Paolo Sciunnach, insegnante | In
questa Parashah si narra della costruzione del Mishkan, il Santuario
Portatile, prototipo del Santuario di Gerusalemme di Re Salomone di cui
si parla nella Aftarah (Primo Tempio come modello anche del Secondo
Tempio). Il Santuario è una forma di Santificazione dello Spazio da
parte dell’uomo, dedicandolo a D-o, rappresenta una sorta di
microcosmo.
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Anna
Foa,
storica |
Mentre
ieri ed oggi in molte città italiane, in particolare a Milano, si
celebra la giornata europea dei Giusti, il 6 marzo, proclamata dal
Parlamento Europeo su proposta di Gariwo per commemorare tutti coloro
che si sono opposti ai crimini contro l’umanità e i totalitarismi, la
Capitale resta senza celebrazione. Solo meno di un anno fa, il 31 marzo
2016, un Giardino dei Giusti era stato inaugurato anche a Roma, dentro
la bellissima Villa Pamphili. Ancora non ci sono nomi per illustrarlo,
ancora il giardino resta abbandonato. Le istituzioni comunali sono al
corrente della sua esistenza? E cosa pensano di fare per sostenerla?
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Giusti, antidoto all’odio
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Si
celebra oggi la Giornata dei Giusti, istituita dal Parlamento europeo
su proposta dell’associazione Gariwo presieduta da Gabriele Nissim. Per
onorarli, scrive il Corriere, prendono il via a Milano le iniziative
dell’Associazione per il Giardino dei Giusti, composta da Comune,
Gariwo e Unione delle comunità ebraiche italiane. Oggi a Palazzo
Marino, alle 14.30, viene inaugurato il Giardino Virtuale: un luogo
online che estende ad altri Giusti — per ora 25 — lo spazio fisico del
Monte Stella (nella zona nord-ovest di Milano) dove ogni anno vengono
piantati nuovi alberi in onore di altrettante persone. Cinque
quest’anno: Hamadi ben Abdesslem, la guida tunisina che salvò un gruppo
di italiani nell’attacco al Museo del Bardo; Etty Hillesum, ebrea morta
ad Auschwitz che rifiutò la logica del odio verso i tedeschi; Lassana
Bathily, il musulmano che nascose delle persone nell’attentato al
supermercato casher di Parigi; Raif Badawi, blogger saudita impegnato
per una società libera; Pinar Selek, scrittrice turca in esilio per
aver difeso le minoranze.
Il mistero avvolge un dolmen gigante ritrovato negli scorsi giorni tra
i prati della Galilea, in Israele. Gli archeologi sono convinti che la
siccità, il freddo e la carestia abbiano spazzato via dal Levante le
civiltà della prima Età del Bronzo. Eppure, scrive il Corriere, la
scoperta del dolmen nei campi del kibbutz Shamir ha convinto gli
studiosi che la catastrofe possa aver risparmiato alcune popolazioni.
Non hanno lasciato città o altri reperti, “ma l’operazione monumentale
indica che la società doveva essere organizzata in gerarchie”.
È scontro tra Turchia e Germania: Erdogan ha infatti accusato Berlino
di “praticare il nazismo”, oggi come oltre 70 anni fa. A scatenare la
sua ira, riporta tra gli altri Repubblica, sono stati i divieti ai
ministri turchi di tenere comizi presso le comunità turche di Germania,
in vista del referendum con cui Ankara progetta di modificare la
propria costituzione, conferendo ancora più poteri al presidente.
Divieti decisi dalle autorità locali tedesche per motivi di sicurezza e
nei quali, viene spiegato da Repubblica, “il governo della cancelliera
Merkel ufficialmente non ha un ruolo”.
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giornata europea dei giusti - qui milano
"Giusti, una luce contro l'odio"
"Da
Israele alla Tunisia, sempre più città hanno accolto il nostro progetto
dedicato a Giusti e questo è per noi motivo di orgoglio", ad affermarlo
il presidente dell'Associazione Gariwo Gabriele Nissim, in occasione
delle celebrazioni nella prestigiosa sala Alessi del Comune di Milano
della Giornata europea dei Giusti. Un momento di riflessione istituito
dal Parlamento europeo per il 6 marzo di ogni anno, frutto dell'impegno
di Nissim e di Gariwo. L'appuntamento milanese – nel corso del quale
sono intervenuti oltre a Nissim, il vicepresidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara, il vicesindaco di Milano
Anna Scavuzzo, il presidente del Consiglio Comunale di Milano Lamberto
Bertolè e la direttrice di Gariwo Ulianova Radice – è stata
l'occasione per presentare il Giardino Virtuale dei Giusti: un progetto
nato per accogliere le segnalazioni e le testimonianze sempre più
frequenti sui giusti dimenticati o ancora sconosciuti, inseriti in uno
spazio virtuale che riproduce il giardino del Monte Stella di Milano.

