
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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È
raro incontrare una autorità religiosa che palesemente si opponga al
dialogo interconfessionale. È altrettanto raro che qualcuno non colga
il valore del dialogo interreligioso. Esistono maestri che lo
interpretano come un obbligo, quasi mitzva, chi lo avverte come un
impegno sociale, chi si accosta ad esso con molta cautela, ma è da
tutti condivisa l’idea di una sua utilità politica, sociale e
diplomatica. Giammai teologica, per ovvi motivi.
Fonti ebraiche in questo ambito non mancano e il saggio “Confrontation”
di Rav Joseph Soloveitchik, HaRav, del 1964, resta un punto fermo per
una sana riflessione e una costruzione ebraica dell’incontro e del
Dialogo.
La nostra generazione oggi, nel 2016, è forse chiamata a scrivere un
nuovo saggio che potrebbe avere il titolo di “Confrontation among us”,
un punto dal quale partire per una riflessione tutta interna al nostro
popolo.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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Milano
sta cambiando rapidamente. Sarà stata l’Expo, o forse la necessità di
un’umanità che non vuole passare alla storia per Piazza Fontana, o per
Tangentopoli o per chissà quali altri eventi negativi e tragici più o
meno evidenti. Oggi a chi la (ri)conosce venendo da fuori dà
l’impressione di voler fare sul serio, da sola e al di là della
politica, con le sue forze intellettuali e imprenditoriali. Sempre più
policulturale nei quartieri residenziali come nelle strade del centro
modaiolo, multietnica pure nelle grandi imprese commerciali, con i
cinesi che si comprano il Milan e l’Inter (“Inda” secondo la pronuncia
estremo-orientale del suo attuale proprietario). In turbinosa
trasformazione architettonica, con i nuovi grattacieli e una studiata
riqualificazione di intere aree urbane. E coraggiosa, nel riutilizzare
spazi destinandoli a sfide non scontate. Fra questi atti di coraggio
architettonico/urbanistico/civile assume una funzione di assoluto
rilievo il Memoriale della Shoah in stato di avanzata realizzazione sul
lato est della stazione centrale.
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Cultura a porte aperte
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La
Giornata Europea della Cultura Ebraica è alle porte: domenica 18
settembre l’Italia si animerà di iniziative in ben settantaquattro
località, a partire da Milano, città capofila dell’iniziativa.
Centinaia di eventi, tra visite guidate a sinagoghe, musei e quartieri
ebraici, spettacoli, mostre, concerti, degustazioni casher e altri
appuntamenti. “Lingue e dialetti ebraici” il filo conduttore di questa
edizione.
Diversi gli approfondimenti sulle pagine dei quotidiani in edicola. Su
Repubblica Roma, una locandina a tutta pagina con i diversi eventi e
incontri in programma. La Stampa Torino parla dell’ebraico come di una
lingua “antica e moderna” al tempo stesso, dando appuntamento per una
più ampia elaborazione in piazzetta Primo Levi. Avvenire Milano si
focalizza sulla mostra dedicata agli ebrei rifugiatisi a Shanghai
ospitata al Memoriale della Shoah. Il Corriere Fiorentino sulla
riscoperta del bagitto, l’antica e pittoresca parlata degli ebrei
livornesi ormai appannaggio di pochi. “Indagine su un idioma” titola
tra gli altri il Corriere Bologna.
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74 CITTà COINVOLTE, MILANO CAPOFILA
Una Giornata a porte aperte
La
Giornata Europea della Cultura Ebraica è alle porte: domenica 18
settembre l’Italia si animerà di iniziative in ben settantaquattro
località, a partire da Milano, città capofila per il 2016. Centinaia di
eventi, tra visite guidate a sinagoghe, musei e quartieri ebraici,
spettacoli, mostre, concerti, degustazioni casher e altri appuntamenti
culturali. L’evento, giunto alla diciassettesima edizione, è coordinato
e promosso nel nostro Paese dall’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane, parte di un network internazionale al quale aderiscono
quest’anno trentacinque Paesi europei. Quattordici le regioni
coinvolte, con eventi organizzati non solo dalle ventuno Comunità
ebraiche italiane, ma da tante località dove, pur non esistendo più una
realtà ebraica strutturata, ci sono delle importanti testimonianze
archeologiche, monumentali, artistiche o anche semplicemente
storico-culturali di un passato ebraico.
