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14 dicembre 2014 - 22 Kislev 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
L'angelo con cui combatte Giacobbe è, secondo un midrash, lo yetzer ha ra: il suo cattivo istinto. Per crescere e cambiare in meglio, per diventare Israele, è necessario il confronto esterno, quello che Giacobbe avrà con suo fratello Esaù, e quello interno, con le sue parti più controverse. E noi siamo discendenti di Giacobbe.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Chanukkà è luce, ma anche rinnovamento, ripristino, e forse, a seconda di chi guarda, molto altro. Ogni nuovo tempo (che sia la restaurazione del proprio mondo che si pensa violato o l’apertura di un nuovo capitolo di vita che marca la distanza dal precedente) ha bisogno di un segno di luce. Dentro a quei lumi rimasti accesi oltre il tempo presunto, ognuno di noi vede molte cose, non sempre le stesse, non tutti le stesse. La premessa è che doveva darsi un nuovo tempo. E un nuovo inizio. Per questo il miracolo non è la luce ma la sua durata. Il segno che un nuovo inizio è possibile.
 
Kerry-Netanyahu,
a Roma il vertice
Domani a Roma il vertice tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il segretario di Stato americano John Kerry. “L'incontro con Netanyahu è parte del tentativo americano, se non di rilanciare il processo di pace, in questa fase impraticabile, almeno di far calare la tensione tra israeliani e palestinesi” osserva Paolo Valentino (Corriere della sera). Gli Stati Uniti, si legge ancora, vorrebbero evitare una resa dei conti di fine d'anno all'Onu “dove sono in circolazione diverse proposte di risoluzione, incluse una francese e una giordana, per il riconoscimento dello Stato palestinese e per la fine dell'occupazione israeliana della Palestina entro il 2016”.
Stampa scontrini con il volto di Mussolini. E il Secolo d'Italia strizza l'occhio. Maristella, barista del comune veneto di Cerea, stampa scontrini con il volto di Mussolini. Stigmatizzazione? Netta condanna di questa squallida celebrazione del fascismo? No, il Secolo d'Italia finisce quasi per celebrarla. In un articolo a firma di Antonio Marras si legge infatti: “In Italia sono tanti coloro che coltivano ancora oggi il mito del Duce e del suo modello di società. Che piaccia o no ai comunisti e agli antifascisti, c'è qualcuno che si toglie ancora lo sfizio di esibire pubblicamente il volto di Benito Mussolini senza alcun imbarazzo, lo stesso che dovrebbero provare gli emuli, mai pentiti, delle icone comuniste che ben altri danni hanno fatto alla dignità dell'essere umano e all'economia mondiale”.
 
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  davar
l'assise dell'unione delle comunità ebraiche
Sfida delle risorse e Bilancio,

