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1 agosto 2016 - 26 Tammuz 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Paolo Sciunnach,
insegnante
“In generale, ci viene comandato di ‘camminare sulla strada di Dio’ e imitare le sue qualità. ‘Così come Egli è misericordioso e compassionevole, sii anche tu misericordioso e compassionevole’. Questo non è però il caso quando si tratta di eseguire punizioni o vendette. Dio che sa tutto può eseguire una sentenza senza processo, ma noi, che siamo umani, non possiamo. Ci sono forme di giustizia che sono dominio di Dio, non nostro“. Jonathan Sacks, rabbino.
 
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Anna
Foa,
storica
Ieri mattina sono andata alla messa di Santa Maria in Trastevere, a Roma. C’erano tre imam che hanno detto parole senza equivoci contro il terrorismo, e nell’omelia non è stato ricordato solo padre Jacques ma è stato letto un brano di uno dei monaci trappisti assassinati in Algeria nel 1996, Christian de Chergé. Quindicimila musulmani sono andati ieri nelle chiese italiane a partecipare alla messa, per abbattere gli odi e lottare contro il terrorismo. L’iniziativa, partita dalla Francia, ha attecchito anche in Italia e, lo leggo in quello che scriveva ieri su Moked David Bidussa, darà forse vita ad una ricorrenza annuale in memoria di padre Jacques con i luoghi di culto di tutte le religioni aperti ai fedeli delle altre religioni.
 
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L’Islam in chiesa
contro il terrore
Cerimonie di solidarietà in Francia, Germania e anche in Italia con la mobilitazione delle rispettive comunità islamiche per dire no al terrorismo. Migliaia di musulmani (in Italia 23 mila su una popolazione di 1milione e 700mila) si sono recati nelle chiese per dimostrare la loro contrarietà al terrorismo islamista, racconta tra gli altri il Corriere della Sera. Una mobilitazione nata in Francia su richiesta del Consiglio islamico del paese dopo l’uccisione di padre Jacques Hamel, martedì scorso in Normandia, nella chiesa di Saint Etienne-du-Rouvray, ad opera di due terroristi dell’Isis. Proprio a Saint Etienne-du-Rouvray, si è tenuta una cerimonia a cui hanno partecipato cristiani, ebrei e musulmani (Il Messaggero) e a questi ultimi il premier francese Manuel Valls ha chiesto di impegnarsi casa per casa per contrastare l’integralismo e chi fomenta l’odio. A Monaco invece i vertici dello Stato, tra cui la cancelliera Angela Merkel, e rappresentanti di tutte le confessioni – cristiani, ebrei e musulmani – , hanno partecipato a una funzione religiosa ecumenica nel Duomo per commemorare le vittime della strage del 22 luglio nel centro commerciale Olympia. Anche in Italia c’è stata una certa mobilitazione, come raccontano Repubblica e il Corriere raccogliendo diverse testimonianze; seppur, scrive il Giornale, non senza alcune ipocrisie: “a Roma più d’uno ha notato la presenza, al fianco degli imam, di Salmeh Ashour, il rappresentante dei palestinesi nella capitale, la stessa persona che il 25 aprile di due anni fa gridò ai vecchi partigiani della Brigata ebraica che l’alleanza fra il Mufti di Gerusalemme e Hitler era solo ‘propaganda sionista’”.

Islam e terrorismo. “Credo non sia giusto identificare l’Islam con la violenza e il terrorismo. Non è giusto e non è vero. Si può convivere bene”, le parole di Bergoglio a Gian Guido Vecchi del Corriere della Sera in merito alla minaccia del terrorismo islamista che ha ripetutamente colpito l’Europa. Parlando con i giornalisti di ritorno dalla visita ad Auschwitz, il papa ha affermato che “i fondamentalisti ci sono dappertutto, anche tra i cattolici” (La Stampa). Su Repubblica, Alberto Melloni intanto valuta positivamente la manifestazione di solidarietà di ieri dei musulmani nelle chiese: “Che l’iniziativa – scrive Melloni – sia stata presa da musulmani promette bene per l’Europa ( e male per il Regista ): dimostra che la libertà religiosa che questo continente ha conquistato superando le guerre di religione, le guerre di irreligione, le guerre mondiali — questa libertà fa bene a chi la vive ed è più sicura degli screening discriminatori”.
 
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  davar
l'agenda di lavoro ucei-consiglio
Comunità ebraica di Milano,
a confronto con l'Unione

Confronto aperto a Milano su diverse tematiche legate ai rapporti tra la Keillah e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e rispetto alla programmazione della Giornata europea della Cultura ebraica, di cui il capoluogo lombardo in questa edizione – dedicata al tema “Lingue e dialetti ebraici” - sarà città capofila. Al lavoro in queste ore, la presidente dell'Unione Noemi Di Segni assieme ai presidenti della Comunità ebraica milanese Raffaele Besso e Milo Hasbani, agli assessori al Bilancio dell'Unione Guido Guetta e della Keillah Joyce Bigio, al Consigliere comunitario Gadi Schoenheit, oltre ai direttori dell'area Comunicazione e dell'area Cultura UCEI Guido Vitale e rav Roberto Della Rocca, al segretario generale Alfonso Sassun e al direttore amministrativo Massimo Perseu.
Diversi degli argomenti toccati in questa riunione saranno ripresi a fine settembre, quando è prevista l'Assemblea degli iscritti della Comunità in cui il Consiglio presenterà quanto fatto fino ad oggi.
 

