
Elia Richetti,
rabbino
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Insieme
alla prescrizione di ricordare ogni anno l’uscita dall’Egitto e di
insegnarne il valore alle generazioni future, la Torà ci impone che ciò
sia “come segno sulla tua mano e per memoria fra i tuoi occhi, affinché
l’insegnamento del Signore sia nella tua bocca”. È l’istituzione del
precetto dei Tefillìn, che leghiamo appunto al braccio e alla fronte.
Come sappiamo, nella concezione ebraica qualunque concetto astratto è
privo di valore se non ha una corrispondenza pratica: l’idea non vale
nulla se non è applicata in un’azione concreta, e l’azione senza
un’idea dietro è sterile.
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
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La
Giornata Internazionale della Memoria si celebra il 27 gennaio in molti
paesi europei, ma ieri a Whitehall, il Ministero degli Esteri di
Londra, si è tenuta una speciale cerimonia in onore di tre nuovi Giusti
delle Nazioni e più ampiamente per ricordare e ammonire. È davvero
paradossale ricordare le vittime dell'odio, della violenza e della
distruzione dei decenni passati quando proprio in questi giorni vi è
chi si impegna quotidianamente nel creare nuovo odio, nuova violenza e
nuove vittime. Stanchi della Memoria esistente, si stanno gettando le
basi di nuovi futuri Giorni della Memoria per le generazioni avvenire.
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L'attentato a Tel Aviv |
Tra
Jihad e nazionalismo palestinese. Ieri nell'ora di punta a Tel Aviv un
il ventitreenne palestinese Hamza Matrouk è salito sull'autobus 40, ha
aspettato che facesse due fermate perché si riempisse di persone e poi
si è scagliato contro il conducente e i passeggeri. Entrato
illegalmente dalla Cisgiordania, si era portato con sé il coltello con
cui ha ferito dodici persone, di cui tre versano in gravi condizioni.
“L'ho fatto di mia scelta e volontà - ha detto l'aggressore, come
riporta Maurizio Molinari su La Stampa - per vendicare le vittime della
guerra di Gaza, per difendere la Spianata delle moschee di Gerusalemme”
e anche dopo aver visto su Internet un video in favore della Jihad.
Secondo Molinari è sempre più evidente “il contagio jihadista fra i
nazionalisti palestinesi”, con Israele impegnata negli scorsi mesi a
contrastare l'influenza dell'Isis vicino ai suoi confini: una
dimostrazione, l'arresto del “comandante di Isis in Palestina” Adnan
Ala-din. D'accordo con questa analisi, Fiamma Nirenstein che sottolinea
come Israele sia un avamposto contro il terrorismo islamico. “È sempre
stato il piccolo Hans col dito nella diga – scrive Nirenstein - ma ora
che le onde sono altissime non ce la fa più a combattere da solo per
tutti.
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QUI ROMA – FONDAZIONE MUSEO DELLA SHOAH
Casina dei Vallati, lunedì la firma
“Ringrazio
il sindaco e l'amministrazione per quello che ci è stato comunicato.
Attendiamo quindi gli sviluppi con fiducia anche se la siuazione resta
ancora parziale rispetto alla speranza che si era manifestata negli
scorsi mesi: ovvero quella di poterci trasferire in tempi rapidi nella
nuova sede e aprire al pubblico biblioteca e archivio della Fondazione
per il Giorno della Memoria”.
Chiamato ad esprimersi sulla consegna dei documenti di assegnazione
della Casina dei Vallati alla Fondazione Museo della Shoah, consegna
che dovrebbe avvenire nella giornata di lunedì, il presidente Leone
Paserman guarda al futuro con moderato ottimismo ma riflette anche su
alcune complessità logistiche che si andranno ad affrontare: in primis
la liberazione degli spazi e la piena fruibilità degli stessi.
“Mi è stato detto – ci spiega – che i primi trasferimenti del personale
della Sovrintendenza capitolina che oggi occupa i locali avverranno a
febbraio mentre gli altri saranno scaglionati nei mesi successivi. Ho
avuto delle rassicurazioni in questo senso anche se, al momento, è
difficile prevedere quando effettivamente ci insedieremo. Il mio
auspicio è che possa essere un processo celere”.
Segnali importanti arrivano in queste ore da Roma Capitale anche per
quanto concerne la realizzazione del Museo nell'area di Villa Torlonia.
