Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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L'angelo
con cui combatte Giacobbe è, secondo un midrash, lo yetzer ha ra: il
suo cattivo istinto. Per crescere e cambiare in meglio, per diventare
Israele, è necessario il confronto esterno, quello che Giacobbe avrà
con suo fratello Esaù, e quello interno, con le sue parti più
controverse. E noi siamo discendenti di Giacobbe.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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Chanukkà
è luce, ma anche rinnovamento, ripristino, e forse, a seconda di chi
guarda, molto altro. Ogni nuovo tempo (che sia la restaurazione del
proprio mondo che si pensa violato o l’apertura di un nuovo capitolo di
vita che marca la distanza dal precedente) ha bisogno di un segno di
luce. Dentro a quei lumi rimasti accesi oltre il tempo presunto, ognuno
di noi vede molte cose, non sempre le stesse, non tutti le stesse. La
premessa è che doveva darsi un nuovo tempo. E un nuovo inizio. Per
questo il miracolo non è la luce ma la sua durata. Il segno che un
nuovo inizio è possibile.
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Kerry-Netanyahu,
a Roma il vertice
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Domani
a Roma il vertice tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e
il segretario di Stato americano John Kerry. “L'incontro con Netanyahu
è parte del tentativo americano, se non di rilanciare il processo di
pace, in questa fase impraticabile, almeno di far calare la tensione
tra israeliani e palestinesi” osserva Paolo Valentino (Corriere della
sera). Gli Stati Uniti, si legge ancora, vorrebbero evitare una resa
dei conti di fine d'anno all'Onu “dove sono in circolazione diverse
proposte di risoluzione, incluse una francese e una giordana, per il
riconoscimento dello Stato palestinese e per la fine dell'occupazione
israeliana della Palestina entro il 2016”.
Stampa scontrini con il volto di Mussolini. E il Secolo d'Italia
strizza l'occhio. Maristella, barista del comune veneto di Cerea,
stampa scontrini con il volto di Mussolini. Stigmatizzazione? Netta
condanna di questa squallida celebrazione del fascismo? No, il Secolo
d'Italia finisce quasi per celebrarla. In un articolo a firma di
Antonio Marras si legge infatti: “In Italia sono tanti coloro che
coltivano ancora oggi il mito del Duce e del suo modello di società.
Che piaccia o no ai comunisti e agli antifascisti, c'è qualcuno che si
toglie ancora lo sfizio di esibire pubblicamente il volto di Benito
Mussolini senza alcun imbarazzo, lo stesso che dovrebbero provare gli
emuli, mai pentiti, delle icone comuniste che ben altri danni hanno
fatto alla dignità dell'essere umano e all'economia mondiale”.
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l'assise dell'unione delle comunità ebraiche
Sfida delle risorse e Bilancio,
il Consiglio approva la svolta
Forte
impegno sul fronte del sociale e dell’assistenza, incremento
dell’appoggio alle Comunità e allo sviluppo di una progettualità mirata
per offrire servizi adeguati alle esigenze degli ebrei italiani,
massimo contenimento della spesa, nuova attenzione al problema della
raccolta Otto per mille. Sulla base di queste linee direttrici il
Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, riunito
domenica per affrontare un intenso ordine del giorno, ha approvato il
primo Bilancio preventivo impostato a una logica di chiara lettura
delle risorse a disposizione dell’ebraismo italiano e a un impegno di
spesa scandito per centri di costo.
Il Consiglio, altissimo il numero dei Consiglieri presenti ai lavori
giunti da tutte le 21 Comunità ebraiche italiane, ha proceduto in
maniera spedita e sostanzialmente concorde all’approvazione del
bilancio preventivo 2015 e al sostegno di una nuova logica contabile
che rimette nella mani di chi deve assumere le decisioni di indirizzo
delle istituzioni ebraiche italiane gli strumenti più idonei per
assumere decisioni equilibrate. Ma le decisioni che rivestono un forte
peso sulle finanze dell’ebraismo italiane non si sono fermate al
documento contabile di previsione.
Invitato dal presidente dell’Unione Renzo Gattegna a prendere parte ai
lavori per riferire della erogazione di un contributo straordinario
alla Comunità di Milano per venire incontro alla difficile situazione
finanziaria attraversata dalla stessa, il presidente dimissionario
della realtà ebraica milanese, Walker Meghnagi, si è fatto portatore
della rinnovata richiesta di un contributo straordinario per affrontare
una situazione quantomai delicata.