israele
Bibi e la coalizione fragile 
Dibattito serrato all'interno della coalizione del governo israeliano con toni molto accesi soprattutto tra Likud e Habayt HaYehudi. Oggetto del contendere, la riforma della televisione pubblica israeliana, nota in inglese con la sigla Israel Broadcasting Authority. Da settembre dovrebbe essere lanciata in una nuova versione dell'ente – la Broadcasting Corporation – ma il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato di voler posticipare di un anno il tutto, con la messa in onda nel 2018, bloccando così una riforma da lui stesso sostenuta. Durante la riunione di gabinetto di domenica da una parte del Likud – partito di Netanyahu – si è sostenuta la necessità di avere un maggiore controllo e una più stringente sorveglianza sulla nascente autorità. .
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venezia, gli ebrei, l'europa
L'arte di essere cittadini del testo
Per raggiungere “Divided Waters” bisogna seguire le candele accese nella piccola Calle: all’imbrunire indicano agli invitati il percorso seminascosto che porta all’ingresso della servitù. E da lì l’incanto: il tramonto sul Canal Grande attira immediatamente tutti sulle balconate mentre gli artisti del collettivo OTT – Citizens Of The Text, girano fra gli ospiti. Ispirati dal cinquecentenario dell’istituzione del Ghetto di Venezia, con le loro opere intendono indagare le origini del nostro mondo cercandone il significato attraverso il lavoro sul testo. Yael Kanarek, Edith Derdyk, Mirta Kupferminc e Ghiora Aharoni hanno così unito le loro energie e le loro idee allestendo negli spazi di Palazzo Fontana una esposizione centrata sul linguaggio. All’ingresso l’ipnotico video “Juppah” di Mirta Kupferminc, autrice anche di una affascinante riflessione su Borges e sulla Kabbalah, sviluppata insieme al critico Saul Sonsowski – entrambi sono argentini – e subito si passa al lavoro di Yael Kanarek, tutto incentrato sulle infinite ripetizioni della parola occhio in ebraico, in arabo e in yiddish, oltre che nel più ovvio inglese, fissate a un grande pannello.
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informazione - international edition 
Spielberg cerca il suo Edgardo
Si avvicina l’inizio delle riprese del film “Il rapimento di Edgardo Mortara”, che vedrà ancora una volta i pluripremiati Steven Spielberg (regista) e Tony Kushner (sceneggiatore) lavorare insieme per portare sugli schermi le vicende del bimbo ebreo bolognese sottratto alla famiglia dalla Chiesa a metà dell’Ottocento e mai più restituito. Nel frattempo, il team cerca il piccolo protagonista: dopo essere passate dall’Italia, come riportato da Pagine Ebraiche lo scorso anno, le audizioni sono sbarcate a Londra. A raccontarlo un articolo del settimanale britannico The Jewish Chronicle, che descrive la grande emozione dei bambini tra sei e nove anni che hanno risposto all’annuncio. Il testo è ripreso nell’odierna uscita di Pagine Ebraiche International Edition nella sezione Italics.
In attesa della pellicola, l’Italia ebraica mantiene su di sé la luce dei riflettori con le iniziative per il cinquecentenario dall’istituzione del Ghetto di Venezia. Per i lettori internazionali, è proposta la riflessione della professoressa del Dartmouth College Susannah Heschel, tratta dal dossier dedicato al tema pubblicato sull’ultimo numero di Pagine Ebraiche a cura di Ada Treves, la cui introduzione è pubblicata in spagnolo nella sezione Bechol Lashon (a realizzarla Giulia Castelnovo, una delle studentesse della Scuola traduttori e interpreti di Trieste che ha svolto il tirocinio presso Pagine Ebraiche).
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pilpul
 Oltremare - Cnn
Ah l’entertainment: come lo fanno gli americani, nessuno lo sa far meglio. Prendiamo le primarie dei due partiti americani, che quest’anno sono le più divertenti e insieme terrificanti dai tempi di Nixon. Le ho seguite come una telenovela sulla Cnn.
Non è assolutamente delizioso come migliaia di americani si mettano cappellini colorati e si vestano in modi che qui in Israele sarebbero concepibili solo durante le carnevalate di Purim, e vadano in mastodontici centri congressi a battere le mani a tempi comandati, e a versare lacrime francamente ingiustificate per gente che va al podio portandosi dietro il peso dei miliardi spesi per metter su sto circo con o senza clown?


Daniela Fubini, Tel Aviv
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 Shylock in Ghetto
Ne ha parlato il mondo intero di questo Mercante di Venezia in scena nel Ghetto della città lagunare. L’attesa è stata vibrante. Ad assistere alla sua rappresentazione sono venuti da ogni dove, e lo spettacolo non ha certo deluso. Vedere Shylock calcare i ‘masegni’ del Campo di Ghetto è stato un colpo d’occhio, e un’emozione che resterà dentro nel tempo, al di là di qualsiasi effetto la messa in scena abbia prodotto o abbia mancato di produrre.

Dario Calimani
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