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12 giugno 2014 - 14 Sivan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
L’invio di dodici uomini ad esplorare la Terra d’Israele, le loro relazioni contrastanti, la reazione del popolo, la minaccia e la punizione divina, alcuni precetti, sono gli argomenti di cui tratta questa ricca Parashà. Tutto sommato, però, il brano che più ci fornisce elementi di approfondimento è il versetto più breve: “Wa-yò’mer Ha-Shèm: Salàchti ki-dvarékha”, “Disse D.o: Ho perdonato secondo la tua parola”. In quel momento il popolo d’Israele era meritevole di distruzione totale, tanto grave era la sua colpa; ed ecco, un uomo ha potuto modificare il decreto divino! L’uomo può far cambiare idea al Creatore…come è possibile?
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
Lo Stato d'Israele ha dimostrato in questi giorni come non si deve eleggere un Presidente della Repubblica, ma anche come si deve eleggerlo. Il lato negativo dell'elezione è che la campagna ha ricordato molto il più famoso e venduto libro giallo di Agatha Christie "Dieci piccoli indiani (…e poi non rimase nessuno)". Uno dopo l'altro, questo, poi quel candidato hanno cominciato a cadere in seguito a voci (non necessariamente confermate) circa scandali personali (molestie, tasse, favori). È stato anche un confronto fra i politici e i civili in cui sono quest'ultimi a godere del rispetto del pubblico, ma sono i primi che eleggono uno di loro, trasversalmente ai partiti.
 
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
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Tra arte e identità ebraica
Inaugurata alla Galleria d’Arte Moderna di Roma la mostra Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica realizzata in partnership da Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia, Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Museo ebraico di Roma. In esposizione 150 opere di 15 artiste provenienti da collezioni private, eredi, fondazioni ed enti, che si aggiungono a un nucleo di lavori appartenenti alla collezione della galleria. Sul Corriere della sera Edoardo Sassi scrive: “Di ciascuna verrebbe la voglia di raccontare la biografia: vite non di rado affascinanti, avventurose, perfino pionieristiche. Molte di loro appartennero all’intellighenzia del tempo e all’aristocrazia del pensiero. E comunque tutte, di certo, ebbero tre tratti in comune: l’essere donne, l’essere artiste e l’essere ebree”. Una presentazione anche sulle pagine romane del Corriere dello sport in cui si riconoscono i meriti delle 15 artiste che, si legge, “sfidando il pregiudizio, tanto infondato quanto radicato che l’uomo sia il solo depositario della vera professionalità, dimostrano che non hanno esitato nell’assumere con la massima competenza iniziative di primo piano sulla scena culturale e artistica italiana, affermando non solo la loro esistenza ma valorizzando anche la vita culturale del nostro paese”.
 
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  davar
qui roma - fondazione beni culturali ebraici
Tra arte e identità
Pittura e scultura come segno di emancipazione. Espressione libera del proprio io di donne che “nonostante i pregiudizi dell'epoca, non accettarono di essere delle gregarie, si sporcarono per così dire le mani come i loro colleghi uomini e difesero la propria produzione” sottolineava Marina Bakos, curatrice assieme a Olga Melasecchi e Federica Pirani, della mostra Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica, esposta alla Galleria di Arte Moderna di Roma. Le parole della Bakos, assieme a quelle del presidente della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia Dario Disegni (nell'immagine mentre commenta nel corso della mostra un quadro di Giulia Mafai, nipote dell'artista Antonietta Raphaël) e del sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce, hanno dato avvio, in un chiostro della Gam gremito, all'inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino al 5 ottobre ed è stata promossa dalla Fondazione assieme a Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e al Museo Ebraico di Roma. 
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israele
Come leggere le elezioni
Potrebbe essere il giovedì 24 luglio, oppure la domenica 27. Ancora non si sa esattamente quando il nuovo presidente d’Israele Reuven Rivlin (nell'immagine con il premier Netanyahu) prenderà ufficialmente in carica come successore di Shimon Peres, che concluderà il suo settennato il prossimo 26 luglio. A due giorni dalla nomina, i commentatori continuano a interrogarsi non soltanto su che tipo di presidente sarà Rivlin, ma anche su quale significato politico assumano le elezioni per il Capo di Stato più infuocate e complesse della storia di Israele.
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COSA CAMBIA IN ITALIA E IN EUROPA
Capire la società dopo il voto,

