
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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"È
davvero una brava persona… non ha mai fatto male a nessuno… neanche ad
una mosca”. Generalmente il senso comune indica nella categoria
dell’assenza del male un’ottima qualità di relazione tra le persone.
L’Ebraismo va al di là di questo senso comune e indica nell’assenza del
male una qualità relativa, una caratteristica che non è degna loda, in
altre parole “non fare del male” non è un criterio di positività morale
ebraica.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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Dovrebbe
preoccupare il fatto che fra i supporter di Donald Trump ci siano –
oltre agli ebrei che si schierano con i repubblicani – anche molti
gruppi che usano abitualmente la retorica antisemita della destra più
retriva. Non si tratta di episodi. In un anno più di 2,6 milioni di
twitter dall’esplicito contenuto antisemita. È vero che internet e i
social amplificano e moltiplicano messaggi che in altri tempi sarebbero
rimasti sottotraccia, ma qui siamo di fronte a un fenomeno ampio e
consolidato.
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Mosul, le minacce dell'Isis
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Mentre
continua la battaglia di Mosul tra forze irachene, pershmerga curdi e
Daesh, torna a farsi sentire il sedicente califfo Abu Bakral Baghdadi.
In un messaggio inviato ai suoi uomini, trincerati nella città
irachena, Baghdadi incita a resistere e lancia una dichiarazione
di guerra al mondo intero: dagli ebrei agli sciiti che, afferma,
vogliono impadronirsi di tutto l'Iraq (Il Sole 24 Ore). Secondo i
servizi segreti britannici in ogni caso il sedicente califfo ha già
abbandonato Mosul e la sua posizione attuale non è nota (Avvenire).
Elezioni Usa. Nei sondaggi dei singoli Stati, la democratica Hillary
Clinton continua ad essere davanti al repubblicano Donald Trump. Ma la
partita è ancora aperta. “Trump può vincere – scrive il Corriere -
anche se sembra difficile: la via passa attraverso Stati in bilico con
molti voti elettorali come Ohio, Florida e North Carolina e la speranza
che ne rientrino in gioco altri come Colorado e New Hampshire”. Secondo
Evan Cornog, firma del New Yorker di cui Repubblica pubblica oggi un
articolo, Trump “ha sfidato la Storia per conquistare l'America
razzista” ovvero ha riportato alla luce sentimenti che già facevano
parte del terreno sociale americano. Cornog infatti ricorda tra le
altre cose “i pregiudizi anticattolici e antisemiti” che
“incoraggiarono una legge fortemente restrittiva sull'immigrazione,
l'Immigration Act del 1924, che stabiliva quote mirate a ridurre
drasticamente l'immigrazione complessiva e in particolare a tagliare il
numero dei cattolici e degli ebrei in arrivo”.
La Toscana di Bassani. Sul Corriere fiorentino, Dora Liscia Bemporad,
docente universitaria, ricorda lo zio, lo scrittore Giorgio Bassani e
il suo legame con la Toscana. “Per capire mio zio e la sua opera
bisogna guardare a quel drammatico autunno in cui sfuggì più volte alle
grinfie degli aguzzini, che lo braccavano sia perché ebreo e sia perché
oppositore. - racconta la nipote al giornalista Adam Smulevich - In
riva all'Arno, diede ancora una volta prova che il suo antifascismo
sapeva essere teorico e pratico al tempo stesso. Era già stato in
carcere a Ferrara per le sue idee, e anche stavolta non esitò ad
esporsi ben sapendo quale sarebbe stata la sua sorte in caso di
arresto”. Di questo intreccio tra l'autore del Giardino dei Finzi
Contini e la Toscana si parlerà nel programma del convegno sugli
intellettuali ebrei “e il dovere della testimonianza” organizzato dal 7
al 9 novembre su impulso dell'ateneo fiorentino, con il coordinamento
scientifico di Anna Dolfi, nel quadro delle celebrazioni del centenario
della nascita dello scrittore ferrarese.