il Consiglio approva la svolta
Forte impegno sul fronte del sociale e dell’assistenza, incremento dell’appoggio alle Comunità e allo sviluppo di una progettualità mirata per offrire servizi adeguati alle esigenze degli ebrei italiani, massimo contenimento della spesa, nuova attenzione al problema della raccolta Otto per mille. Sulla base di queste linee direttrici il Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, riunito domenica per affrontare un intenso ordine del giorno, ha approvato il primo Bilancio preventivo impostato a una logica di chiara lettura delle risorse a disposizione dell’ebraismo italiano e a un impegno di spesa scandito per centri di costo.
Il Consiglio, altissimo il numero dei Consiglieri presenti ai lavori giunti da tutte le 21 Comunità ebraiche italiane, ha proceduto in maniera spedita e sostanzialmente concorde all’approvazione del bilancio preventivo 2015 e al sostegno di una nuova logica contabile che rimette nella mani di chi deve assumere le decisioni di indirizzo delle istituzioni ebraiche italiane gli strumenti più idonei per assumere decisioni equilibrate. Ma le decisioni che rivestono un forte peso sulle finanze dell’ebraismo italiane non si sono fermate al documento contabile di previsione.
Invitato dal presidente dell’Unione Renzo Gattegna a prendere parte ai lavori per riferire della erogazione di un contributo straordinario alla Comunità di Milano per venire incontro alla difficile situazione finanziaria attraversata dalla stessa, il presidente dimissionario della realtà ebraica milanese, Walker Meghnagi, si è fatto portatore della rinnovata richiesta di un contributo straordinario per affrontare una situazione quantomai delicata.
Concordia fra i Consiglieri sul principio di solidarietà che lega tutti gli ebrei italiani in un patto che deve consentire anche interventi straordinari e identità di vedute nel sostegno delle istituzioni scolastiche ebraiche che rappresentano per le grandi realtà comunitarie un peso finanziario difficilmente sostenibile. Ma prima dell’approvazione unanime di un contributo straordinario di circa 233 mila euro, che costituisce l’intera quota disponibile derivata dalla percentuale di crescita non prevista dell’Otto per mille registrata nell’anno precedente, i Consiglieri hanno dato vita a un intenso confronto sulle modalità e sulla logica di tale contributo.
Forte la richiesta, secondo molti intervenuti ancora non soddisfatta, di una migliore progettualità per rimettere in carreggiata i conti della scuola comunitaria. Forte l’istanza di avere nel Consiglio comunitario milanese un interlocutore stabile e affidabile, con il conseguente ritiro delle dimissioni dello stesso presidente e di diversi altri Consiglieri, che hanno deciso di lasciare l’incarico in queste ultime settimane generando una situazione di instabilità che se non sanata rischierebbe secondo diversi intervenuti al Consiglio UCEI di rendere ancora più precaria la situazione della Comunità milanese.
Di questi argomenti si tornerà a parlare probabilmente nella assemblea degli iscritti della Comunità di Milano che si svolgerà questo giovedì, 18 dicembre.
Nel frattempo, il Consiglio, approvando il contributo straordinario sulla base di una proposta presentata dall’assessore al Bilancio Noemi Di Segni, ha tenuto a precisare che l’ipotesi precedentemente approvata nel dicembre dello scorso anno di un contributo a fronte di un piano di risanamento della scuola non potrà essere attribuito a tale progetto, che ancora deve essere compiuto, anche con l’assistenza di componenti UCEI, e deve quindi essere inteso esclusivamente come un gesto determinato dalla situazione di forte emergenza.
In precedenza il presidente della Comunità Meghnagi ha rivolto ai Consiglieri Ucei l’anticipazione di un’informativa sullo stato delle indagini riguardanti i gravissimi ammanchi che hanno danneggiato le finanze comunitarie e si sono registrati all’interno della stessa struttura amministrativa della Comunità. Tale situazione, ha precisato Meghnagi, ha portato fra l’altro all’allontanamento di cinque dipendenti.
Tracciando una panoramica sullo stato economico che caratterizza la vita dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, l'assessore UCEI al Bilancio Noemi Di Segni aveva in apertura della mattinata sottolineato, tra i vari aspetti, la crescente dipendenza dell'ebraismo italiano da risorse provenienti dall'esterno e i motivi di preoccupazione che emergono dal recente pronunciamento della Corte dei Conti sulla raccolta dell'Otto per Mille. Un tema, quest'ultimo, che è oggetto di analisi soprattutto in tre direttrici: “Destinazione delle scelte inespresse, utilizzo della quota riservata allo Stato italiano, impostazione del valore complessivo dell'Otto per Mille stesso”.
In apertura di lavori la relazione del presidente UCEI Renzo Gattegna sui più importanti scenari sia interni che esterni al mondo delle Comunità con particolare riferimento alle tensioni in Medio Oriente, alle minacce del terrorismo palestinese e all'allarme antisemitismo in Europa. Parole di apprezzamento sono state espresse per l'impegno profuso dalla redazione giornalistica dell’Unione per una corretta informazione sui diversi temi caldi di una stagione intensa e difficile.
Il Consiglio ha ripreso i lavori di una giornata straordinariamente intensa affrontando i diversi altri temi all’Ordine del giorno.
La reintegrazione delle posizioni vacanti della Giunta e del Consiglio, ma anche la complessa revisione statutaria fra i diversi temi all’attenzione del Consiglieri.


a.s twitter @asmulevichmoked
a roma i lavori di "simposio europeo"
Educazione alla Shoah,

