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20 settembre 2016 - 17 Elul 5776
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
“…Non possederai nella tua tasca un peso grande e un peso piccolo… avrai un peso regolare e giusto…”. (Devarìm; 25, 13-16) . Nella Parashà di Ki Tetzè che abbiamo letto lo scorso shabbat non è esplicitato che si faccia uso di due pesi e due misure ma si parla soltanto di possesso. Subito dopo la Torah ci parla del ricordo di Amalèk. I Maestri del Midràsh stabiliscono una relazione tra questi due testi a partire dalla loro contiguità. Se tu possiedi due pesi due misure ti porti Amalèk in casa. Se siamo convinti che Amalèk è il nemico emblematico di Israele, dentro e fuori, questa conclusione è molto forte.
 
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
SISO. “Save Israel. Stop the Occupation”: “Salva Israele. Metti fine all’occupazione” è l’appello senza precedenti che cinquecento intellettuali israeliani hanno firmato e diffuso in questi giorni, rompendo un silenzio angosciante e aprendo le porte a un dibattito che potrebbe diventare uno dei momenti di maggiore lacerazione all’interno dell’ebraismo israeliano e diasporico.
Il rilievo e la serietà dell’appello non sono sottovalutabili. L’hanno firmato scrittori come David Grossmann, Amos Oz e Orly Castel-Bloom, l’hanno firmato la cantante Noa e il regista Amos Gitai, l’hanno firmato personalità che hanno e hanno avuto ruoli centrali nella vita culturale, politica e militare di Israele: professori universitari, ministri, generali, ambasciatori. Insomma, non gente che si possa sospettare desideri la fine di Israele o aspiri a metterne in pericolo la sicurezza. Comunque si vorrà giudicare questo appello, non ci si potrà nascondere che apre una falla nelle certezze dell’attuale politica israeliana, la politica dell’occupazione o, secondo altra visione, della riappropriazione dei territori della grande Israele di biblica memoria.
 
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Italia e foreign fighters 
Due italiani, Bruno Cacace e Danilo Calonego, dipendenti della piemontese Con.I.Cos. sono stati rapiti nelle scorse ore a Ghat, nel sud della Libia. Due le piste dei possibili responsabili: i miliziani dell’Isis o un gruppo di criminali comuni e, spiega il Corriere della Sera, la seconda opzione sembra più probabile. La Farnesina, in ogni caso, è al lavoro per chiarire la situazione in Libia. E dell’impegno italiano nel paese africano ha parlato il segretario Usa John Kerry, intervistato da La Stampa: “L’Italia – ha detto – sta offrendo un contributo decisivo in Libia per affrontare la minaccia dell’instabilità e il terrorismo”. Nell’intervista si parla anche della situazione dei profughi in Europa e della crisi in Siria, dove nelle scorse ore sembra sia saltata la fragilissima tregua, dopo l’uccisione di 12 persone, parte di un convoglio umanitario, morte a causa di un bombardamento. Secondo la denuncia degli osservatori di Human Rights, l’attacco è stato condotto dall’aviazione del dittatore Assad e dai russi (Corriere).

Israele e l’escalation di violenza palestinese. Sette attacchi palestinesi in quattro giorni, due solo ieri. Israele fronteggia una nuova ondata di violenza a Gerusalemme e in Cisgiordania e teme una escalation per le prossime festività ebraiche di inizio ottobre. Per la prima volta da molti mesi le autorità di sicurezza hanno segnalato una ripresa degli assalti, tanto che il premier Benjamin Netanyahu ha incontrato i vertici dell’esercito e dei servizi per affrontare la situazione.’ La soglia del rischio – ha detto dopo i primi episodi – si è alzata” (Avvenire). Intanto Netanyahu si prepara ad incontrare negli Stati Uniti il presidente Usa Barack Obama per parlare della situazione mediorientale (Osservatore Romano), degli aiuti militari forniti da Washington a Gerusalemme e dell’attuale nuova tensione e violenza palestinese. Dell’approccio al terrorismo e della resilienza della popolazione israeliana come modello per l’Occidente minacciato dal fanatismo scrive invece Fiamma Nirenstein sul Giornale.

