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17 aprile 2014 - 17 Nissan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Jonathan Sacks,
rabbino
Le parole creano, ma anche distruggono. Se le parole buone sono sacre, quelle cattive sono una dissacrazione.
 
Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
A proposito del caso Olmert e del rapporto fra soldi e potere in Israele, mi è stata mossa l'obiezione che è meglio un primo ministro corrotto che fa una buona politica piuttosto che uno onesto che fa una cattiva politica. L'esperienza insegna che purtroppo spesso il potere cambia le persone, e quindi anche il primo ministro che fa una cattiva politica alla fine magari finisce per essere impelagato in qualche caso imbarazzante. Ma una politica fondata sulla corruzione non può mai essere buona. Il conflitto di interessi è inevitabile. Il privato non può non urtarsi con il pubblico. Poi, c'è da considerare l'intelligenza. Un uomo politico dovrebbe essere intelligente, onesto, e capace. Purtroppo pochissimi politici possiedono tutte e tre queste qualità. Molti ne possiedono due. Molti altri una sola. Per ultimo viene Beppe Grillo. 
 
MILANO – Appuntamento alle 18.30 al Memoriale della Shoah (piazza E. Safra 1 già via Ferrante Aporti 3) per l’incontro “Una carezza per i bambini, un mattone per la Memoria” in cui verrà presentato il volume “Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti” (Proedi editore) dedicato alle vicende dei bambini durante la Shoah. Interverranno l'autrice Maria Pia Bernicchia e il presidente della Fondazione Memoriale e direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. Il ricavato dei libri venduti durante la presentazione verrà utilizzato per completare la realizzazione della biblioteca del Memoriale. Nel pomeriggio sono organizzate visite guidate al Memoriale.
 
Temi e immagini
del pensiero ebraico
"Temi e immagini del pensiero ebraico”. Questo il titolo del ciclo di incontri ospitato presso la nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo storico della città, che ospitò e fece cantare grandi nomi tra cui anche i Beatles). L'iniziativa è organizzata da Laura Mincer (Università di Genova) da Alberto Rizzerio (Centro Culturale Primo Levi) e Ilana Bahbout (DEC-UCEI).
 
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A scuola di Memoria
Strascichi oggi sui quotidiani nazionali delle vergognose parole del comico Beppe Grillo, leader del Movimento cinque stelle. Dopo aver infatti storpiato a fini propagandistici la poesia di Primo Levi Se questo è un uomo, Grillo ha rincarato la dose, attaccando il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, reo di aver definito la provocazione del leader pentastellato “un'oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l'Italia intera”. Invece di chiedere scusa, Grillo ha risposto al presidente Gattegna, definendolo “un comunicatore stupido, ignorante e poco intelligente” (Corriere della Sera).
Mentre c'è chi, come il comico genovese, strumentalizza la Shoah per fini politici, sul territorio continuano le iniziative per insegnare il valore della Memoria ai giovani: nelle pagine milanesi del Corriere, la storia di Giordano D'Urbino e la moglie Bruna Cases, che hanno raccontato agli studenti di una scuola media milanese la propria tragica esperienza durante il fascismo. Bambino al tempo dell'emanazione delle leggi razziste del 1938, D'Urbino ricorda “nel 1937 ero un bambino 'normale'. L'anno dopo, sui miei documenti pagella compresa, comparve i: timbro 'razza ebraica'".
Nei giorni in cui il mondo ebraico festeggia Pesach, alcuni quotidiani italiani dedicano spazio alla festa, raccontandone il significato. Tra questi ancora il giornale di via Solferino, che ricorda che “la parola ebraica pesach significa "passare oltre", "tralasciare", e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale i Signore vide il sangue dell'agnello sulle porte delle case di Israele e "passò ohm", colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21-34)”. La Stampa, invece, ricorda la coincidenza quest'anno della festa ebraica con la pasqua cristiana e racconta le celebrazioni attraverso la prospettiva di Gerusalemme, luogo di incontro fra le religioni.
 
