Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
|
Alla divisione della terra di Israele, fatta
per sorteggio, parteciparono dodici tribù, sebbene due e mezza tra
queste si fossero insediate al di là del Giordano. Mai come in questi
giorni, con le ovvie e debite differenze, si riesce a capire che anche
chi è fuori da Israele vi è sempre un po' dentro.
|
|
David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
|
Ieri su “La Stampa” Paola Caridi ha
pubblicato un articolo dal titolo “Hamas. Il movimento diventato
regime”, in cui scrive: “Hamas si è trasformato da movimento a regime.
(…) Molti abitanti - nella Striscia - hanno trasformato lo slogan
tradizionale di Hamas. Prima, dicono, erano ‘al servizio del popolo’.
Ora sono più ‘al servizio dei loro’: dei militanti, dei settori legati
al movimento e all'amministrazione, dei clientes”. Bene. Buona la
premessa. Ora vorrei leggere: i dati sull’impiego dei fondi che
arrivano come aiuti internazionali; una casistica sul tasso della
corruzione, storie di casi, con nomi, cifre, circostanze sul sistema di
sottogoverno. Insomma vorrei una controinchiesta e una narrazione
contropelo. Le emozioni e le delusioni lasciano il tempo che trovano.
|
|
 |
"La politica estera torni
al centro d'Europa" |
“Il semestre di presidenza italiana
dell’Unione europea si è aperto in un quadro di allarmante aggravamento
della situazione internazionale”. Ha parlato di crisi in Medio Oriente,
inserendola però nel contesto globale fatto della drammatica guerra
civile siriana, dell’instabilità libica e ora irachena, degli errori
compiuti dopo l’11 settembre e delle gravi tensioni fra Russia e
Ucraina, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lunga
intervista rilasciata al direttore della Stampa Mario Calabresi
pubblicata ieri e ripresa oggi da molti giornali. Un’intervista in cui
Napolitano si appella all’Italia ma anche all’Europa perché la politica
estera e di sicurezza comune torni al centro dell’agenda. Tra i punti
maggiormente approfonditi durante il colloquio, la situazione fra
Israele e Gaza.
“Solo poche settimane fa, con l’incontro nei giardini vaticani, si era
riaccesa una speranza di pace” sottolinea Calabresi. “Sì, si era accesa
prima nella visita di Papa Francesco in Israele e Cisgiordania e poi
nel singolare e così significativo incontro spirituale tra Shimon Peres
e Abu Mazen in Vaticano. Io stesso, il giorno seguente, avevo
incontrato separatamente i due, in nome di un antico rapporto politico
e personale, e ne avevo raccolto rinnovati e un po’ più fiduciosi
auspici di pace. Purtroppo vedo che entrambi oggi sono in grave
difficoltà” la risposta di Napolitano, che poi, su richiesta
dell’intervistatore analizza la posizione dei due leader. “Quest’uomo,
che ha sempre tenacemente e pubblicamente creduto sia nella necessità
sia nella possibilità della pace e nella prospettiva di due Stati
pacificamente coesistenti, oggi lancia un estremo appello affinché
cessi immediatamente il lancio di missili sul territorio di Israele,
paventando altrimenti la fatale conseguenza di una occupazione della
Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano. Dopo il già
durissimo sacrificio di vite palestinesi in conseguenza dei massicci
bombardamenti su Gaza, l’invasione della Striscia costituirebbe una
escalation dalle conseguenze imprevedibili” dice di Peres. “Abu Mazen,
che ha creduto sinceramente nella possibilità di coinvolgere Hamas in
una ricerca di dialogo e di negoziato con Israele, non può che
considerare una provocazione anche contro l’Autorità nazionale
palestinese il rapimento e l’uccisione dei tre giovani israeliani prima
e l’offensiva dei missili su Israele poi. Ora vede gravemente limitate
le sue possibilità di iniziativa per il ristabilimento di un minimo di
pacifica normalità”.
Intanto il governo italiano ha chiesto di discutere la situazione al
vertice europeo del prossimo mercoledì (Stampa.
In primo piano sui giornali sono gli sviluppi della situazione sul
territorio. “I razzi di Hamas sulle città israeliane Onu, Europa e Usa
inseguono la tregua” il titolo dell’aggiornamento pubblicato dal
Corriere della Sera, che fa il punto sui missili che continuano a
essere sparati da Gaza contro lo Stato ebraico, mentre la comunità
internazionale cerca una possibile proposta di soluzione.