New York, arrestato il responsabile dell’attacco. “La folle notte di Ahmad Khan Rahami, l’uomo delle bombe di Chelsea e Jersey Shore, l’afgano naturalizzato americano che voleva fare strage piazzando 5 ordigni alla stazione della sua città, è finita qui: mentre cercava riposo nel portone di un bar chiuso di Linden, a meno di 15 minuti dalla friggitoria di famiglia”, ricostruisce Repubblica, parlando dell’uomo considerato responsabile dell’attacco che la scorsa notte ha causato il ferimento di 29 persone a Manhattan.

Milano, Binario 21 e i luoghi di accoglienza. “Comune e prefettura sono alle prese con l’accoglienza dei due “fiumi” distinti e paralleli di profughi, con tutti i centri d’accoglienza saturi e una ricerca affannosa di nuovi posti letto”, il quadro dipinto da Repubblica Milano rispetto alla situazione del capoluogo lombardo dove in estate sono confluiti oltre 40mila migranti. Il sindaco Beppe Sala ha chiesto che sia approvato un piano nazionale per la redistribuzione dei profughi sul territorio e intanto la fondazione Memoriale della Shoah, in via Ferrante Aporti, ha deciso di tenere ancora aperto il dormitorio gestito da Sant’Egidio in collaborazione con Chiesa evangelica.
 
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  davar
LA MISSIONE NEGLI STATI UNITI
La presidente UCEI a New York "Pace, lavoriamo tutti insieme"
Fondata nel 1965 da rav Arthur Schneier, rabbino e noto attivista per i diritti umani, la “Appeal of Coscience Foundation” è un’organizzazione interreligiosa impegnata da oltre mezzo secolo nella promozione di pace, tolleranza, reciproca comprensione tra i popoli. Un impegno rilanciato una nuova volta in queste ore, a New York, attraverso un prestigioso evento internazionale cui hanno preso parte la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e al suo fianco l’assessore UCEI Giacomo Moscati.
Evento che ha posto al centro l’importanza e la complessità di questo impegno e che ha avuto tra i suoi protagonisti il presidente francese Francois Hollande, insignito del premio annuale della fondazione per essersi distinto come uomo di Stato che più ha fatto, in questi mesi delicati che per prima investono proprio la Francia, il paese europeo maggiormente colpito dalla minaccia del terrorismo islamico, “a favore della pace e della promozione della tolleranza, della dignità e dei diritti dell’uomo”. Lo stesso Hollande, intervenendo nel corso della serata, ha ricordato la sfida dell’Europa di fronte alle molte insidie del presente. Una sfida che non può prescindere dall’unità, dall’incontro tra forze e anime diverse della società. Insieme per un obiettivo comune.
Numerosi i partecipanti alla serata con un ruolo di primo piano nelle istituzioni, nelle comunità religiose, nella società civile. Tra gli altri l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger.
“Un crimine compiuto nel nome della religione è il più grave crimine commesso nei confronti della religione stessa” la convinzione che ha sempre animato l’attività di Schneier, storico rabbino della Park East Synagogue. Nato a Vienna nel 1930, sopravvissuto alla Shoah, è stato insignito in America di un premio presidenziale conferitogli da Bill Clinton nel 2001. 

LA TRE GIORNI DI SANT'EGIDIO
Assisi, incontro tra le religioni 
"Lottiamo contro ogni odio"