“Ho avuto notizia – dice Paserman – che si lavora intensamente per far
sì che l'aggiudicazione definitiva possa essere decretata entro il 27
gennaio. Resterà poi da sperare che non ci siano ricorsi a rallentare
ulteriormente il percorso e che, una volta conclusa tutta la trafila
burocratica, si possa partire al più presto con la posa della prima
pietra”.
Ci sono buone possibilità, conclude Paserman, “che il cantiere possa essere aperto per la seconda metà dell'anno”.
a.s twitter @asmulevichmoked
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j-ciak
Cannes sotto il segno dei Coen
Gli
Oscar si avvicinano e il mondo dei festival scalda i motori. Il
Sundance prende il via oggi, con la consueta parata di delizie
indipendenti; il Miami Jewish Festival è in pieno svolgimento e la
Berlinale dietro l’angolo. Ma oggi parliamo di Cannes che, con
abbondante anticipo sull’inaugurazione (il 13 maggio), è appena
riuscito a fare parlare molto di sé. La notizia è la nomina dei
presidenti di giuria che, per la prima volta, quest’anno sono due nella
persona dei due favolosi fratelli Coen.
Gli Oscar si avvicinano e il mondo dei festival scalda i motori. Il
Sundance prende il via oggi, con la consueta parata di delizie
indipendenti; il Miami Jewish Festival è in pieno svolgimento e la
Berlinale dietro l’angolo. Ma oggi parliamo di Cannes che, con
abbondante anticipo sull’inaugurazione (il 13 maggio), è appena
riuscito a fare parlare molto di sé. La notizia è la nomina dei
presidenti di giuria che, per la prima volta, quest’anno sono due nella
persona dei due favolosi fratelli Coen.
Daniela Gross
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Setirot - I teorici del complotto |
Nei
momenti di forte tensione emotiva, di confusione e di paure collettive
come queste che un po' tutti stiamo vivendo, ecco riapparire i teorici
del complotto. Badate bene, non i complottardi, che loro almeno
“farebbero” qualcosa e se ne assumerebbero quindi la responsabilità.
No, intendo tipo i decerebrati che dietro all'abbattimento delle Torri
Gemelle vedono Cia e Mossad, che oggi vomitano idiozie sugli
attacchi jihadisti di Parigi, quelli delle costruzioni
mitologiche per cui c'è sempre dietro il Maligno, sia esso
l'imperialismo, o il comunismo, o Israele o la destra o la sinistra o
gli sbarchi dei migranti o chi di volta in volta “placa” i loro
fantasmi. Sì, è una stagione così, dove le costruzioni
mitologico-complottarde sono nuovamente all'ordine del giorno e
riempiono la bocca nonché la testa di troppi soggetti. Non hanno colore
politico: vanno dalla galassia della cosiddetta estrema sinistra
radicale ai grillini più ignoranti fino agli anti-israeliani
patologici, per finire con molteplici frange del mondo neonazista.
Molto spesso – guarda caso – tra i vari Satana compaiono gli ebrei. I
complottisti spopolano e fanno proseliti nei siti frequentati da
ragazzini/e ingenui/e e un po' coglioni/e che si bevono qualsiasi
farneticazione. Ma se sono appena più raffinati, a volte guadagnano
anche spazio più paludato in giornali e media non di infimo livello,
per non dire nel mare magnum della Rete. La storia, a questa gente, non
ha davvero insegnato nulla.
Stefano Jesurum, giornalista
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Time out - La risposta dell'Islam |
Spiegare
il terrorismo jihadista dicendo che il problema è l'Islam è
profondamente sbagliato. È vero però che l'Islam ha un problema e
sembra che non se ne voglia accorgere. Negare che la matrice religiosa
non c'entri nulla, non ci aiuterà a combattere il terrorismo. Se alcuni
degli attentatori erano francesi forse il problema non è d'integrazione
degli stranieri né "dell'imperialismo occidentale", ma esclusivamente
interno all'Islam e la soluzione al radicalismo deve provenire
dall'Islam stesso e da coloro che rifiutano l'immagine della loro
religione che oggi Isis, Al Qaeda e Hamas forniscono. Scendere in
piazza per dire che siamo Charlie Hebdo è simbolicamente importante, ma
praticamente inutile se non parte dagli stessi musulmani la battaglia
per combattere i fondamentalismi.
Daniel Funaro
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