“Oggi
ricorre la Giornata Europea dei Giusti, nata per celebrare il valore di
chi si è opposto ai totalitarismi, al terrorismo e ai crimini contro
l'umanità. L'esercizio della memoria del bene è fondamentale e
l'esempio dei Giusti ci responsabilizza. Questo 6 marzo, in
particolare, è dedicato agli uomini e alle donne che hanno cercato il
dialogo in difesa della pluralità e non si sono piegati alla cultura
dell'odio" la nota del Primo ministro Paolo Gentiloni, letta in sala da
Nissim. “La memoria della Shoah - la riflessione della Presidente UCEI
Noemi Di Segni - impone un forte ed assoluto distinguo. Un assoluta
comprensione che quell’orrore appartiene ad una vicenda spazio
temporale che non ha uguali. Importante e forse più significativa di
ogni altra la ricerca del perché, perché un uomo o un popolo arriva a
perpetrare un simile crimine. E così come ci chiediamo il perché del
male, ci poniamo il perché del bene, quasi invertendo l’aspettativa. È
talmente tanto e tanto il male vissuto che è quasi normale. È talmente
talmente raro il fare bene che rimaniamo sconvolti. Non è da tutti
essere giusti". Leggi
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giornata europea dei giusti
"Giusti, esempio per i giovani"
In
occasione delle celebrazioni della Giornata europea dei Giusti nella
sala Alessi del Comune di Milano, il vicepresidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Giorgio Mortara ha pronunciato il seguente
discorso.
La luce dei Giusti irradia l'intera umanità e rappresenta un
formidabile paradigma sia in tempo di pace che in tempo di crisi,
quando il buio cala sul nostro mondo e la violenza, l'odio, la
negazione dei diritti costituiscono una minaccia quotidiana alla vita
democratica.
Conoscere e divulgare le storie di chi si è opposto all'oscurità, nei
diversi periodi del nostro recente passato, rappresenta un'opportunità
che ci aiuta a capire il valore delle conquiste ottenute dal mondo
progredito e il loro peso specifico nelle nostre esistenze.
Celebrando i Giusti di ieri e di oggi, raccontando il loro coraggio, il
loro sogno, la loro tenacia, rafforziamo i valori che uniscono popoli e
culture diverse nel comune anelito di pace, libertà e fratellanza
universale..
Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI Leggi
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il ricordo di davide romanin jacur
Rav Viterbo, Maestro di vita
Si sono svolti ieri a Beth Shemesh, in Israele, i funerali del rav Achille Shimon Viterbo.
Nato a Tunisi, rav
Viterbo aveva conseguito il titolo di Maskil al Collegio Rabbinico
Italiano di Roma nel gennaio del 1956 e la Semikhà nel 1963. Dal 1955
al 1999 era stato rabbino capo di Padova.
Un magistero che ha lasciato un segno profondo, così come gli anni trascorsi prima a Trieste e poi a Gerusalemme.
Un ricordo che resterà incancellabile per l'intera collettività ebraica italiana.
Quarantaquattro anni. Sono più di quanto impiegarono gli Ebrei per
entrare nella Terra Promessa. Sono due intere generazioni che Achille
percorse nella nostra Comunità.
È arrivato giovanissimo, era un ragazzetto di 24 anni, raccomandato a
mio nonno Michelangelo da una lettera del suo maestro Disegni. Allora
arrivava da Torino il venerdì mattina, faceva le Tefilloth del venerdì
sera e del sabato mattina, l’attività sociale nel pomeriggio e le
lezioni della domenica mattina; e poi ripartiva correndo, per prendere
il treno e tornare a Torino, fino al completamento degli studi per
conseguire il Diploma.
Ricordo che incrociava sul selciato sotto le finestre di casa mia
gridando a mia mamma “pesce, mi raccomando!” e poi, faceva i
complimenti a mia sorella di cinque anni “ma che bella sottanina che
hai!”.