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  davar
ANTISEMITISMO - IL CASO GRILLO
"Un'infamante provocazione

su cui non possiamo tacere"
“Con l'ultima infame provocazione Beppe Grillo pubblica sul suo blog una immagine dell'ingresso di Auschwitz con la scritta 'P2 Macht Frei' e storpia le parole dei celebri versi di Primo Levi con cui si apre Se questo è un uomo per solleticare i più bassi sentimenti antisemiti e cavalcare il malcontento popolare che si addensa in questi tempi di crisi. È un'oscenità sulla quale non è possibile tacere. Si tratta infatti di una profanazione criminale del valore della Memoria e del ricordo di milioni di vittime innocenti che offende l'Italia intera”. Queste le parole con cui il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha commentato l'ultima indegna iniziativa del leader del Movimento Cinquestelle Beppe Grillo. Una presa di posizione rilanciata con grande evidenza sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, nei telegiornali e nei principali programma di approfondimento.
Parole ferme e chiare. L'ebraismo italiano ha lasciato il segno esprimendo un segnale forte e coerente attraverso la voce del Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. C'è un confine che deve essere tracciato e che non può essere varcato. Il confine della tutela della Memoria, che sempre più spesso qualcuno in preda a smanie esibizionistiche o coltivando cinicamente la vecchia speranza di convogliare in tempi di crisi il malcontento e l'insicurezza dell'opinione pubblica verso sentimenti antisemiti, non è presidio e patrimonio dei soli ebrei italiani. È il caposaldo dell'intera società che crede nei valori del progresso, della democrazia e della civile convivenza.

Cliccando sulle due date è possibile scaricare in unico pdf un quadro sulle riprese del comunicato del presidente UCEI sui giornali di martedì 15 aprile e mercoledì 16 aprile

Clicca qui per scaricare i file audio-video relativi a servizi, interviste e approfondimenti

ANTISEMITISMO - dopo le offese alla memoria
Beppe Grillo perde la testa
e intima agli ebrei italiani:
"Non mi nascondo, ora cambiate la vostra comunicazione"
Di fronte alla realtà e alla fermezza di chi non può rinunciare a difendere strenuamente i valori della Memoria, della democrazia e del progresso, anche un comico sperimentato perde il suo smalto.
Dopo l'indecente oltraggio alla Memoria della Shoah pubblicato sul suo blog, il leader del Movimento Cinquestelle Beppe Grillo, davanti alla durissima denuncia del Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, perde la bussola e resta senza argomenti.
Il suo linguaggio, che pretendeva di essere scherzoso e ironico, si degrada immediatamente in una sequela di oscure minacce di stampo antisemita, i suoi argomenti si riducono ad agitare lo spauracchio delle lobby caro a tutti i deliri complottistici, delle sue parole infine restano solo sconnessi e gratuiti termini offensivi e un grottesco tentativo di intimidazione rivolto agli ebrei italiani: "Cambiate la vostra comunicazione".
A caccia di visibilità e tentando di cavalcare una campagna elettorale che si annuncia densa di veleni, l'artista ha rincarato la dose per diffondere a piene mani stereotipi e pregiudizi. Niente scuse, nessun passo indietro sui deliranti contenuti apparsi sul suo sito internet. Anzi, al contrario, accuse e illazioni nel solco dei più banali cliché. A partire dall'inevitabile riferimento di tipo complottistico che sarà senz'altro piaciuto a chi, nel Movimento, vede una trama oscura e un nemico che agisce nell'ombra in ogni aspetto dello scibile umano. “La verità è che quando si toccano i poteri forti vengono fuori le lobby”, ha detto Grillo rispolverando temi presenti nei famigerati Protocolli dei Savi anziani di Sion e cari a tutti gli agitatori antisemti. Bersaglio delle sue farneticazioni il Presidente Renzo Gattegna e l'intero apparato della comunicazione e dell'informazione UCEI, colpevoli di aver messo a nudo il pericolo che questi comportamenti rappresentano per il sistema democratico.
“Non sono io che mi nascondo dietro certe tragedie – ha sostenuto Grillo – sono loro che lo fanno. Non chiedo scusa, dovrebbero sostituire il loro portavoce e i comunicatori stupidi, ignoranti e poco intelligenti che danneggiano la Comunità". Relativamente ai fatti oggetto di discussione il comico genovese ha poi respinto l'accusa di aver usato la Shoah "per la campagna elettorale". Nel tentativo di motivare il suo comportamento ha poi aggiunto: "Io volevo dire - la sua tesi - che il lavoro fa ancora più vittime e la P2 rende liberi. La Shoah è ancora dietro l'angolo, abbiamo Shoah da tutte le parti. Io non chiedo scusa a nessuno, io sono aperto al dialogo con tutti, ho amici di tutte le religioni".
Forte in questi giorni la condanna di istituzioni, partiti, opinion leader, a cominciare dalle Comunità ebraiche di Roma e di Milano e da molte altre. Alla Camera dei deputati l'intervento del parlamentare Emanuele Fiano, figlio del testimone della Shoah Nedo, che ha espresso solidarietà al presidente Gattegna e lanciato un chiaro messaggio: "Sappia Beppe Grillo - ha detto Fiano - che tutti coloro che hanno tratto la lezione di 'Se questo è un uomo' non abbasseranno mai la testa di fronte a chi crede di poter disporre della storia come crede e ritiene che fascismo e antifascismo siano la stessa cosa". Da registrare anche l'intervento dell'American Jewish Committee, che si è detto scioccato "dell'uso cinico e strumentale della Shoah, di Auschwitz e di un autore della statura di Primo Levi come veicoli di propaganda politica contemporanea". L'American Jewish Committee, si legge ancora nella nota diffusa a mezzo stampa, "è ugualmente sconcertato dai volgari insulti di Grillo verso il presidente della Comunità ebraica italiana e le sue insinuazioni riguardo poteri reconditi e cospirazioni dietro alle crisi del mondo contemporaneo".