Genova, la Memoria e i profughi. Hanno sfilato anche alcuni richiedenti
asilo nella marcia silenziosa organizzata dalla Comunità di
Sant'Egidio, la Comunità ebraica di Genova, il Centro culturale Primo
Levi e l'Università per ricordare la deportazione degli ebrei genovesi
da parte dei nazifascisti iniziata il 3 novembre 1943. "Bisogna
ricordare, - spiega a Repubblica Genova Sergio Casali della Comunità di
Sant'Egidio - in modo che non si verifichi mai più quel clima freddo di
indifferenza che portò all'agguato contro tante persone innocenti".
Milano, Sala toglie la corona al Campo X. “Pur nel rispetto di tutti i
caduti, il Comune ritiene opportuna una riflessione che porti, a
partire dall'anno prossimo, ad un aggiornamento dell'elenco di questi
luoghi”. Lo scrive il sindaco Beppe Sala sulla sua pagina Facebook,
riguardo alla corona posata dal Comune nel campo X del Musocco dove
sono sepolti caduti della Rsi e Ss e contro cui ha fortemente
protestato l'Anpi. Una tradizione che va avanti da oltre 25 anni e che
il Primo cittadino vuole rivedere (Corriere Milano).
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il
messaggio della presidente dell'unione
"Siamo
grati alle Forze Armate
per il loro impegno per la pace"
In
occasione delle celebrazioni del 4 novembre, Giornata dell'Unità
Nazionale e delle Forze Armate, la Presidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato il seguente
messaggio al Ministro della Difesa Roberta Pinotti e al Capo di Stato
Maggiore della Difesa, il generale Claudio Graziano:
Signor Ministro,
Signor Capo di Stato Maggiore,
Nella ricorrenza del 4 novembre, data in cui l'Italia celebra l’Unità
Nazionale e il 98esimo anniversario della fine della Prima guerra
mondiale, desidero testimoniare a nome dell'ebraismo italiano, la
nostra vicinanza alle Forze Armate, garanti della nostra libertà e
sicurezza nonché presidio delle istituzioni democratiche.
L'impegno internazionale dei nostri militari nella salvaguardia e
costruzione della pace ci riempie di orgoglio e rappresenta nel modo
più significativo e profondo i valori della Repubblica italiana, che
oggi ricordiamo. L'Italia, grazie alle nostre Forze Armate, è in prima
fila nella lotta per riaffermare ovunque i diritti inalienabili
dell'uomo, diritti che purtroppo, come testimoniano le cronache
quotidiane, sono oggi minacciati dal terrorismo e dai seminatori
d'odio. Si tratta, come ha ricordato il Ministro Pinotti intervenendo
nella Sinagoga Centrale di Milano in occasione dell'ultima edizione
della Giornata Europea della Cultura ebraica, di un impegno attivo per
la pace, che, oltre ad essere difesa, deve essere portata in tutti in
quei paesi che ancora non l'hanno conquistata.
Come ebrei, siamo particolarmente grati agli uomini e alle donne in
divisa per l'impegno costante per difendere la nostra sicurezza nei
diversi luoghi della vita ebraica italiana.
Oggi, è un giorno di memoria, in cui ricordare i tanti nostri militari
caduti per difendere i valori del nostro Paese. E in questo quadro non
possiamo dimenticare l'importante e complessa storia della
partecipazione dell'ebraismo italiano al Primo conflitto mondiale: la
Grande Guerra fu per molti ebrei italiani un momento chiave della
propria storia, vissuto come la prosecuzione ideale dell'emancipazione
ottenuta nel Risorgimento e come affermazione dei principi democratici
di libertà e uguaglianza. Quegli stessi principi – traditi dal
fascismo, dalle leggi razziste del 1938 e dalla persecuzione
anti-ebraica durante la seconda guerra mondiale – che oggi le
nostre Forze armate sono impegnate a difendere in Italia e nel mondo.
In questi mesi e in particolare ultimi giorni, in cui una parte del
nostro Paese soffre a causa del terribile terremoto, vogliamo ricordare
il contribuito delle Forze Armate, in collaborazione con la Protezione
Civile, nel prestare un soccorso immediato e fondamentale ai nostri
concittadini colpiti dal sisma. Il nostro pensiero e la nostra
solidarietà va a loro, con l'auspicio che possano ritornare presto a
una vita serena e normale.
