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23 dicembre 2014 - 1 Tevet 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
La festa di Chanukkah, che ricorda altresì l’incontro/scontro con l’ellenismo, è l’unica ricorrenza che inizia negli ultimi giorni del mese, con una luna calante, e finisce otto giorni dopo, con la luna crescente, e che contiene quindi al suo interno un novilunio, il Rosh Chodesh di Tevèt, al contrario di tutte le altre feste che coincidono con il plenilunio o con i giorni in cui la luna è crescente, assurgendo a paradigma di situazioni di pienezza.
 
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Dario
Calimani,
anglista
Mentre informa in diretta su un rogo di oppio ed eroina, un reporter rimane drogato dall’inalazione degli stupefacenti alle sue spalle, e sghignazza a più non posso, in uno stato visibilmente alterato della coscienza. Il video fa pensare allo stato in cui viviamo tutti noi, che ci illudiamo di convivere a stretto contatto con una società malata di corruzione, di malaffare, di fascismo non più solo strisciante, e ci rifiutiamo di credere che, per la nostra inerzia, siamo già noi quella società.
 
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I neofascisti contro l'Italia
La follia neofascista che voleva colpire l'Italia. Volevano uccidere esponenti politici (tra cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), magistrati, dirigenti di Equitalia. Il piano era portare il paese nel terrore, un terrore nero. Tutti i quotidiani italiani (Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica tra gli altri) riportano della maxioperazione Aquila nera, iniziata due anni fa, che ha portato all'arresto di quattordici persone che progettavano di rifondare il partito neofascista Ordine Nuovo (Avanguardia ordinovista il nome del loro movimento) e di attaccare le istituzioni dello Stato per sovvertire l'ordine costituzionale.
 
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  davar
qui roma - chanukkah 5775
Festa di luce e ricordo 
Una festa all’insegna della tradizione, quella organizzata ieri pomeriggio dall’Ambasciata israeliana in Italia: dli ospiti sono stati accolti nella calorosa cornice del Museo ebraico di Roma e sono stati subito trascinati nella tipica atmosfera di Chanukkah. Su un grande tavolo, disposti con ordine, una decina di sevivonim, le trottole conosciute anche come dreidel e l’invito ad una sfida serrata. Premio per il vincitore della gara? Un viaggio per Israele offerto dalla compagnia aerea El Al. Divisi in gruppi gli ospiti hanno poi visitato il Museo ed ascoltato una introduzione sulla religione ebraica in generale e sul significato della festa di Chanukkah in particolare ed hanno potuto dare un’occhiata all’esposizione appena inaugurata “Prima di tutto italiani”, dedicata al ruolo degli ebrei romani nella Grande Guerra. Ci si è poi spostati all’interno del Tempio Maggiore per l’accensione della settima candela della Chanukkiah in compagnia del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, l’ambasciatore d’Israele Naor Gilon e il rabbino Alberto Funaro. Sono intervenuti  anche il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici. A dare il benvenuto, il suo ‘bruchim abaim’, Kobi Regev, Addetto per la Difesa dell’ambasciata d’Israele che ha ripercorso insieme al pubblico il periodo oscuro rievocato durante la festa di Chanukkah e che culminò con la rivolta dei Maccabei: “Nel 167 a.e.v., i Maccabei combatterono per liberare il Tempio, profanato dai greci che, guidati da Antico Epifane, avevano riempito il paese di idoli e simboli pagani. Questa festa ci dà l’opportunità di aprire il cuore, mostrarci all’esterno ed è il simbolo dello spirito e del coraggio che ci hanno permesso di sopravvivere. Un coraggio che ci contraddistingue tuttora. Voglio che sappiate che io sono fiero di essere un soldato dello Stato d’Israele e che mi batterò sempre per il diritto del popolo ebraico di esistere”.
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israele
Il destino del Leviathan
È di poche ore fa la novità, riportata da diverse testate israeliane, riguardo al destino del cosiddetto Leviathan, il più grande giacimento per l’estrazione di gas in Israele: l’antitrust ha infatti bloccato l’accordo con le due compagnie energetiche unite in consorzio per sviluppare il sito. “Una notizia – scrive Lazar Berman sul Times of Israel – arrivata oggi dopo l’annuncio di lunedì da parte dell’autorità di annullare l’accordo che avrebbe permesso alla Noble Energy americana e al Delek Group israeliano di sviluppare i giacimenti Leviathan e Tamar”. Ma il Leviathan è davvero una risorsa fondamentale per il paese? Il 30 ottobre Marco Carrai e Leonardo Bellodi del Corriere della Sera avevano raccontato la scoperta del 2010: “Un giacimento da 600 miliardi di metri cubi, che gli israeliani hanno chiamato Leviathan: un mostro marino citato nel libro di Giobbe capace di modificare a proprio piacimento l’ordine e la geografia. Mai nome fu più appropriato: queste scoperte sono destinate a creare un nuovo ordine energetico nel quale Israele può giocare un ruolo di primo piano. I numeri sono infatti tutto rispetto: Leviathan potrebbe garantire il consumo di gas dei 28 Paesi dell’Ue per più di un anno e quello di Israele per più di 80".
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qui milano
Consiglio, dimissioni confermate
Comunità verso nuove elezioni