Si concluderà in serata, con la lettura di un appello collettivo per la pace, l’intensa tre giorni organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio ad Assisi. Molti i temi che hanno segnato “Assisi. Thirst for peace”, richiamando nella città umbra i leader e i rappresentanti (italiani e internazionali) delle diverse religioni. Un confronto articolato su più piani, dal sociale alla difesa del creato, dalla lotta all’estremismo al dovere della Memoria, che ha avuto tra i suoi protagonisti numerosi leader ebraici.
Ad accogliere papa Bergoglio, che ha varcato questa mattina la soglia del convento di Assisi, anche il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni (nell'immagine in alto l'incontro tra i due). Tra gli altri, inoltre, il papa si confronta oggi singolarmente con i rabbini David Rosen e Abraham Skorka oltre al sociologo di origine ebraica Zygmunt Bauman, che ha parlato ieri davanti a un folto pubblico della complessa sfida dell’integrazione.
Lavorare per la pace e a progetti condivisi: questa la grande sfida tracciata dal meeting. “La misericordia fa la storia, senza la misericordia non c’è storia. La misericordia è rivoluzionaria, ma non può prescindere dalla giustizia” ha sottolineato rav Di Segni in occasione di uno dei molti panel di approfondimento organizzati nella città umbra. “In eventi come questi – ha aggiunto il rav – il rischio talvolta è di scivolare nel buonismo. Vorrei quindi citare i Maestri, le cui parole ci illuminano. Soprattutto di questi tempi. ‘Chi è misericordioso con i malvagi, rischia di essere malvagio con i buoni’.
“La sfida della pace è indubbiamente il primo tema nella agenda del papa. Perché la madre di tutti i drammi di cui soffre l‘umanità, la fame, povertà, le migrazioni, la madre di tutte le sofferenze delle persone è la guerra. È l’odio” il messaggio di Skorka, amico di Bergoglio già dai tempi di Buenos Aires.
Vivere insieme nel ventunesimo secolo: questo invece il tema toccato dalla presidente della Comunità ebraica romana Ruth
Dureghello in una diversa tavola rotonda. Significativi inoltre ieri i contributi di rav Israel Meir Lau (a destra nell'immagine a fianco), rabbino capo a Tel Aviv e sopravvissuto alla Shoah, intervenuto sulla sfida della Memoria. E del presidente dei rabbini italiani rav Alfonso Arbib, che ieri ha fatto il punto sul dialogo tra ebrei e cattolici tra sfide, opportunità e problemi ancora aperti. Tra i partecipanti anche il rav Giuseppe Momigliano, ad Assisi in rappresentanza del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il rabbino capo di Firenze rav Joseph Levi e Lisa Billig dell’American Jewish Committee.
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grave l'agente ferita ieri nella città vecchia
La nuova escalation di violenza
Israele blinda Gerusalemme

La violenza dei lupi solitari si ripresenta in Israele dopo un periodo di relativa calma. Nove attacchi da venerdì scorso a oggi. Questa mattina l'ultimo, nella zona di Hebron, in Cisgiordania, con il tentativo da parte di un giovane terrorista di accoltellare un gruppo di soldati israeliani. L'aggressore, un giovane di 16 anni proveniente dal villaggio di Bani Na’im, è stato ucciso prima di riuscire a ferire qualcuno. Versa invece in condizioni gravi la poliziotta accoltellata ieri da un altro terrorista a Gerusalemme, nei pressi della città vecchia. L'agente non è in pericolo di vita, hanno spiegato i medici del Shaare Zedek Medical Center dove è ricoverata, ma ha subito danni alla spina dorsale e perso molto sangue. Ricoverato con diverse ferite anche un altro agente, rimasto coinvolto nello stesso attentato, mentre l'aggressore è stato ucciso.
In seguito a questi attacchi il Primo ministro Benjamin Netanyahu, da oggi a New York per la riunione delle Nazioni Unite e per incontrare il presidente Usa Barack Obama, ha chiesto un maggior dispiegamento di forze sia nella Capitale sia nella zona attorno a Hebron.
L'escalation di violenza non stupisce l'intelligence israeliana che aveva avvertito di un possibile nuovo ciclo di violenze dopo la festa musulmana di Id al-Adha e prima di quelle ebraiche (Rosh HaShannah e Kippur). Per evitare di gettare benzina sul fuoco, Netanyahu ha chiesto allo speaker della Knesset Yuli Edelstein di continuare ad impedire ai ministri del suo governo e ai parlamentari di accedere al l'area del Monte del Tempio.
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giornata della cultura ebraica
Da Roma a Padova, canti ebraici
in una raccolta da ascoltare

