Roberto
Della Rocca,
rabbino
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“…Non
possederai nella tua tasca un peso grande e un peso piccolo… avrai un
peso regolare e giusto…”. (Devarìm; 25, 13-16) . Nella Parashà di Ki
Tetzè che abbiamo letto lo scorso shabbat non è esplicitato che si
faccia uso di due pesi e due misure ma si parla soltanto di possesso.
Subito dopo la Torah ci parla del ricordo di Amalèk. I Maestri del
Midràsh stabiliscono una relazione tra questi due testi a partire dalla
loro contiguità. Se tu possiedi due pesi due misure ti porti Amalèk in
casa. Se siamo convinti che Amalèk è il nemico emblematico di Israele,
dentro e fuori, questa conclusione è molto forte.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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SISO.
“Save Israel. Stop the Occupation”: “Salva Israele. Metti fine
all’occupazione” è l’appello senza precedenti che cinquecento
intellettuali israeliani hanno firmato e diffuso in questi giorni,
rompendo un silenzio angosciante e aprendo le porte a un dibattito che
potrebbe diventare uno dei momenti di maggiore lacerazione all’interno
dell’ebraismo israeliano e diasporico.
Il rilievo e la serietà dell’appello non sono sottovalutabili. L’hanno
firmato scrittori come David Grossmann, Amos Oz e Orly Castel-Bloom,
l’hanno firmato la cantante Noa e il regista Amos Gitai, l’hanno
firmato personalità che hanno e hanno avuto ruoli centrali nella vita
culturale, politica e militare di Israele: professori universitari,
ministri, generali, ambasciatori. Insomma, non gente che si possa
sospettare desideri la fine di Israele o aspiri a metterne in pericolo
la sicurezza. Comunque si vorrà giudicare questo appello, non ci si
potrà nascondere che apre una falla nelle certezze dell’attuale
politica israeliana, la politica dell’occupazione o, secondo altra
visione, della riappropriazione dei territori della grande Israele di
biblica memoria.
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Italia e foreign fighters
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Due
italiani, Bruno Cacace e Danilo Calonego, dipendenti della piemontese
Con.I.Cos. sono stati rapiti nelle scorse ore a Ghat, nel sud della
Libia. Due le piste dei possibili responsabili: i miliziani dell’Isis o
un gruppo di criminali comuni e, spiega il Corriere della Sera, la
seconda opzione sembra più probabile. La Farnesina, in ogni caso, è al
lavoro per chiarire la situazione in Libia. E dell’impegno italiano nel
paese africano ha parlato il segretario Usa John Kerry, intervistato da
La Stampa: “L’Italia – ha detto – sta offrendo un contributo decisivo
in Libia per affrontare la minaccia dell’instabilità e il terrorismo”.
Nell’intervista si parla anche della situazione dei profughi in Europa
e della crisi in Siria, dove nelle scorse ore sembra sia saltata la
fragilissima tregua, dopo l’uccisione di 12 persone, parte di un
convoglio umanitario, morte a causa di un bombardamento. Secondo la
denuncia degli osservatori di Human Rights, l’attacco è stato condotto
dall’aviazione del dittatore Assad e dai russi (Corriere).
Israele e l’escalation di violenza palestinese. Sette attacchi
palestinesi in quattro giorni, due solo ieri. Israele fronteggia una
nuova ondata di violenza a Gerusalemme e in Cisgiordania e teme una
escalation per le prossime festività ebraiche di inizio ottobre. Per la
prima volta da molti mesi le autorità di sicurezza hanno segnalato una
ripresa degli assalti, tanto che il premier Benjamin Netanyahu ha
incontrato i vertici dell’esercito e dei servizi per affrontare la
situazione.’ La soglia del rischio – ha detto dopo i primi episodi – si
è alzata” (Avvenire). Intanto Netanyahu si prepara ad incontrare negli
Stati Uniti il presidente Usa Barack Obama per parlare della situazione
mediorientale (Osservatore Romano), degli aiuti militari forniti da
Washington a Gerusalemme e dell’attuale nuova tensione e violenza
palestinese. Dell’approccio al terrorismo e della resilienza della
popolazione israeliana come modello per l’Occidente minacciato dal
fanatismo scrive invece Fiamma Nirenstein sul Giornale.
