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27 Aprile 2015 - 8 Iyar 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Come è noto, la maggior parte dei paesi nel mondo occidentale è basato su un governo eletto democraticamente. Con i barbari dell’Is alle porte di Roma, i valori della giornata del 25 aprile assumono un significato ancora più importante. Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione, ma può trovare espressione in diverse applicazioni, caratterizzate dalla ricerca di una modalità nella quale il rapporto tra la maggioranza e la minoranza è improntato alla reciproca tutela.
 
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Anna
Foa,
storica
Non sarebbe un buon modo per festeggiare il settantesimo anniversario della Liberazione quello di liberarsi di certa zavorra? Parlo di un convitato di pietre, cioè del busto di Gaetano Azzariti che continua a troneggiare nei corridoi della Corte Costituzionale.
Liberarci dell'immagine di un uomo, che in altri paesi sarebbe andato sotto processo per le sua attività durante le Leggi Razziste, che qui è finito presidente della Corte Costituzionale, sarebbe un buon modo per festeggiare in letizia il 25 Aprile.
Non è mai troppo tardi. 
 
"25 Aprile, Milano unita con la Brigata Ebraica"
Le contestazioni di alcuni facinorosi alle insegne della Brigata Ebraica continuano a tenere banco sui giornali. “Chi ha fischiato? I soliti estremisti che hanno fatto una pessima figura” spiega alla Stampa Daniele Nahum, che preferisce piuttosto esaltare il forte sostegno riscosso all’interno del corteo. “Un successo – dice – che ha suscitato applausi e commozione, mentre le contestazioni sono state minime”. Il quotidiano raccoglie anche le testimonianze di un giovane dell’Hashomer Hatzair e dell’editore Guido Guastalla.
“Più grave degli insulti, che non di rado sconfinano in minacce violente, è l’accusa di immoralità. Gli ebrei sono tacciati di essere immorali, anzi disumani. Si pretende di espellerli non solo dal corteo, ma dal consorzio umano” scrive Donatella Di Cesare sul Corriere della sera.
“Gli antagonisti sono i nuovi fascisti” afferma il presidente dell’associazione romana degli Amici di Israele in una intervista concessa al Tempo, che riferisce anche della visita di una delegazione della Comunità ebraica romana al cimitero di Piangipane (dove riposano i morti della Brigata).
Sul dorso milanese del Corriere si racconta invece del raduno di 350 naziskin al Campo 10 del cimitero maggiore di Musocco, periferia nord-occidentale del capoluogo lombardo. Saluti romani, memorialistica fascista, il vessillo con l’aquila d’argento della Rsi in bella mostra. “Sono le 10 del 25 aprile. La cerimonia prosegue senza interruzioni, sotto lo sguardo allibito di molti cittadini”.
 
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  davar
IL NOBEL PATRICK MODIANO A PAGINE EBRAICHE
"Mio padre, radice ebraica"
Non era presente a Ferrara, Patrick Modiano, dove il suo editore italiano ha ritirato ieri il premio culturale Pardes, istituito dalla Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah per rendere omaggio a chi valorizza e diffonde la conoscenza della tradizione e dei valori ebraici nell’opinione pubblica. Troppo schivo, ritroso al punto che anche convincerlo a ritirare personalmente il Nobel per la Letteratura conferitogli nel 2014 non è stato semplice. A Modiano, però, il numero di maggio di Pagine Ebraiche attualmente in distribuzione ha dedicato due pagine, di cui vi proponiamo i testi, e che possono essere scaricate cliccando qui.
qui ferrara - la festa del libro ebraico
Fascismo, una nuova prospettiva
“Le aberrazioni del fascismo costituiscono ancora una minaccia per la società italiana”. Il campanello d’allarme suonato dal presidente del Museo dell’ebraismo italiano e della Shoah Riccardo Calimani ha costituito il punto di partenza della riflessione su “Ebrei e fascismo: nuovi punti di vista” che ha animato il pomeriggio della seconda giornata della Festa del libro ebraico in Italia in svolgimento a Ferrara. Moderati da Gian Arturo Ferrari, vicepresidente Mondadori Libri, gli autorevoli ospiti intervenuti hanno toccato alcuni punti al centro del lavoro di storici e addetti ai lavori: le responsabilità del fascismo nei confronti degli ebrei e la rimozione delle stesse nella coscienza pubblica, le zone grigie dell’indifferenza, la consistenza dell’antisemitismo ieri e oggi in una prospettiva comparata.
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iSRAELE - L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE RIVLIN
"Armenia, un dramma su cui

è importante parlare chiaro"
“Il popolo armeno è stata la prima vittima delle moderne uccisioni di massa”. Queste le parole scelte dal presidente di Israele Reuven Rivlin per commemorare il massacro di un milione e mezzo di armeni da parte dell'esercito ottomano nell'attuale Turchia. Il presidente Rivlin ha dunque deciso, come sottolineano diversi quotidiani israeliani, di non usare il termine genocidio per definire il “Metz Yeghern” il Grande Male, ovvero la campagna di pulizia etnica ai danni della popolazione armena di cui in questi giorni è stato commemorato il centenario.