Noemi Di Segni,
Presidente dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane
(Nell'immagine, l'incontro alla Sinagoga Centrale di Milano tra la
presidente UCEI Noemi Di Segni e il ministro della Difesa Roberta
Pinotti in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica)
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Dal
17 al 20 novembre appuntamento a Milano
Bookcity,
forte l'offerta culturale
Pagine Ebraiche fra i protagonisti
La
Gerusalemme promessa, la Gerusalemme negata e la Gerusalemme
riconquistata vista da vicino con gli occhi dei grandi scrittori
italiani che hanno voluto percorrerne le strade.
Il Senso della Storia e la sua necessità, il nostro dovere di
insegnarla, di impararla, di interpretarla, di farne un caposaldo della
Memoria e della libertà.
La minaccia della demenza digitale e del complottismo dilagante, la
necessità di combattere la subcultura e le aziende, i movimenti che
cinicamente speculano sull’ingenuità della gente.
La redazione del giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche sarà
protagonista nel quadro del grande festival culturale milanese Bookcity
2016, che si terrà dal 17 al 20 novembre prossimi.
Tre gli appuntamenti organizzati dai giornalisti dell’Unione delle
Comunità Ebraiche nell’ambito di un programma ricchissimo di incontri
che coinvolge editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori,
agenti letterari, traduttori, grafici, illustratori, blogger, lettori,
scuole di scrittura, associazioni e gruppi di lettura, il mondo delle
scuole e delle università.
La domenica 20 novembre al mattino, al Teatro Franco Parenti, si
parlerà de La Rete, l’odio online e il ritorno alla giungla. Assieme
alla giornalista della redazione Ada Treves saranno il filosofo Giulio
Giorello, il giurista Carlo Melzi D’Eril, il sociologo Giovanni
Ziccardi.
Smartphone, videogiochi e social network creano dipendenza, modificano
le capacità intellettive, fanno emergere patologie sociali e invece di
collegarci al resto del mondo rischiano di inibire le nostre capacità
di approfondire, di socializzare, di intrecciare relazioni, di amare.
Ma all’interno del questo dialogo globale, dilagano le espressioni di
odio razziale e politico, le offese, i comportamenti ossessivi, le
molestie, il bullismo e altre forme di violenza. Le culture di
minoranza sono le prime vittime dell’odio online e dell’uso distorto
delle tecnologie. Ma talvolta gravi distorsioni emergono anche nelle
dinamiche interne ai gruppi minoritari.
A metà giornata, nella prestigiosa sala delle Colonne del Circolo
Filologico di Milano,sarà la volta di una riflessione sul senso e sull’uso della Storia che
vedrà, con il giornalista Guido Vitale, a confronto lo storico sociale
delle idee David Bidussa e il nuovo direttore della fondazione Centro
di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera.
Quando finisce questa Storia? Anima, corpo e destino nel pensiero di
Serge Gruzinski e Yuval Harari il titolo dell’incontro, che prenderà le
mosse dal pensiero dello storico francese autore di “Abbiamo ancora
bisogno della Storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato” e
del filosofo israeliano autore di “Da animali a dèi: Breve storia
dell’umanità”.
Nel pomeriggio, infine, in collaborazione con il Touring Club Italiano,
la redazione darà voce allo storico della letteratura Alberto
Cavaglion, autore di “Verso la terra promessa. Scrittori italiani a
Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini”, per un confronto
che vedrà fra i protagonisti lo studioso Bruno Pischedda e il
giornalista Paolo Salom (Corriere della Sera).
Il programma prevede più di mille eventi, incontri, presentazioni,
dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle
nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e
nuovissimi, dalle raccolte di biblioteche storiche pubbliche e private,
dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche
collettivo. Una promozione capillare della lettura e della scrittura
attraverso diverse e originali modalità di avvicinamento e
coinvolgimento di lettori di ogni età.