La Comunità ebraica di Milano tornerà con tutta probabilità al voto il prossimo marzo. Nel corso del Consiglio comunitario tenutosi ieri, infatti, non vi è stata la revoca delle dimissioni da parte del presidente Walker Meghnagi e dei consiglieri della lista WellCommunity, auspicata dall'assemblea degli iscritti dello scorso 18 dicembre così come dal Consiglio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in precedenza. Nonostante gli appelli, dunque, il Consiglio milanese è oramai da ritenersi decaduto, seppur manchino formalmente le dimissioni del consigliere Remi Galante, assente nella riunione di lunedì. La via dunque è tracciata: intorno a metà gennaio il Consiglio si riunirà per indire nel termine di 60 giorni nuove elezioni. Amarezza, la parola usata da entrambe le anime della dirigenza comunitaria, WellCommunity e Ken, per definire l'epilogo di un'esperienza di collaborazione durata due anni. Ora una Comunità segnata dalle difficoltà economiche, dalle dolorose vicende legate alle ingenti somme sottratte dalle casse comunitarie da dipendenti ora allontanati, da divisioni interne, dovrà tornare a scegliere i propri dirigenti. Nel corso della riunione di ieri, il Consiglio ha deliberato di dare seguito alle indicazioni del Collegio sindacale e apportare al Bilancio le integrazioni segnalate dai sindaci, come suggerito dalla mozione approvata nel corso dell'Assemblea comunitaria.

qui gerusalemme - le borse di studio 
Nel nome di Raffaele Cantoni
Si è tenuta lunedì sera a Gerusalemme la cerimonia di premiazione delle borse di studio istituite dalla Fondazione per la Gioventù Ebraica Raffaele Cantoni, che anche quest’anno ha premiato quindici giovani italiani in Israele al fine di svolgere un periodo di studio in uno degli istituti o università locali. Le borse di studio, istituite oltre quarant’anni fa in memoria di Raffaele Cantoni, personalità di spicco dell’ebraismo italiano del ventesimo secolo nonché icona antifascista, vengono regolarmente assegnate da un comitato composto da sei persone, tra cui alcuni membri della comunità gerosolimitana degli Italkim. Alla cerimonia, tenutasi nella sala delle riunioni del Tempio Italiano di Gerusalemme durante la sesta sera di Chanukkah, hanno partecipato i membri del comitato e i premiati insieme a una decina di amici e parenti. “Purtroppo abbiamo dovuto scartare altre venti richieste”, ha detto Beniamino Lazar, membro del comitato. “I mezzi a disposizione sono limitati e, a meno che non si trovino altri fondi, tra qualche anno non potremo più distribuire le borse”. Dalla sua nascita, la Fondazione ne ha distribuite oltre 400, diventando un simbolo distintivo dell’appoggio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della comunità degli Italkim nei confronti dei giovani italiani che decidono di intraprendere un periodo di studi in Israele. L’UCEI ha infatti donato diverse borse alla Fondazione quest’anno.
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l'inchiesta sulla criminalità neofascista
Gattegna: "Contro l'odio
segnale forte delle istituzioni"