New York, arrestato il responsabile dell’attacco. “La folle notte di
Ahmad Khan Rahami, l’uomo delle bombe di Chelsea e Jersey Shore,
l’afgano naturalizzato americano che voleva fare strage piazzando 5
ordigni alla stazione della sua città, è finita qui: mentre cercava
riposo nel portone di un bar chiuso di Linden, a meno di 15 minuti
dalla friggitoria di famiglia”, ricostruisce Repubblica, parlando
dell’uomo considerato responsabile dell’attacco che la scorsa notte ha
causato il ferimento di 29 persone a Manhattan.
Milano, Binario 21 e i luoghi di accoglienza. “Comune e prefettura sono
alle prese con l’accoglienza dei due “fiumi” distinti e paralleli di
profughi, con tutti i centri d’accoglienza saturi e una ricerca
affannosa di nuovi posti letto”, il quadro dipinto da Repubblica Milano
rispetto alla situazione del capoluogo lombardo dove in estate sono
confluiti oltre 40mila migranti. Il sindaco Beppe Sala ha chiesto che
sia approvato un piano nazionale per la redistribuzione dei profughi
sul territorio e intanto la fondazione Memoriale della Shoah, in via
Ferrante Aporti, ha deciso di tenere ancora aperto il dormitorio
gestito da Sant’Egidio in collaborazione con Chiesa evangelica.
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LA MISSIONE NEGLI STATI UNITI
La presidente UCEI a New York "Pace, lavoriamo tutti insieme"
Fondata
nel 1965 da rav Arthur Schneier, rabbino e noto attivista per i diritti
umani, la “Appeal of Coscience Foundation” è un’organizzazione
interreligiosa impegnata da oltre mezzo secolo nella promozione di
pace, tolleranza, reciproca comprensione tra i popoli. Un impegno
rilanciato una nuova volta in queste ore, a New York, attraverso un
prestigioso evento internazionale cui hanno preso parte la presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e al suo
fianco l’assessore UCEI Giacomo Moscati.
Evento che ha posto al centro l’importanza e la complessità di questo
impegno e che ha avuto tra i suoi protagonisti il presidente francese
Francois Hollande, insignito del premio annuale della fondazione per
essersi distinto come uomo di Stato che più ha fatto, in questi mesi
delicati che per prima investono proprio la Francia, il paese europeo
maggiormente colpito dalla minaccia del terrorismo islamico, “a favore
della pace e della promozione della tolleranza, della dignità e dei
diritti dell’uomo”. Lo stesso Hollande, intervenendo nel corso della
serata, ha ricordato la sfida dell’Europa di fronte alle molte insidie
del presente. Una sfida che non può prescindere dall’unità,
dall’incontro tra forze e anime diverse della società. Insieme per un
obiettivo comune.
Numerosi i partecipanti alla serata con un ruolo di primo piano nelle
istituzioni, nelle comunità religiose, nella società civile. Tra gli
altri l’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger.
“Un crimine compiuto nel nome della religione è il più grave crimine
commesso nei confronti della religione stessa” la convinzione che ha
sempre animato l’attività di Schneier, storico rabbino della Park East
Synagogue. Nato a Vienna nel 1930, sopravvissuto alla Shoah, è stato
insignito in America di un premio presidenziale conferitogli da Bill
Clinton nel 2001.
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LA TRE GIORNI DI SANT'EGIDIO
Assisi, incontro tra le religioni
"Lottiamo contro ogni odio"
Si
concluderà in serata, con la lettura di un appello collettivo per la
pace, l’intensa tre giorni organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio ad
Assisi. Molti i temi che hanno segnato “Assisi. Thirst for peace”,
richiamando nella città umbra i leader e i rappresentanti (italiani e
internazionali) delle diverse religioni. Un confronto articolato su più
piani, dal sociale alla difesa del creato, dalla lotta all’estremismo
al dovere della Memoria, che ha avuto tra i suoi protagonisti numerosi
leader ebraici.
Ad accogliere papa Bergoglio, che ha varcato questa mattina la soglia
del convento di Assisi, anche il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di
Segni (nell'immagine in alto l'incontro tra i due). Tra gli altri,
inoltre, il papa si confronta oggi singolarmente con i rabbini David
Rosen e Abraham Skorka oltre al sociologo di origine ebraica Zygmunt
Bauman, che ha parlato ieri davanti a un folto pubblico della
complessa sfida dell’integrazione.