i sondaggisti a carte scoperte
I grandi istituti di ricerca italiani si mettono in gioco e dopo il terremoto delle elezioni politiche europee affrontano in pubblico un’analisi sulla credibilità, talvolta deludente, del loro sforzo di interpretare quello che accade. Per questo motivo proprio l’associazione di categoria Assirm, che riunisce tutti i protagonisti delle ricerche di mercato, sociali e di opinione, ha voluto una giornata di approfondimento dedicata alle Elezioni europee 2014: Un’analisi della performance e dell’utilizzo dei sondaggi d’opinione, organizzata con il dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università di Milano. A fronte di oltre 600 sondaggi annui realizzati in Italia sull’orizzonte politico e sociale, i risultati apparentemente non sempre risultano all’altezza delle aspettative. E addirittura serpeggiano in alcuni ambienti anche sospetti su distorsioni pilotate dei risultati al fine di condizionare gli orientamenti degli italiani. Conoscere gli orientamenti dell’opinione pubblica italiana, captare le sue speranze, le sue preoccupazioni e le sue inquietudini. Mentre l’Europa e l’Italia attraversano profonde e rapide mutazioni sociali e politiche, interpretare quello che sta effettivamente avvenendo e captare i segni del disagio è importante per tutti, ma soprattutto per le minoranze, che sono sempre più esposte e più sensibili nelle fasi di crisi e di grandi cambiamenti ma anche che hanno interesse di intervenire, di offrire un proprio contributo alla società di cui sono parte integrante.Leggi
qui trieste - state of the net
Smart life: tecnologia e vita
Smart life, una vita connessa, una vita resa più semplice o più semplicemente diversa, da app, telefonini, computer, nuove tecnologie. Ed è proprio a questa realtà che è dedicata la quarta edizione di State of the Net, la conferenza fondata dal giornalista Beniamino Pagliaro, dall’esperto di social media Paolo Valdemarin, e dal giornalista ed esperto di comunicazione Sergio Maistrello per approfondire lo stato dell’arte del mondo del web in Italia e nel panorama internazionale. Così dal 12 al 14 giugno, come già negli anni passati, confluiranno al Molo 4 di Trieste esperti e professionisti di ciò che accade nella rete per ragionare insieme sul presente e il futuro del web, le sue tendenze, i punti di forza, le opportunità, i problemi.
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j-ciak
The CongressT
Solo una settimana fa rimbalzava sui giornali una strana gallery d’immagini: Johhny Depp nei panni del pirata Jack Sparrow, la faccia stravolta di Jack Nicholson in Shining, Russel Crowe e un pugno di altre star. Nulla di che, se non fosse che quei ritratti non erano fotografici ma elaborazioni 3D realizzate utilizzando il computer. È solo un minimo assaggio di quel che potrebbe essere un futuro in cui gli attori in carne e ossa divengono superflui perché il nuovo Johnny Depp – come d’altronde tutti noi – può essere tranquillamente e forse più economicamente generato da un software.