Concordia fra i Consiglieri sul principio di solidarietà che lega tutti
gli ebrei italiani in un patto che deve consentire anche interventi
straordinari e identità di vedute nel sostegno delle istituzioni
scolastiche ebraiche che rappresentano per le grandi realtà comunitarie
un peso finanziario difficilmente sostenibile. Ma prima
dell’approvazione unanime di un contributo straordinario di circa 233
mila euro, che costituisce l’intera quota disponibile derivata dalla
percentuale di crescita non prevista dell’Otto per mille registrata
nell’anno precedente, i Consiglieri hanno dato vita a un intenso
confronto sulle modalità e sulla logica di tale contributo.
Forte la richiesta, secondo molti intervenuti ancora non soddisfatta,
di una migliore progettualità per rimettere in carreggiata i conti
della scuola comunitaria. Forte l’istanza di avere nel Consiglio
comunitario milanese un interlocutore stabile e affidabile, con il
conseguente ritiro delle dimissioni dello stesso presidente e di
diversi altri Consiglieri, che hanno deciso di lasciare l’incarico in
queste ultime settimane generando una situazione di instabilità che se
non sanata rischierebbe secondo diversi intervenuti al Consiglio UCEI
di rendere ancora più precaria la situazione della Comunità milanese.
Di questi argomenti si tornerà a parlare probabilmente nella assemblea
degli iscritti della Comunità di Milano che si svolgerà questo giovedì,
18 dicembre.
Nel frattempo, il Consiglio, approvando il contributo straordinario
sulla base di una proposta presentata dall’assessore al Bilancio Noemi
Di Segni, ha tenuto a precisare che l’ipotesi precedentemente approvata
nel dicembre dello scorso anno di un contributo a fronte di un piano di
risanamento della scuola non potrà essere attribuito a tale progetto,
che ancora deve essere compiuto, anche con l’assistenza di componenti
UCEI, e deve quindi essere inteso esclusivamente come un gesto
determinato dalla situazione di forte emergenza.
In precedenza il presidente della Comunità Meghnagi ha rivolto ai
Consiglieri Ucei l’anticipazione di un’informativa sullo stato delle
indagini riguardanti i gravissimi ammanchi che hanno danneggiato le
finanze comunitarie e si sono registrati all’interno della stessa
struttura amministrativa della Comunità. Tale situazione, ha precisato
Meghnagi, ha portato fra l’altro all’allontanamento di cinque
dipendenti.
Tracciando una panoramica sullo stato economico che caratterizza la
vita dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l'assessore UCEI al
Bilancio Noemi Di Segni aveva in apertura della mattinata sottolineato,
tra i vari aspetti, la crescente dipendenza dell'ebraismo italiano da
risorse provenienti dall'esterno e i motivi di preoccupazione che
emergono dal recente pronunciamento della Corte dei Conti sulla
raccolta dell'Otto per Mille. Un tema, quest'ultimo, che è oggetto di
analisi soprattutto in tre direttrici: “Destinazione delle scelte
inespresse, utilizzo della quota riservata allo Stato italiano,
impostazione del valore complessivo dell'Otto per Mille stesso”.
In apertura di lavori la relazione del presidente UCEI Renzo Gattegna
sui più importanti scenari sia interni che esterni al mondo delle
Comunità con particolare riferimento alle tensioni in Medio Oriente,
alle minacce del terrorismo palestinese e all'allarme antisemitismo in
Europa. Parole di apprezzamento sono state espresse per l'impegno
profuso dalla redazione giornalistica dell’Unione per una corretta
informazione sui diversi temi caldi di una stagione intensa e difficile.
Il Consiglio ha ripreso i lavori di una giornata straordinariamente
intensa affrontando i diversi altri temi all’Ordine del giorno.
La reintegrazione delle posizioni vacanti della Giunta e del Consiglio,
ma anche la complessa revisione statutaria fra i diversi temi
all’attenzione del Consiglieri.
a.s twitter @asmulevichmoked
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a roma i lavori di "simposio europeo"
Educazione alla Shoah,
metodologie a confronto
Il
Simposio Europeo “Stabilire una rete europea per l’insegnamento
sull’educazione alla Shoah”, organizzato nell’ambito del semestre
italiano di Presidenza europea, sarà ospitato lunedì 15 dicembre dal
Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani di Roma. Realizzato dal Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con
lo Yad Vashem di Gerusalemme e con l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane, sarà l’occasione per fare il punto sull’educazione sulla
Shoah in Italia e nei paesi dell’Unione Europea e, al tempo stesso, un
momento di confronto fra metodologie e prassi consolidate.