Lavorare per la pace e a progetti condivisi: questa la grande sfida
tracciata dal meeting. “La misericordia fa la storia, senza la
misericordia non c’è storia. La misericordia è rivoluzionaria, ma non
può prescindere dalla giustizia” ha sottolineato rav Di Segni in
occasione di uno dei molti panel di approfondimento organizzati nella
città umbra. “In eventi come questi – ha aggiunto il rav – il rischio
talvolta è di scivolare nel buonismo. Vorrei quindi citare i Maestri,
le cui parole ci illuminano. Soprattutto di questi tempi. ‘Chi è
misericordioso con i malvagi, rischia di essere malvagio con i buoni’.
“La sfida della pace è indubbiamente il primo tema nella agenda del
papa. Perché la madre di tutti i drammi di cui soffre l‘umanità, la
fame, povertà, le migrazioni, la madre di tutte le sofferenze delle
persone è la guerra. È l’odio” il messaggio di Skorka, amico di
Bergoglio già dai tempi di Buenos Aires.
Vivere insieme nel ventunesimo secolo: questo invece il tema toccato dalla presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello
in una diversa tavola rotonda. Significativi inoltre ieri i contributi
di rav Israel Meir Lau (a destra nell'immagine a fianco), rabbino capo
a Tel Aviv e sopravvissuto alla Shoah, intervenuto sulla sfida della
Memoria. E del presidente dei rabbini italiani rav Alfonso Arbib, che
ieri ha fatto il punto sul dialogo tra ebrei e cattolici tra sfide,
opportunità e problemi ancora aperti. Tra i partecipanti anche il rav
Giuseppe Momigliano, ad Assisi in rappresentanza del Consiglio
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il rabbino capo di
Firenze rav Joseph Levi e Lisa Billig dell’American Jewish Committee. Leggi
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grave l'agente ferita ieri nella città vecchia
La nuova escalation di violenza
Israele blinda Gerusalemme
La
violenza dei lupi solitari si ripresenta in Israele dopo un periodo di
relativa calma. Nove attacchi da venerdì scorso a oggi. Questa mattina
l'ultimo, nella zona di Hebron, in Cisgiordania, con il tentativo da
parte di un giovane terrorista di accoltellare un gruppo di soldati
israeliani. L'aggressore, un giovane di 16 anni proveniente dal
villaggio di Bani Na’im, è stato ucciso prima di riuscire a ferire
qualcuno. Versa invece in condizioni gravi la poliziotta accoltellata
ieri da un altro terrorista a Gerusalemme, nei pressi della città
vecchia. L'agente non è in pericolo di vita, hanno spiegato i medici
del Shaare Zedek Medical Center dove è ricoverata, ma ha subito danni
alla spina dorsale e perso molto sangue. Ricoverato con diverse ferite
anche un altro agente, rimasto coinvolto nello stesso attentato, mentre
l'aggressore è stato ucciso.
In seguito a questi attacchi il Primo ministro Benjamin Netanyahu, da
oggi a New York per la riunione delle Nazioni Unite e per incontrare il
presidente Usa Barack Obama, ha chiesto un maggior dispiegamento di
forze sia nella Capitale sia nella zona attorno a Hebron.
L'escalation di violenza non stupisce l'intelligence israeliana che
aveva avvertito di un possibile nuovo ciclo di violenze dopo la festa
musulmana di Id al-Adha e prima di quelle ebraiche (Rosh HaShannah e
Kippur). Per evitare di gettare benzina sul fuoco, Netanyahu ha chiesto
allo speaker della Knesset Yuli Edelstein di continuare ad impedire ai
ministri del suo governo e ai parlamentari di accedere al l'area del
Monte del Tempio. Leggi
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giornata della cultura ebraica Da Roma a Padova, canti ebraici
in una raccolta da ascoltare
Da
Roma a Padova, i più importanti canti della liturgia ebraica in un cd.
Merito del rabbino capo della città veneta, rav Adolfo Locci, che
fortemente ha voluto “Shire Miqdash”. Diciotto brani, da Lechà Dodì a
Ani Maamin, da Yafutzu all’Hatikwah, con arrangiamenti del pianista
Fabrizio Durlo, che sono stati presentati in occasione della Giornata
Europea della Cultura Ebraica nella suggestiva cornice di Palazzo
Liviano.