“L’agenzia di stampa Al Quds Press afferma che a Beit Lahya, a Nord di
Gaza, è stato colpito un orfanotrofio causando la morte di tre bimbi
disabili ma fonti ufficiali israeliane, da Roma, smentiscono: ‘È
falso’.” A scriverlo è Maurizio Molinari sulla Stampa, tracciando il
bilancio delle conseguenze dell’operazione israeliana nella Striscia
per fermare i lanci di razzi che continuano a essere sparati a decine
contro le città israeliane. “I bombardamenti da aria e mare di Israele
hanno causato ieri il bilancio più pesante: almeno 45 vittime civili,
portando il totale delle vittime dall’inizio delle operazioni a 150
morti e oltre 960 feriti. A Tufah le vittime sono state 15. Nel rione
di Sheik Radwan un missile sparato da un drone ha raggiunto un
capannello di persone causando 6 morti e 20 feriti. «È stata una
strage» hanno affermato testimoni locali. L’obiettivo dell’attacco
erano due dei nipoti di Ismail Hanyeh, il leader di Hamas a Gaza,
rimasti entrambi uccisi assieme ai passanti”.
Ancora la Stampa racconta la trappola dei tunnel, che Hamas scava per
avere a disposizione bunker e tunnel in cui nascondere i propri
esponenti e le armi, ma anche per raggiungere il territorio israeliano.
Sulla prima pagina del quotidiano torinese un editoriale dello
scrittore israeliano Abraham Yehoshua.
Spazio sui quotidiani anche all’attenzione che il gruppo terrorista che
governa Gaza dedica alla propaganda, utilizzando la televisione ma
soprattutto i social media (tra gli altri Fabio Scuto su Repubblica e
Fiamma Nirenstein sul Giornale).
Parlamento europeo. Sul Corriere la notizia che della Commissione per
le libertà civili farà parte anche l’esponente neonazista tedesco Udo
Voigt. A Roma, l’eurodeputato leghista Mario Borghezio ha sfilato al
corteo “anti-rom” organizzato da Casapound (Corriere Roma).
Memoria. Nella Capitale, sulle targhe che dedicano la via e il ponte a
Settimia Spizzichino, unica donna sopravvissuta ad Auschwitz tra i
deportati del 16 ottobre, verrà specificata la responsabilità
nazifascista della persecuzione, e non più solo nazista, come riporta
la dicitura attualmente (Repubblica).
Cultura. Da Gerusalemme, lo storico Sergio Luzzatto racconta il lavoro
dei laboratori di restauro di Yad Vashem (Sole 24 Ore domenica, che
pubblica pure una recensione de “La mia terra promessa” di Ari Shavit a
firma di Viviana Kasam). Su Repubblica Susanna Nirenstein presenta il
libro “Harvard Square” di André Aciman (Guanda).
|
|
Leggi
|
|
|
leader
a confronto
L’Unione
riunita in Consiglio
con il cuore rivolto a Israele
Silenzio
e raccoglimento, con la testa e con il cuore rivolti a Israele. Così il
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna
ha chiesto di aprire la seduta del Consiglio UCEI riunito a Roma in
queste ore. A portare un saluto e un aggiornamento sulla situazione in
Medio Oriente l’ambasciatore Naor Gilon, invitato alla riunione – ha
spiegato il presidente UCEI – “per sottolineare l'imprescindibile
fratellanza e la comunanza di destini tra gli ebrei italiani e lo Stato
di Israele”.
Nel suo intervento l'ambasciatore ha sottolineato alcuni passaggi
fondamentali: la debolezza di Hamas, le difficoltà di risoluzione del
conflitto legata all'isolamento del gruppo terroristico all'interno
dello stesso mondo arabo, il ruolo della cupola anti-missile Iron Dome
nella difesa della popolazione israeliana, il disprezzo verso la vita
manifestato dalla leadership islamista che utilizza scudi umani per
coprire i propri armamenti.
Rispondendo alle domande dei Consiglieri, l'ambasciatore si è poi
soffermato sui rapporti tra Italia e Israele e sulla lotta alle nuove
forme di antisemitismo in Europa che si manifesterebbero soprattutto
all'interno delle comunità islamiche fondamentaliste.
Tra i punti all'ordine del giorno della seduta anche l'approvazione del
bilancio consuntivo per il 2013, che è stato accolta favorevolmente
all'unanimità dopo la relazione (accolta anch'essa con favore)
dell'assessore al Bilancio Noemi Di Segni, e le decisioni da assumere
in seguito alle dimissioni formulate negli scorsi mesi da otto
esponenti romani della lista Uniti per l’Unione. Con l'accettazione al
subentro di tre candidati non eletti (Ugo Di Nola, Ronny Fellus, Emilio
Nacamulli) restano ancora cinque posizioni scoperte. L'orientamento,
votato a larga maggioranza, è quello di procedere per cooptazione
demandando alla Giunta dell’Unione di confrontarsi anche con il
Consiglio della Comunità di Roma e di effettuare sondaggi per proporre
quindi al prossimo Consiglio una rosa di nomi di esponenti disponibili.