Per i programmi completi:
http://ucei.it/giornatadellacultura/
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profondo cordoglio tra gli ebrei italiani Carlo Azeglio Ciampi
(1920-2016)
La
presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni
dichiara: “Esprimo il più profondo cordoglio, a titolo personale e a
nome di tutti gli ebrei italiani, per la scomparsa dell’ex presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Servitore dello Stato nel senso
più autentico del termine, uomo generoso, giusto e lungimirante. Ciampi
ha dato alla sua vita e al suo impegno un’impronta ben definita nella
difesa dei valori fondamentali e nell’affermazione del carattere
antifascista di un’Italia che ha saputo realmente affermarsi soltanto
con la caduta della tirannia e il ripristino dei valori fondanti e
affermazione della democrazia.
Da sempre vicino al mondo ebraico come testimonia tra le altre
l’affettuosa amicizia con il rabbino Elio Toaff, che li ha legati sin
dall’infanzia ed è proseguita nel corso delle loro vite, Ciampi ha
onorato le istituzioni e dato lustro all’Italia grazie alle su
competenze uniche in ambito politico, culturale, economico e
soprattutto umano. Che il suo ricordo sia di benedizione”.
Al cordoglio si unisce, tra gli altri, anche l'ex presidente
dell'Unione Renzo Gattegna. “Quella di Carlo Azeglio Ciampi – dichiara
– è una scomparsa che addolora. Ci lascia infatti un grande
protagonista della storia politica italiana, ma anche un luminoso
esempio di passione, coraggio e lavoro al servizio della collettività.
Un uomo che ha lasciato una traccia profonda nella coscienza di molte
generazioni, rafforzate nella loro consapevolezza democratica grazie
all’intensità e alle generosità del suo impegno. Restano memorabili
molti suoi appassionati interventi a sostegno dell’unità europea e non
è un caso se, sotto la sua presidenza, il Parlamento italiano abbia
deciso di dar vita al Giorno della Memoria. Ricordare il passato, per
costruire il futuro: questo concetto è sempre stato al centro della sua
azione. E non smetteremo mai di essergliene grati”.
Così
in una nota la Comunità ebraica romana: "Una figura straordinaria che
ha prestato attenzione e vicinanza alla nostra Comunità. Di lui
ricordiamo l’amicizia sincera con il rabbino capo Elio Toaff, con cui
ha condiviso l’impegno nel rendere il nostro paese un luogo aperto alle
differenze e alla crescita morale e sociale dei cittadini".
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QUI ROMA - SEGNALIBRO Ebree, semplicemente ebree
Otto donne si raccontano
Secondo
il titolo del libro di Livia Genah e David Spagnoletto, le otto donne
che attraverso altrettante intime interviste si raccontano ai lettori
sono ... semplicemente ebree. Ma “semplice” non è certo l'aggettivo che
è stato loro attribuito nel corso della presentazione svoltasi ieri
alla sala del refettorio della Camera dei deputati, condotta insieme
agli autori dalla direttrice del Museo nazionale dell'Ebraismo italiano
e della Shoah Simonetta Della Seta. “Il titolo è provocatorio”, ha
infatti svelato fin da subito il rabbino capo di Roma Riccardo Di
Segni, il quale firma anche l'introduzione al volume (edito da Kogoi).
“Queste donne non sono affatto persone semplici – le sue parole – sono
ebree estremamente complicate, direi più della media, e per questo
forniscono una fotografia della realtà molto vivace costituita
dall'ebraismo italiano”. Insieme al rav Di Segni, hanno partecipato
portando i loro saluti e offrendo la loro prospettiva sull'opera la
presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Noemi Di Segni, la
presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello e l'onorevole Gianni
Melilla. Presenti in sala alcune delle donne che hanno risposto alle
domande di Genah e Spagnoletto, mentre a leggere alcune delle parole di
quelle che non hanno potuto essere presenti è stata l'attrice Francesca
Gatto.
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L'UOMO PIù LONGEVO realizza il suo sogno
'Finalmente divento bar mitzvah'
Yisrael Kristal ha 113 anni ed è l’uomo più anziano al mondo ancora in vita.