Nell’ambito della ricchissima offerta culturale della manifestazione
ancora un incontro di presentazione dell’edizione italiana del Talmud,
che si terrà, sempre domenica 20 novembre, nella sinagoga milanese di
via Guastalla, e cui parteciperanno i rabbini Alfonso Arbib e Roberto
Della Rocca assieme a Massimo Giuliani, Alberto Melloni, Clelia
Piperno, Davide Romano e Shulim Vogelman.
La quinta edizione di BookCity sarà inaugurata giovedì 17 novembre al
Teatro dal Verme da una delle voci più autorevoli della narrativa
turca: Elif Shafak, che rivendica nei suoi romanzi l’indipendenza del
racconto dalla politica e dalla realtà, e interviene sui principali
giornali di tutto il mondo sulla situazione sociale e politica in
Turchia. Lo scrittore riceverà il Sigillo della Città di Milano dalle
mani del Sindaco Giuseppe Sala.
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il
catalogo della mostra al premier renzi
Firenze,
i 50 anni dell'Alluvione
Il grande ritorno dei libri ebraici
Gli
occhi del mondo puntati su Firenze, nelle ore in cui viene ricordato il
cinquantesimo anniversario dell’Alluvione.
Le ferite inflitte dall’Arno, l’angoscia e la devastazione nelle strade
del centro storico, ma anche la straordinaria prova di solidarietà
degli ‘Angeli del fango’ e dei tanti volontari che accorsero dai cinque
continenti. Tanti i temi a segnare questo anniversario, che si svolge
alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del
premier Matteo Renzi. Molti gli applausi per gli “angeli” che hanno
preso parte alla commemorazione questa mattina in Palazzo Vecchio.
L’emozione
del ritorno segna anche la grande mostra “E le acque si calmarono”
dedicata alla biblioteca ebraica ferita dall’Arno, realizzata su
iniziativa della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia, della
Biblioteca Nazionale Centrale e della Comunità ebraica fiorentina.
Anche oggi, sala Dante aperta per accogliere i molti visitatori
affluiti in questa solenne e importante giornata. Abbracciando
calorosamente il premier Renzi, il vicepresidente della Fondazione
Renzo Funaro lo ha invitato alla mostra e gli ha donato una copia del
catalogo. “Complimenti, avete fatto un grande lavoro” ha risposto il
Primo ministro.
Il
simbolico ritorno dei libri ebraici in città è stato evocato anche
durante l’udienza interreligiosa svoltasi ieri in Vaticano cui hanno
partecipato numerosi esponenti dell’ebraismo romano e italiano. A
sollevare il tema la Consigliera UCEI Sara Cividalli, già presidente
della Comunità ebraica fiorentina, che ha donato una copia del catalogo
a papa Bergoglio per poi intrattenersi con lo stesso sul significato
profondo della mostra e dell’anniversario.
(Nelle immagini lo svelamento della targa commemorativa in Palazzo
Vecchio, il premier Matteo Renzi con una copia del catalogo, la
Consigliera UCEI Sara Cividalli e Bergoglio)
Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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LA
VISITA DELLA PRESIDENTE UCEI
Livorno,
l'incontro con gli iscritti
"Futuro importante da scrivere""
La
Comunità di Livorno è stata e continua ad essere un punto di
riferimento imprescindibile per tutto l’ebraismo italiano. Per quello
che seppe rappresentare nelle tormentate vicende d’Europa dei secoli
scorsi, per la feconda tradizione rabbinica che ha prodotto alcuni dei
più grandi Maestri e pensatori dell’umanità. Ma anche e soprattutto,
per le molte pagine di futuro che è ancora chiamata a scrivere”.
Questo il messaggio che la Presidente dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha voluto rivolgere agli iscritti
della Comunità labronica, incontrati ieri per un confronto diretto che
la sta portando a toccare con mano la vita, le problematiche, le sfide
di tutte e 21 le realtà dell’ebraismo italiano.
Un incontro molto positivo e costruttivo nelle valutazioni di tutti i
partecipanti. Compreso il Presidente della Comunità ebraica Vittorio
Mosseri, che afferma: ”È fondamentale che l’Unione sia sempre più
presente nel quotidiano di ciascuna Comunità. Iniziative come quella di
ieri, decisamente positiva, costituiscono la migliore premessa affinché
si rafforzi sempre più la collaborazione tra ente centrale e realtà
locali. Sono molto fiducioso. Per le parole che ho ascoltato, per la
strada che è stata tracciata insieme”.