“Nessuno a Gerusalemme nega che il massacro abbia avuto luogo – ha dichiarato Rivlin, durante la cerimonia tenutasi nella Capitale israeliana – Siamo moralmente obbligati a portare all'attenzione quei fatti, orribili che siano, senza ignorarli. Il popolo armeno è stato la prima vittima delle moderne uccisioni di massa”.
Rivlin ha inoltre ricordato come il governo israeliano abbia inviato una delegazione ufficiale per le celebrazioni tenutesi a Yerevan. Proprio dal mondo armeno si sono levate diverse voci, che hanno trovato sponde anche nella realtà ebraica, che hanno chiesto alle autorità israeliane di riconoscere ufficialmente come genocidio il massacro compiuto.

incontro di segni-bergoglio in vaticano
Solidarietà, impegno comune
Dai problemi sociali che affliggono l'Europa all'immigrazione all'emergenza umanitaria. Questi i principali temi affrontati nel corso di un incontro, avvenuto oggi in Vaticano, tra il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni e papa Bergoglio. In una nota diffusa a mezzo stampa la Comunità ebraica romana sottolinea la cordialità del colloquio e pone l'accento sull'agenda di impegni che le religioni sono chiamate a condividere per lasciare una traccia.

qui ferrara - la festa del libro ebraico
Ebrei a Ferrara, torna alla luce

l'ultimo dono di Silvio Magrini
Una preziosa testimonianza storica, ma anche “un atto d’amore”. È quello compiuto dal presidente della Comunità ebraica di Ferrara Andrea Pesaro, nelle parole del rabbino capo rav Luciano Caro, con la pubblicazione di un manoscritto inedito sulla storia degli ebrei ferraresi del nonno Silvio Magrini, presidente nei mesi più bui fino alla deportazione e all’uccisione ad Auschwitz-Birkenau.
L’opera, pubblicata sotto il titolo di “Storia degli Ebrei a Ferrara dalle origini al 1943” dalla casa editrice Salomone Belforte, costituisce un nuovo fondamentale tassello nella storiografia locale. Ed oltre a questo, ha sottolineato il coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura UCEI Guido Vitale, chiamato a moderare l’intervento, “racconta dello straordinario attaccamento degli ebrei italiani alle sorti del paese e ai luoghi della loro vita”.
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qui ferrara - la festa del libro ebraico
Sulle tracce dei Marrani 
Marranesimo di nuovo protagonista a Ferrara. A distanza di un anno dall’incontro “Conversos, marrani e nuove comunità ebraiche nella prima età moderna”, importante appuntamento della scorsa edizione della Festa del Libro ebraico in Italia, sono stati presentati oggi nella città estense gli atti del convegno internazionale curato dalla professoressa Myriam Silvera, docente dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. A presentare al pubblico il risultato dei lavori incentrati sulla riscoperta della storia del marranesimo, la professoressa Silvera affiancata dal rabbino Capo di Venezia rav Scialom Bahbout e il professor Shlomo Berger dell’Università di Amsterdam.
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qui ferrara - la festa del libro ebraico
Meis, il cantiere delle idee
Raccogliere, conservare e comunicare la storia della città di Ferrara. Una sfida viva, che si apre adesso a nuove e molteplici narrazioni grazie al Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah in via di realizzazione negli spazi dell'ex carcere di via Piangipane.
Questa la prospettiva in cui si inserisce il progetto “Museo Ferrara”, al tempo stesso diffuso e online, presentato ieri al Chiostro di San Paolo. Nonostante la pioggia incessante, grande partecipazione e attenzione nel pubblico ferrarese, che ha ascoltato gli interventi del vicesindaco Massimo Maisto, del presidente di Icom Italia Daniele Jalla e della presidente dell'Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara Anna Maria Quarzi.
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qui roma
Una strada per rav Toaff
La città di Roma ha accolto l’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e intitolerà così una via alla memoria del rav Elio Toaff. Lo ha stabilito il Consiglio comunale, approvando all’unanimità una mozione proposta da Dario Nanni (Partito Democratico), sottoscritta da tutti i gruppi, che prevede l’avvio di un percorso straordinario in deroga per procedere in tempi rapidi alla dedica di una strada o di una piazza.
“Confido che sarei molto lieto dell’intitolazione di una via della Capitale a Elio Toaff, grande italiano”, aveva dichiarato il presidente Mattarella nel messaggio diffuso poche ore dopo la notizia della scomparsa di rav Toaff il 20 aprile. "Roma è stata la città in cui ha vissuto per più di sessant'anni e che ha molto amato. Ora saranno gli uffici, col massimo della velocità, ad avviare le procedure necessarie", aveva subito risposto il sindaco Ignazio Marino.
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25 aprile - celebrazioni a piangipane
Liberazione: Brigata Ebraica,