Sopravvissuto alla Shoah, non poté svolgere la cerimonia di maggiorità
religiosa ebraica (il Bar Mitzvah) a causa della prima guerra mondiale.
Sua madre era morta, suo padre era nell’esercito.
Colmerà questa lacuna, un secolo dopo, nei prossimi giorni.
L’attesa cerimonia si svolgerà ad Haifa, dove vive dagli Anni Cinquanta
del secolo scorso, alla presenza di centinaia di persone tra cui figli,
nipoti, pronipoti e trisnipoti.
Yisrael, Mazal Tov!
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Lingue e dialetti
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Quanti
tra i visitatori che verranno a vedere le sinagoghe torinesi in
occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica hanno letto Il
sistema periodico di Primo Levi? Quanti tra loro si chiederanno (e ci
chiederanno) se noi ebrei piemontesi usiamo ancora il linguaggio
descritto così efficacemente nel racconto di apertura Argon? Non
saprei. In effetti nessuno degli allievi a cui ho fatto leggere Il
sistema periodico nel corso degli anni mi ha mai posto questa domanda,
e talvolta mi sono chiesta perché: la consideravano una domanda
indiscreta? O davano per scontato che quello descritto da Primo Levi
fosse un mondo ormai scomparso? Oppure in qualche modo il
giudaico-piemontese è uscito dalla realtà per diventare letteratura?
Del resto non sarebbe poi così facile rispondere alla domanda, qualora
ci venisse posta: il giudaico-piemontese ha forse smesso di essere un
dialetto parlato nella quotidianità, ma molti termini ed espressioni
continuano ad essere usati.
Anna Segre, insegnante
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Aiutare gli altri
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Leggendo
su queste pagine a proposito del sostegno di IsraelAid alle popolazioni
colpite dall’ultimo terremoto o della campagna di aiuti del World
Jewish Relief ai migranti provenienti dalla Siria, rifletto come
sovente vi sia un preconcetto nell’opinione pubblica che gli ebrei si
aiutino esclusivamente tra di loro, e che manchino nel mondo ebraico
organizzazioni umanitarie come invece ve ne sono nel mondo cristiano.
Da qui colgo l’occasione per ricordare l’attività dell’associazione
Benevolencija, nata nel 1892 in seno alla comunità sefardita della
Bosnia-Erzegovina. La Benevolencija, come altre società ebraiche
analoghe, era stata costituita inizialmente per assicurare un futuro,
sia accademico che professionale, a giovani ebrei privi di mezzi,
offrendo soprattutto borse di studio o un semplice orientamento agli
allievi che studiavano discipline per la quali v’era mancanza di quadri.
Francesco Moises Bassano
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Diario di un soldato - Sara
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Un po’ di musica e qualche bottiglia di birra ghiacciata bastano per mettere in piedi un evento senza precedenti.
Tuttavia, le ricorrenze speciali meritano uno sforzo organizzativo
maggiore, le persone speciali meritano il meglio che il paese abbia da
offrire.
E così è stato.
David Zebuloni
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Ebraismo e scienza
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Riconoscimento,
forza di volontà, collaborazione, futuro. Questi gli ingredienti
fondamentali della scienza, evidenti all’ultimo festival di cultura
ebraica a Roma, dedicato proprio al rapporto tra ebraismo e scienza. Ce
lo racconta Ariela Piattelli, una delle ideatrici e organizzatrici: “Il
festival oltre ad aver messo nuovamente in luce che la ricerca è alla
base sia della scienza che dell’esistenza ebraica, ha messo in evidenza
l’importante lezione che ci viene da figure significative come Einstein
e Rita Levi-Montalcini. E cioè che nella vita bisogna avere forza di
volontà, spirito di collaborazione e una visione sul futuro. Lo
dicevano, ognuno a suo modo, sia Einstein che Rita Levi-Montalcini.
Einstein riconosceva che senza gli esperimenti degli scienziati che lo
avevano preceduto non sarebbe arrivato alla Relatività, mentre
Levi-Montalcini diceva che bisognava avere una visione complessa e
complessiva della scienza e del futuro e che la cosa più importante
nella vita è la forza di volontà.”
Ilana Bahbout
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