
Elia Richetti,
rabbino
|
Quando
riferiscono al popolo il risultato della loro ricognizione, gli
esploratori dicono di aver visto dei giganti talmente alti che essi si
sentivano come cavallette, e soggiungono “e così eravamo ai loro occhi”.
Il Midrash, riferito da Rashì, si domanda come facessero gli
esploratori a sapere cosa pensassero di loro i giganti, e risponde che
hanno sentito i giganti dirsi l’un l’altro: “Nelle vigne ci sono delle
formiche in forma umana”.
|
|
Leggi
|
Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
di Gerusalemme
|
In
un suo intervento sul bollettino del Centro Italiano per la Pace in
Medio Oriente (Cipmo) – il suo direttore Janiki Cingoli scrive del
declino del leader palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen): “Si deve
rispetto al presidente palestinese Abbas per il suo ruolo negli Accordi
di Oslo, per il suo rifiuto di ogni forma di violenza e di ricorso alle
armi, per la sua coerente scelta di negoziare con Israele, sulla base
della strategia ‘due Stati per due popoli’, per essere arrivato alla
creazione di uno Stato palestinese. Tuttavia, i recenti sondaggi
dimostrano un crollo della sua popolarità, ridotta al 38% e con il 65%
che ne richiede le dimissioni …. La vecchia leadership dell’OLP è ormai
logora, ma non si intravede chi possa incarnare il possibile ricambio e
quali potrebbero essere le sue future scelte.” Cingoli non manca di
notare “la scelta del premier israeliano Netanyahu di gestire il
conflitto invece che provare a risolverlo”. Ma la realtà è più amara.
Giorni fa in un discorso all’Unione Europea a Bruxelles il presidente
israeliano Ruvi Rivlin aveva invitato pubblicamente Abu Mazen a un
incontro. Rivlin, anche se constituzionalmente fuori dal gioco della
politica attiva, si pone attualmente come una specie di alternativa a
Netanyahu e quindi la sua offerta poteva in teoria creare un canale
parallelo di trattativa che avrebbe non poco imbarazzato il primo
ministro israeliano. Ma Abu Mazen ha rifiutato. Non solo, ma nella sua
risposta ha sostenuto che gli israeliani avvelenano i pozzi dei
palestinesi, salvo ritrattare il giorno dopo sostenendo che le
informazioni che aveva a sua disposizione erano incomplete. Subito dopo
questo patetico siparietto è arrivato l’accordo fra Israele e la
Turchia che promette di sollevare in parte la cappa di isolamento della
popolazione della Striscia di Gaza e procura una boccata di ossigeno
alla leadership di Hamas che controlla Gaza con durezza e in aperto
conflitto con il governo di Ramallah. È stato proprio Netanyahu a
decidere in senso favorevole a questo accordo, nonostante l’opposizione
e il voto contrario all’interno del suo gabinetto da parte dei ministri
che cercano di scavalcarlo da destra. A Gaza sanno dunque bene che se
ci sarà più elettricità e più acqua, questo si deve agli israeliani e
ai turchi e non certo all’OLP e al suo ultraottantenne capo. Abu Mazen
è stato eletto presidente nel 2005 e il suo mandato è scaduto nel 2010.
Oggi non rappresenta più nessuno, legalmente o politicamente, e
renderebbe un gran servigio a tutti se finalmente se ne andasse in
pensione.
|
|
 |
Raid americani su Falluja
|
Nella
notte aerei americani hanno ucciso almeno 250 combattenti dello Stato
Islamico in un convoglio che si muoveva fuori da Falluja, in Iraq. Lo
riporta la stampa Usa, sottolineando che, nella circostanza, sono stati
distrutti 40 veicoli. Si tratta – con questi numeri – dell’attacco
maggiore mai scagliato contro i miliziani del califfato. “I raid sono
arrivati a 24 ore dall’attacco all’aeroporto di Istanbul, per il quale
l’Is è considerato il primo sospettato, anche se non ha mai rivendicato
la strage” scrive Repubblica.
“In passato, notevole curiosità, lavorò attivamente nella cooperazione,
con organizzazioni israeliane e palestinesi. Nel 2008 querelò ‘II
Foglio’, che aveva raccontato di un appello al boicottaggio
arti-Israele e citato in calce anche la firma di Frongia: che però non
c’era affatto, avendo lui anzi lavorato, e tanto, con Israele. ‘Sono
amico di Israele’, chiarì. Vinse”. La Stampa presenta così Daniele
Frongia, scelto dal sindaco di Roma Virginia Raggi come nuovo capo
gabinetto.
Milano ricordi Marco Pannella. È la richiesta della Comunità ebraica e
di un fronte di personalità e associazioni bipartisan che, si legge
sulle pagine locali del Corriere, “propongono di intitolare al politico
scomparso lo scorso maggio i giardini di fronte al carcere di San
Vittore, simbolo di una delle tante battaglie radicali”. Per rilanciare
la richiesta, domenica sarà organizzato un evento in piazza Aquileia.