iL RABBINO DI SEGNI SCRIVE A BERGOGLIO
"Lavoriamo sui valori comuni"
"Nell’imminenza della Pasqua desidero ringraziarLa per i Suoi auguri e ricambiarli. L’antica festa della primavera, cui le nostre tradizioni hanno aggiunto grandi significati storici e religiosi, è stimolo al rinnovamento e alla riflessione sul nostro compito in questo mondo". Lo scrive il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in un messaggio inviato a papa Bergoglio nell'imminenza della Pasqua cristiana. "La frequente coincidenza delle nostre feste in questi giorni è, nella nostra generazione, un richiamo ai valori comuni e condivisi, in primo luogo la fede nella presenza divina nella storia che promuove la liberazione dell’uomo dall’oppressione e impegna gli uomini a questo compito. Tra pochi giorni - scrive il rav - onorerete solennemente la memoria di due grandi papi che hanno cambiato positivamente la storia delle relazioni della Chiesa con l’ebraismo, e questo è per tutti un segno di speranza. Il Suo messaggio ricorda la sua imminente visita nello Stato d’Israele; la nostra preghiera è che possa contribuire significativamente a una pace politica e religiosa". Negli scorsi giorni Bergoglio aveva scritto al rav esprimendo la propria vicinanza alla comunità ebraica per l'inizio della festività di Pesach.
israele
La violenza che allontana la pace
Il faccia a faccia di oggi, alla presenza dell'inviato speciale Usa Martin Indyk, tra negoziatori israeliani e palestinesi si apre con le peggiori premesse. A incrinare i rapporti, già molto tesi, il grave attentato di lunedì sera in cui ha perso la vita l'agente della polizia israeliana Baruch Mizrachi. Mentre stava raggiungendo la famiglia per festeggiare la prima sera di Pesach, l'auto di Mizrachi, con moglie incinta e figlio di otto anni al seguito, è stata colpita nei pressi di Hebron dal fuoco di uno o più attentatori, uccidendo l'agente e ferendo la moglie. Un brutale attentato terroristico su cui l'esercito israeliano sta indagando e per cui non ci sono state rivendicazioni. Intanto a Gerusalemme i soldati israeliani hanno dovuto chiudere questa mattina ai visitatori il Monte del Tempio (noto anche come la Spianata delle Moschee). Misura precauzionale dopo le violenze che hanno visto ieri decine di palestinesi lanciare pietre contro l'esercito. Causa della protesta, l'apertura del luogo a pellegrini ebrei e turisti. Un'escalation violenta duramente condannata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha puntato l'indice contro l'Autorità nazionale palestinese, rea di soffiare sulla rabbia del proprio popolo e di fare poco per arginare situazioni come quella che hanno portato all'uccisione di Mizrachi. In tutto questo i negoziatori delle due parti dovrebbero trovare oggi un accordo per il prolungamento di altri nove mesi delle trattative di pace. 
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SCIENZA
Emma Castelnuovo (1913-2014)
Emma Castelnuovo, nota come Emmatematica, era nata a Roma il 12 dicembre 1913. Lo scorso dicembre, in occasione dei suoi cent’anni, le era stato conferito dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca il premio Nesi, che va a quanti si siano distinti nel campo dell’emancipazione delle persone e delle comunità attraverso attività socio-educativo-culturali. Nota per aver inteso la scuola media come luogo integrale di formazione dei futuri cittadini, Castelnuovo ha profondamente rinnovato l'insegnamento della matematica, in particolare della geometria, elaborando un metodo che permette a tutti di comprenderla e di amarla. E solo un mese fa, ennesimo riconoscimento al suo valore, l’International Commission on Mathematical Instruction aveva istituito il Premio “Emma Castelnuovo” come riconoscimento per gli eccezionali traguardi raggiunti.
Riproponiamo, dal numero di gennaio di Pagine Ebraiche, i testi di due suoi allievi: Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, e Franco Lorenzoni,  maestro.
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pilpul
Setirot - Grillo e le tensioni
Forse è vero – ma proprio forse forse – che senza il Movimento 5 Stelle ci sarebbe un pochino di tensione sociale in più. È invece certamente verissimo che Beppe Grillo deve ringraziare il proprio “stellone” ché nel nostro Paese sono – ahimé, ahinoi – scomparse le piazze antifasciste.