la parola ai testimoni
"Nella foto che vi ho portato oggi potete vedere Moshe Sharett, capo dipartimento dell'Agenzia ebraica e futuro primo ministro d'Israele, che consegna la bandiera ai combattenti della Brigata Ebraica. Come vedete è identica a quella che verrà adottata dallo Stato ebraico. Una bandiera tanto contestata durante le celebrazioni del 25 aprile degli ultimi anni e che invece nel 1945 per la Romagna rappresentò la Liberazione e anche la speranza". Così Romano Rossi, presidente dell’Associazione Nazionale Reduci della Friuli ha aperto la giornata di ieri dedicata al ricordo dei 37 caduti della Brigata Ebraica seppelliti nel cimitero di Piangipane, Ravenna.
"Mi ricordo perfettamente la presenza della Brigata Ebraica a Mezzano - rievoca gioioso Giovanni Basili (nell'immagine a sinistra), testimone che all'epoca aveva 11 anni - eravamo praticamente vicini di casa. Un soldato in particolare mi rimase sempre nel cuore: si chiamava Ben-Zion e non mi parlava, ma dai suoi gesti capivo che mi voleva bene. Ogni volta che mi vedeva, Ben-Zion, mi faceva salire sulla sua cingoletta e mi portava a fare un giro. Mi ricordo anche che la Brigata ci portò da mangiare dei fichi sciroppati. Era la prima volta che li assaggiavo e ne rimasi estasiato. Ero solo un bambino quando vidi gli alleati e mi fecero un certo effetto: i canadesi con la foglia d'acero, gli indiani con il grande cappello bianco, i nepalesi che stavano sempre in silenzio ed erano serissimi".
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25 aprile - OMAGGIO A enzo sereni
Liberare l'Italia, sognando Israele
L’emozione di vedere la bandiera italiana e quella europea nella Sala che ha fatto la storia di Israele, in quel luogo in cui David Ben Gurion, sotto il grande ritratto del padre del sionismo Teodor Herzl, proclamò la rinascita dello Stato ebraico. Così nei giorni in cui l’Italia ha festeggiato i settant’anni della liberazione dal nazi-fascismo e Israele il sessantasettesimo compleanno, a Tel Aviv la memoria biancoazzurra e quella tricolore si incontrano, due facce della stessa storia.
L’occasione è la conferenza “Liberare l’Italia, sognando Israele” organizzata dall’Ambasciata e dall’Istituto di Cultura. Al centro del convegno la figura di Enzo Sereni, ebreo italiano e sionista appassionato, filosofo e pioniere kibbutznik, poeta e paracadutista, che lasciò l’Italia e una vita agiata per costruire Israele negli anni Venti e in Italia tornò per combattere nell’ora più buia, pagando il suo coraggio con la vita.
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informazione - international edition
Combattere l'indifferenza
I sentieri verso la libertà protagonisti della nuova edizione di Pagine Ebraiche rivolta a un pubblico internazionale. I sentieri che portarono alla Liberazione d'Italia dal nazifascismo, di cui il 25 aprile ricorreva il settantesimo anniversario, ma anche i percorsi che vedono la cultura protagonista dell'impegno di oggi per una società aperta che rispecchi i valori di quelle battaglie con la Festa del Libro ebraico di Ferrara. Infine i sentieri, drammatici, percorsi dalle migliaia di disperati che dall'Africa e dal Medio Oriente cercano una vita migliore in Italia e in Europa.
"Nel mondo ebraico l'accoglienza è un valore sacro e da sempre, nelle nostre Comunità, ci si adopera per venire incontro a chi è in condizioni di disagio" ha sottolineato il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in un'intervista pubblicata sulla prima pagina dallo Judische Allgemeine, il settimanale delle comunità ebraiche tedesche.
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pilpul
 Oltremare - Sereni a Tel Aviv
Con la sua costa verde smeraldo, “Il gioco dei Regni” di Clara Sereni (ed. Bur Rizzoli) spicca nella mia libreria molto piena di Sellerio, tutti piccoli e blu scuri. Non sono ancora molti i libri accumulati in questi anni, o anche se già in doppia fila mi paiono comunque pochi, io abituata a librerie fino al soffitto, in tutte le case di famiglia. Lui verdeggia, un po’ sgualcito come è giusto che sia, e lo conservo come un piccolo trofeo o una madeleine della parola scritta.
I Sereni non erano di famiglia. Beh, si fa presto a dire, con certi alberi genealogici intrecciati gli uni con gli altri fino a raggiungere tutt’Italia in un rampicare di generazioni con mille diversi cognomi. Diciamo che non mi risultano parenti Sereni, eppure Enzo Sereni era un nome che si pronunciava in casa con quel tipico affetto e rammarico insieme riservato a chi è morto troppo giovane – non l’unico, purtroppo.
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Daniela Fubini, Tel Aviv
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