Dopo un benvenuto di Ugo Limentani, presidente del Pitigliani, sarà il
Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ad aprire i lavori, seguita
dagli interventi di Andreas Loverdos, ministro greco dell’Istruzione e
degli Affari Religiosi; Mario Giro, sottosegretario di Stato agli
Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale; Eyal Kaminka,
direttore della Scuola internazionale per gli studi sull’Olocausto;
Vince Szalay-Bobrovniczky, ambasciatore d’Ungheria in Austria e capo
delegazione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).
Al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo
Gattegna il compito di chiudere la prima sessione.
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qui firenze
Cucina ashkenazita e sefardita, 6mila anni di storia al Puccini
Tradizione
gastronomica ashkenazita e tradizione gastronomica sefardita. “Seimila
anni di gioie e dolori nella cucina ebraica”, recita il sottotitolo
dell’evento Gan Eden Restaurant che, in un Teatro Puccini gremito, ha
visto ai fornelli il comunicatore Giuseppe Burschtein (ashkenazita) e
l’antropologo Ugo Caffaz (sefardita). Un modello già sperimentato con
successo in passato e che ha trovato nuovo consenso tra il pubblico
fiorentino, allietato anche dalle musiche della Balagan Cafè Orkestar.
Tra i protagonisti della serata anche Renzo Funaro, presidente
dell’Opera del Tempio Ebraico e vicepresidente della Fondazione Beni
Culturali Ebraici in Italia. “Lo spettacolo – afferma – è stato
bellissimo, divertente ed emozionante. Un viaggio tra storie di
famiglie e tradizione ebraica, anche culinaria, dalla Lituania al
Marocco all’Italia. Un pezzo unico di vita e cultura ebraica poiché
anche la cucina, come le altre forme di espressione artistica, è
cultura. Ed è un bene da conservare e tutelare al pari degli altri di
cui disponiamo”.
(Nell'immagine Giuseppe Burschtein e Ugo Caffaz)
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All'ombra della cupola |
Le
recentissime vicende giudiziarie emerse all'attenzione pubblica con
l'inchiesta in corso sulla cosiddetta «mafia capitale», al di là dello
specifico penale che è e sarà oggetto dell'azione degli inquirenti,
hanno portato alla luce un underground di relazioni e legami, di lungo
periodo, che rimandano alla storia di una parte dell'eversione romana
di matrice neofascista così come alla traiettoria di singole persone
transitate dalla militanza nella destra radicale a ruoli istituzionali.
Non è questa la sede per formulare giudizi di naturale tribunalizia.
Non solo per l'obbligo di astenersi dall'emettere condanne
anticipatorie, così come per un'obbligata cautela nei confronti di ciò
che diventa, passo dopo passo, di dominio pubblico ma fatica ancora e
prendere una forma definitiva, bensì per la necessità, ancora una
volta, di capire prima ancora di giudicare. La più grande banalità che
si potrebbe pronunciare, al riguardo, osservando la collusione tra
esponenti del variegato mondo di una certa destra capitolina e alcuni
elementi variamente riconducibili o collegati alla sinistra, è che
l'una e l'altra, la resa dei conti, da sempre pari sono. Banalità
perché non è questo il fulcro della questione.
Claudio Vercelli
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Nugae
- Dipendenze
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Se
si parla di letture israeliane c'è solo un testo che viene consultato
più dei libri di Amos Oz, e quello è la ricetta dell'hummus. Ossessione
degli appassionati di cibo fashion dagli anni 2000 e degli israeliani
dalla creazione del mondo, l'onnipresente salsina è una rivelazione per
cui i ceci da legume bruttino si trasformano in ambitissimo nettare
beige. O una persecuzione, per tutti gli allergici, o non amanti, o
afflitti da entrambe le disgrazie.
Non solo se lo sono ritrovati per dieci giorni di fila a colazione,
pranzo, cena, e insieme a caffè e biscottini durante l'ultimo viaggio
in Israele, ma ormai sta persino accanto a cocktail colorati in un
milanesissimo aperitivo. Ma anche considerata l'esistenza di questa
sciagurata parte di popolazione, l'inesorabile invasione ha anche i
suoi risvolti positivi.
Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
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