Un folto pubblico ad accogliere quella che appare una significativa
novità nel campo della raccolta, dell’analisi e della diffusione
dell’immenso patrimonio musicale proprio dell’ebraismo italiano e
internazionale. Condotta da Pasquale Troia, docente di religione e noto
biblista, la serata ha alternato il piacere artistico dell’ascolto a
momenti di confronto e approfondimento.
“La passione per la musica e il canto – spiega rav Locci – fanno da
sempre parte del mio bagaglio culturale e spirituale. Ho amato da
subito la tevāh, il pulpito dal quale il chazzān, l’officiante della
sinagoga, canta le preghiere; vi sono salito per la prima volta a 13
anni per il mio bar mitzwāh (maggiorità religiosa) e da allora non ne
sono più sceso. Ricordo il detto di un mio maestro che diceva: ‘se il
rabbino è la mente di una comunità, il chazzān ne è il cuore’. In
effetti, questo detto può essere rappresentativo del mio personale
percorso: prima chazzān nelle sinagoghe di Roma e poi rabbino di
Padova. La chazzānuth, l’arte dell’officiatura sinagogale, è parte
inscindibile, della vita comunitaria e ritengo debba essere curata con
passione ed esattezza”. Leggi
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La sofferenza nei mattatoi |
La
Commissione d’inchiesta parlamentare che in Francia ha indagato sulle
condizioni degli animali nei mattatoi, istituita in seguito alle
orribili immagini video catturate da alcune associazioni ambientaliste,
è approdata in conclusione a 65 proposte. Si rileva l’insufficienza di
controlli e trasparenza, e si suggerisce di installare telecamere nelle
zone più sensibili e a rischio delle strutture. Mi sembra una proposta
di buon senso, si direbbe l’uovo di Colombo. Avanzo tre idee per
l’Italia: perché il Parlamento non istituisce analoga commissione anche
qui? Perché non installare subito le telecamere nei mattatoi? E perché
non disporle anche negli allevamenti? Non sarebbero misure punitive,
anzi varrebbero a garanzia degli operatori onesti e rispettosi delle
leggi.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Vittorio Foa |
Il
18 settembre del 1910 nasceva a Torino Vittorio Foa, politico,
sindacalista, scrittore e intellettuale. Nipote da parte di padre di un
rabbino, fu antifascista durante il Ventennio (pagando con il carcere
la sua opposizione al fascismo) e partigiano nella Resistenza.
Nel 1946 venne eletto deputato del partito d’Azione nell’Assemblea
Costituente e fu uno dei padri della Repubblica. Il suo contributo allo
sviluppo democratico della sinistra italiana e mondiale è stato
prezioso e importante.
Era un grande italiano che guardava sempre al futuro.
Mario Avagliano
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XX settembre, simbolo di laicità |
Polemiche
mai sopite sulla presenza del crocifisso in luoghi pubblici, dispute
circa la benedizione o meno di strade e strutture statali o di enti
locali, trasversali accuse alla Chiesa di ingerenza negli affari
italiani (ma solo quando le sue affermazioni non collimano con le
posizioni del partito di turno), bizzarre ipotesi di referendum sulla
costruzione di moschee e così via dicendo: sono solo alcuni esempi che
provano come il concetto di laicità sia ancora oggi da costruire in
questo paese che, significativamente e nonostante i numerosi e diversi
tentativi, non riesce ancora a darsi una legge che regoli chiaramente
il rapporto tra Stato e diverse fedi.
Gadi Polacco
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Eliezer Ben-Yheuda |
Tra
le numerose sfide culturali che il popolo ebraico ha affrontato nel
corso della sua storia plurimillenaria, in epoca moderna possiamo senza
dubbio annoverare la rinascita della lingua ebraica.
L’ebraico: una lingua utilizzata per moltissimi secoli solo per la
liturgia, il rituale, e per lo studio dei testi sacri, come un fuoco
che cova sotto le ceneri, all’improvviso negli anni 80 del
diciannovesimo secolo, ha ricominciato ad ardere, fino a diventare una
lingua parlata da milioni di persone, una lingua appartenente al
quotidiano.
Sira Fatucci
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