Tra gli impegni che hanno segnato la giornata anche la presentazione
del libro di Francesca Trivellato Il commercio interculturale La
diaspora sefardita, Livorno e i traffici globali in età moderna
(ed.Viella) con gli interventi, oltre che dei Presidenti Di Segni e
Mosseri, di importanti esponenti del mondo accademico toscano.
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qui
roma - il convegno
Arte
ebraica, di cosa parliamo
È
stata una intensa giornata di studio e approfondimento, quella che ha
avuto luogo ieri a Roma, al Centro Bibliografico Tullia Zevi
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Animata da un interessato
e folto pubblico, che ha assistito ai tanti interventi del simposio
“Immagini vietate o permesse? Arte ed ebraismo a Roma”, il convegno è
stato l'occasione per parlare di arte ebraica sotto diversi punti di
vista: in particolare, dei beni culturali ebraici in Italia, che vanno
dai musei alle Sinagoghe, dalle catacombe ebraiche agli arredi sacri,
dall’arte in Memoria all’opera di grandi artisti del ‘900 italiano come
Lele Luzzati. Al centro delle dotte disquisizioni, come si evince dal
titolo della conferenza, il divieto di rappresentazione, legato al
divieto dell’idolatria. Un argomento ampiamente approfondito dal
rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Di Segni, nel suo
intervento incentrato sulle immagini e le decorazioni del riquadro
Israelitico del Cimitero del Verano a Roma.
Il simposio, inaugurato dai saluti istituzionali del Segretario
Generale UCEI Gloria Arbib, di David Meghnagi e Gianni Ascarelli,
rispettivamente assessore alla Cultura e assessore ai Beni Culturali
dell'Unione, e dell’assessore alla Cultura della Comunità di Roma
Giorgia Calò, è stato ideato e organizzato da Raffaela Di Castro del
Centro Bibliografico, che si è detta estremamente soddisfatta del
risultato.
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qui
roma
Impegno
e vitalità del linguaggio
Una mostra racconta Baumann
"Eclettico,
polimata, poliedrico, sfacciato, cantastorie, istrione. Su Alberto
Baumann è stato proprio detto di tutto e non sempre positivamente; ma
per me era e rimane ‘mio padre’: un innato comunicatore multifacciale
al servizio della comunità, della famiglia, di chi gli volesse del
bene” racconta il figlio Alan David.
Un’emozione palpabile ieri all’Associazione Nazionale Reduci dalla
Prigionia di Roma, dove parte dei suoi dipinti e dei suoi scritti ha
trovato ospitalità nella mostra ‘Vitalità dei linguaggi’ curata da
Francesca Pietracci.
Inaugurata in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica e
visitabile fino al prossimo 24 gennaio, la mostra riporta la giusta
attenzione nei confronti di un artista noto agli addetti ai lavori, ma
ancora da scoprire per il grande pubblico. Una figura la cui memoria, a
due anni dalla scomparsa, è quanto mai viva negli ambienti della
cultura romana. Anche nel ricordo del formidabile sodalizio che
costituì assieme alla compagna, la grande pittrice Eva Fischer.
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Qui
Torino
Storia
di un amico ebreo
“Dalle
vecchie foto in bianco e nero, dalle lettere ingiallite vergate con l’
elegante calligrafia di chi è nato nella prima metà del secolo scorso,
spunta una storia di solidarietà, di coraggio e di lealtà […] Una
storia che ha protagonisti noti: il poeta Gian Piero Bona e suo padre,
l’industriale Lorenzo Valerio Bona da un lato, e dall’altro Sergio
Hutter Jontof, il notissimo e geniale architetto torinese scomparso nel
1999 dopo aver progettato lo Stadio delle Alpi e tante altre opere
moderne e innovative”. Così scriveva nel 2006 la giornalista Vera
Schiavazzi, raccontando la storia de L’architetto e lo Schindler
torinese (titolo dell’articolo): storia che oggi torna ad essere
raccontata in L’amico ebreo (Ponte alle Grazie, Firenze 2016), ultima
opera letteraria di Gian Piero Bona, presentato dall’autore nelle sale
della Comunità ebraica di Torino. A dialogare con Bona, il presidente
della Comunità torinese Dario Disegni, Giacomo Jori, docente presso
l’Università della Svizzera Italiana e Lucio Monaco, vicepresidente
A.N.E.D., sezione Torino.