“Una dimostrazione della solidità delle nostre istituzioni di fronte a chi intende minacciare l'ordine costituzionale del nostro paese e i valori democratici su cui esso si poggia”. Così il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha commentato la notizia dell'operazione guidata dalla procura di L'Aquila, assieme ai Ros dei carabinieri, che ha portato allo smantellamento di un'organizzazione neofascista il cui obiettivo era la destabilizzazione del paese attraverso azioni terroristiche. “Il tempestivo intervento della magistratura e delle forze dell'ordine ha permesso di fermare un movimento che dell'odio razzista e antisemita voleva fare la sua bandiera. Alle autorità il nostro sentito ringraziamento – ha continuato il presidente – ma quanto accaduto serva da monito a noi tutti per mantenere alta la guardia di fronte a chi minaccia i valori sanciti dalla nostra Costituzione, contro ogni forma di estremismo e contro chi propugna, in particolare attraverso internet, retoriche xenofobe, antisemite e discriminatorie”. Nel folle piano del movimento reazionario, cui epicentro si trovava in Abruzzo ma che aveva ramificazioni in diverse zone di Italia (quattordici gli arrestati, alcuni operavano a Milano e Torino), la volontà di colpire diverse esponenti della magistratura e delle istituzioni, tra cui il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'obiettivo era ricostituire il partito neofascista Ordine Nuovo (Avanguardia ordinovista il nome del movimento guidato dall'ex maresciallo dei carabinieri in congedo Stefano Manni) e utilizzare la strategia della tensione, come durante gli anni '70, per sovvertire l'ordine costituzionale. “Per chi si ispira al fascismo non ci devono essere mezze misure", ha dichiarato il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici.
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pilpul

Otto giorni, otto luci
VIII Candela – Martedì sera 2 Tevet/23 Dicembre

Una poesia attribuita a Yosè ben Yosè, poeta liturgico vissuto tra il quarto e quinto secolo, inizia con queste parole: “Luce eterna riservasti come tesoro della vita, dicesti che sia la luce al posto dell’oscurità e così fu”. In questa frase si fa riferimento alla luce primordiale che poi fu nascosta “come tesoro della vita”, e la nostra vita non è altro che la Torah. Ogni giorno di Chanukkah rappresenta la dimensione del “D-o disse: sia luce” ed emana una porzione di quella luce che in futuro diraderà definitivamente l’oscurità che ci circonda. Per questo, Rabbì Shelomò HaLewì Alkabetz (1500-1580; famoso per aver composto il “Lekhà Dodì”, inno inaugurale dello Shabbath) nell’opera di commento al Libro di Ester (Manot HaLewi) e Yosef Caro (1488-1575; autore dell’opera ritualistica “Shulachan ‘Arrukh”) nel Magghid Mesharim, riportano un detto dei maestri che afferma che “Tutte le festività saranno abolite tranne Chanukkah e Purim”. La curiosità di questo detto è che nella versione originale del Midrash (Midrash Mishlè 9) non compaia Chanukkah. È forse per la tendenza cabalistica del Caro e dell’Alkabetz che li porta a modificare il detto, per tramandare il concetto che Chanukkah sia portatrice dell’Or Haganuz, della luce nascosta che sarà rivelata in era messianica. Presto ai nostri giorni, Amen.

