blog di Beppe Grillo che, per
attaccare Napolitano e Renzi, parafrasa i versi di Primo Levi, con un
fotomontaggio della scritta sul cancello di Auschwitz (Arbeit macht
frei, il lavoro rende liberi), in cui la parola lavoro è sostituita con
P2. Molti hanno deprecato l’atto. Ma ci sono stati anche alcuni
commenti di questo tenore: “Comparare lo sterminio degli ebrei
agli squallori della politica italiana è una solenne sciocchezza, ma è
altrettanto chiaro che il paragone era italiani vittime oggi come gli
ebrei allora, quindi assolutamente non antisemita ma il contrario”; “La
parafrasi di ‘se questo è un uomo’ fatta da Grillo è di pessimo gusto
ma non è assolutamente scritta in chiave antiebraica. I commenti
scandalizzati mi sembrano esagerati e fuori luogo”. Chi si occupa di
storia e di memoria ha davvero tanto da lavorare.
Mario Avagliano twitter @MarioAvagliano
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Livorno, il libretto fuori posto
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Anche
a Livorno, estraneo ovviamente il rivenditore locale, sono giunte le
matzot con inserito all’interno del pacco un bel librettino su Pesach
edito da Lubavitch. La cosa, nei giorni scorsi, aveva sollevato
annotazioni critiche da parte di consumatori veneziani e in effetti
alcuni aspetti dell’operazione, sotto vari punti di vista, sono
criticabili. In questa sede mi preme però evidenziare, per la
tranquillità di alcuni consumatori, un passaggio non proprio
politicamente corretto che afferma: “Per Pesach è diffusa l’usanza di
non consumare riso, miglio, mais, senape, legumi secchi o loro
derivati”. Come è noto a molti ciò è tanto vero quanto falso:
ovviamente questa indicazione è valida per coloro che non consumano a
Pesach quelle che vengono definite “kitnyot”, appunto riso, legumi,
etc. Ma per costoro più che di tradizione direi che si parla di regola.Leggi
Gadi Polacco
Time out - Il complotto |
Non
stupisce che un leader di un movimento i cui deputati credono a scie
chimiche e microchip nei cervelli creda al complotto giudaico
massonico. Non stupisce, ma non per questo è meno grave. Le parole
espresse da Beppe Grillo nella sua conferenza stampa sono ciò che di
più scandalosamente antisemita ha prodotto il sistema politico italiano
negli ultimi anni. Con la differenza che, rispetto al passato, ad
esprimere certe idee non sono più partiti minoritari, ma la seconda
forza politica del paese. Passi il fotomontaggio che è comunque
sgradevole e inappropriato, passi l’offesa a Renzo Gattegna che vivrà
lo stesso con felicità sapendo di non risultare simpatico a Grillo, ma
ciò che è davvero inaccettabile è quella retorica complottista che
accusa gli ebrei di essere una lobby finanziaria che sta dietro ai
poteri forti e che si fa scudo della Shoah per difenderne gli
interessi. Una propaganda gravissima che rievoca inequivocabilmente
quella di chi la Shoah l’ha prima pensata e poi prodotta proprio
sull’idea che fossero gli ebrei a rappresentare i poteri forti nemici
del popolo. Ma su una cosa ha ragione il leader dei 5 Stelle, ogni
epoca ha il suo fascismo e di quello del nostro tempo lui pare esserne
il fiero portavoce.
Daniel Funaro
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