Daniela Gross
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qui roma
Gli eroi della Brigata
Favorire la conoscenza storica, ridurre il gap informativo che spesso oscura le vicende della Brigata Ebraica, il corpo di volontari che dall'allora Palestina mandataria (il futuro Stato di Israele) approdarono in Italia per contribuire alla sua liberazione del nazifascismo. Questa la sfida della mostra “Attraverso il Mediterraneo” inaugurata ieri negli spazi della Casa della Memoria e della Storia. Curata da Bice Migliau e caratterizzata da pannelli illustrativi nei quali sono riprodotti documenti, fotografie e manifesti dell'epoca, la mostra è promossa da Roma Capitale e dall'Associazione Romana Amici di Israele in collaborazione con la Comunità ebraica, il Centro di Cultura Ebraica e l'Anpi Roma e Lazio.
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QUI PISA
Michele Luzzati (1939-2014)
L'ultimo importante contributo, quando le forze già iniziavano a mancare, è delle scorse settimane: un convegno di studi in due giornate sulla famiglia Supino organizzato nella prestigiosa sede dell'Auditorium di Palazzo Blu. Non aveva potuto presenziare per l'aggravarsi delle condizioni di salute, ma forte era stato il sostegno all'iniziativa fino agli ultimi dettagli. Scompare all'età di 75 anni Michele Luzzati, tra i più significativi studiosi di storia ebraica contemporanei. Nato a Torino nel 1939, trasferitosi a Pisa per motivi di studio, è stato a lungo presidente della Società Storica Pisana e insegnante di storia medievale come associato presso la Scuola Normale Superiore. Tra i suoi molti impegni la direzione del Centro Interdipartimentale di Studi Ebraici dell'Università di Pisa, la presidenza dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo e la consulenza scientifica al Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. Numerose anche le pubblicazioni scientifiche, spesso a tema ebraico, tra cui si segnalano: Giovanni Villani e la compagnia dei Buonaccorsi, Istituto per l’Enciclopedia Italiana, Roma 1971; Una guerra di popolo. Lettere private del tempo dell’assedio di Pisa (1494-1509), Pacini, Pisa 1973 (riediz. 2000); La casa dell’ebreo. Saggi sugli ebrei a Pisa e in Toscana nel Medioevo e nel Rinascimento, Nistri-Lischi, Pisa 1985; Firenze e la Toscana nel Medioevo. Seicento anni per la costruzione di uno stato, UTET, Torino 1986; Ebrei e ebraismo a Pisa. Un millennio di ininterrotta presenza/Jews and Judaism in Pisa. A millennium of uninterrupted presence, ETS, Pisa 2005.
pilpul
Setirot - Limmud
Aule troppo piccole (c’era un sacco di gente); spazi comuni un poco angusti (di nuovo: c’era un sacco di gente); sessioni di grande interesse impossibili da seguire (ma è lo spirito di Limmud, bisogna scegliere, scegliere, scegliere – un poco come nella vita, no?). Ritorno a casa, chiacchiere con gli amici, rimbrotti (“ma non ne sapevo niente!, potevi dirmelo no?, il prossimo anno verrò di sicuro). Insomma, se l’obiettivo era ritrovarsi insieme nel nome dell’educazione ebraica per tutti – tutti davvero – direi che è stato raggiunto. Resta un “ma” grande come una casa. Ma se (quasi) tutti hanno così voglia di stare insieme tra diversi, di accettarsi l’un l’altro discutendo senza insultarsi, di vivere lasciando vivere il proprio prossimo... se (quasi) tutti gioiscono e imparano e s’interrogano in atmosfere tipo Limmud e per certi aspetti Moked... allora perché l’ebraismo italiano è pieno di paletti, steccati, delimitazioni, graduatorie che lo rendono spesso rissoso e sterile? Magari ne parleremo a Limmud Italia 2015.

Stefano Jesurum, giornalista
Time out - Noi e i giganti
Nel terminare il resoconto del loro viaggio, gli esploratori inviati da Mosé a visitare la terra d'Israele si soffermano su tre cose. Per prima cosa sostengono che gli abitanti fossero come giganti, poi che si sentivano come cavallette ai loro occhi e infine che come tale gli sembrava di essere percepiti. Sostengono i maestri che in questo passo non succeda nulla di nuovo rispetto a quanto accade nella nostra storia.  Quando crediamo che gli altri popoli siano come dei giganti, quando riteniamo i nostri valori, la nostra legge e le nostre idee di natura minore, insomma quando ci riteniamo inferiori rispetto agli altri, in questo caso come tali dagli altri siamo percepiti.

Daniel Funaro




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