Da Roma a Padova, i più importanti canti della liturgia ebraica in un cd. Merito del rabbino capo della città veneta, rav Adolfo Locci, che fortemente ha voluto “Shire Miqdash”. Diciotto brani, da Lechà Dodì a Ani Maamin, da Yafutzu all’Hatikwah, con arrangiamenti del pianista Fabrizio Durlo, che sono stati presentati in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica nella suggestiva cornice di Palazzo Liviano.
Un folto pubblico ad accogliere quella che appare una significativa novità nel campo della raccolta, dell’analisi e della diffusione dell’immenso patrimonio musicale proprio dell’ebraismo italiano e internazionale. Condotta da Pasquale Troia, docente di religione e noto biblista, la serata ha alternato il piacere artistico dell’ascolto a momenti di confronto e approfondimento.
“La passione per la musica e il canto – spiega rav Locci – fanno da sempre parte del mio bagaglio culturale e spirituale. Ho amato da subito la tevāh, il pulpito dal quale il chazzān, l’officiante della sinagoga, canta le preghiere; vi sono salito per la prima volta a 13 anni per il mio bar mitzwāh (maggiorità religiosa) e da allora non ne sono più sceso. Ricordo il detto di un mio maestro che diceva: ‘se il rabbino è la mente di una comunità, il chazzān ne è il cuore’. In effetti, questo detto può essere rappresentativo del mio personale percorso: prima chazzān nelle sinagoghe di Roma e poi rabbino di Padova. La chazzānuth, l’arte dell’officiatura sinagogale, è parte inscindibile, della vita comunitaria e ritengo debba essere curata con passione ed esattezza”.
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pilpul
La sofferenza nei mattatoi
La Commissione d’inchiesta parlamentare che in Francia ha indagato sulle condizioni degli animali nei mattatoi, istituita in seguito alle orribili immagini video catturate da alcune associazioni ambientaliste, è approdata in conclusione a 65 proposte. Si rileva l’insufficienza di controlli e trasparenza, e si suggerisce di installare telecamere nelle zone più sensibili e a rischio delle strutture. Mi sembra una proposta di buon senso, si direbbe l’uovo di Colombo. Avanzo tre idee per l’Italia: perché il Parlamento non istituisce analoga commissione anche qui? Perché non installare subito le telecamere nei mattatoi? E perché non disporle anche negli allevamenti? Non sarebbero misure punitive, anzi varrebbero a garanzia degli operatori onesti e rispettosi delle leggi.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Vittorio Foa
Il 18 settembre del 1910 nasceva a Torino Vittorio Foa, politico, sindacalista, scrittore e intellettuale. Nipote da parte di padre di un rabbino, fu antifascista durante il Ventennio (pagando con il carcere la sua opposizione al fascismo) e partigiano nella Resistenza.
Nel 1946 venne eletto deputato del partito d’Azione nell’Assemblea Costituente e fu uno dei padri della Repubblica. Il suo contributo allo sviluppo democratico della sinistra italiana e mondiale è stato prezioso e importante.
Era un grande italiano che guardava sempre al futuro.


Mario Avagliano
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XX settembre, simbolo di laicità
Polemiche mai sopite sulla presenza del crocifisso in luoghi pubblici, dispute circa la benedizione o meno di strade e strutture statali o di enti locali, trasversali accuse alla Chiesa di ingerenza negli affari italiani (ma solo quando le sue affermazioni non collimano con le posizioni del partito di turno), bizzarre ipotesi di referendum sulla costruzione di moschee e così via dicendo: sono solo alcuni esempi che provano come il concetto di laicità sia ancora oggi da costruire in questo paese che, significativamente e nonostante i numerosi e diversi tentativi, non riesce ancora a darsi una legge che regoli chiaramente il rapporto tra Stato e diverse fedi.

Gadi Polacco
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Eliezer Ben-Yheuda
Tra le numerose sfide culturali che il popolo ebraico ha affrontato nel corso della sua storia plurimillenaria, in epoca moderna possiamo senza dubbio annoverare la rinascita della lingua ebraica.
L’ebraico: una lingua utilizzata per moltissimi secoli solo per la liturgia, il rituale, e per lo studio dei testi sacri, come un fuoco che cova sotto le ceneri, all’improvviso negli anni 80 del diciannovesimo secolo, ha ricominciato ad ardere, fino a diventare una lingua parlata da milioni di persone, una lingua appartenente al quotidiano.


Sira Fatucci
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