|
|
Leggi
|
|
|
Setirot
- Renzi e il Bds
|
Benissimo
ha fatto il premier Matteo Renzi a ribadire con forza che l’Italia e le
sue istituzioni sono in prima fila nella lotta al Bds. Giusta condanna
al movimento che da lotta politica (se mai lo è stato) si è subito
trasformato in demenziale, abominevole delegittimazione di Israele e
spesso in puro odio antisemita. E benissimo ha fatto Renzi a promettere
che tra qualche mese andrà a Gerusalemme accompagnato da una folta
delegazione di rettori e professori per spezzare l’isolamento
accademico. Ciò detto, a me restano una curiosità e un dubbio. La
curiosità è se qualcuno abbia mai fatto una seria inchiesta sulla reale
portata del boicottaggio sia in termini di trasmissione del pensiero
(università, ricerca, cultura, spettacolo) sia in termini di acquisti
di prodotti made in Israel o di diminuzione “ideologica” dei viaggi
turistici dall’Italia o di collaborazioni commerciali, industriali,
finanziarie. Perché – dal momento che la sensazione è che tutto questo
sia marginalissimo – ecco affiorare il dubbio: siamo sicuri che
spendere fiumi di inchiostro occupandosi di un’infima minoranza
ignorante e obnubilata non diventi in realtà un atto di propaganda
gratuita a parole d’ordine aberranti?, insomma un boomerang? In fondo,
diceva Montaigne, "la parola è per metà di colui che parla e per metà
di colui che ascolta".
Stefano Jesurum, giornalista
|
|
In ascolto - Sanremo
|
Quest’anno
il soggiorno al mare mi ha regalato storie nuove e interessanti, tra
cui quella del Festival di Sanremo, che nacque un po’ per caso, nel
salone delle feste del Casinò. Nel 1950 si tenne il Festival della
Gastronomia ed erano presenti diverse celebrità tra cui Stanlio e Ollio
(si conserva ancora una vecchia foto in bianco e nero) e qualcuno pensò
che sarebbe stato interessante mandare in diretta radio l’evento.
Giustamente vi fu chi obiettò: “Ma il pubblico dovrebbe restare lì ad
ascoltare rumore di stoviglie e chiacchiere di gente impegnata a
mangiare? Invitiamo qualche cantante e un presentatore e diamo una
parvenza di spettacolo all’evento”. E così fecero l’anno successivo.
Maria Teresa Milano
Leggi
|
Time out - Le ambiguità turche |
L’attentato
di Istanbul fa seguito alla scelta di Erdogan di ricucire con Israele e
con la Russia. Secondo alcuni analisti sarebbe questo riavvicinamento
la causa dell’attacco, anche se data la prossimità degli eventi appare
poco probabile. Resta però il fatto che l’ambiguità verso l’islamismo
finisce per produrre mostri. Solo pochi mesi fa un giornalista turco
venne arrestato per aver documentato lo scambio di merci (solo?) dalla
Turchia ai territori sotto contro dell’Isis. Oggi ci informano i
servizi segreti che sebbene una rivendicazione non ci sia, appare
chiara la matrice che fa riferimento allo Stato islamico.
Daniel Funaro
Leggi
|
|
La vacanza dei superstiti
|
Non giudicare un libro dalla copertina, dicono. Poi guardi quella de La vacanza dei superstiti,
di Franca Valeri ( Einaudi – Euro 16,50 ), e trovi una delle buone
eccezioni alla regola. Non fosse per il sottotitolo, che ometto
volontariamente tanto è pessimo, assegnerei a questo libro appena edito
l’inchino e lo sguardo riconoscente che si deve alla sola vera
aristocrazia che riconosco, quella dell’eccellenza. Giudizio confermato
e rafforzato dalla lettura di questo breviario dell’età matura che
l’umorista italiana compone, fra indulgenza e sprezzatura.
Valerio Fiandra
Leggi
|
|
L'atto riparatore
|
Anno
d’oro il 1966. Ci ha regalato qualche nascita importante, la
liberazione di Franca Viola dal suo rapitore e stupratore con la prima
ribellione al cosiddetto matrimonio riparatore (leggi: consenso postumo
allo stupro protratto), l’inchiesta scandalo del giornale liceale La
zanzara sulle donne e sulla sessualità in Italia, l’abolizione
ufficiale dell’Indice dei libri proibiti istituito nel 1558 dal
pontefice Paolo IV (sì non è un refuso: proprio soltanto nel 1966).
Sara Valentina Di Palma
Leggi
|
|
Diario di un soldato - Giuramento
|
Yair
Lapid, brillante giornalista e discreto uomo di politica, solleva
questo mese un tema delicato, visibile a tutti sul suo profilo facebook.
Pubblica dunque una semplice immagine, una fotografia scattata di
spalle e ritraente lui abbracciato a sua figlia Yael, una ragazza
autistica affetta da mutismo sin dalla nascita.
“Mia figlia, durante la sua cerimonia di giuramento all’esercito
israeliano, indossa la divisa mentre suo papà piange e spera che
nessuno se ne accorga”, scrive commosso.
Yael,
tuttavia, non è la sola eroina a colmarci di orgoglio: sono migliaia i
ragazzi che, ogni anno, decidono di arruolarsi come volontari, sfidando
con coraggio quelli che tutti noi reputiamo erroneamente dei limiti
insuperabili, fisici o mentali, dimostrando per l’ennesima volta che
l’unico limite mentale è il nostro.
Jonathan Cohen, il primo ufficiale cerebroleso nella storia
dell’esercito israeliano, diventa un simbolo nazionale, un esempio
perfetto per ragazzini (e non) in cerca di solidi punti di riferimento
da seguire all’interno di una società sempre più allo sbaraglio.
“La
prossima volta che qualcuno vi dirà che l’unico ruolo dell’esecito
israeliano è quello di combattere, mostrategli pure questa fotografia”,
continua e conclude il fondatore del partito Yesh Atid. “Forse ciò può
considerarsi vero per gli altri eserciti del mondo, ma l’esercito
israeliano vale molto più di questo.”
David Zebuloni
|
|
|
|