Era il tempo in cui la Comunità aveva appena finito di leccarsi le
ferite della Shoah, e si ricostruiva, ma non sapendo ancora quale
sarebbe stato il futuro: il grande Aron della Sinagoga Tedesca,
distrutta dal fuoco fascista, stava partendo per la Nuova Israele, con
quella struggente lettera in cui il Nonno affidava quelle sante pietre
al comandante della nave. Era il tempo delle Famiglie Calabresi,
Corinaldi, De Benedetti, Parenzo, Colombo, Cesana, Vitali Norsa,
Sharghel, Orvieto, Khan, Levi e Levi Minzi, Sacerdoti, Melli, Babad e
chissà quanti altri vorrei ricordare per farli tutti presenti in questa
occasione (non me ne vogliano); mentre stavano per arrivare i Segré
(con i controcanti sefarditi di Pino), i Lechziel, i D’Angeli, i
Permutti, i Marconi e, poi i Foà, Jona ed altri ancora.
Davide Romanin Jacur,
Presidente della Comunità ebraica di Padova Leggi
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qui torino - il concorso miur- ucei
I ragazzi raccontano Stella
La
Comunità ebraica di Torino e la Scuola elementare Colonna e Finzi
insieme per celebrare i vincitori del concorso nazionale indetto dal
ministero dell’Istruzione e della ricerca e dall’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane “I giovani ricordano la Shoah”: primi classificati
nella selezione regionale i bambini della classe V elementare della
Scuola Primaria “Collodi” di Rondissone con il video “La Storia di
Stella”. I giovani studenti, assieme alle loro maestre e alla
collaborazione con alcuni consiglieri della Comunità ebraica di Torino,
hanno intrapreso un percorso formativo attraverso le opere letterarie e
cinematografiche legate alla Shoah e al tema della memoria, per poi
potersi cimentare con il tema del concorso: raccontare la Shoah
attraverso una figura chiave. La scelta della classe elementare è
ricaduta sulla famiglia Duretti, in particolare su Roberto e Mariella,
figli di Stella Valabrega, ebrea torinese che assieme ai genitori venne
deportata ad Auschwitz. Lei si salvò, ma non raccontò ai figli la sua
identità ebraica e la tragica parentesi della deportazione.
Molti i presenti, tra cui il vicepresidente UCEI, Giulio Disegni che ha
ricordato come da diversi anni esista una collaborazione tra Unione e
MIUR per promuovere questo concorso nazionale. Accanto a lui la
vicepresidente della Comunità ebraica, Alda Guastalla, il sindaco di
Rondissone, Miriam De Ros, la preside della scuola ebraica, Sonia
Brunetti e il rabbino capo di Torino Ariel Di Porto che ha spiegato ai
ragazzi l’importanza fin da piccoli di sviluppare un senso critico
rispetto al presente e al passato. Leggi
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Oltremare - Rituale |
Noi
ebrei siamo degli esperti mondiali in fatto di rituale, dai riti
religiosi quotidiani a quelli settimanali, annuali, alle cose che si
fanno anche solo una volta nella vita e pur sempre devono seguire quel
rituale scritto centinaia quando non migliaia di anni fa. Non c’è
unanimità presso i filosofi e gli storici se questa ritualizzazione sia
ciò che ci rende eterni, o se sia la ragione fondante del peggiore
antisemitismo, e forse è tutte e due le cose. Si fa presto ad aver
paura di un gruppo di persone che compie ciclicamente azioni poco
comprensibili ai più, come la cottura di pani non lievitati prima di
Pesach, o levatacce in piena notte per andare a cantare le selichot
prima di Kippur. Si dice che non si dovrebbe aggiungere ai rituali già
stabiliti, ma sfido chiunque, ebrei e no, a dichiararsi privo di riti
personali, dati dall’abitudine o prodotti consapevolmente. E di recente
mi sono accorta di aver prodotto il mio piccolo, personalissimo rito
della scrittura dell’Oltremare.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Analisi scorretta - Lieberman
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Il
Ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman ha rilasciato una
interessante intervista al quotidiano tedesco Die Welt che non ha
ricevuto a nostro avviso l’attenzione che merita, perché dice cose
importanti su come un nuovo modo di avvicinarsi al conflitto
arabo-israeliano possa indicare soluzioni finora non immaginate.
“È tempo di dare vita ufficialmente ad una coalizione, a un’unione di
tutte le forze moderate del Vicino Oriente – non importa se musulmani,
ebrei o cristiani – contro il terrorismo”. Questa dichiarazione è stata
letta come la positiva risposta israeliana all’apertura del Ministro
degli Esteri saudita Adel Al-Jubayr per una collaborazione comune
contro il pericolo iraniano.
Anselmo Calò
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