
Elia Richetti,
rabbino
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L’invio
di dodici uomini ad esplorare la Terra d’Israele, le loro relazioni
contrastanti, la reazione del popolo, la minaccia e la punizione
divina, alcuni precetti, sono gli argomenti di cui tratta questa ricca
Parashà. Tutto sommato, però, il brano che più ci fornisce elementi di
approfondimento è il versetto più breve: “Wa-yò’mer Ha-Shèm: Salàchti
ki-dvarékha”, “Disse D.o: Ho perdonato secondo la tua parola”. In quel
momento il popolo d’Israele era meritevole di distruzione totale, tanto
grave era la sua colpa; ed ecco, un uomo ha potuto modificare il
decreto divino! L’uomo può far cambiare idea al Creatore…come è
possibile?
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
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Lo
Stato d'Israele ha dimostrato in questi giorni come non si deve
eleggere un Presidente della Repubblica, ma anche come si deve
eleggerlo. Il lato negativo dell'elezione è che la campagna ha
ricordato molto il più famoso e venduto libro giallo di Agatha Christie
"Dieci piccoli indiani (…e poi non rimase nessuno)". Uno dopo l'altro,
questo, poi quel candidato hanno cominciato a cadere in seguito a voci
(non necessariamente confermate) circa scandali personali (molestie,
tasse, favori). È stato anche un confronto fra i politici e i civili in
cui sono quest'ultimi a godere del rispetto del pubblico, ma sono i
primi che eleggono uno di loro, trasversalmente ai partiti.
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
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Anche
per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di
studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di
formazione nello Stato di Israele.
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Tra arte e identità ebraica
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Inaugurata
alla Galleria d’Arte Moderna di Roma la mostra Artiste del Novecento
tra visione e identità ebraica realizzata in partnership da Fondazione
Beni Culturali Ebraici in Italia, Roma Capitale, Sovrintendenza
Capitolina ai Beni Culturali e Museo ebraico di Roma. In esposizione
150 opere di 15 artiste provenienti da collezioni private, eredi,
fondazioni ed enti, che si aggiungono a un nucleo di lavori
appartenenti alla collezione della galleria. Sul Corriere della sera
Edoardo Sassi scrive: “Di ciascuna verrebbe la voglia di raccontare la
biografia: vite non di rado affascinanti, avventurose, perfino
pionieristiche. Molte di loro appartennero all’intellighenzia del tempo
e all’aristocrazia del pensiero. E comunque tutte, di certo, ebbero tre
tratti in comune: l’essere donne, l’essere artiste e l’essere ebree”.
Una presentazione anche sulle pagine romane del Corriere dello sport in
cui si riconoscono i meriti delle 15 artiste che, si legge, “sfidando
il pregiudizio, tanto infondato quanto radicato che l’uomo sia il solo
depositario della vera professionalità, dimostrano che non hanno
esitato nell’assumere con la massima competenza iniziative di primo
piano sulla scena culturale e artistica italiana, affermando non solo
la loro esistenza ma valorizzando anche la vita culturale del nostro
paese”.
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qui roma - fondazione beni culturali ebraici
Tra arte e identità
Pittura
e scultura come segno di emancipazione. Espressione libera del proprio
io di donne che “nonostante i pregiudizi dell'epoca, non accettarono di
essere delle gregarie, si sporcarono per così dire le mani come i loro
colleghi uomini e difesero la propria produzione” sottolineava Marina
Bakos, curatrice assieme a Olga Melasecchi e Federica Pirani, della
mostra Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica, esposta
alla Galleria di Arte Moderna di Roma. Le parole della Bakos, assieme a
quelle del presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in
Italia Dario Disegni (nell'immagine mentre commenta nel corso della
mostra un quadro di Giulia Mafai, nipote dell'artista Antonietta
Raphaël) e del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, hanno
dato avvio, in un chiostro della Gam gremito, all'inaugurazione della
mostra, che rimarrà aperta fino al 5 ottobre ed è stata promossa dalla
Fondazione assieme a Roma Capitale, assessorato alla Cultura,
Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni
Culturali e al Museo Ebraico di Roma.
