impressioni di keret sui grillini
Tel
Aviv, incontro a 5 Stelle
La
temperatura nel caffè in riva al mare aveva raggiunto i trentadue
gradi. Temperatura normalissima per gli umidi mesi estivi a Tel Aviv,
ma tutt’altro che normale per il corpo umano. Notoriamente, uno degli
effetti del cocente sole di luglio in Israele sono le visioni, perciò
quando ho distinto tra il nugolo di bagnanti in costume due uomini di
bell’aspetto con indosso completi signorili, ero convinto si trattasse
di un’allucinazione se non di una rivelazione divina. I due giovanotti
eleganti e la donna sorridente che li accompagnava si sono presentati:
Luigi, Manlio e Ornella, del Movimento Cinque Stelle.
Arrivavano all’appuntamento con curiosità vera e molto entusiasmo. Dopo
il nostro incontro al caffè, il loro programma prevedeva una visita a
Yad Vashem, ma prima speravano di capire le radici del conflitto fra
israeliani e palestinesi e, nel caso restasse qualche minuto libero
prima di salutare, di risolverlo. Mi è mancato il coraggio di dirgli
che avevo già incontrato altri europei convinti di poter influenzare,
nel corso di una breve visita in Israele, l’ostinata e sanguinosa
realtà del Medio Oriente.
Etgar Keret, Corriere
della Sera, 16 luglio 2016
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