Adolfo Locci, rabbino capo di Padova
                                          
Otto giorni, otto luci. Leggi i pensieri per la luce dei giorni scorsi


Le nostre risorse
Ancoriamoci rocciosamente ai dati. Nel 2010 e nel 2011 (ultimi dati disponibili, ricevuti nel 2013 e 2014) si registra un incremento significativo tra coloro che scelgono la comunità ebraica (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) nella dichiarazione dei redditi. Il famoso Otto per mille. Il discorso è un po’ noioso ma necessario: nel 2010 (redditi 2009) optano per l’UCEI 79.860 persone. L’anno successivo l’aumento è marginale ma conferma la tendenza: 81.457. Tenendo conto che si partiva da circa 60 mila firme, stiamo parlando di un’impennata del 25% in pochi mesi. In termini economici, circa un milione di euro in più. È bene ricordare che, stando all’ultimo Bilancio dell’UCEI, l’ebraismo italiano si regge al 75% su risorse esterne, e queste sono interamente composte dalla quota dell’Irpef destinata alle confessioni religiose. Un quadro non edificante, ma tant’è. Che cosa succede tra 2010 e 2011? In teoria le premesse non sarebbero positive: l’“Operazione Piombo Fuso” del gennaio 2009 non è certo un regalo in termini di marketing. Procediamo per interpretazioni. In quel periodo l’UCEI si è rilanciata all’esterno con una comunicazione completamente innovativa. Il notiziario online parte alla metà del 2008, mentre il primo numero di “Pagine Ebraiche” è del 2009. La tiratura in cento mila copie è straordinaria – e mai neanche lontanamente ripetuta – e la diffusione conseguente. Negli anni seguenti crescono altri strumenti (di qualità) come il portale e gli inserti. L’effetto benefico esplode nel 2010 e si prolunga nel 2011. L’investimento nel giornale cartaceo ha dunque una resa straordinaria e, dopo anni di campagne pubblicitarie poco produttive, amplia una platea dei firmatari potenzialmente assai più vasta. Curiosamente, quell’investimento così fortunato viene dimenticato. I dirigenti dell’ebraismo italiano discutono intanto su come distribuire le risorse anziché provare a moltiplicarle. Intanto – purtroppo – vengono a galla episodi negativi per la nostra immagine di ebrei italiani. Le polemiche paiono insensate: la Comunità ebraica di Milano, in grande difficoltà finanziarie, ha recentemente beneficiato di un aiuto straordinario ricavato proprio dall’extra-gettito Otto per Mille. Seguendo il filo del ragionamento, non esiste alcuna alternativa tra gli investimenti sulla comunicazione e i servizi. I secondi sono possibili grazie ai primi. Si tratta di un’interpretazione sbagliata e tendenziosa? Può essere. Ma allora qual è quella giusta? Personalmente escluderei che le nostre comparsate sguaiate sui giornali siano di grande aiuto.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas

Storie - Gli arresti del ’34
Qualche giorno fa, a Torino, è stato ricordato un episodio di ottant’anni fa che preannunciava sinistramente quello che sarebbe accaduto in Italia di lì a qualche anno. Siamo a fine marzo del 1934 e alla frontiera con la Svizzera i finanzieri fermano un’auto. A bordo ci sono Sion Segre, studente universitario, e Mario Levi, dirigente della Olivetti. Sono stati a Lugano in missione segreta per Giustizia e Libertà. La guardia di finanza durante la perquisizione trova una copia del settimanale della Concentrazione antifascista, La libertà, alcuni volantini che incitano a votare ‘no’ al plebiscito del 25 marzo e copie dei Quaderni di Giustizia e Libertà. I due vengono arrestati, ma mentre si dirigono verso il commissariato di polizia del confine, Levi sfugge al controllo e si butta nel Tresa, raggiungendo a nuoto l’altra sponda del lago di Lugano. Il suo compagno Segre viene invece condotto alla Questura di Varese, dove è interrogato e picchiato. L’agenzia Stefani invia un comunicato ai quotidiani italiani, in cui si legge: «Ebrei antifascisti al soldo dei fuoriusciti assicurati alla giustizia dall’Ovra». Nei giorni successivi parte una retata. Sono arrestate 14 persone: Leone Ginzburg, Carlo Levi e suo fratello Riccardo, Gino e Giuseppe Levi (fratello e padre di Mario), Barbara Allason, Carlo Mussa Ivaldi, Giovanni Guaita, Giuliana Segre, Marco Segre, Attilio Segre, Cesare Colombo, Leo Levi, Camillo Pasquali. Alcuni di loro saranno condannati al carcere, altri al confino.

Mario Avagliano
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