metodologie a confronto
Il Simposio Europeo “Stabilire una rete europea per l’insegnamento sull’educazione alla Shoah”, organizzato nell’ambito del semestre italiano di Presidenza europea, sarà ospitato lunedì 15 dicembre dal Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani di Roma. Realizzato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con lo Yad Vashem di Gerusalemme e con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, sarà l’occasione per fare il punto sull’educazione sulla Shoah in Italia e nei paesi dell’Unione Europea e, al tempo stesso, un momento di confronto fra metodologie e prassi consolidate.
Dopo un benvenuto di Ugo Limentani, presidente del Pitigliani, sarà il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ad aprire i lavori, seguita dagli interventi di Andreas Loverdos, ministro greco dell’Istruzione e degli Affari Religiosi; Mario Giro, sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale; Eyal Kaminka, direttore della Scuola internazionale per gli studi sull’Olocausto; Vince Szalay-Bobrovniczky, ambasciatore d’Ungheria in Austria e capo delegazione dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna il compito di chiudere la prima sessione.
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QUI MILANO
Un nuovo Consiglio per l'Ame
Eletto il nuovo consiglio direttivo della sezione di Milano dell'Ame (Associazione medica ebraica): Paolo Barbanti, Luciano Bassani, Paolo Moscato, Deborah Segre, Rosanna Supino, Maurizio Turiel e David Fargion sono i nomi scelti dall'assemblea dei soci, riunitasi ai primi di dicembre, per guidare il consiglio milanese dell'Ame. Nel corso della riunione, oltre all'approvazione del bilancio, sono state sottolineate dal presidente Luciano Bassani le attività svolte nel corso dell'anno e si è parlato dei progetti futuri da sviluppare.
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qui firenze
Cucina ashkenazita e sefardita, 6mila anni di storia al Puccini
Tradizione gastronomica ashkenazita e tradizione gastronomica sefardita. “Seimila anni di gioie e dolori nella cucina ebraica”, recita il sottotitolo dell’evento Gan Eden Restaurant che, in un Teatro Puccini gremito, ha visto ai fornelli il comunicatore Giuseppe Burschtein (ashkenazita) e l’antropologo Ugo Caffaz (sefardita). Un modello già sperimentato con successo in passato e che ha trovato nuovo consenso tra il pubblico fiorentino, allietato anche dalle musiche della Balagan Cafè Orkestar.
Tra i protagonisti della serata anche Renzo Funaro, presidente dell’Opera del Tempio Ebraico e vicepresidente della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia. “Lo spettacolo – afferma – è stato bellissimo, divertente ed emozionante. Un viaggio tra storie di famiglie e tradizione ebraica, anche culinaria, dalla Lituania al Marocco all’Italia. Un pezzo unico di vita e cultura ebraica poiché anche la cucina, come le altre forme di espressione artistica, è cultura. Ed è un bene da conservare e tutelare al pari degli altri di cui disponiamo”.

(Nell'immagine Giuseppe Burschtein e Ugo Caffaz)
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SORGENTE DI VITA
Faccia a faccia con Modiano
Il Premio Nobel per la Letteratura a Patrick Modiano, scrittore francese quasi sconosciuto in Italia, apre la puntata di Sorgente di vita di domenica 14 dicembre. Con il critico letterario Massimo Raffaeli, un percorso attraverso la narrativa di Modiano che vuole dare voce e memoria alle vittime delle tragedie del ‘900: la scomparsa e la ricerca dell’identità sono i temi dei suoi numerosi romanzi, costruiti come tante indagini poliziesche, sullo sfondo di una Parigi malinconica durante e dopo la seconda guerra mondiale.
Segue la serata all’Ara Pacis con la singolare iniziativa dei rabbini europei che premiano alcuni giovani talenti inventori di sorprendenti siti web, start up e nuove applicazioni fra tradizione e innovazione.
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pilpul
All'ombra della cupola
Le recentissime vicende giudiziarie emerse all'attenzione pubblica con l'inchiesta in corso sulla cosiddetta «mafia capitale», al di là dello specifico penale che è e sarà oggetto dell'azione degli inquirenti, hanno portato alla luce un underground di relazioni e legami, di lungo periodo, che rimandano alla storia di una parte dell'eversione romana di matrice neofascista così come alla traiettoria di singole persone transitate dalla militanza nella destra radicale a ruoli istituzionali. Non è questa la sede per formulare giudizi di naturale tribunalizia. Non solo per l'obbligo di astenersi dall'emettere condanne anticipatorie, così come per un'obbligata cautela nei confronti di ciò che diventa, passo dopo passo, di dominio pubblico ma fatica ancora e prendere una forma definitiva, bensì per la necessità, ancora una volta, di capire prima ancora di giudicare. La più grande banalità che si potrebbe pronunciare, al riguardo, osservando la collusione tra esponenti del variegato mondo di una certa destra capitolina e alcuni elementi variamente riconducibili o collegati alla sinistra, è che l'una e l'altra, la resa dei conti, da sempre pari sono. Banalità perché non è questo il fulcro della questione.

Claudio Vercelli
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Nugae - Dipendenze
Se si parla di letture israeliane c'è solo un testo che viene consultato più dei libri di Amos Oz, e quello è la ricetta dell'hummus. Ossessione degli appassionati di cibo fashion dagli anni 2000 e degli israeliani dalla creazione del mondo, l'onnipresente salsina è una rivelazione per cui i ceci da legume bruttino si trasformano in ambitissimo nettare beige. O una persecuzione, per tutti gli allergici, o non amanti, o afflitti da entrambe le disgrazie.
Non solo se lo sono ritrovati per dieci giorni di fila a colazione, pranzo, cena, e insieme a caffè e biscottini durante l'ultimo viaggio in Israele, ma ormai sta persino accanto a cocktail colorati in un milanesissimo aperitivo. Ma anche considerata l'esistenza di questa sciagurata parte di popolazione, l'inesorabile invasione ha anche i suoi risvolti positivi.


Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
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