Alice Fubini
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QUI
ROMA - LUTTO NELLA COMUNITà EBRAICA
Lionello
Heller (1929 - 2016)
È
scomparso all'età di 87 anni Lionello Heller, storico fotografo della
Comunità romana. Nei suoi scatti, le emozioni, i piccoli e grandi
momenti che hanno segnato molti decenni di vita ebraica nella Capitale.
Numerose le testimonianze di cordoglio espresse in queste ore ai figli
Giorgio e Silvia, cui si è rivolta anche la presidente dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni in un messaggio in cui
viene ricordato come attraverso le fotografie del padre "tanti momenti
della nostra vita si fisseranno indelebili nel ricordo collettivo".
I funerali di Lionello Heller si sono svolti questa mattina a Roma al
cimitero di Prima Porta.
Ai parenti e alle persone a lui care la vicinanza della redazione del
portale dell'ebraismo italiano www.moked.it e di Pagine Ebraiche. Sia
il suo ricordo di benedizione.
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Intorno
al Muro |
Mentre
il legame tra gli ebrei e il Muro del Pianto viene taciuto e negato
dagli organismi internazionali, dobbiamo purtroppo constatare una volta
di più che il Kotel può diventare anche un luogo di scontro tra gli
stessi ebrei. Mercoledì scorso alcuni rabbini non ortodossi, figure di
spicco dei movimenti Reform e Conservative, hanno messo in atto
un’azione dimostrativa al Muro del Pianto portando dall’esterno rotoli
della Torah, cosa normalmente vietata (secondo quanto racconta Haaretz
erano stati eccezionalmente autorizzati ma il personale che controlla
le entrate non era stato informato dell’autorizzazione e aveva cercato
di fermarli); dopo essere riusciti comunque a passare i varchi - stando
sempre a quanto riferisce Haaretz - si sono trovati di fronte a gruppi
numerosi di giovani ultraortodossi e sono stati aggrediti, anche
fisicamente. Insomma, una vicenda molto triste, che non potrà che
esacerbare ulteriormente le divisioni all’interno del mondo ebraico.
Anna Segre, insegnante
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Confederazione |
“Noi
dobbiamo vivere assieme ai palestinesi, non dobbiamo dominarli, bisogna
vivere assieme con entità differenti ovvero in una confederazione.” A
parlare non è un esponente di qualche movimento della sinistra
israeliana, ma Reuven Rivlin, l’attuale presidente dello Stato di
Israele, in un’intervista sulle prospettive del Medio Oriente riportata
sulla Stampa. Se si pensa all’idea di “confederazione”, può venire in
mente la Svizzera, qualcosa come la confederazione polacco-lituana del
XVI secolo, oppure il confederalismo democratico elaborato da Abdullah
Ocalan, sulla base delle idee del filosofo ebreo-americano Murray
Boockin, ideologia portante della regione curda del Rojava. Penso che
in entrambi i casi, siamo lontani da ciò che intende Rivlin per
confederazione, non dobbiamo scordarci che si sta parlando pur sempre
di un politico del Likud – sebbene per molti versi distante da Bibi
Netanyahu.
Francesco Moises Bassano
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Bavel
o Levav |
Il
racconto della Torre di Babele è sicuramente uno dei passi più letti e
conosciuti della Torah. Ricordo che un mio compagno di corso amava
leggere “Bavel” al contrario per passare dalla mescolanza, confusione e
dispersione cui allude la parola e il racconto di Babele, a quel punto
fermo e unificatore che invece è il cuore: “levav”. Un suggerimento e
un buon esercizio per chi vuole passare da una condizione
all’altra.
Ilana Bahbout
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