Stefano Jesurum, giornalista
Grillo, la Shoah e i social
Piccolo aneddoto sul caso Grillo. Ieri sera ho pubblicato sulla mia bacheca di Facebook un post con la dichiarazione del presidente dell’Ucei Renzo Gattegna sulla delirante pagina del blog di Beppe Grillo che, per attaccare Napolitano e Renzi, parafrasa i versi di Primo Levi, con un fotomontaggio della scritta sul cancello di Auschwitz (Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi), in cui la parola lavoro è sostituita con P2. Molti hanno deprecato l’atto. Ma ci sono stati anche alcuni commenti di questo tenore:  “Comparare lo sterminio degli ebrei agli squallori della politica italiana è una solenne sciocchezza, ma è altrettanto chiaro che il paragone era italiani vittime oggi come gli ebrei allora, quindi assolutamente non antisemita ma il contrario”; “La parafrasi di ‘se questo è un uomo’ fatta da Grillo è di pessimo gusto ma non è assolutamente scritta in chiave antiebraica. I commenti scandalizzati mi sembrano esagerati e fuori luogo”. Chi si occupa di storia e di memoria ha davvero tanto da lavorare.

Mario Avagliano twitter @MarioAvagliano
Livorno, il libretto fuori posto
Anche a Livorno, estraneo ovviamente il rivenditore locale, sono giunte le matzot con inserito all’interno del pacco un bel librettino su Pesach edito da Lubavitch. La cosa, nei giorni scorsi, aveva sollevato annotazioni critiche da parte di consumatori veneziani e in effetti alcuni aspetti dell’operazione, sotto vari punti di vista, sono criticabili. In questa sede mi preme però evidenziare, per la tranquillità di alcuni consumatori, un passaggio non proprio politicamente corretto che afferma: “Per Pesach è diffusa l’usanza di non consumare riso, miglio, mais, senape, legumi secchi o loro derivati”. Come è noto a molti ciò è tanto vero quanto falso: ovviamente questa indicazione è valida per coloro che non consumano a Pesach quelle che vengono definite “kitnyot”, appunto riso, legumi, etc. Ma per costoro più che di tradizione direi che si parla di regola.Leggi

Gadi Polacco

Time out - Il complotto  
Non stupisce che un leader di un movimento i cui deputati credono a scie chimiche e microchip nei cervelli creda al complotto giudaico massonico. Non stupisce, ma non per questo è meno grave. Le parole espresse da Beppe Grillo nella sua conferenza stampa sono ciò che di più scandalosamente antisemita ha prodotto il sistema politico italiano negli ultimi anni. Con la differenza che, rispetto al passato, ad esprimere certe idee non sono più partiti minoritari, ma la seconda forza politica del paese. Passi il fotomontaggio che è comunque sgradevole e inappropriato, passi l’offesa a Renzo Gattegna che vivrà lo stesso con felicità sapendo di non risultare simpatico a Grillo, ma ciò che è davvero inaccettabile è quella retorica complottista che accusa gli ebrei di essere una lobby finanziaria che sta dietro ai poteri forti e che si fa scudo della Shoah per difenderne gli interessi. Una propaganda gravissima che rievoca inequivocabilmente quella di chi la Shoah l’ha prima pensata e poi prodotta proprio sull’idea che fossero gli ebrei a rappresentare i poteri forti nemici del popolo. Ma su una cosa ha ragione il leader dei 5 Stelle, ogni epoca ha il suo fascismo e di quello del nostro tempo lui pare esserne il fiero portavoce.

Daniel Funaro






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