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COSA CAMBIA IN ITALIA E IN EUROPA Capire la società dopo il voto,
i sondaggisti a carte scoperte
I
grandi istituti di ricerca italiani si mettono in gioco e dopo il
terremoto delle elezioni politiche europee affrontano in pubblico
un’analisi sulla credibilità, talvolta deludente, del loro sforzo di
interpretare quello che accade. Per questo motivo proprio
l’associazione di categoria Assirm, che riunisce tutti i protagonisti
delle ricerche di mercato, sociali e di opinione, ha voluto una
giornata di approfondimento dedicata alle Elezioni europee 2014:
Un’analisi della performance e dell’utilizzo dei sondaggi d’opinione,
organizzata con il dipartimento di Scienze sociali e politiche
dell’Università di Milano. A fronte di oltre 600 sondaggi annui
realizzati in Italia sull’orizzonte politico e sociale, i risultati
apparentemente non sempre risultano all’altezza delle aspettative. E
addirittura serpeggiano in alcuni ambienti anche sospetti su
distorsioni pilotate dei risultati al fine di condizionare gli
orientamenti degli italiani. Conoscere gli orientamenti dell’opinione
pubblica italiana, captare le sue speranze, le sue preoccupazioni e le
sue inquietudini. Mentre l’Europa e l’Italia attraversano profonde e
rapide mutazioni sociali e politiche, interpretare quello che sta
effettivamente avvenendo e captare i segni del disagio è importante per
tutti, ma soprattutto per le minoranze, che sono sempre più esposte e
più sensibili nelle fasi di crisi e di grandi cambiamenti ma anche che
hanno interesse di intervenire, di offrire un proprio contributo alla
società di cui sono parte integrante.Leggi |
qui trieste - state of the net
Smart life: tecnologia e vita
Smart
life, una vita connessa, una vita resa più semplice o più semplicemente
diversa, da app, telefonini, computer, nuove tecnologie. Ed è proprio a
questa realtà che è dedicata la quarta edizione di State of the Net, la
conferenza fondata dal giornalista Beniamino Pagliaro, dall’esperto di
social media Paolo Valdemarin, e dal giornalista ed esperto di
comunicazione Sergio Maistrello per approfondire lo stato dell’arte del
mondo del web in Italia e nel panorama internazionale. Così dal 12 al
14 giugno, come già negli anni passati, confluiranno al Molo 4 di
Trieste esperti e professionisti di ciò che accade nella rete per
ragionare insieme sul presente e il futuro del web, le sue tendenze, i
punti di forza, le opportunità, i problemi.
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QUI PISA
Michele Luzzati (1939-2014)
L'ultimo
importante contributo, quando le forze già iniziavano a mancare, è
delle scorse settimane: un convegno di studi in due giornate sulla
famiglia Supino organizzato nella prestigiosa sede dell'Auditorium di
Palazzo Blu. Non aveva potuto presenziare per l'aggravarsi delle
condizioni di salute, ma forte era stato il sostegno all'iniziativa
fino agli ultimi dettagli. Scompare all'età di 75 anni Michele Luzzati,
tra i più significativi studiosi di storia ebraica contemporanei. Nato
a Torino nel 1939, trasferitosi a Pisa per motivi di studio, è stato a
lungo presidente della Società Storica Pisana e insegnante di storia
medievale come associato presso la Scuola Normale Superiore. Tra i suoi
molti impegni la direzione del Centro Interdipartimentale di Studi
Ebraici dell'Università di Pisa, la presidenza dell'Associazione
Italiana per lo Studio del Giudaismo e la consulenza scientifica al
Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara.
Numerose anche le pubblicazioni scientifiche, spesso a tema ebraico,
tra cui si segnalano: Giovanni Villani e la compagnia dei Buonaccorsi,
Istituto per l’Enciclopedia Italiana, Roma 1971; Una guerra di popolo.
Lettere private del tempo dell’assedio di Pisa (1494-1509), Pacini,
Pisa 1973 (riediz. 2000); La casa dell’ebreo. Saggi sugli ebrei a Pisa
e in Toscana nel Medioevo e nel Rinascimento, Nistri-Lischi, Pisa 1985;
Firenze e la Toscana nel Medioevo. Seicento anni per la costruzione di
uno stato, UTET, Torino 1986; Ebrei e ebraismo a Pisa. Un millennio di
ininterrotta presenza/Jews and Judaism in Pisa. A millennium of
uninterrupted presence, ETS, Pisa 2005.
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Setirot
- Limmud |
Aule
troppo piccole (c’era un sacco di gente); spazi comuni un poco angusti
(di nuovo: c’era un sacco di gente); sessioni di grande interesse
impossibili da seguire (ma è lo spirito di Limmud, bisogna scegliere,
scegliere, scegliere – un poco come nella vita, no?). Ritorno a casa,
chiacchiere con gli amici, rimbrotti (“ma non ne sapevo niente!, potevi
dirmelo no?, il prossimo anno verrò di sicuro). Insomma, se l’obiettivo
era ritrovarsi insieme nel nome dell’educazione ebraica per tutti –
tutti davvero – direi che è stato raggiunto. Resta un “ma” grande come
una casa. Ma se (quasi) tutti hanno così voglia di stare insieme tra
diversi, di accettarsi l’un l’altro discutendo senza insultarsi, di
vivere lasciando vivere il proprio prossimo... se (quasi) tutti
gioiscono e imparano e s’interrogano in atmosfere tipo Limmud e per
certi aspetti Moked... allora perché l’ebraismo italiano è pieno di
paletti, steccati, delimitazioni, graduatorie che lo rendono spesso
rissoso e sterile? Magari ne parleremo a Limmud Italia 2015.
Stefano Jesurum, giornalista
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Time
out - Noi e i giganti |
Nel
terminare il resoconto del loro viaggio, gli esploratori inviati da
Mosé a visitare la terra d'Israele si soffermano su tre cose. Per prima
cosa sostengono che gli abitanti fossero come giganti, poi che si
sentivano come cavallette ai loro occhi e infine che come tale gli
sembrava di essere percepiti. Sostengono i maestri che in questo passo
non succeda nulla di nuovo rispetto a quanto accade nella nostra
storia. Quando crediamo che gli altri popoli siano come dei
giganti, quando riteniamo i nostri valori, la nostra legge e le nostre
idee di natura minore, insomma quando ci riteniamo inferiori rispetto
agli altri, in questo caso come tali dagli altri siamo percepiti.
Daniel Funaro
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