L’apertura di un confronto e la ricerca di un chiarimento dovrebbero
vedere tra i protagonisti anche il rabbino capo Riccardo Di Segni.
Adam Smulevich
|
israele
Shimon
Peres: "Non può esistere
compromesso con il terrore"
Una
contabilità che non si arresta. I razzi da Gaza continuano a essere
sparati contro le città israeliane, le sirene suonano, per avvertire la
popolazione di mettersi al riparo nei rifugi, e prosegue senza sosta
l’opera di Iron Dome per neutralizzare la minaccia. Solo nelle ultime
ore Sderot, Ashkelon, Ashdod, ma anche le città di poco a sud di Tel
Aviv, mentre nella notte alcuni razzi sono stati sparati anche dal
Libano contro il nord di Israele. Ad Ashkelon, un ragazzino israeliano
di 16 anni è rimasto ferito da razzo ed è in condizioni critiche
secondo quanto riferisce la stampa israeliana.
“I terroristi di Hamas puntano a uccidere e ferire il maggior numero
possibile di israeliani innocenti. Non vogliamo fare del male ai civili
– ha sottolineato il presidente Shimon Peres -Una realtà in cui cinque
milioni di persone, incluse donne e bambini, sono costretti a correre
nei rifugi, è intollerabile. Non possiamo permettere al terrorismo di
costringere i nostri cittadini nei rifugi. Non ci può essere un
compromesso con il terrore”.
Leggi
|
Potere
e impotenza |
La
guerra che Hamas ha mosso contro Israele nasce dalla debolezza sempre
più marcata che il movimento fondamentalista misura su se stesso, sulle
sue prospettive di tenuta, sul suo futuro. Anche per questa ragione,
essendo intesa come un'aggressione senza requie né vincoli che non
siano quelli della propria sopravvivenza politica, è destinata a durare
nel tempo, qualora non dovessero intervenire fattori esterni di
cambiamento radicale degli indirizzi intrapresi. Per gli islamisti
sarebbe stato preferibile un conflitto di logoramento, basato sul
lancio “occasionale” e calcolato di missili, evitando forse di
tirare troppo la corda. Ma le cose sono andate diversamente, e non
certo per l'assassinio di tre ragazzi israeliani e di uno palestinese.
Claudio Vercelli
Leggi
|
|
Nugae
- Mangiatori di patate |
Altro
che animale razionale, l'uomo è un'insalata di patate. Aristotele
avrebbe bisogno di un weekend alle terme per riprendersi dal trauma.
Nemmeno un'insalata un po' fusion con qualche bacca esotica o
ingredienti eco-chic. Una ciotola bianca con un po' di patate malamente
tagliate a dadini e condite con quella che apparentemente è maionese
tirata fuori da un triste tubetto. Questo è ciò che è stato pubblicato
sul sito Kickstarter, piattaforma di crowdfunding per sognatori che
cercano adorabili investitori muniti di buoni sentimenti nei confronti
l'estro artistico, dal signor Zack Danger Brown. Il quale con ancora 20
giorni di raccolta fondi davanti a se ha già tirato su la bellezza di
più di 49 mila dollari. Progetto: esattamente quello, "farò un'insalata
di patate", basta.
Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
Leggi
|
|
Identità:
Chaim Perelman |
Nel
1958 l’allora Primo ministro dello Stato di Israele, David Ben Gurion
si è trovato a gestire il fatto che la nozione stessa di identità
ebraica era diventata in Israele oggetto di una legislazione che
avrebbe avuto implicazioni pratiche cruciali. A cinquanta “Saggi di
Israele” Ben Gurion pose la domanda divenuta il titolo del lavoro del
professor Eliezer Ben Rafael, che in un e-book intitolato “Cosa
significa essere ebreo?” – scaricabile dai siti www.proedieditore.it e
www.hansjonas.it – ha messo in luce per la prima volta in Italia quella
discussione sistematica sull’identità ebraica. Ogni domenica, sul
nostro notiziario quotidiano e sul portale www.moked.it, troverete le
loro risposte. Oggi la risposta di Chaim Perelman (1912-1984),
fondatore del Centre de Philosophie du Droit de l’Université Libre de
Bruxelles.
Leggi
|
|
|